Notizie sportive nelle Marche

Intervento duro e deciso del parroco di Pieve Torina don Nello Tranzocchi contro la scelta del comune e della pro loco di aver organizzato nel Chiostro di Sant’ Agostino un “ Concerto grande della sera “ previsto per le ore 22,00 di giovedì 25 agosto.

Nella stessa struttura insiste la Casa protetta, luogo dove vivono molti anziani.

Don Nello perché lei è contrario?

“Ho visto il programma in giro alcuni giorni fa nel volantino delle iniziative estive del 2016 e giovedì 25 agosto c'è questo concerto, alle ore 22:00, con la partecipazione della Monsano Folk Festival.

Al di là degli aspetti organizzativi, non è stato considerato un elemento importante: la presenza della Casa protetta e la casa di riposo Sant'Agostino, che è al piano superiore. La scelta del luogo e dell’orario è inopportuna perche alle ore 22 gli ospiti (tutti anziani) stanno riposando e non mi sembra che il concerto si possa giustificare o far passare come attività culturale a favore degli ospiti.

Inoltre, in caso di maltempo la serata si svolgerebbe nel vicino teatro comunale, motivo in più per confermare la mia idea.

E’un fatto che io non accetto ne come uomo ne come cittadino di Pieve Torina e come parroco di questo paese intendo ribadire l'importanza della persona umana, tanto più se è malata, bisognosa di cure e di attenzioni particolari.

Voglio sottolineare – continua Tranzocchi - che al di là di come andrà a finire questa vicenda, a Pieve Torina sta nascendo un gruppo di persone libere, nell'ambito cattolico, che non si lasciano intimorire da quello che ordina, comanda, suggerisce l'amministrazione comunale o la Pro Loco.

Possiamo parlare liberamente, l’ho scritto anche nella lettera di ferragosto per la Festa dell'Assunta portata a conoscenza di tutte le famiglie: ”.. i cristiani sono contenti di poter soffrire per il nome di Cristo”. Quindi tutto il resto non ci fa paura”.

Una levata di scudi che a Pieve Torina mette in difficoltà sia la maggioranza che la minoranza. Lei don Nello ha voluto essere il primo portavoce lanciando un grido forte?

“Certamente. Qualcuno si deve prendere una responsabilità e io non posso tirarmi indietro di fronte a un fatto come questo, non posso tacere. Nessuno si era accorto che lì c’è una casa di riposo e una struttura protetta?”.

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Il 7 agosto 2016 si è svolta la gara ciclistica, categoria Allievi, Recanati – Pieve Torina ed i partecipanti alla gara avevano la possibilità di vincere i seguenti trofei: trofeo Mare Monti Recanati Pieve Torina, trofeo Comune di Pieve Torina ed il trofeo acqua Roana.

Una competizione che da due anni ha il suo traguardo a Pieve Torina e che coinvolge i cittadini Pievetorinesi i quali accorrono numerosi per assistere alla corsa.

Per il secondo anno consecutivo il Comune di Pieve Torina ha dato il suo contributo alla realizzazione di questo importante evento sportivo e con l’occasione si è celebrato per la terza volta il memorial Luigi Gentilucci, il quale fu sindaco in passato della comunità pievetorinese.

ciclismo pievetorina premiazioni

Una volta conclusa la gara gli organizzatori insieme al Sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci hanno premiato i vincitori consegnando le rispettive coppe e si sono congratulati con i vincitori, augurando loro di vincere altrettanti trofei con il ciclismo.

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Partiti dal sagrato della basilica di san Nicola di Tolentino nella mattinata di lunedì 1 agosto Paolo Vichi e i suoi tre "scudieri", il fido Andrea Marucci, l'umbro Tiziano Severi Pierini, il "neofita" Paride Palermo, con Luciano Vita alla guida del pulmino di assistenza messo a disposizone dall'assessorato ai servizi sociali del comune di Tolentino, sono arrivati alla meta di San Giovanni Rotondo nel primo pomeriggio di mercoledì 3 agosto dopo 350 chilometri percorsi in 3 giorni con tappe intermedie a Pineto e Termoli. Si è così conclusa l'ennesima impresa di Paolo Vichi che con la sua handbike ha voluto raggiungere la tomba di san Pio da Pietralcina per aiutare Fabrizio, ragazzo tetraplegico amico di Paolo, ad acquistare un pulmino con pedana per potersi spostare in quasi autonomia. Emozione e gioia all'arrivo a San Giovanni Rotondo dove ad attendere Paolo c'era la sua famiglia e alcuni amici che lo hanno sostenuto nell'impresa. "E' stata un'avventura dura, ma nello stesso tempo emozionante - le prime parole di Paolo Vichi davanti al santuario di padre Pio - Ho vissuto l'ultimo tratto del percorso, 15 chilometri di salita dura, pregando e riflettendo. L'essere costretto dalla strada ad andare piano mi ha fatto pensare a come viviamo tutti i giorni immersi nella frenesia. Un'esperienza che mi ha portato anche a guardarmi dentro e per la quale non finirò mai di ringraziare i miei 4 angeli custodi". "E' stata dura, ma ce l'abbiamo fatta - dice Tiziano Severi Pierini - A conclusione di questo pellegrinaggio posso soltanto dire che sicuramente mi mancheranno i miei compagni di viaggio". "Un'esperienza che già ci emozionava prima della partenza - le parole di Andrea Marucci, compagno inseparabile di Paolo Vichi in tante avventure - Durante l'impresa ci siamo anche divertiti, vivendo l'esperienza con molta leggerezza nel senso che Paolo con la sua forza, con il suo humor è riuscito a trasmettere serenità anche durante i momenti più duri. Il messaggio che vogliamo lanciare è che tutti possiamo fare tutto in qualsiasi condizione ci ponga la vita". Ultimo in ordine di tempo ad aggregarsi al gruppo è stato Paride Palermo. "Non ero mai andato in bicicletta e ho comprato la bici soltanto 5 giorni prima della partenza - confessa candidamente - Conosco Fabrizio, cui Paolo ha dedicato la sua fatica, fin da bambino. Dopo aver conosciuto Paolo proprio grazie a lui e saputo della sua idea non ho esitato a prendervi parte. Speriamo che la nostra impresa serva ad aiutare concretamente Fabrizio".

 

Paolo Vichi al suo arrivo a San Giovanni Rotondo

vichi arrivo

 

I protagonisti dell'impresa

 

gruppo impresa

 

Foto di gruppo davanti al santuario di padre Pio

piazzale san giovanni rotondo

 

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Da Tolentino a San Giovanni Rotondo in tre giorni, facendo tappa a Pineto e Termoli prima di raggiungere la tomba di san Pio da Pietralcina. E' l'ennesima impresa realizzata da Paolo Vichi, ideatore insieme a Roberto Mancini, presidente dell'Asd Monti Azzurri, gruppo ciclistico cui Paolo è iscritto, del progetto Lesi Non Arresi. Dopo l'incidente stradale subito nel 2012 che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, Paolo Vichi non ha abbandonato la sua innata passione per il ciclismo, continuando a "pedalare" sulla sua speciale handbike spinta con la forza delle braccia. Così, accompagnato dal fido Andrea Marucci e da Tiziano Severi Perini, amcio proveniente dall'Umbria, Paolo ha deciso di recarsi a San Giovanni Rotondo, partendo dalla basilica di san Nicola, per solidarietà. "Siamo felici per essere riusciti a sensibilizzare molti per questa nostra avventura – così Paolo Vichi – Un'inziativa pensata per aiutare Fabrizio, un ragazzo di Ortona che ho conosciuto quando ero ricoverato a Montecatone nel reparto per mielolesi, ad acquistare un pulmino con pedana per potersi rendere autonomo. Sulla pagina facebook "Un cuore per motore" si possono trovare tutte le coordinate per sostenere tale progetto. Ringrazio anticipatamente tutti coloro che vorranno rendere, con il loro contributo, il nostro gesto ancora più significativo. Questa impresa la voglio dedicare alla mia famiglia e in particolare a mia figlia, cui ho sottratto tanto tempo per allenarmi. Una dedica anche a tutte le persone che amano la vita e non si chiudono nel dramma". "Una pedalata particolare – fa eco Andrea Marucci, uno dei ciclisti che accompagnano Paolo – per ringraziare padre Pio per alcune grazie particolari e per dimostrare che la disabilità non è un limite, ma è un grosso stimolo per compiere grandi imprese. L'idea di recarci a San Giovanni Rotondo è nata quasi per caso. Con Palo abbiamo iniziato a frequentarci in un gruppo di preghiera e piano piano è nata una profonda amicizia. L'ho accompagnato in varie tappe del "Tour Italian Hanbike" e da qui è sorta l'idea di fare qualcosa di grande in bici". "Vogliamo dimostrare che in ogni caso non ci sono limiti per fare determinate cose – fa eco Tiziano Severi Perini – Spero che questo evento sia il primo di una lunga serie, vista la forza di volontà invidiabile che ha Paolo. Ad unirci è stata sicuramente la passione per la bici, ma, visto il rapporto che ci unisce e i nostri comuni valori, credo che riusciremo a strutturare insieme diverse cose".

 L'incontro di Paolo con Fabrizio ad Ortona

 

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Termoli, arrivo della seconda tappa

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L'arrivo a Pineto, a conclusione della prima tappa

arrivo pineto

 

Durante il tragitto lungo la statale Adriatica

pellegrinaggio tragitto

 

Paolo insieme ai suoi accompagnatori Andrea, Tiziano, Luciano, Paride

accompagnatori

 

 

Sul sagrato della basilica di san Nicola in attesa dell'arrivo di Paolo Vichi per la partenza

 

sagrato di san Nicola in attesa di paolo Vichi

 

Andrea Marucci e Tiziano Severi Perini, accompagnatori di Paolo nell'impresa

Andrea Marucci e tIZIANO sEVERI PERINI

 

Con il priore di san Nicola padre Massimo

Padre MASSIMO

 

Foto di gruppo prima della partenza

UN MOMENTO PRIMA DELLA PARTENZA

 

UN ATTIMO PRIMA DELLA PARTENZA

 

LA FOTO PRIMA DELLA PARTENZA

 

PADRE MASSIMO E I PARENTI DEI CICLISTI

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