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Un’altro tassello si aggiunge al complicato puzzle del ritorno ad una forma di normalità nel comune di Caldarola. Infatti sabato 20 gennaio un’altra attività commerciale ha riaperto i battenti dopo la chiusura obbligata del sisma di ottobre 2016. Si tratta della cartoleria “Passato e Presente” che ha inaugurato il nuovo punto vendita all’interno dell’area adibita a mini centro commerciale, la struttura recentemente creata alle porte del paese di Caldarola proprio per ospitare quelle attività economiche e professionali che attendevano una sede dopo il terremoto.

“Sono contento che piano piano il Mini Centro Commerciale si anima in attesa di andare a pieno regime con le altre attività che saranno aperte prossimamente, anche in questo modo si stimolano i cittadini a restare a Caldarola per fare gli acquisti di cui hanno bisogno nella quotidianità.” Questa la dichiarazione del primo cittadino Luca Maria Giuseppetti.

E la quotidianità dell’operosa comunità caldarolese è anche nella direzione della cultura. Infatti in attesa di presentare la prossima rassegna teatrale “Gusto del Teatro” sabato prossimo, 27 gennaio, si concluderà la rassegna “Dialettiamoci”, presso la sala polifunzionale Tonelli, con l’ultimo spettacolo in cartellone “Una domenica in famiglia” della Compagnia “Noi del Teatrino” di Camporotondo.

 

passato presente

Un’altro tassello si aggiunge al complicato puzzle del ritorno ad una forma di normalità nel comune di Caldarola. Infatti sabato 20 gennaio un’altra attività commerciale ha riaperto i battenti dopo la chiusura obbligata del sisma di ottobre 2016. Si tratta della cartoleria “Passato e Presente” che ha inaugurato il nuovo punto vendita all’interno dell’area adibita a mini centro commerciale, la struttura recentemente creata alle porte del paese di Caldarola proprio per ospitare quelle attività economiche e professionali che attendevano una sede dopo il terremoto.

“Sono contento che piano piano il Mini Centro Commerciale si anima in attesa di andare a pieno regime con le altre attività che saranno aperte prossimamente, anche in questo modo si stimolano i cittadini a restare a Caldarola per fare gli acquisti di cui hanno bisogno nella quotidianità.” Questa la dichiarazione del primo cittadino Luca Maria Giuseppetti.

E la quotidianità dell’operosa comunità caldarolese è anche nella direzione della cultura. Infatti in attesa di presentare la prossima rassegna teatrale “Gusto del Teatro” sabato prossimo, 27 gennaio, si concluderà la rassegna “Dialettiamoci”, presso la sala polifunzionale Tonelli, con l’ultimo spettacolo in cartellone “Una domenica in famiglia” della Compagnia “Noi del Teatrino” di Camporotondo.

 

passato presente

Lavori fermi da circa dieci giorni nell’area Sae di Vallicelle a Camerino.  Mai partiti invece quelli dell’area di Sant’Erasmo, nonostante il cronoprogramma preveda la consegna delle casette entro il 28 febbraio.

La stessa amministrazione comunale, dice di ignorarne i motivi che si stanno cercando di chiarire con l’ente regionale. “ Quello che sta accadendo è molto grave- dichiara il sindaco Pasqui- ;  stiamo già iniziando a pensare alla nomina di un legale che possa seguire tutto l’iter fino alla consegna delle ‘casette’ per ogni cantiere. I cronoprogrammi per i quali sto chiedendo aggiornamenti in riferimento a tutte le aree- prosegue Pasqui- non mi vengono comunicati in tempo reale il che, da parte della Regione Marche è ingiustificabile. Il prossimo 24 gennaio mi incontrerò con il presidente Ceriscioli, proprio allo scopo di ottenere delucidazioni; i ritardi sono sensibili ed evidenti,  ragion per cui bisognerà cercare di capire e anche far sì che il tutto subisca un’accelerazione. A dir la verità – continua- personalmente è da tempo che cerco di evidenziare che non sono mie tutte le colpe che sovente mi si addossano, a partire dalla scelta delle aree che hanno dei motivi ben precisi, fino alla tempistica adottata dal comune. Oggi però che i ritardi sono assurdi ed ingiustificati è sotto gli occhi di tutti e, anche per questo motivo, abbiamo deciso di iniziare ad incontrare e informare gli assegnatari delle casette, facendo il punto della situazione almeno ogni dieci –quindici giorni e di conseguenza comunicandolo loro.

Detto questo- sottolinea Pasqui- , non potendo abbassare comunque la guardia anche di fronte a situazioni spiacevoli, siamo pronti a continuare a guardare avanti fiduciosi. Di certo, quando accadono fatti inspiegabili come il fermo lavori a Vallicelle o come l’area di Sant’Erasmo dove i lavori non sono mai partiti, qualche pensiero non buono ci corre in mente. Tengo a precisare che questo tipo di difficoltà non riguarda solo Camerino; le stesse problematiche le sta infatti vivendo Valfornace e, dai dati ufficiali che riguardano altri comuni, la consegna delle Sae sta subendo ritardi in molti casi e, addirittura anche nei comuni facenti parte del primo cratere sismico .

Una problematica dunque preoccupante e da sanarsi, ma – conclude Pasqui- sono convinto che nelle prossime ore il presidente della Regione saprà prendere in mano la situazione”.

C.C.

“Nel piano da un miliardo e 35 milioni di euro per ricostruire gli edifici pubblici distrutti dal sisma c’è anche la caserma dei carabinieri di San Severino. Si procederà all’adeguamento strutturale e all’efficientamento energetico dell’edificio”.

Lo rende noto, con soddisfazione, il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, dopo mesi di “impegno per salvare un edificio strategico che abbiamo sempre inserito – dice - fra le priorità della ricostruzione”.

Nei mesi scorsi l’Amministrazione comunale, con diversi solleciti aveva interessato della grave situazione l’ufficio del Commissario straordinario per la Ricostruzione, il capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile Angelo Borrelli, che si era subito interessato alla vicenda, il Comando generale e il Comando Legione dell’Arma e l’Agenzia del Demanio, proprietaria dell’immobile.

“C’erano già state date rassicurazioni tempo fa. La caserma dei Carabinieri di via Raffaello Sanzio è l’unica di proprietà demaniale, ve ne è solo un’altra in tutta l’area del cratere, e si trova in una di quelle zone della città che furono perimetrate come zona rossa. Oggi è parzialmente agibile, aperta e funzionante nella parte degli uffici ma chiusa ai piani superiori dove si trovano gli alloggi”.

Il Comune aveva proposto anche una serie di soluzioni per risolvere l’emergenza ed era arrivato a valutare la possibilità di utilizzare le Sae per dare un alloggio al personale dell’Arma.

“La presenza di un presidio sul territorio - spiega il sindaco – è importantissima. Occorre che uomini e mezzi siano messi nelle condizioni di poter intervenire, in caso di necessità, tempestivamente. E’ poi necessaria la loro presenza per presidiare il territorio comunale che ricomprende decine di frazioni e che ha un estensione di quasi 195 chilometri quadrati. In questo quadro non facile l’aver trovato almeno una risoluzione ai problemi strutturali ci fa ben sperare. Adesso attendiamo l’apertura, speriamo a breve – conclude - del cantiere”.

" Sotto un bel sole, un altro tassello che ci permette di avanzare verso il mosaico completo della richiesta di soluzioni  abitative provvisorie del nostro comune". Così il sindaco di Muccia alla cerimonia di consegna delle chiavi delle 14 casette di Massaprofoglio. Presenti all'inaugurazione l'assessore regionale alla Protezione Civile Angelo Sciapichetti, il parroco don Gianni Fabbrizi, autorità militari e maestranze.

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" Abbiamo rinviato di una settimana per essere certi che tutto funzionasse a puntino ma lo spostamento della data ci ha agevolato anche dal punto di vista metereologico".

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Atmosfera gioiosa tra i residenti della bellissima frazione, incastonata in un paesaggio mozzafiato. " Uno dei tanti angoli incantevoli di un territorio meraviglioso- ha commentato l'assessore regionale Sciapichetti- Quattordici nuclei famigliari rientrano a casa; un altro bel segnale che ci fa dire che, anche nelle prossime settimane, dobbiamo continuare nell'impegno concreto di riportare la gente sul territorio.  Quella di oggi- ha aggiunto- è la dimostrazione che si sta andando in questa direzione. Adesso dobbiamo impegnarci per far ripartire prima di tutto la ricostruzione leggera  che, come avviene per le Sae, permetterà il rientro di tante persone. Ormai gli strumenti ci sono; abbiamo le ordinanze, le semplificazioni e le coperture finanziarie per cui, il 2018 dovrà essere finalmente segnato dall'avvio della ricostruzione leggera che finora ha stentato a partire". Il primo cittadino di Muccia ha annunciato il prossimo completamento delle consegne per le aree Piani di Giove e Varano. " Per l'area di Varano- ha detto Baroni- dobbiamo decidere se farla su due step o consegnare le Sae in unico blocco, anche se io sarei più propenso per una doppia consegna in modo da favorire intanto il rientro a casa di alcune famiglie. Altro segnale positivo i finanziamenti ottenuti non solo per la ricostruzione della chiesa di San Biagio ma anche per gli edifici ecclesiastici di Varano e di Col de' Venti. Da parte nostra abbiamo chiesto che possa rientrare nel piano di ricostruzione anche la chiesa di Sant'Andrea di Massaprofoglio. La frazione è molto curata e accogliente e, anche una chiesa rimessa a posto, potrà contribuire al rinsaladarsi della comunità".   

C.C.

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Sedici chiese settempedane rientrate nel piano di recupero dei beni culturali del Mibact.

L’elenco ricomprende anche la chiesa di San Giuseppe, in piazza Del Popolo, che era già in piena fase di ristrutturazione dopo il rogo di Capodanno del 2009 e che rientra oggi fra gli interventi prioritari. Insieme a questa anche quella di Santa Chiara, a Castello al Monte, già presente nel primo stralcio.

Fra i luoghi di culto che saranno sottoposti a recupero figurano poi il santuario di San Pacifico, l’abbazia di Santa Maria di Valfucina, le chiese di San Filippo e Santa Maria della Pieve e diverse altre chiese del vasto territorio comunale: Santa Maria Assunta a Cesolo, Sant’Anna a Parolito, San Giovanni Battista nella frazione di Colleluce, San Paolo al Ponte, Santa Maria Annunziata ad Aliforni, San Pietro Apostolo nella frazione Biagi, Sant’Antonio Abate a Castel San Pietro, San Pietro Apostolo a Serripola, Santa Maria Assunta a Carpignano e San Giovanni Battista nella frazione dei Granali.

Abbiamo dato priorità agli interventi nelle scuole e, prima ancora, ai sopralluoghi negli edifici privati al fine di mettere in condizione tante famiglie di ritornare nelle proprie case ma anche quello delle chiese e degli edifici di culto era per noi un capitolo importante – sottolinea il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei –. Le nostre chiese sono un tesoro diffuso su tutto il territorio e custodiscono opere di inestimabile valore. Il terremoto ha danneggiato le strutture ma la comunità ha bisogno di questi luoghi anche per ritrovarsi e per trovare nella fede un momento di conforto e speranza".

G.G.

Tutto secondo cronoprogramma. Puntuale, con l’inizio del 2018, l’ ”Ufficio Speciale Ricostruzione Marche”, voluto dal Commissario Vasco Errani per la ricostruzione post sisma 2016 e confermato da Paola De Micheli, da alcuni giorni è operativo a Caccamo di Serrapetrona. Sarà il centro nevralgico per l’esame dei progetti della costruzione e ristrutturazione degli edifici danneggiati.

Come riportato nel numero in edicola del settimanale Appennino Camerte, nella struttura troveranno” posto” tutte le pratiche da gestire relative al sisma, insieme ad un’autentica task force di circa 100 unità, tra tecnici ed esperti del settore.

E’ questo in sostanza  il progetto definitivo previsto da Regione e Protezione civile, anche se i primi “utenti del servizio” hanno riscontrato alcuni “disagi”, dovuti al trasloco delle pratiche, provenienti dall’ufficio di Macerata, ubicato nel palazzo della Provincia. Al riguardo, tuttavia, gli ingegneri Cesare Spuri, direttore dell’ufficio speciale per la ricostruzione post sisma della regione Marche, e Francesca Claretti, dirigente dell’ufficio speciale post sisma delle province di Ancona e Macerata, hanno assicurato che, nel giro di pochi giorni, tutto diventerà efficiente e funzionale alle esigenze di professionisti e cittadini.

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     Nella foto l'Ing. Francesca Claretti

 

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      Nella foto l'Ing. Cesare Spuri

A lungo contestata, la scelta di Caccamo probabilmente si rivelerà comoda per l’intero territorio e utile a servire  un più largo bacino di utenza.

E’ questa la prima pietra della ricostruzione sulla quale si esprime con soddisfazione lo stesso ingegnere Cesare Spuri.  “ L’operatività dell’Ufficio di Caccamo è partita- dichiara - Intanto il numero di riferimento per i contatti telefonici è lo 0733-904711. All’interno della sede è racchiusa  tutta l’istruttoria delle pratiche di edilizia privata e tutta “la coda” dell’antecedente sisma del 1997. I primi giorni ci vedono ancora attivi nella sistemazione del tutto, tuttavia - aggiunge- l’Ufficio è già operativo. Caccamo è la nostra sede principale di lavoro, utile a servire sia la Valle del Fiastra, che le Valli del Potenza e del Chienti. Un luogo baricentrico, che vale ad accorciare le distanze fisiche con chi ha bisogno di rivolgersi a noi. Siamo riusciti a trovare una sede che riteniamo soddisfacente per le nostre esigenze che sono sempre abbastanza importanti; abbiamo la disponibilità di 1400 metri quadrati che ci permettono di poter sistemare negli uffici, fino a 100 persone. All’incirca una sessantina gli attuali operatori di un organico destinato a crescere in una sistemazione che riteniamo buona, sia per possibilità di parcheggio, sia per la facilità di essere raggiunta, attraverso  una comoda viabilità. Da qui insomma, contiamo di riuscire a lavorare bene, a contatto con la popolazione e con gli operatori”.

Da ultimo, un commento positivo anche riguardo alle nuove ordinanze del Commissario alla Ricostruzione De Micheli. “ Nascono da un lavoro con il quale, sentendo bene tutti gli operatori,- spiega Spuri- si è cercato di analizzare i vari  passaggi, modificandoli  per renderli più leggeri, più brevi e, ci auguriamo capaci di poter produrre il maggior numero di pratiche possibile”. 

C.C.

Elezioni politiche 2018 anche il Partito Comunista scende in campo con un candidato maceratese, il sindaco di Gagliole Mauro Riccioni candidato capolista alla Camera dei Deputati.

Vedere il simbolo del Partito comunista è diventato quasi una rarità.

“Una rarità fino a un certo punto – risponde Riccioni - nel senso che finalmente siamo l’unico partito che si presenta alle elezioni sotto la falce e martello. Fino allo scorso anno sotto questo simbolo erano diversi a spartirsi le briciole.

Noi siamo quelli che portiamo avanti la storia, per così dire, dell’Unione Sovietica fino al ’53 senza rigettare i principi del marxismo, la grande storia della resistenza italiana fino a Togliatti”.

Con quale programma vi presentate agli elettori?

“Incentriamo tutto il nostro programma sul lavoro perché i diritti sociali possono scaturire solamente da una linea politica che porti a garantire il lavoro a tempo indeterminato.

Quindi abolizione totale della legge Fornero, per quanto riguarda le pensioni, e di tutto il precariato. Occorrono assunzioni a tempo indeterminato soprattutto nell’ambito della pubblica amministrazione per la prevenzione delle calamità naturali. Attorno a questo ruota un’altra linea politica che è quella dell’alta considerazione della classi sociali più deboli: disabili, anziani e giovani per fare un’attività di prevenzione da un lato nei confronti delle dipendenze, per i giovani, e di tutela degli anziani che sono stati la nostra memoria. Riguardo, poi, al terremoto vogliamo pensare ad una legge più snella che faccia partire subito i lavori con più potere ai sindaci”.

Per fare tutto questo bisogna raccogliere firme per presentarsi e al riguardo lei è piuttosto polemico.

“Sì perché occorrono per la Camera dei Deputati 800 firme e se qualche mecenate manda in giro a raccogliere le firme persone a pagamento per partiti che raccoglieranno lo 0,1 - 0,2% potranno essere presenti in parlamento. Noi non mandiamo nessuno in giro a pagamento per raccogliere le firme e quindi sarà molto molto dura riuscirci.

C'è tempo, però, per cui fino a giovedì prossimo per firmare e quindi l'invito è a farlo per sostenere la mia candidatura”.

Dodici famiglie potranno rientrare a casa. Conclusi i lavori per la riparazione di danni lievi per 12 abitazioni di Caldarola.

Un piccolo ma importante segnale di ripartenza per il territorio”, così lo definisce uno dei proprietari, Giorgio Di Tomassi.

L’importo dei lavori è stato di circa 250mila euro, stanziati il 7 giugno 2017 con tre diversi decreti. Il progetto ha interessato tre edifici quadrifamiliari ed i lavori, da concludere in sei mesi, sono stati avviati il 19 giugno. Ad eseguirli, la ditta Cimini Costruzioni Generali di Potenza Picena che, dice Di Tomassi, “aveva già una pregressa esperienza nel settore, facendo parte del gruppo Cimini impegnato a l’Aquila e in Emilia Romagna”. Il tecnico che ha redatto il progetto è il geometra Alessandro Butinelli di Caldarola e i lavori sono consistiti nella demolizione e nel rifacimento dei tramezzi completamente lesionati, nella stuccatura di lesioni, nel ripristino delle murature e nella sostituzione di architravi lesionati; nel consolidamento di tamponature e tramezzi lievemente lesionati con malte e fibre apposite, nella realizzazione di connessioni antiribaltamento delle murature, nel ripristino di pavimenti e rivestimenti, così come degli impianti e delle tinteggiature. Infine si è provveduto al miglioramento termico delle abitazioni.

Le abitazioni - torna a dire Di Tomassi - non solo sono state riportate in condizioni abitabilità ma sono anche state migliorate dal punto di vista della resistenza sismica. È la prima ricostruzione da danno lieve completata nel comune di Caldarola. Credo che ciò rappresenti un piccolo ma importante segnale di ripartenza per il territorio, nell'auspicio che sia soltanto il primo di una lunga serie di interventi di ricostruzione portati a termine con celerità, così - conclude - da ricostruire la comunità locale ancora purtroppo fortemente frammentata per le difficoltà enormi causate dal sisma”.

 

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g.g.

Nell'ambito del programma di formazione-informazione della Scuola Calcio per la stagione 2017/2018 ed in collaborazione con l'Ipsia (Istituto Professionale Don E.Pocognoni di Matelica) la S.S.Matelica organizza l'incontro - confronto di prevenzione e informazione "Dipende da te" con la Comunità di San Patrignano. Sabato 20 gennaio alle ore 10 nell'Aula Magna saranno portate testimonianze, esperienze della Comunità di recupero con cui si svolgerà anche un dibattito sul tema della dipendenza dalle droghe. Da quasi 40 anni la comunità di San Patrignano accoglie ragazzi e ragazze con gravi problemi di droga in maniera completamente gratuita e senza richiedere alcun contributo alle loro famiglie né rette allo Stato. L’accoglienza avviene senza fare alcun tipo di discriminazione ideologica o sociale. Attualmente gli ospiti della comunità sono circa 1.300. A Botticella, presso il comune di Novafeltria, San Patrignano ha una struttura che ha dedicato alla prima accoglienza per i ragazzi tossicodipendenti. Un'iniziativa importante per la S.S.Matelica in collaborazione con la scuola nella volontà, forte, di coinvolgere ragazzi e ragazze su un argomento di estrema importanza sociale come la prevenzione dalle dipendenze. A tal proposito un ringraziamento va anche all'Istituto Professionale di Stato Don E. Pocognoni di Matelica da subito dimostratosi disponibilissimo e sensibile all'iniziativa. L'incontro è rivolto anche ai tecnici, dirigente e tesserati della S.S.Matelica ai familiari e tutte le società del territorio

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