Notizie di politica nelle Marche
Giovedì, 31 Agosto 2017 18:45

Un tetto in legno per Santa Maria in via.

A Camerino è iniziata già da qualche tempo la messa in sicurezza del Santuario di Santa Maria in via. Proprio questo giovedì 31 agosto la chiesa è stata oggetto di visita da parte del presidente della Conferenza Episcopale Italiana Card. Gualtiero Bassetti, , accompagnato dall’arcivescovo Brugnaro e dalle autorità cittadine. Complesso il lavoro che si sta portando avanti come riferisce l’ingegnere Carlo Morosi, responsabile dell’Ufficio Sisma della Diocesi di Camerino, San Severino Marche.

“ E’ iniziata innanzitutto la cernita degli affreschi che sono caduti dalla volta centrale- spiega- per i quali si è proceduto allo stoccaggio all’interno della chiesa. Quanto alle pietre , ai portali rimossi e alle porzioni di campanile lo stoccaggio è avvenuto all’esterno del santuario e adesso si sta procedendo alla messa in sicurezza della chiesa, mediante il placcaggio di alcune parti , il fissaggio e “l’incerottatura” di alcune porzioni per renderla stabile e le porzioni verranno successivamente rimosse in sede di restauro. Si sta anche procedendo alla copertura in legno della parte di volta che è crollata all’interno – aggiunge- ; è in atto la messa in sicurezza della metà della volta rimasta dopo il crollo, al fine di evitare percolamento e infiltrazioni di acque meteoriche all’interno. I lavori di messa in sicurezza dei quali si occupa direttamente il Mibact, sono svolti dalla ditta appaltatrice, la Alessandrini di Montefortino, su progetto e direzione lavori del Mibact”.

S.MARIA IN VIA CUPOLA

MOROSI BASSETTI

L'Ingegnere Carlo Morosi illustra gli interventi al Cardinale Bassetti

Panoramica S Maria in Via

 santa Maria in via messa in sic da fuori

 

Sotto la facciata del duomo 

duomo facciata

 

E’ lo stesso Ufficio Ricostruzione della diocesi ad occuparsi invece della messa in sicurezza della cattedrale in piazza Cavour, per la salvaguardia del bene e di alcune porzioni interne.. “Stiamo completando la parte esterna con lavori pressoché conclusi sulla parte posteriore dell’abside – continua l’ingegnere Morosi- e adesso ci stiamo occupando della facciata principale che ha subìto una forte rotazione e un principio di ribaltamento. Terminata questa messa in sicurezza procederemo con quella relativa ad alcune porzioni. In particolare assicureremo la sagrestia e una capella laterale laterale, in quanto il muro dietro la cantoria e l’organo sta crollando e conseguentemente alcune parti , che precedentemente non sono state oggetto d’intervento da parte della Sovrintendenza, verranno messe in sicurezza. Procederemo solo internamente dunque per la sicurezza e la salvaguardia della cattedrale così come procederemo alla messa in sicurezza di una porzione del Palazzo arcivescovile sia in riferimento alla parte esterna ce alla parte centrale dell’ingresso principale; interessata sarà l’area museale e una  parte degli appartamenti del piano nobile superiore. Un lavoro che si sta eseguendo dunque- conclude l’ingegnere- sia per la salvaguardia del bene che per la finalità di una futura riapertura di piazza Cavour, la piazza principale di Camerino.

C.C.

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Ultima Conferenza dei Servizi a Caldarola ieri per partire definitivamente con i lavori di costruzione del nuovo edificio scolastico, erano presenti tutti i soggetti interessati alla costruzione insieme ai donatori della Legacoop che hanno messo a disposizione della comunità caldarolese 2 milioni 700 mila euro.

Il progetto, rivisitato rispetto al primo presentato nel febbraio scorso, prevede una superficie di circa 1850 m² divisi su due piani: Al piano terra 3 aule per la scuola dell'infanzia, tutte dotate di servizi al loro interno sia per i bambini che per il corpo docente, un grande spazio comune per il gioco, un disimpegno, il refettorio, la stanza per l'impiattamento dei pasti e mensa, per quanto riguarda invece la scuola primaria ci saranno due aule al piano terra, un grande atrio, l'aula insegnanti, la dispensa, lo spogliatoio di servizio per le cuoche, al primo piano invece quattro aule laboratorio per le attività linguistiche, informatiche e musicale-espressivo, tre aule all'interno delle quali fare lezione e infine un auditorium da 100 posti circa,

La nuova scuola sarà completamente autonoma dal punto di vista dei consumi, alimentata con pannelli fotovoltaici e solari termici, la cucina sarà ad induzione, cioè alimentata con il fotovoltaico, il riscaldamento sarà a pavimento, ci saranno sensore di movimento e controllo elettronico della luminosità.

Le scuole materna, dell'infanzia e primaria saranno collegate tra loro e tutte con la palestra recentemente inaugurata.

Soddisfazione da parte di tutti i soggetti interessati è stata espressa al termine della conferenza dei Servizi di ieri, soprattutto per gli obiettivi raggiunti nel corso di questi mesi, particolarmente soddisfatti anche gli stessi donatori della Legacoop che oltre alla funzionalità e alla sicurezza sismica ci tenevano in modo particolare al fatto che fosse apprezzata da tutta la cittadinanza, non solo quella prettamente scolastica.

Ora i tempi per l'inizio dei lavori saranno brevi, probabilmente entro lo stesso mese di settembre, per poter consegnare le chiavi della scuola nei primi mesi del prossimo anno.

La buona volontà dell'Amministrazione Comunale, di pari passo con l'impegno delle Istituzioni, è stata dimostrata anche nella veloce costruzione delle SAE, infatti le prime 41 saranno consegnate già entro i primi 10 giorni di ottobre, tanto che nei prossimi giorni il sindaco Luca Maria Giuseppetti convocherà le famiglie che attualmente sono ospitale nelle strutture alberghiere più lontane, coloro che hanno dei figli che devono riprendere l'attività scolastica a Caldarola o chi attualmente è ospitato nei container. Saranno loro infatti i destinatari delle prime 41 Sae.

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Un anno dal terremoto del 24 agosto 2016 che portò morte e distruzione colpendo Lazio Marche Abruzzo ed Umbria. Danni e inagibilità già da quella data per Camerino dove la sezione locale della Croce Rossa Italiana allestì subito il centro di accoglienza tenuto in piedi per parecchi giorni in località Le Calvie. Diversamente da altri 29 comuni delle Marche, la città ducale non venne inclusa nel cratere sismico. Una data che il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui ricorda molto bene anche se le proporzioni della devastazione solo due mesi dopo avrebbero assunto un peso da far paura.

“ Per me la data del 24 agosto- spiega il primo cittadino- sta a significare proprio il modus operandi di cui ci troviamo a fare le spese. Seppur dopo quella scossa Camerino avesse subito danni importanti, venne esclusa dal cd.cratere. A metterci letteralmente in ginocchio poi sono state le scosse di ottobre. Eppure quella data del 24 agosto ha il significato di una condotta che assolutamente non sta andando per il verso giusto; quello che non riesco a capire- continua Pasqui- è come mai, se il 24 agosto il riferimento dei nostri danni, pur di rilevo, non era tale da farci includere nel cratere, dopo le scosse di ottobre figurano nel cratere ben 140 comuni senza diversificazione nel livello dei danni subiti.”  Il sindaco tiene a puntualizzare che il punto focale è proprio quello della necessità di fare un esame reale dei danni subiti dalle diverse città, stilando una serie di graduatorie e di fasce. “ Proporrei proprio di diversificare secondo una prima, seconda e terza fascia nelle quali inserire i comuni in relazione alla gravità dei danni subiti- aggiunge – altrimenti si rischia di non avere un’economia sufficiente per portare avanti la ricostruzione. Se dunque amaro è il ricordo della data di un anno fa che diventa ancora più drammatico ricordare il sisma del 26 ottobre e 30 ottobre. La paura e il dramma delle persone che fuggivano mi ha accompagnato per giorni; oggi il nostro centro storico è in zona rossa  e i danni sono gravissimi ma Camerino può dire comunque di non aver perso nulla e- puntualizza – contrariamente a quanto qualcuno si diverte ancora a sostenere, non siamo sicuramente secondi ad altri paesi. La competizione tra comuni in questo senso è davvero puerile; qui non c’è nessuna gara ad arrivare primi perché ogni comune sta facendo il massimo, così Camerino, nonostante i danni gravissimi subiti (e non a caso l’ingegnere Spuri ha affermato pubblicamente che sono maggiori di quelli riportati da tutta la regione Umbria). Certo, per rimettere in piedi  una città così ferita, ci vuole un tempo lungo, ma nulla si è fermato”.

Pasqui riferisce di lavori a buon punto per le SAE, per le quali è stato necessario arrivare ad un ordinativo certo per destinatari che abbiano reale diritto e la necessità di esperire sopralluoghi presso gli immobili. “Un conto è fare i circa 5000 sopralluoghi di Camerino, un conto doverne portare avanti 1000 o 500. Altro punto sono i numeri importanti di “casette” per  installare le quali  sono necessari grandi appezzamenti di terreno e, da noi, c’è anche la difficoltà della tenuta dei terreni. Molte aree proprio per questo non sono risultate idonee e anche una volta trovata un’area idonea- continua Pasqui- si è presentata la difficoltà di capire come poterla raggiungere con le opportune strade. Aggiungo anzi che, a tutt’oggi, se avessi dovuto rispettare alcune regole, quali avere apparati fognari e strade a posto, non so se avrei potuto dare il via ad alcune situazioni. Porto ad esempio il fatto che la città dopo il terremoto si è sviluppata tutta nell’area di San Paolo dove troviamo la Caserma dei carabinieri, il commercio, le scuole, e troveremo anche tante SAE, se pensiamo a tutti gli scarichi e all’acqua che esce dalle tubature, è necessario un potenziamento. Già qualche mese fa sono iniziati ragionamenti per risolvere la questione e, solo nell’ultima riunione siamo riusciti a trovare un punto d’incontro, seppure teorico, Qual è la via giusta? Iniziare i lavori, o aspettare di risolvere le problematiche? Comprenderete che, contrariamente a quanto qualcuno vuole far passare, stiamo andando avanti ad una velocità significativa. I commercianti li abbiamo messi quantomeno nella condizione di poter svolgere il loro lavoro anche se dentro un tendone; non abbiamo accettato i semplici moduli che avrebbero dovuto arrivare ma abbiamo aperto un dialogo costruttivo che ha significato anche grande disponibilità da parte dei dirigenti della Regione nel concedere in molti casi molta metratura  in più a disposizione e, grazie all’università di Camerino che ha elaborato la progettualità del nuovo centro commerciale avremo anche una nuova piazza e un luogo di aggregazione per le persone. Tutto questo è figlio di tanto lavoro come lo è l’essere riusciti a mantenere sostanzialmente tutti i servizi, compreso da ultimo l’ufficio del Giudice di Pace. Inviterei a venire con me chi sorride sulle tempistiche che il sindaco non è in grado di dare in maniera certa, in modo tale da rendersi conto di persona che, per dare certezze, bisogna avere certezze. Io do tutte le certezze che sono in condizione di dare”.

Intanto il sindaco orientativamente parla di fine settembre per la riapertura di piazza Cavour. “ La piazza verrà restituita agli abitanti. Me lo sono imposto come simbolo e vorrò festeggiare quel momento con tutta la comunità, ma non è l’unico segnale di recupero di una città che giorno dopo giorno sta riacquistando tanti metri. Anche qui la velocità è dettata dalle regole e, a tal proposito- conclude Pasqui- voglio puntualizzare anche che se fosse per me ordinerei tante demolizioni di immobili datati. Ma la verità è che il sindaco prende atto, non decide. Nessuna legge prevede che un sindaco decida la demolizione, dovendo solo prendere atto di quello che il tecnico decide nel GTS. In alcuni casi però, come nella fattispecie con tutta probabilità avverrà per il noto palazzo di via Seneca con l’accordo dei proprietari degli appartamenti, la demolizione sarà possibile anche per la messa in sicurezza della pubblica via. Sto addirittura sostenendo che qualora  la messa in sicurezza abbia a rivelarsi più costosa di una demolizione e se la demolizione è voluta dai proprietari, è bene demolire ma, anche qui, la decisione è dell’Ufficio Ricostruzione della Regione Marche, lo stesso che dovrà dare l’autorizzazione per la demolizione del palazzo Toffee”.

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Due fotolibri per raccontare il dramma del sisma attraverso i volti delle persone e la bellezza dei luoghi feriti. Scopo delle due pubblicazioni, rispettivamente intitolate “ Mai +- Sisma del centro Itala tra volti e macerie” e “ Camerino la bellezza in tasca “, quello di raccogliere fondi per sostenere la ricostruzione e il futuro delle comunità colpite dal sisma, con nla ferma volontà di ricominciare.

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Sono stati gli stessi ideatori a spiegare contenuto e finalità delle due pubblicazioni, nel corso della serata di presentazione avvenuta lo scorso giovedì 24 agosto, presso la libreria Binario Zero di San Severino Marche. Autore della pubblicazione “ Mai + “ è il fotoreporter marchigiano Claudio Colotti. Attraverso un percorso di documentazione, lo street photographer ha voluto  raccontare il dramma di chi ha perso tutto. “ Dietro al mio lavoro - ha spiegato- c’è la volontà di raccogliere fondi a favore delle comunità di Pieve Torina, Visso e Ussita, ma anche restituire voci e volti alle persone coinvolte e colpite dal terremoto”. Il suo fotolibro inizia con uno scatto realizzato la mattina del 27 ottobre 2016 a Pieve Torina. La foto ritrae Tarcisio, l’ottantaseienne barista storico del paese. “ Quella mattina- ha raccontato Colotti- mi ritrovai in mezzo ad un paese che si apprestava alla desertificazione. I commercianti stavano riempiendo furgoni e auto delle loro merci e beni, in procinto di  lasciare il centro dell’entroterra. Alla fine, Tarcisio era  l’unica persona rimasta nella piazzetta; era addolorato e smarrito ma non voleva lasciare il bar. Mi colpirono le sue parole: “ A questa attività ho dedicato tutta la mia vita, qui sono nato e cresciuto e non me ne voglio andare. Qui voglio continuare a vivere” Sentita quella frase mi è venuto naturale alzare la fotocamera e scattare in bianco e nero, senza badare all’estetica.

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Tornando a casa ho rivisto quella faccia piena di rughe e di dignità; un uomo e la sua storia, occhi lucidi e grande determinazione a non mollare. Contestualmente ho notato che i telegiornali non riuscivano  a trasferire appieno quello che stava accadendo nella provincia di Macerata, ed è da lì che è partita l’idea di riuscire a raccontare il sisma attraverso un punto di vista differente dalla narrazione classica. Dove c’è stata distruzione e vittime il racconto è avvenuto attraverso le immagini di soccorritori che scavavano, ma nella zona del maceratese il sisma ha provocato ferite molto profonde, capaci di  lacerare gli animi. Nel mio lavoro ho voluto dunque raccontare le ferite psicologiche delle persone private delle loro radici, della gente scaraventata lontano centinaia di chilometri da casa e dai loro territori. E’ questo il senso generale che ho voluto dare, nel tentativo di ridare voce e dignità a quelle persone invisibili sui media. Nonostante non vi siano state vittime, il numero dei cittadini e degli anziani che hanno dovuto abbandonare l’entroterra ha proporzioni impressionanti; hanno subito dalla natura un torto gravissimo che li ha privati della possibilità di restare laddove sono le loro radici e i loro ricordi, ridimensionando pesantemente la qualità della loro vita. A distanza di sei mesi mi è capitato di rivedere una donna anziana che avevo fotografato ad Ussita all’indomani delle prime scosse; avevo ritratto le sue lacrime, la sua assoluta disperazione; uscendo di casa era riuscita a portar via solo una busta di plastica contenente poche cose. Dopo sei mesi l’ho ritrovata in un appartamento di Porto Recanati, strappata dalle abitudini e da quelle che erano le relazioni quotidiane del suo paesino di montagna. Obiettivo del mio fotoreportage è restituire qualcosa in termini sociali” Ogni foto è corredata dalle dichiarazioni fedeli e virgolettate della gente e. all’interno del viaggio, durato oltre due mesi tra Marche e Abruzzo, Claudio Colottti ha cercato di restituire la complessità degli effetti del sisma, che in molti casi ha significato l’annullamento di ogni relazione. Le immagini ritraggono  anziani e bambini, scovati laddove erano potuti restare: centri di accoglienza allestiti dai comuni, alberghi e strutture ricettive, camper sotto la neve o la tragedia di Ricopiano. “ Il titolo del mio libro “ Ma +” sottintende un auspicio   e un monìto a far sì che la ricostruzione avvenga secondo tutti i crismi e con tutte le responsabilità per fare in modo che il dramma di un territorio patrimonio di cultura, di relazioni sociali e di economia, non abbia a ripetersi più”. Pubblicate sulla pagina  Instagram dello street photographer che passa le sue giornate a immortalare e raccontare la vita reale delle persone, le immagini  sono state notate da un fotografo di Milano che ha consigliato il passaggio da una dimensione virtuale, alla reale. A quel punto, l’associazione culturale Marche Best Way di Civitanova Marche, tramite lo sponsor IPR, ha voluto finanziare il progetto. Seicento cinquanta foto libri hanno visto la stampa e, attraverso la vendita, l’obiettivo è cercare di raccogliere fondi per i comuni di Pieve Torina, Visso e Ussita.” Sono i tre centri colpiti dal sima dove ho incontrato la maggior parte delle persone con le quali mantengo legami di amicizia e affetto.- ha sottolineato - E’ il mio modo di sdebitarmi per l’accoglienza da loro ricevuta, nell’invadere le loro intimità senza preavviso, con l’intento di cogliere la realtà del dramma vissuto”. La particolarità del libro è che volutamente non è stato rilegato” Una formula che ci ha permesso di ridurre i costi di produzione ma anche la volontà di evocare simbolicamente  la precarietà di un oggetto sottoposto ad un sisma; è un libro di cartelle sfuse tenute insieme da due elastici; un qualcosa che può essere smembrato e ricomposto con la volontà delle mani dell’uomo. L’assenza di rilegatura impone anche una visione non superficiale: per essere sfogliato scheda per scheda  il libro deve essere appoggiato su un tavolo e l’idea è quella di dare un respiro lento e profondo ad un lavoro sviluppatosi lentamente e in profondità, con l’ardire di raccontare gli effetti psicologici del sisma, e, non solo quelli più materiali legati alla distruzione delle costruzioni e dei monumenti “.      

Diversa l’impostazione del libro “Camerino la bellezza in tasca”che ritrae il prezioso patrimonio di una città che le scosse hanno reso insicura, sfregiandola e trasformandola completamente. “Non a caso- ha spiegato Antonella Chiucchiuini, alla quale si deve il coordinamento del progetto - la scelta è stata quella di  relegare  all’ultima pagina della pubblicazione le immagini più delicate della devastazione . “La città ferita ha bisogno di cantare la sua bellezza per una  forma di risarcimento morale, in attesa di quello materiale, ma anche di ammonire, per dire che è qui che vogliamo ritornare a vivere, nelle condizioni di prima”. La camerinese  Antonella Chiucchiuini  che vive e lavora  in Svizzera,  ha ripercorso la partenza di un progetto nato quasi per caso : “Ero ripartita da Camerino il 24 ottobre. Dopo le scosse, nel tentativo di rintracciare familiari e amici,.sono stati i social il mio collegamento quotidiano La gente pubblicava foto della distruzione ma anche della Camerino com’era, quasi a cancellare,  fuggendo dalla città, l’impressione negativa della devastazione, attaccandosi ai ricordi belli del vissuto. Il suggerimento di queste forti sensazioni hanno portatoal  fotolibro, che raccoglie il contributo di più fotografi.  Responsabile del  progetto grafico  è John Grain; Francesco Nobili ne ha curato l’impaginazione, Maurizio Sabbieti  le didascalie, Kirsty Seymour-Ure la traduzione in inglese, Giuseppe De Rosa la correzione delle bozze. Corredano la pubblicazione i testi di Nassima Alloueche, Antonella Chiucchiuini, Luciano Birocco, Paolo Cocchia, Elisabetta e Sabrina Conocchioli, Giuseppe De Rosa, Giulia De Santis. “ Le immagini e i testi, vogliono essere un aiuto a non perdere la speranza e a darci il coraggio di ricostruire nonostante le difficoltà, con l’augurio di ritrovarci presto, di nuovo a passeggiare per le vie del centro . I guadagni ottenuti attraverso la vendita del fotolibro, saranno destinati all’associazione Raffaello per il progettoUno spazio per crescere”, finalizzato alla costruzione de “ Le aule di Raffaello” e per altri progetti per l’emergenza e la ricostruzione post- terremoto a Camerino.   

Carla Campetella   

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“Queste prime casette assegnate agli abitanti non sono altro che una parte di un grande lavoro che vede impegnate da un anno a questa parte molte persone e che si va pian piano a completare”. Con queste parole il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha introdotto, lo scorso 23 agosto, la cerimonia di assegnazione dei primi moduli abitativi emergenziali nel comune di Pieve Torina. “E' un primo segno di speranza che si concretizza – ha proseguito il Governatore – Per coloro che vi andranno ad abitare è un momento che segna la fine dell'emergenza e il graduale ritorno alla normalità, in attesa che venga completata la vera ricostruzione, quella delle case distrutte dal terremoto. L'aspetto straordinario che mi preme sottolineare è la forte volontà delle persone di ritornare nei luoghi dove hanno sempre vissuto e dove hanno le proprie radici. Vivere nelle aree interne comporta sacrificio, sia pur ripagato dalla bellezza di luoghi incantevoli, e il forte attaccamento dimostrato dalla nostra gente spinge tutti noi a fare presto e ad utilizzare al meglio le risorse per il rilancio del territorio”.

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“Un grande risultato ottenuto grazie all'impegno ed anche alla testardaggine di noi abitanti di Pieve Torina – così il sindaco Alessandro Gentilucci – Vedere le lacrime sui volti dei nostri concittadini che ora possono ritornare a casa ripaga di 10 mesi di sforzi e di critiche che, per fortuna, sono state costruttive. Se tutto viene sterilizzato nella protesta senza proposte, allora saremo noi stessi a decretare la morte del nostro territorio.

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Osservando la cartina Pieve Torina rappresenta il baricentro dell'intera Unione Montana la cui rinascita dipende anche dalla nostra ripartenza. Cerchiamo di guardare avanti, lavoriamo per il rientro delle comunità, per la realizzazione dei servizi essenziali. Solo così potremo festeggiare la rinascita di tutto l'alto maceratese”.

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“Le difficoltà in queste aree sono enormi – l'intervento del presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari – e la solidarietà ha bisogno di atti concreti. Ecco, dunque, che bisogna impegnarsi per la sistemazione delle strade, il ripristino dei servizi scolastici, l'avvio delle attività commerciali avendo l'onestà intellettuale di dire che chi ha più bisogno deve essere maggiormente aiutato. Un territorio montano che deve risorgere anche a vantaggio di coloro che vivono nelle zone costiere. Questo il nostro obiettivo per i prossimi anni”.

marsili entra nella casetta

interno casetta

«Soccorrere le persone, il bene primario delle nostre condizioni e comunità; impegnarci per il lavoro affinché diventi il luogo che produce il bene agli altri e perché le persone riprendano la vita normale attraverso l’impegno ritrovato; la tempestività per anticipare il più possibile i tempi di ritorno alla normalità». Anche l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro ha preso parte alla cerimonia di consegna delle soluzioni abitative di emergenza e, congratulandosi con gli amministratori e le maestranze, ha espresso alcune considerazioni nel primo anniversario del sisma che ha colpito pesantemente il territorio dell’arcidiocesi di Camerino.

vescovo e signora crocefisso

«Ringraziamo il Signore per quanto è stato compiuto e impegniamoci ancora di più per permettere al numero maggiore di persone di tornare nelle proprie contrade e paesi. Il futuro può essere nebuloso e imprevedibile – ha detto inoltre - ma se continuiamo operando tra diverse realtà, tra gli imprenditori, le autorità civili nazionali, regionali e comunali si potranno posizionare e consegnare le casette, riaprire le scuole e le attività del tempo libero e così, rinascendo le comunità, si guarderà avanti».

vescovo marsili

Un anno fa iniziava un calvario per le persone e per l’arcidiocesi. In provincia di Macerata la diocesi di Camerino è la più danneggiata, sono compromesse non solo le chiese ma anche gli oratori, le canoniche, i centri di aggregazione, le strutture pubbliche. «Le nostre comunità sono piccole e con poche disponibilità economiche – ha spiegato mons. Brugnaro - e per questo vanno soccorse con maggiore intensità perché da sole sono spaesate e incapaci di riprendere: di qui la necessità di accompagnarle nel ricostruire per riconoscersi in quei beni e in quella memoria e storia centenaria e tornare a essere punti di riferimento culturali, economici, turistici, paesaggistici e sociali».

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“Errani conclude l’incarico il 9 settembre come era previsto. Ha fatto un grande lavoro come commissario della ricostruzione perché ad un anno dal terremoto abbiamo tutti gli strumenti che servono per poter ricostruire sia le case private che le imprese. E’ stata fatta una produzione di ordinanze,  normative e risorse in grado di mettere in moto tutto il sistema."- lo ha dichiarato intervistato dall Rai il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli-  "Tutta la ricostruzione è già finanziata con il meccanismo del credito di imposta, quindi con  un forte contributo. Adesso si passa alla fase operativa e sempre più il tema sarà l’operatività sul territorio: Comuni, Province, Regione, enti che collaborano alla ricostruzione, cittadini che devono presentare le pratiche, le imprese. Sta a noi rilanciare questa seconda fase. La bontà del lavoro di Errani ci permette oggi di affrontare questa seconda fase forti di tutti gli strumenti. I sindaci saranno sempre più protagonisti. Già nella prima fase abbiamo cercato di coinvolgerli ma è chiaro che in una realtà come le Marche, con 87 Comuni nel cratere e 90 fuori dal cratere con danni, tutti insieme dobbiamo affrontare questa sfida e l’impegno sarà speso  nel coinvolgere e rendere sempre più operativo il territorio dai Comuni alla Regione. Così potremo ottenere i risultati.

Nelle Marche 27 Comuni hanno chiesto le casette e ci sono 78 aree interessate con tutti i cantieri aperti. Stiamo consegnando le casette mano a mano che vengono realizzate. E’ stata fatta una scelta molto forte: non quella della “new town” aquilana, ma di andare a ricostruire lì dove i cittadini erano.  Io ho assistito alla consegna delle casette nelle frazioni di questi borghi straordinari e i cittadini hanno potuto dire di essere tornati a “casa”. Questa è la cosa importante. Poi ovviamente la prossima tappa è tornare nella propria abitazione di proprietà. Questa scelta - ha concluso il governatore delle Marche- è una scelta impegnativa perché il territorio è collinare e montuoso e non è banale andare a urbanizzare queste aree e  realizzare lì le casette. I tempi verranno ripagati dal fatto che il cittadino sentirà di essere tornato alle sue radici”.

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La Pedemontana che collegherà le vallate dell'Esino ( Ancona ) e le vallate del maceratese ( Chienti e Potenza ), sembra avere ritardi nella tabella di marcia che il Ministero delle Infrastrutture aveva fissato per il 2021. Fu il vice Ministro Riccardo Nencini ad inizio dei lavori ( ottobre 2016 ) a fissare un preciso impegno, vista l'importanza dell'arteria, completamento del progetto " Quadrilatero " che prevedeva la terza corsia salla A 14, il completamento della superstrada 77 ( inaugurata a luglio del 2016 ) e il raddoppio della carreggiata sull'arteria della Vallesina con la realizzazione delle nuove gallerie ( fruibili da alcuni giorni per gli automobilisti ).

Progetto ambizioso che ha ora tutte le carte in regola per essere ultimato ( soldi compresi ).

Ma in Italia, per rallentare le opere pubbliche, siamo specialisti e per questo arriva il " grido " dell'ex sindaco di Camerino Dario Conti ( sempre attento alla viabilità anche quando ha rivestito la carica di assessore provinciale ) che denuncia ritardi e si rivolge all'amico di partito e amico personale, Riccardo Nencini, numero due del ministero delle Infrastrutture.

Di seguito l'intera missiva:

"Caro Riccardo, ho letto in questi giorni sulla stampa locale, di cui ti allego copia, un intervento di diverse associazioni ambientaliste tra cui Italia Nostra Marche, Legambiente Marche, Wwf Marche che ti citano, criticandoti, quale vice ministro delle infrastrutture, per il tuo forte interessamento per la viabilità marchigiana, e non per le ferrovie, in particolare per il completamento della pedemontana Fabriano – Muccia in specie il tratto Matelica-Castelraimondo- Camerino- Muccia. Tratto, se non erro, già finanziato dal CIPE.

Che cosa dovresti fare, se non interessarti della viabilità stradale di competenza del ministero dell’infrastrutture?

La contestazione delle associazioni afferma che tale arteria aumenterà il trasporto su gomma con grande impatto ambientale, con grossa cementificazione del territorio, con maggiore inquinamento dell’aria, con grave pericolo alla salute dei cittadini. E’ lo stesso discorso rivolto, molti anni fa, da alcune associazione e da altri, contrari alla realizzazione completa della Super Strada 77 Valdichienti, compreso l’attuale presidente della commissione ambiente della Camera.

Quelle critiche causarono il rallentamento del completamento della Super Strada da Sfercia di Camerino a Foligno, inaugurata definitivamente nel luglio del 2016. Non sembra che la sua realizzazione abbia portato catastrofi ambientali, grosse colate di cemento, danni alla salute dei cittadini e sfregio alla natura. Anzi, percorrendola si possono ammirare bellissimi paesaggi, ha abbreviato i tempi di percorrenza con l’Umbria, la Toscana ed il Lazio.

Garantendo così un maggiore flusso e sbloccandoci da quell’isolamento in cui si venivano a trovare da decenni e decenni i nostri territori. Tutti i gufi di allora sono stati smentiti.

Questa Super Strada è un grande veicolo per l’economia e per il turismo dell’intera provincia, dalla costa alla montagna, ai suoi laghi e al parco dei monti Sibillini, non ultimo l’alto piano di Colfiorito.

Con il dramma del terremoto è stata utile, perché non siamo stati bloccati come, invece è accaduto per quello del 1997 dove la vecchia SS 77 è stata chiusa per molto tempo.

Ora che siamo quasi al penultimo miglio per completare la Pedemontana ritornano i critici, i contrari ed i soliti comitati di contestazione.

La Pedemontana, così come tutte le intervallive previste nella Quadrilatero, è fondamentale ed importante, come il pane, per l’intera nostra provincia.

La Pedemontana, arteria trasversale di collegamento tra le vallate dell’Esino e del Chienti, metterà in collegamento la prossima Super Strada 76 e l’attuale Super Strada 77,ovvero le loro aree industriali e turistiche. La sua realizzazione non può avere attese lunghe specie oggi che il nostro territorio montano è stato gravemente colpito dal terremoto.

Il tratto da Matelica a Muccia, passando per Camerino, sarebbe un vero toccasana non solo per le città di Matelica, Castelraimondo, Camerino, ma pure per i piccoli centri come Muccia, Pievetorina, Montecavallo, Visso, Ussita, Castel Sant’Angelo, Valfornace, Fiastra, Bolognola.

Li libererebbe ulteriormente da quell’atavico isolamento economico-occupazionale, che, per troppo lungo tempo, è vissuto in queste aree montane, formate anche da piccoli centri, contribuendo all’indebolimento dell’economia, allo spopolamento e all’andar via dei nostri giovani.

Infine catturerebbe il traffico, che scivolerebbe via lungo le verticali dell’Esino e del Chienti, con grosso vantaggio per questo entroterra. Caro Ricardo oggi la Quadrilatero ed il tuo ministero dovranno andare avanti con più determinazione e velocità di ieri, senza curarsi di loro. Se qualche aggiustamento potrà essere apportato, esso non dovrà procurare stravolgimenti al progetto approvato e finanziato e senza allungamento dei tempi di realizzazione. Il nostro territorio non può più attendere, in particolare ora che ha subito un distruttivo terremoto, nelle case, nell’economia, nelle attività produttive e nella nostra mente. Penso che i nostri sindaci, soprattutto dei comuni sopra citati, facciano sentire la loro voce isolando i futuri gufi e i soliti contrari.

Dario Conti

Ex sindaco di Camerino

 

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Secondo alcune notizie girate sui social, il Commissario Straordinario per la Ricostruzione del Terremoto Vasco Errani potrebbe lasciare l'incarico affidatogli il 26 agosto del 2016 dal governo Renzi per gestire l'emergenza sisma che aveva colpito due giorni prima le città di Amatrice, Arquata del Tronto e tante altre località del centro Italia.

In realtà il Commissariato aveva un contratto di un anno e il contratto si avvia alla scadenza alla data del 25 agosto 2017.

Da quella data di eventi (non solo sismici) se ne sono verificati moltissimi, il più significativo dei quali la sconfitta di Renzi al referendum e la sua dipartita dal governo.

Di certo è proprio la spaccatura del Pd nazionale, con la nascita del nuovo soggetto politico (MdP voluto da Bersani), a determinare uno spostamento di equilibri che mina alla base la serenità dell'esecutivo e non solo.

Se la notizia venisse confermata (sono molti gli scettici) la visita di Sarnano di venerdì 18 agosto per l'inaugurazione delle Terme sarebbe stata ufficialmente l'ultima da Commissario Straordinario.

Il sindaco Ceregioli fa sapere che non si è parlato assolutamente di dimissioni. Al contrario i temi trattati (oltre all'inaugurazione della nuova struttura e delle nuove apparecchiature) sono stati quelli della scuola e di altri progetti già in cantiere a da completare.

( sotto nella foto l'incontro del Commissario Errani a Sarnano in poccasione dell'inaugurazioni della nuova sede per le Terme )  

sindaco ceregioli pres ceriscioli commissario Errani e Francesco Comi

Inoltre nella fitta agenda di Errani ci sono impegni anche per i primi giorni di Settembre e alcuni anche già ufficializzati a metà del prossimo mese.

Ora , la notizia (non confermata) dovrebbe ufficializzare lo " strappo " o la semplice decisione di non attendere che il governo lo congedi con un " grazie... ", con lo stesso Commissario che, lunedì 21, con una conferenza stampa programmata a Palazzo Chigi alla presenza del presidente del Consiglio Gentiloni, spiazzerebbe il governo e aprirebbe ufficialmente la campagna elettorale.

Tutte le domande sulla ricostruzione e sull'eredità che il commissario lascia scaturiranno da questa che per ora resta solo una voce di " abbandono ".

Attendiamo l'ufficialità o la smentita, poi avremmo le risposte.

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Non accenna a diminuire la forte calura che ha colpito tutta l'Italia. Anche a Camerino si sono registrate temperature vicine ai 40 gradi e per la città ducale è senza dubbio un'estate da record.

Anche in comune, la temperatura non accenna a diminuire, anzi, il consigliere Fabio Trojani – Capogruppo di Comunità e Territorio, rompe il silenzio e con una nota chiarisce alcune presunte indiscrezioni e accertamenti che la maggioranza ha fatto nei suoi confronti proprio alla vigilia di Ferragosto.

Di seguito pubblichiamo integralmete la nota:

" Lunedì 14 agosto mi è stata trasmessa a mezzo PEC dal Segretario comunale di Camerino una richiesta di notizie e di chiarimenti relativamente ad una mia presunta incompatibilità tra la carica di consigliere comunale e il ruolo di consulente legale, contenuta in una nota a firma del consigliere e capogruppo di maggioranza Alberto Pepe.

Non ci sono dubbi, la nostra città è in mano a persone che pensano di poter amministrare in modo opaco il Comune come se fosse cosa propria, senza rendere conto a nessuno, attaccando chiunque chieda chiarezza e trasparenza. Non è la prima volta che il Sindaco ed alcuni suoi compari cercano di estromettere i consiglieri di minoranza, la cui azione di verifica e di informazione sull'operato della maggioranza, evidentemente non piace affatto. Chissà perchè ? Quando non si ha niente da nascondere non si dovrebbe temere la trasparenza.

Mandare la richiesta di informazioni alla vigilia del ponte di ferragosto può avere l'unico scopo di sperare che passi inosservata.

Gioco stupido ed infantile che la dice lunga su che cosa si concentra la maggioranza in un periodo dove c'è da pensare alla sopravvivenza della città.

Frugate pure nel mio lavoro, Sindaco e compari, non troverete niente di losco e di opaco, non troverete incompatibilità, non troverete niente per cui verrebbero aperti fascicoli o addirittura indagini.

Fino al 2016 ho svolto la professione di avvocato e di consulente legale sulle tematiche della protezione dei dati personali, della digitalizzazione, dell’anticorruzione e della trasparenza amministrativa a favore di aziende e pubbliche amministrazioni sull’intero territorio nazionale, per quasi vent'anni.

Ebbene si consigliere Pepe, ci sono anche la consulenza alla Task srl dal 2007 ed alla Contram Spa, che ho portato avanti addirittura dal 2004 fino al 2016, quando sono diventato Segretario comunale. Tutto dichiarato e documentato, nel mio curriculum e nei siti istituzionali, dai quali il consigliere Pepe ha potuto reperire la relativa documentazione. 

L'ennesimo tentativo di intimidazione mi appare chiaro, perché la segnalazione della mia presunta incompatibilità è stata presentata all’indomani della richiesta pubblica, presentata dal nostro gruppo consiliare e rivolta al Sindaco Pasqui, avente ad oggetto chiarimenti sulla posizione dell’assessore e vice sindaco Lucarelli, tirato in ballo in un articolo pubblicato (in data 01 agosto 2017) sulla testata online Cronache Maceratesi a firma dell’avv. Giuseppe Bommarito.

Sui fatti riferiti non abbiamo ancora ricevuto alcun riscontro o chiarimento da parte del Sindaco Pasqui e del vice Sindaco Lucarelli, né a mezzo stampa, né in sede istituzionale. Strano, per uno (come il sindaco) che convoca conferenze stampa anche per annunciare cose irrilevanti ovvero per chiedere le nostre dimissioni, per aver presentato interrogazioni ritenute scomode.

Nell'articolo sopra riportato si parla di presunto riciclaggio da parte di imprenditori operanti sul nostro territorio e vengono chiamate in causa società gestite anche da familiari stretti del vice-sindaco Lucarelli.

Colgo l'occasione per sollecitare nuovamente il Sindaco, la giunta e tutta la maggioranza ad informare i cittadini che chiaramente sono enormemente preoccupati solo al sentire evocare la direzione distrettuale antimafia. Ci attendiamo una secca smentita da parte del Sindaco, che però tarda sempre più ad arrivare.

Attendiamo fiduciosi, ma non lasceremo passare inosservato il silenzio e soprattutto non ci lasceremo intimidire.

Quanto alla mia posizione, risponderò nelle sedi opportune, ma è giusto che i cittadini intanto sappiano e facciano le proprie opportune valutazioni.

Fabio Trojani – Capogruppo Comunità e Territorio

Pubblicato in Politica
Il caldo record di questa estate e la siccità prendono quasi tutti i giorni il primo posto in prima pagina, facendo scivolare la notizia sulle dimissioni di Fabrizio Curcio, responsabile della Protezione Civile Nazionale, in seconda o terza.
Sono in molti a chiedersi cosa mai abbia fatto scattare la molla delle dimissioni ad una persona molto capace ( come è l'ingegner Curcio ) e soprattutto come il mondo politico veda questa " EMERGENZA " post Sisma in vista delle prossime elezioni.
L'avvocato Giuseppe Pigliapoco di Macerata ha inoltrato nel mese di luglio, un espo
sto-denuncia a tutela di alcuni terremotati ma estensibile a tutti coloro che si trovano nelle stesse condizioni e sembra che nel PD del Lazio-Umbria e Marche tentino di rimediare e rispondere alle accuse sollevate .
 
Vedi provvedimenti recenti presi nella Regione Marche e vedi il recupero dei 32 milioni accantonati indebitamente dalla Protezione civile .
Le Procure avrebbero già dato incarico alla Guardia di Finanza per accertamenti sugli appalti alle Coop Rosse.
Secondo altre fonti, ( non confermate ) anche il Commissario straodinario per il Terremoto, Vasco Errani, avrebbe espresso il desiderio di lasciare l'incarico. Le pressione dei politici non sono gradite al responsabile numero uno della ricostruzione.
Si vorrebbe fare tutto in fretta, ma le migliaia di scosse che hanno colpito le tre regioni centrali d'Italia, hanno provocato danni ingenti e soprattutto hanno scosso il sistema nervoso di molti abitanti che vivono ancora con la paura e non hanno il coraggio di tornare in quei centri storici dove le ferite degli edifici sono sempre più evidenti.
Come anticipato ( per chi ha desiderio di conoscere ) pubblichiamo l'intero esposto dell'avvocato Giuseppe Pigliapoco di Macerata:
 
 

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MACERATA

e,p.c.ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TERNI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI FERMO

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ASCOLI PICENO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI RIETI

ALLA PROCURA DIST. ANTIMAFIAANCONA

Ill.mo Signor Procuratore ,

il sottoscritto avvocato GIUSEPPE PIGLIAPOCO , nato a Montefano il 14 /11/ 1950 , il quale agisce nella sua veste di cittadino italiano residente a Macerata , Via Verdi 4 e con studio in Via Mario Batà , 21 e quale componente del Comitato operativo del Movimento 5 Stelle di Macerata

( tel/fax 0733234921 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. )

CHIEDE

alla S/V ill.ma e alle SS/VV Ill.me a cui il presente esposto è diretto per conoscenza , di effettuare i dovuti accertamenti al fine di verificare se , a seguito degli eventi sismici avvenuti tra l'Agosto e l'Ottobre del 2016 e che hanno interessato la zona appenninica di Marche , Umbria e Abruzzo , tra i Comuni di Accumoli, Amatrice , Arquata del Tronto , Visso, Ussita , Camerino ed altri Comuni inseriti nel cosiddetto cratere , siano stati violati i principi di diritto preordinati alla salvaguardia della salute delle persone ,alla protezione di animali e alla conservazione di cose .

Oltre alla messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati da parte dei Vigili del Fuoco , non sembra che le Autorità Regionali e del Governo Nazionale abbiano posto in essere quelle misure necessarie e dovute in via di urgenza , superando anche le normali prassi, così come sarebbe doveroso ed indispensabile e , soprattutto, conforme alla legge , in caso di calamità naturali , al fine di consentire alle popolazioni colpite dal sisma di trovare quel sostegno logistico ed economico utile ad evitare danni e pregiudizi per la loro vita , per le loro attività e per la loro salute .

  • Comunque Cfr. Doc. n° 1 Sisma Il Sindaco Pasqui di Camerino il 28 / 6/2017 denuncia la lentezza inconcepibile e in violazione delle disposizioni di legge con cui la Regione Marche autorizza la messa in sicurezza degli edifici con previsione di spesa superiore a 40.000 Euro )

E' risultato che nel' inverno tra il 2016 ed il 2017 non sia stato consentito agli operatori agricoli di mettere in sicurezza il bestiame con strutture provvisorie e sembra che anche gli operatori medesimi abbiano trovato grandi difficoltà ad occuparsi delle scorte vive e delle scorte morte e di proseguire il loro lavoro in quanto non sarebbe stato loro consentito di porre in essere , seppur a proprie spese , ugualmente strutture provvisorie ove alloggiare. ( I servizi televisivi andati in onda nell'inverno scorso denunciarono questo stato di disagio degli agricoltori )

Risulterebbe che addirittura le donazioni pervenute ai Comuni direttamente e pervenute comunque per i Comuni e le rispettive popolazioni interessati dal sisma , effettuate da associazioni , enti e cittadini allo scopo di alleviare le prime ed insormontabili difficoltà degli operatori economici e dalle famiglie , siano stati deliberatamente accantonati al punto da scoraggiare altre donazioni spontanee e altri interventi di solidarietà che in tali frangenti si

manifestano con grande generosità da parte del popolo italiano e da parte anche di cittadini stranieri . ( Il M.to 5 stelle alla Camera dei Deputati denunciò da subito , dopo alcuni mesi dal sisma , questo inqualificabile gesto .. di un accantonamento di circa 30 milioni )

Giunge notizia che sarebbero state inoltre disattese le richieste avanzate dagli stessi Sindaci di poter esercitare le loro funzioni e quindi di poter prendere quelle iniziative utili alla salvaguardia degli interessi delle loro comunità così come quella di autorizzare la realizzazione di strutture mobili o provvisorie che sono indispensabili per superare il primo e tremendo impatto dell'assenza di una casa , di un negozio , di una stalla o di una struttura di lavoro artigianale o commerciale o industriale . Non sarebbe stato inoltre consentito ai Comuni medesimi di provvedere direttamente ed in via di urgenza agli acquisti di strutture in legno e di quant'altro per far fronte all'emergenza casa perché costretti a sottostare alla imposizione di acquisti di beni e servizi da parte di strutture centralizzate che non sarebbero state neppure da subito costituite . ( Cfr Doc. n° 2 Vivere Macerata 1 /7 / 2017 Ordinate dai Comuni 3772 Sae ( soluzioni abitative di emergenza ) : ne sono state consegnate

solamente 344 ( sic ? ! ; Vivere Macerata Sisma : 1885 Sae ordinate nelle Marche 13 i cantieri aperti )

A seguito di stime o dati raccolti , la stampa ha pubblicato la notizia che nell'inverno tra il 2016 ed il 2017 sarebbero deceduti per il freddo circa 10.000 bovini oltre ad altri animali che venivano accuditi nelle stalle , opponendo Le Autorità di cui si è fatto cenno anche la inutilizzabilità dei fondi pubblici e dei fondi privati provenienti dalle predette donazioni .

E' recente , di una settimana fa , la notizia che a seguito del sisma sono decedute in una zona ristretta del maceratese almeno 140 persone a seguito dei disagi economici e psichici dovuti al sisma ed in assenza di quel sostegno e di quel soccorso che sarebbe stato omesso o comunque che si sarebbe reso difficoltoso .( Cfr. Cronache Maceratesi Doc. N° 3 ) : in occasione di una serata conviviale … ( ! ) il direttore del dipartimento della Salute mentale Area Vasta 2 il Dr. Massimo Mari ,coordinatore del supporto psicologico e dei servizi alla persona , ci da questa angusta notizia ..oltre alla notizia che gli antidepressivi sono aumentati del 70 % )

Non dovrebbe sfuggire alla attenzione che, nel caso specifico di tale calamità , sarebbe stato ingiusto , pericoloso per i tempi di attesa , attendere la fornitura delle cosiddette casette di legno o altri ripari idonei , a seguito di una o più gare di fornitura promosse da una unica centrale di appalto o di acquisto con costi che supererebbero le Euro 1000 al mq. a fronte di possibili immediati acquisti da parte dei singoli Comuni da artigiani , aziende donatrici o venditrici a prezzi di costo e da aziende anche estere come romene , ungheresi o di altri paesi dell'est , i cui i costi sarebbero stati di gran lunga inferiori . Risulta che nel terremoto dell'Aquila vi siano state delle donazioni di strutture scolastiche e di altro genere senza problemi .

Le cronache , sia della carta stampata che televisiva , hanno informato ed informano giornalmente dei disagi subiti dalle popolazioni colpite dal terremoto come dai documenti che si allegano al presente esposto al solo titolo di esempio , nel mentre ci si riserva di inviare altri documenti inerenti ad episodi deleteri di mancato rispetto delle persone e delle loro sofferenze che comunque l'Autorità Giudiziaria potrebbe sempre recuperare attraverso la Polizia Giudiziaria dalle cronache della carta stampata e dai servizi televisivi e comunque sempre raccogliendo , de visu et de auditu , elementi di prova dalle stesse Forze dell'Ordine distribuite sul territorio . Ogni Sindaco ha sicuramente la sua storia drammatica da raccontare alla più vicina Stazione dei carabinieri

o perché si sono visti impossibilitati ad intervenire o per la mancanza di quel sostegno economico di cui avrebbero avuto bisogno .

L'Autorità Giudiziaria non potrebbe non aver preso atto di questa incresciosa situazione che si trascina da molti mesi e non potrebbe non aver dato corso agli accertamenti dovuti in sede penale per rilevare le responsabilità che sono a carico di quelle autorità amministrative o politiche che avrebbero dovuto immediatamente aprirsi alle problematiche insorte a seguito di un evento eccezionale quale è il sisma, accelerando ed ampliando le forme di collaborazione e non avrebbero dovuto ostacolare le singole comunità con i loro Sindaci di muoversi e di agire immediatamente con piena autonomia o in aggregazione fra loro , pur con il sostegno di competenze superiori ; soprattutto liberi da pesi e vincoli che in caso di calamità naturali sono superabili, essendo previsto che l'Autorità locale può sempre agire immediatamente , anche con ordinanza del Sindaco, utilizzando le norme del pronto intervento per scongiurare il pericolo alla incolumità pubblica, come nel caso di frane , manacce di crolli ed altro di eguagliabile e quindi immaginiamo se non avessero potuto agire in caso di post terremoto .

  • Purtuttavia restano emblematiche le autorizzazioni ad eseguire tetti in cemento armato su strutture inadeguate a sostenerli ( e il Genio Civile , il Sindaco Ufficiale di Governo e l'Ufficio Tecnico dove erano ? ), così come senza commento rimane la notizia dei lavori di adeguamento sismico di una scuola del Comune di Amatrice , con i fondi a ciò destinati ma utilizzati solamente per una parte della struttura per il citato adeguamento sismico ( e il Genio Civile , Il Sindaco dove erano ? e se la scossa distruttiva fosse capitata in orario scolastico come sarebbero andate le cose ? )

Non si vede infatti perché , per aiutare quelle popolazioni , non si sia fatta seriamente – e non solamente a parole o ordinanze - la cosa più rapida che si sarebbe dovuto fare , ovvero non si sono potenziati gli organici degli uffici tecnici comunali e non si sono lasciati liberi i Comuni di ricorrere a trattative private o al dialogo competitivo o ad altre forme celeri di approvvigionamento sotto il controllo della struttura tecnica della Protezione Civile . Si trattava e si tratta di porre rimedio urgente ai danni ed ai bisogni derivanti da una calamità naturale e pertanto appare incongruo e fuorviante che in tale emergenza si sia dovuto e si debba fare riferimento ad una o più Autorità politiche sovra comunali .( Cfr. Doc. N° 4 Cronache Maceratesi 1 /7 / 2017 . Ufficio ricostruzione a Caccamo Pasqui Sindaco di Camerino “ Scelta scellerata “ ma il documento evidenzia una carenza manageriale senza eguali . Doc. N° 5 On.le Terzoni all'attacco “ Sulle macerie 10 mesi di fallimenti “ .

Risulta che molti Comuni colpiti violentemente dal sisma siano ancora isolati e che nulla si sia fatto per ripristinare la viabilità e così dicasi della rimozione delle macerie non creando in ogni Comune almeno un sito provvisorio di deposito .

Tali comportamenti sembrano seguire una logica di esercizio e di accentramento del potere ai fini del controllo stretto delle operazioni economiche e delle speculazioni politiche possibili , anche nel caso in cui delle iniziative potevano e possono essere prontamente adottate da autorità più vicine alle persone in difficoltà come i Sindaci e le Giunte Comunali , e quindi la strategia sembra quella di non arrestarsi difronte a nulla pur di speculare sul disastro sismico su tempi lunghi e quindi su tempi maggiormente gestibili in termini elettorali e , forse anche in termini di ben altro di innominabile , a danno delle popolazioni che si vorrebbero solamente a parole soccorrere.

In effetti , tra le altre, suscita perplessità la ordinanza n° 9 del 14 / 12 / 2016 avente titolo “ Delocalizzazione immediata e temporanea delle attività

economiche danneggiate dagli eventi sismici “ perché ci da la misura di come delle norme non siano affatto poste per risolvere nell'immediato delle immaginabili problematiche, ma siano la risultante dell'idea di sottoporre le aziende a delle farraginose procedure per ottenere chissà quando delle agevolazioni o del sostegno anche logistico da parte delle Autorità Regionali senza considerare che la delocalizzazione non potrebbe che avvenire ' obtorto collo ' e contro le necessità familiari proprio per l'assenza di quel sostegno di cui gli operatori economici si attendevano dalle Autorità . ( Cfr . Doc. N° 6 Carlino Macerata 2 /7 / 2017 testimonianza del Signor Tullio Belli di Visso . )

Anche la ordinanza n° 15 del 27 Gennaio 2017 “ Organizzazione della struttura centrale del Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione nei territori delle Regioni Abruzzo, Marche e Umbria ..” indica palesemente la volontà di burocratizzare ed accentrare il livello decisionale per la ricostruzione in un territorio assai vasto, esautorando completamente la volontà programmatica e decisionale in materia urbanistica ed edilizia che appartiene per legge ad ogni Comune tanto che gli effetti di tale decisione sono assai evidenti per l'inefficienza ed il ritardo decisionale dimostrato in mesi di emergenza . In compenso chi ha interessi sul lavoro e sui guadagni che il post terremoto può offrire si appresta ad organizzare convegni e studi operativi anche in termini di nuove ed avveniristiche visioni architettoniche .

Emblematico è il convegno dal titolo “ Dove era e come sarà “ della Associazione o Fondazione Symbola che si aprirà nei prossimo giorni a Treia ,con la presenza annunciata dei più grandi luminari dell'architettura , quasi che la intenzione sia quella di estrarre dalle macerie una nuova realtà urbanistica del tutto avveniristica che neppure Alice nel paese delle meraviglie sarebbe in grado di farci immaginare ed il timore è quello che si andrà ad annichilire sicuramente i valori storici e culturali e soprattutto umani di quei territori .

  • Cfr. Carlino 2 / 7 / 2017 pagine reclamizzanti i temi del detto convegno che non lasciano spazio ad equivoci ; Cronache Maceratesi Architetti a Symbola )

Quando si è a pranzo ovviamente la tavola invita ma chi sorveglia sarà in grado di evitare la grande abbuffata ? Encomiabile è stato il recente richiamo di S. E. il Cardinale Arcivescovo di Ancona Menichelli volto a salvaguardare i valori umani ed il senso di appartenenza alle loro comunità delle popolazioni colpite dal terremoto ; “ sentimenti che queste popolazioni stanno perdendo per paura e scoramento .” Se c'è una agenda del contro esodo per l'ANCI dei piccoli Comuni – ha detto il porporato - “significa che abbiamo fatto un esodo sbagliato... e non abbiamo mantenuto valori importanti come la tradizione e la terra”. ( Cfr. Doc. N° 7 da Vivere Macerata 1 / 7 / 2017 )

La più sensazionale delle Ordinanze è quella che prende il N° 17 del 10 Marzo 2017 con la quale , dopo aver individuato il genere di donazioni ne fissa le modalità di effettuazione sottoponendo il donante alla firma di una convenzione con cui il Commissario Straordinario viene reso libero di destinare i fondi ricevuti per le priorità ritenute da questi necessarie senza considerare se le donazioni erano destinate per alleviare le difficoltà delle famiglie e delle imprese e non per il rifacimento di chissà d'altro di secondaria importanza o urgenza . L'esito di tale Ordinanza è stato che nessun cittadino ha ritenuto di effettuare più donazioni .

Va anche considerato che le donazioni spontanee o soggette alla sottoscrizione di una convenzione sono sopravvenienze attive straordinarie fuori bilancio e che hanno una destinazione umanitaria affidata alla corretta e consapevole amministrazione dell'Autorità Comunale ( Sindaco , Giunta , Consiglio Comunale ) ed appare evidente che anche le altre elargizioni pervenute in Regione o Provincia debbano essere riversate e distribuite tra le Autorità Comunali . Altri sono i fondi che debbono essere prontamente spesi

per liberare le strade provinciali o nazionali . Risulta che la strada Valnerina sia ancora chiusa ; forse in attesa di un appalto europeo … ( sic ? )

Non vengono considerati minimamente i maggiori costi a cui oggi si va incontro per una ricostruzione che è solamente sulla carta e lo sarà a lungo e per lunghi anni ancora , dopo aver soprasseduto ad una emergenza con il solo trasloco delle popolazioni sulla costa con l'aggiunta di costi assurdi ed esorbitanti da sostenere per molti anni a venire . La strategia potrebbe essere anche quella di mantenere stretta l'attenzione della opinione pubblica sul disastro sisma ancora per anni e sul disastro delle sue conseguenze come se esse conseguenze fossero insuperabili al punto da far credere o di accreditare l'idea che solamente con lo zelo di quanti in realtà fingono di lavorare a servizio della comunità , si può porre rimedio a lungo termine .

Se così fosse sarebbe la costruzione scientifica e mistificante di una realtà per la creazione di uno schermo che copre un vero e proprio crimine contro l'umanità ; la mistificazione e l'inganno appartengono al vero populismo

  • non al populismo che con inganno si vuole attribuire a coloro che parlano ed agiscono correttamente nell'interesse del prossimo . Alla mistificazione della realtà e all'inganno e alla menzogna siamo in grado di farvi fronte solamente con il ricorso alla Magistratura che deve assumere tutta le sue responsabilità e tutti i suoi poteri per accertare , verificare e tutelare i cittadini che oggi sono costretti alla difficoltà ed a problemi di vita e di salute e per il recupero della dignità di tutto il popolo italiano .

Alla luce di quanto sopra esposto, non vi è dubbio che siamo difronte a comportamenti che non seguono la logica della vera solidarietà e del rispetto delle sofferenze e delle difficoltà altrui e del loro bisogno di ricostruire la loro vita nei loro luoghi di lavoro e di origine e del rispetto dei valori i culturali dei territori , ma seguono una maldestra logica tutta politica e di bottega protesa a comprimere il senso di appartenenza ad una comunità e di mortificarla , quasi fosse una massa informe da depotenziare e deportare per meglio manovrarla poi nella loro espressione di consenso in vista di una ricostruzione che potrà solamente funzionare in termini speculativi ( e già lo si nota al Comune di Amatrice con la solerte costruzione di centri commerciali ..) e di un cambiamento di prospettive di vita delle stesse popolazioni terremotate .

Come al solito una tal politica non deve servire per migliorare o tutelare la vita delle persone come sarebbe nella logica delle persone normali ma serve solamente per cambiare la vita delle persone che sono ritenute e gestite solamente come massa e , attraverso la propaganda , farla diventare in ogni momento massa critica – come si usa in dati ambienti dire per nobilitarla e mobilitarla - ma , in realtà , per relegarla a massa strumentalizzata ed acritica e quindi per utilizzarla in ogni momento a scopi elettorali e di abietta ostilità .

In ragione di quanto sopra esposto si

CHIEDE

di valutare se le Autorità Amministrative e Politiche siano incorse nel reato di cui all'Art. 434 del Codice Penale ( Disastro doloso ) e nel più grave reato di cui all'art. 416 bis del Codice Penale ( Associazione a delinquere di stampo mafioso )o siano incorse nei reati che L'Autorità Giudiziaria vorrà ravvisare dai loro comportamenti .

Quanto esposto trae spunto e conferma dalle cronache della carta stampata che noi tutti conosciamo e dai servizi giornalistici televisivi a cui assistiamo e che anche le Procure della Repubblica, a cui è diretta la presente, conoscono , in cui gli autori dei servizi medesimi hanno sempre posto e pongono costantemente in evidenza tutta quella serie di vessazioni inumane e

A

T

T

E

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becere a cui sono andate incontro e vanno incontro le persone sopravvissute al

T

trauma del terremoto e dopo le ferite per la perdita dei loro familiari .

A

Le proteste e le manifestazioni pubbliche di dissenso dei mesi scorsi,

Z

messe in atto dalle popolazioni colpite

dal sisma, hanno posto proprio in

I

evidenza che al trauma del sisma è seguito l'insulto del baratro psicologico-

O

burocratico , della finzione e dell' inganno politico ; ma tale insulto , è bene

N

dirlo, si scontra, prima che con le norme del Codice penale di cui si è detto , con

le norme di civiltà e di buon senso

che debbono essere sanzionate dalla

E

comunità civile , dalla Comunità Europea e dalla Giustizia Penale Europea per i

D

crimini contro l'umanità e da quella Giustizia preposta a tutela della

salvaguardia dei diritti dell'Uomo e del suo ambiente .

I

Con perfetta osservanza .

 

C

Seguono N° 21 pagine di allegati .

 

Ci si riserva ulteriori deduzioni sull'argomento trattato .

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CHIEDE

 

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di essere informato in caso di richiesta di archiviazione .

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Macerata li 4 / 7 / 2017

 

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Avv. Giuseppe Pigliapoco ( Foro di Macerata )

 

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