Notizie di politica nelle Marche

Si è svolta nei giorni scorsi l'assemblea dei soci dell'associazione IoNonCrollo, ospitata nella geostruttura del City Park, con la presenza del sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui.L'incontro è servito in particolar modo a fare il punto sul “Quartiere delle associazioni”, le strutture che saranno realizzate con le donazioni raccolte in questi mesi dal'associazione con l'obiettivo di ridare una sede alle circa 100 associazioni cittadine che oggi non hanno più un luogo dove operare. Nello specifico è stato il presidente di IoNonCrollo, Claudio Cingolani, ad annunciare all'assemblea il raggiungimento della somma di 210,000 euro raccolti grazie alla grande solidarietà degli italiani. Grazie all'ordinanza del capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, come ha appunto spiegato il sindaco Pasqui, le strutture del Quartiere delle associazioni potranno essere costruite ed inserire nei plessi delle soluzioni abitative provvisorie. Questo permetterà che le nuove sedi delle associazioni cittadine, cuore delle attività sociali e culturali, sorgano nell'ambito dei nuovi quartieri residenziali delle sae che per i prossimi anni accoglieranno le famiglie che oggi non hanno più una casa a causa del terremoto. Nei progetti delle SAE quindi saranno inserite anche le aree dove poi si andranno a realizzare le strutture, che saranno almeno tre o quattro e pensate in modo tale da essere modulabili ed utilizzabili per tutte le varie esigenze che esprimeranno le associazioni stesse.

Sono in corso le pratiche e ad oggi non c'è ancora certezza su quali delle diverse aree sae saranno
scelte per ospitare il Quartiere delle associazioni. “Certamente per l'intera associazione – ha
affermato il presidente Cingolani – la vicinanza del sindaco Pasqui e dell'amministrazione
comunale e queste ultime importantissime novità rappresentano una grande certezza per il
concretamento del progetto che stiamo perseguendo da subito dopo le scosse di ottobre.
Attendiamo ora gli sviluppi e continueremo nelle nostre attività di programmazione e raccolta
fondi”.

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 Le Marche accelerano gli interventi della ricostruzione attraverso una semplificazione delle procedure urbanistiche. Su proposta della vice presidente Anna Casini, la Giunta regionale ha inviato all'Assemblea legislativa una proposta di legge che agevola gli adempimenti di pianificazione urbana. "Puntiamo a una ricostruzione veloce senza compromettere la qualità degli interventi - spiega Casini -. Già la normativa nazionale, emanata dopo il sisma, facilita il percorso, riducendo la necessità delle varianti urbanistiche ai Piani regolatori generali. Ora interveniamo anche sul fronte delle norme regionali che consentono margini di manovra nell'approvazione delle stesse varianti". La pianificazione urbanistica legata alla ricostruzione è curata dai Comuni che predispongono gli strumenti necessari per i centri storici, urbani e rurali. La proposta di legge introduce novità, con uno snellimento degli interventi di riparazione o ricostruzione degli immobili.
   

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Il mare e la montagna non sono mai stati tanto vicini

E’ partita la linea estiva di collegamento tra Foligno e Civitanova Marche, con coincidenze – solo feriali – per/da Visso e Camerino. Un bus quotidiano per collegare Marche e Umbria!  Una linea estiva, attiva anche la domenica!

ORARI DI ANDATA:

Foligno Stazione FS 07.00 – Colfiorito p.le Ex Casermette 07.25 – Maddalena di Muccia: 07.40 (coincidenze feriali da Camerino alle 07.20 e da Visso alle 06.55) – Civitanova Marche Cristo Re: 09.00

ORARI DI RITORNO:

Civitanova Marche Cristo Re: 15.00 – Maddalena di Muccia: 16.20 (coincidenze feriali per Camerino e Visso alle 16.50) – Colfiorito p.le Ex Casermette 16.35 – Foligno Stazione FS – 17.00

Altra novità è la possibilità di trasportare biciclette a bordo dell’autobus. Il servizio va prenotato, chiamando il giorno prima, al numero 0737.6340225.

I biglietti possono essere acquistati presso le rivendite autorizzate Contram Mobilità o direttamente a bordo dell’autobus con una maggiorazione e ricordiamo che il 15 agosto la linea non sarà effettuata.

Per informazioni generali contattate il numero verde 800.037737 oppure visitate il sito www.contram.it o la nostra pagina facebook: Contram Servizi

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Partito dal City Park il processo del Tribunale delle Libertà Marco Pannella contro lo Stato italiano per la gestione del post terremoto.

Da Camerino e in diretta su Radio Radicale, privati cittadini e commercianti hanno avuto la possibilità di esternare preoccupazioni e difficoltà legate all’immobilismo e alle procedure intricate della ricostruzione.  E’ intervenuto l’ex sindaco Dario Conti, che dal paragone con le modalità di gestione di altri sismi del passato, ha puntato il dito sull’inspiegabile lentezza e sui complicati passaggi burocratici che paralizzano ogni possibilità d’azione. Sante Elisei,  rappresentante dell’Associazione “La Terra trema Noi No”ha evidenziato la priorità di una ripresa dell’economia del territorio. Annunciato come probabile tra i presenti, il sindaco Pasqui non ha preso parte alla riunione.

Al tavolo i vertici del Tribunale delle Libertà con i fondatori Avv. Rampelli e Facchinetti nonché Turco, Bernardini e Farina Coscioni, della Presidenza del congresso del Partito Radicale Nonviolento Transpartito e Transnazionale,già Deputati Radicali.

Reso pubblico il capo d’accusa, formulato a seguito dell’attività istruttoria condotta sui luoghi del terremoto. Lo ha letto l’’Avv Rossodivita, che con l’Avv. Farina, sosterrà l’accusa nei confronti dello Stato. A Camerino dunque il primo passaggio formale che condurrà, in autunno, alla celebrazione del dibattimento dove, davanti alla Corte Presieduta dall’ex magistrato Rinaudo, saranno ascoltati quali testimoni cittadini, associazioni, esponenti del mondo produttivo di tutte e quattro le regioni colpite dal terremoto.

A rendere la loro versione dei fatti in processo, saranno formalmente chiamati il Presidente del Consiglio on. Gentiloni ed il suo predecessore Renzi, il Ministro dell’Interno on. Minniti e il suo predecessore on. Alfano, il Capo della Protezione Civile Curcio, il Commissario Straordinario alla ricostruzione Errani, la Presidente della Camera Boldrini, nonché i Presidenti delle 4 Regioni interessate dal sisma.

“Vedremo chi di loro si presenterà -ha detto l’Avv. Rossodivita- e anche le assenze avranno un loro significato”

Capi di imputazione e condotte attraverso le quali lo Stato italiano sarà chiamato a rispondere in processo, sono omissioni riguardanti la rimozione delle macerie, la mancata garanzia alle persone di idonei alloggi nelle zone di residenza e l’impiego di risorse per pagare le strutture ricettive (quando avrebbero potuto essere destinate alla ricostruzione); il non aver permesso ai privati di installare casette provvisorie sui terreni di proprietà, con norme anche temporanee, il non aver approntato soluzioni immediate a favore delle attività di allevatori e agricoltori . Tutto questo- continua l’accusa- “ frutto di ben precise scelte legislative ed amministrative del Governo, anzitutto, ma anche delle stesse Regioni coinvolte dal Sisma, che, per evitare il rischio legato agli abusi consumati in passato e legati ai modelli emergenziali, ha optato per modelli normativi complessi, volti a tutelare astrattamente il controllo e la trasparenza delle procedure, a scapito dell’efficacia degli interventi.

“Di fatto, ad oggi, ad onta dell’ ipertrofia normativa che ha prodotto 3 decreti legge e ben 29 ordinanze del Commissario Straordinario Errani - dieci delle quali intervenute a modificare le precedenti, dando vita ad un complesso sistema di norme di difficile interpretazione ed applicazione, con le conseguenti paralizzanti incertezze per cittadini, tecnici e uffici preposti- si legge nell’accusa- nulla è stato fatto, se non meri proclami”.

A dirlo sono i 2,3 milioni di tonnellate di macerie il 92%, delle quali sono ancora a terra, essendone state raccolte sinora  meno dell’8%, per lo più nei centri storici dei Comuni colpiti, a tutt’oggi interdetti alla popolazione; i circa 9.000 sfollati ancora ospitati in strutture ricettive lontane dai Comuni di originaria residenza, a circa una anno dalle prime scosse. Aggiungasi che delle 3620 casette di legno pubbliche ordinate per far fronte alle esigenze abitative in 51 comuni del cratere, solo 326 sono state consegnate e solo 218 sono effettivamente abitate e soltanto in tre comuni, Amatrice, Norcia e Accumuli. La giungla della burocrazia che ha condotto alla più che prevedibile paralisi è testimoniata dalla procedura individuata dal complesso di norme varate che, nei fatti, si è rivelata totalmente inadatta a fronteggiare l’emergenza, senza contare che “per giungere al definitivo posizionamento delle casette di legno sono necessari, in ogni Comune, ben 11 provvedimenti da parte delle diverse amministrazioni (Comunali, Regionali e Centrali) coinvolte nel procedimento”.

Segnalati anche gravi ritardi per l’erogazione del CAS da parte delle amministrazioni e, quanto alla ricostruzione non ancora iniziata, termine perentorio per la presentazione delle domande per ottenere il contributo pubblico è la data del 31 luglio. Le domande, a pena d’inammissibilità, vanno corredate dalla scheda che definisce lo stato dell’immobile redatta a seguito dei sopralluoghi da parte dei tecnici preposti. Tuttavia, su 208.000 immobili da verificare, i tecnici della Protezione civile, hanno svolto 184.700 sopralluoghi; ne mancano 23.000, di cui 19.200 nelle sole Marche. Inoltre, secondo il D.L. n. 189 – ottobre 2016,  il cittadino terremotato che vorrà percepire il contributo statale per la ricostruzione, non avrà la libertà - prevista e garantita dall’art. 42, comma 2, della Costituzione - di selezionare l'impresa esecutrice, ma sarà costretto ad individuarla mediante procedura concorrenziale, tra le sole imprese che risultano iscritte nella Anagrafe di cui all'articolo 30, comma 6. Gli esiti della procedura concorrenziale dovranno anch'essi essere allegati alla domanda di contributo. A ritrovarsi esclusa per effetto delle norme dalla ricostruzione, è lamaggior parte delle imprese locali di piccola e media dimensione- con conseguenze in termini di mancato rilancio del tessuto produttivo locale già messo in ginocchio dal sisma – mentre per altro verso, le sole imprese che potranno partecipare alla ricostruzione, essendo l’affidamento determinato in base al criterio del massimo ribasso del prezzo, tenderanno ad effettuare i lavori di ricostruzione al risparmio, con il grave e prevedibile pericolo per la qualità antisismica delle nuove costruzioni.

Letteralmente messe in ginocchio le attività produttive dei territori colpiti dal sisma, beneficiate da interventi legislativi assolutamente inadeguati: decine di migliaia sono gli agricoltori e gli allevatori che hanno perso tutto, artigiani e piccoli imprenditori che si ritrovano con la propria attività annientata. Solo nel settore agricolo Coldiretti ha stimato danni per 2,3 miliardi per 25 mila aziende agricole residenti nei 131 comuni terremotati di Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo.

“ Il capo d’accusa - ha detto Rossodivita- rappresenterà l’oggetto del processo simbolico che si muoverà come un normale procedimento, con la pubblica accusa sostenuta da me e dall’Avv. Farina e con lo Stato che avrà un suo difensore” Tutto il materiale prodotto anche all’esito del processo  verrà utilizzato per la redazione di un ricorso collettivo davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’uomo,aperto alla sottoscrizione delle popolazioni terremotate.

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Il Tribunale delle Libertà

“Il Tribunale delle Libertà- ha spiegato l’Avv. Rampelli- è un’entità nuova chiamata ad intervenire in tutti quei casi in cui si verifichino situazioni e condizioni drammatiche, di disagio, di ingiustizia che la gente, non è capace a risolvere da sola. L’intento è di cercare di indagare, non solo sulle ragioni che portano alla mancata soluzione dei problemi, ma soprattutto tentare di dare soluzioni. Il nostro – ha aggiunto- è un intento propositivo: pretendiamo che lo Stato si muova per risolvere. Il disastro del sisma del centro Italia è soltanto l’ultima delle dimostrazioni dell’incapacità dello Stato di stare dalla parte dei cittadini ed è per questo che il Tribunale delle Libertà, ha voluto prendere questo esempio come punto di partenza del suo lavoro. Di fronte all’inerzia di chi governa, la gente non sa come comportarsi e allora, solo attraverso la sensibilizzazione della popolazione e il tentativo di recupero di una coscienza collettiva, potremo sperare di ottenere qualcosa, chiamando chi di dovere alle sue responsabilità e pretendendo che quelle soluzioni che noi individueremo come possibili, sulla base delle norme esistenti, siano adottate dallo Stato.”

L’appello alla Procura della Repubblica

“ Questa è un’iniziativa politica per arrivare ad un processo.- ha detto Maurizio Turco- ma in parallelo alla nostra iniziativa c’è la necessità dell’urgenza e dunque, faccio un appello affinché la Procura della Repubblica possa acquisire il materiale raccolto e indagare sulla base dei capi d’accusa sui quali stiamo lavorando.  Le popolazioni del centro Italia sono arrivate a pagare il prezzo di qualcosa che, se fosse stata attuata realmente la prevenzione, si sarebbe potuto evitare. Zamberletti, riuscì a mettere in piedi un modello che dopo il sisma del Friuli funzionò benissimo; in sei mesi le pietre numerate furono rimesse al loro posto e i paesi ricostruiti. Funzionò perché allora non c’erano margini per la burocrazia e la partitocrazia. Il tentativo che stiamo facendo è di ottenere il rispetto delle leggi esistenti, Oggi siamo già nella fase del ritardo cronico. Quella del processo è la prima iniziativa di un modello che mira a rendere i cittadini partecipi del diritto a decidere”.

“L’iniziativa – ha sottolineato Rita Bernardini- è figlia dell’ultima battaglia che Pannella ci ha consegnato e cioè il “ diritto umano alla conoscenza”. Fare una legislazione complicata e impedire che sia applicata alla fase dell’emergenza, è perché si vuole che il popolo conviva con l’emergenza e se ne stia buono e zitto perché tanto ormai il tempo è passato e, col passare del tempo la gente dimentica. E’ proprio questo che non dobbiamo consentire, perché il diritto umano alla conoscenza deve essere un diritto diffuso, e non appannaggio di pochi che poi sfruttano i cittadini”.

Partire da Camerino con un Consorzio che crei risorse

“ Come Partito Radicale - ha affermato Loris Facchinetti - abbiamo deciso di esservi vicini non solo come tribunale, ma anche sul piano squisitamente pratico e operativo e la prima battaglia è diventare vera “ comunità attiva” e “comitato di sussidarietà” che, attraverso la comunità locale, cominci ad agire autonomamente dallo Stato Questo territorio è ricco di storia cultura e amore e, da questo amore e da questa realtà dobbiamo far sprigionare la ribellione pacifica e dolce di chi comincia a gestirsi autonomamente; dobbiamo creare situazioni di sussidarietà, per le quali siamo pronti a mettere a disposizione a titolo gratuito le nostre professionalità per un progetto di recupero all’inverso, ma- ha ripetuto- è necessario sentirsi comunità. Stiamo pensando di costituire un grande consorzio e, attirando l’attenzione del mondo finanziario nazionale e internazionale, preparare insieme un vero “master plan di recupero autonomo sussidiario” facendo diventare Camerino, con la volontà dei cittadini, il modello iniziale per un rifiuto ad ogni forma di schiavitù, per la popolazione, per i figli e per le generazioni future e per chi vorrà venire a vivere qui.

Lo Stato sta già ricattando tutti i sindaci del cratere dicendo loro che se si ribellano, se reagiscono, se protestano, non arrivano i fondi. Ma i fondi non arriveranno lo stesso quindi occorre reagire”.

Facchinetti ha anticipato poi per marzo 2018 l’organizzazione di una mostra d’arte tra le macerie, in collaborazione con le grandi Gallerie italiane e, il cui ricavato sarà devoluto in borse di studio per i giovani talenti delle aree del sisma. Altre iniziative sono in programma per una visibilità mediatica molto forte.

“L’idea è quella di partire da Camerino con un Consorzio iniziando dalle cose estremamente pratiche, insieme ai talenti, alle capacità e alle professionalità, per cercare di creare risorse per rilanciare l’economia.Siamo in grado di farlo- ha assicurato- ma il progetto va costruito uniti, diventando insieme protagonisti della libertà e della rivendicazione dei nostri diritti, lavorando, costruendo e non aspettando” 

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Approvato all'unanimità  dal consiglio comunale il conferimento della cittadinanza onoraria del Comune di Castelraimondo a Fiorella Mannoia, grande interprete della musica italiana originaria della frazione di Castel Santa Maria, da sempre impegnata nel sociale e voce dei più deboli, solidale e vicina ai territori colpiti dal terremoto.

Questa la motivazione con la quale il consiglio le ha conferito la cittadinanza onoraria, che verrà consegnata alla cantante domenica 30 luglio alle ore 12 in Piazza della Repubblica.

Per l'affetto e l'attaccamento dimostrati, nei confronti della nostra terra, da Fiorella Mannoia, artista, cantante, cantautrice, compositrice e personaggio pubblico che, nella propria vita, ha saputo essere sempre esempio di dedizione, impegno civile e sociale, passione, professionalità, umanità ed umiltà e che, con la Sua partecipazione agli eventi solidali in favore delle popolazioni terremotate delle Marche, ha manifestato ancora una volta il piacere e l’orgoglio di sentirsi originaria del Comune di Castelraimondo e parte della nostra gente, al pari di ogni concittadino.

“Sono estremamente soddisfatto che il consiglio comunale abbia votato all'unanimità questa proposta – ha affermato il sindaco, Renzo Marinelli – alla quale lavoriamo da molto prima dei drammatici eventi sismici. Sempre forte è stata in noi la volontà di conferire a Fiorella Mannoia la cittadinanza del paese della quale è originaria e che mai dimentica di citare, soprattutto in occasione dei suoi concerti nelle Marche. Perciò l'occasione del concerto a Camerino, nell'ambito del festival RisorgiMarche, è sembrata a tutti perfetta per conciliare questo momento. La sua presenza sarà l’ennesima dimostrazione dell’attaccamento, dell’affetto e della sensibilità di questa grande artista nei confronti della nostra terra e della nostra gente, verso la quale ha manifestato e sta manifestando il proprio sostegno e la propria solidarietà. Certamente, la descritta vicinanza ideale e materiale, sempre espressa da Fiorella Mannoia nei confronti del nostro territorio, è il segnale chiaro ed inequivocabile che la stessa abbia sempre voluto mantenere viva la consapevolezza delle proprie origini, indissolubilmente legate al nostro Comune, in quanto sua madre, la Sig.ra Maria Gabrielli, nata nella frazione Castel S. Angelo, ha trascorso a Castelraimondo i primi venticinque anni della sua vita. Un momento che sarà quindi doppiamente significativo e di grande rilevanza per tutto il territorio ferito dal sisma. ”.

La cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria a Fiorella Mannoia,  si svolgerà appunto domenica 30 luglio alle ore 12 in Piazza della Repubblica

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50 corsi finanziati con risorse del Por Fse 2014-2020 per 1.659.000 euro per facilitare l'inserimento lavorativo dei disoccupati nel settore edile e delle costruzioni e per la formazione di figure specifiche anche in risposta alle esigenze della ricostruzione post sisma. Il bando è stato presentato dall'assessore al lavoro e alla Formazione Loretta Bravi.
    "L'avviso - ha spiegato l'assessore - nasce dall'esigenza di formare diversi profili professionali anche nuovi, emersi dai fabbisogni dei territori e concertati in diverse sedi come la Commissione regionale Lavoro, i tavoli tecnici con Ance, la Sovrintendenza, le Università marchigiane, le associazioni datoriali, le parti sociali e le cooperative. Lo scopo è quello di facilitare l'inserimento lavorativo dei disoccupati e degli inoccupati senza limiti di età nel settore edile-costruzioni. Con 50 corsi contiamo di formare circa 900 persone".
  

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Sabato 22 luglio, alle ore 11, a Camerino, presso la tensostruttura denominata City Park, il Tribunale delle Libertà Marco Pannella darà il via al processo contro lo Stato Italiano per la gestione del post terremoto. In uno dei luoghi simbolo del dramma che stanno vivendo da circa 10 mesi le popolazioni colpite dal sisma del centro Italia, - si legge nel comunicato- alla presenza della stampa e della cittadinanza, verrà letto il capo d’accusa formulato nei confronti dello Stato Italiano a seguito dell’attività istruttoria condotta sui luoghi del terremoto.

Si tratta- continua il comunicato-  del primo passaggio formale che condurrà, in autunno, alla celebrazione del dibattimento dove saranno ascoltati quali testimoni - davanti alla Corte Presieduta dall’ex magistrato già in servizio presso il Tribunale di Roma, dott. Carmelo Rinaudo – cittadini, associazioni, esponenti del mondo produttivo di tutte e quattro le regioni colpite dal terremoto. Verranno altresì chiamati a rendere la loro versione dei fatti, il Presidente del Consiglio on. Paolo Gentiloni ed il suo predecessore Matteo Renzi, il Ministro dell’Interno on. Marco Minniti e il suo predecessore on. Angelino Alfano, il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, il Commissario Straordinario alla ricostruzione Vasco Errani, la Presidente della Camera Laura Boldrini, nonché i Presidenti delle 4 Regioni interessate dal sisma. 

All’esito del processo- conclude la nota-  il materiale acquisito verrà utilizzato per la redazione di un ricorso collettivo alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo aperto alla sottoscrizione delle popolazioni terremotate.

Saranno presenti l’ex Sindaco di Camerino Dario Conti, nonché Sante Elisei, rappresentante dell’Associazione “La Terra trema Noi No”. 

Ha annunciato la sua presenza il Sindaco di Camerino Gianluca Pasqui.

Per il Tribunale delle Libertà saranno presenti a Presidente Laura Arconti, l’Avv. Elisabetta Rampelli e Loris Facchinetti.

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Parte dall'Università di Camerino, su un terreno fertile di condivisione che già prelude ad un risultato univoco, l'idea di una Nuova Carta di valutazione della pericolosità sismica, utile nella prospetiiva di una più efficace riduzione del rischio sismico. Centoventi geologi, provenienti da tutto il mondo ( Giappone, Nuova Zelanda, Argentina, Cina, America, Regno Unito, Germania)  si sono riuniti a Camerino per discutere sullo stato dell'arte nella valutazione della pericolosità sismica, parametro fondamentale per la riduzione del rischio sismico. Quattro giorni di confronto con escursioni sul campo per raggiungere le tre aree epicentrali dei terremoti che negli ultimi venti anni hanno colpito l'Italia centrale. Organizzato dalla Sezione di Geologia di Unicam, in collaborazione con INGV, DPC e numerosi Enti di Ricerca italiani ed europei, e , dai maggiori esperti di terremoti europei del gruppo Emergeo, il field trip internazionale " From 1997 to 2016: Three Destructive Eartquakes Along the Central Apennine Fault System" , si è aperto nel pomeriggio di mercoledì 19 luglio nei locali del campus universitario.
Ad introdurre l'incontro è stato il prof. Emanuele Tondi, responsabile della sezione di Geologia Unicam. La proiezione di un video ha mostrato ai presenti un po' del vissuto drammatico degli utimi otto mesi: dalla scossa in diretta girata da alcuni cacciatori sul Monte Vettore, a tutte le fasi concitate dell'emergenza, tra campi sfollati e mense, disagi della popolazione, sistemazioni provvisorie e danni provocati dal sisma sugli edifici. La parola è passata quindi al prorettore vicario Graziano Leoni che ha rivolto il suo saluto ai presenti anche a nome del Rettore Corradini, impossibilitato a partecipare a causa di impegni istituzionali. Sono seguiti gli interventi del Presidente INGV Carlo Doglioni e di ricercatori che hanno illustrato nel dettaglio gli eventi sismici che hanno interessato Marche e Umbria nel 1997, L’Aquila nel 2009 e Amatrice-Visso- Norcia nel 2016.

Per i geologi l'esigenza è quella di un documento  che racchiuda una adeguata considerazione dei dati geologici e delle faglie, strutture che generano terremoti . Pubblico geologi

"La carta attuale risale al 2003- ha osservato il prof Tondi- Siamo tutti consapevoli che le informazioni che abbiamo sono buone ma anche queste possono essere migliorate. E' necessario che venga proposta e che le istituzioni prendano atto della possibilità di avere una Carta diversa. Non più il dato storico trattato in maniera probabilistica e statistica, che poteva andar bene fino agli anni 90- ha aggiunto - ; grazie alle informazioni attuali e anche alle esperienze scientifiche degli ultimi terremoti che confermano alcune analisi fatte, si potrà sviluppare una Carta di pericolosità sismica che poi è alla base della riduzione del rischio sismico. Pericolosità e rischio- ha spiegato Tondi- sono infatti due cose diverse: la pericolosità è legata ai terremoti e incide su dove possono verificarsi ,e, quando e quanto possono essere grandi; il rischio sismico è invece la stima dei danni legati ad un terremoto che si verifica. Allora si capisce che valutare la pericolosità sismica, serve a ridurre il rischio. Ma se la pericolosità sismica è valutata male, viene ad esserne penalizzata la riduzione del rischio".

" Il terremoto - ha dichiarato il prorettore vicario designato, prof.Graziano Leoni- una tematica che è stata sempre d'attualità-e che in un lasso di tempo molto breve di 20 anni , è tornato a provocare danni molto simili anche se più gravi rispetto a quelli del 1997. La stessa università è un luogo geografico fortemente interessato dagli effetti dell'ultimo sisma e. Insieme ad altre università italiane ed internazionali, insieme ad enti di ricerca, si è fatta promotrice di questo evento. Un convegno itinerante – ha spiegato Leoni- che si svolge sul territorio e che prevede la visita e lo studio delle faglie affioranti. Le escursioni sono di fondamentale importanza in quanto offrono alla comunità scientifica la possibilità di avere dei dati geologici, utili per poter mitigare gli effetti di futuri eventi. Sappiamo che non è possibile mitigare il terremoto ma è possibile limitarne gli effetti, se si conoscono bene l'entità o i livelli di acelerazione che può provocare. Ingegneri ed architetti avranno dunque un beneficio dai risultati dell'attività dei quattro giorni del convegno. I geologi di Unicam, promotori dell'evento, sono sempre in prima linea ; in questo momento stanno trainando una macchina che vede coinvolti atenei ed enti di ricerca nazionali e internazionali ".

"Mentre con il team di Open Emergeo Working group eravamo impegnati a fare i rilievi degli effetti geologici di fine ottobre- - ha spiegato Tondi- ci è venuta l'idea di organizzare un " field trip", un incontro itinerante che desse l'opportunità a geologi di altre nazioni di venire a vedere quello che è successo e discutere insieme. Significativo per la scienza è il confrontarsi sui fenomeni e condividere le esperienze. Un confronto sui dati ma anche sulle interpretazioni. Passi in avanti nella valutazione della pericolosità sismica, negli ultimi anni ne sono stati fatti- ha aggiunto- ; sappiamo dove sono le aree nelle quali si potranno verificare in futuro i terremoti, e anche la magnitudo massima che potranno raggiungere; vi sono anche degli studi promettenti per la ricostruzione del ciclo sismico delle faglie. Si può capire se un'area è in procinto di generare terremoti oppure no. Dopo la prima giornata a Camerino e un quadro d'insieme teorico sullo stato dell'arte riferito alla conoscenza della geologia dei terremoti, il convegno si sposta a confine tra Umbria e Marche nell'area epicentrale del sisma del 1997. L'escursione prosegue nella zona del Monte Vettore per vedere le faglie che si sono attivate nella sequenza del 2016 , concludendo a L'Aquila, area epicentrale nel 2009. Sabato pomeriggio, nella tavola rotonda di chiusura, tireremo le fila dello stato dell'arte della conoscenza su questi fenomeni".

 Interventi in aula geologi
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Un territorio martoriato dal sisma, un territorio che aspetta dall'Amministrazione regionale e dal Governo centrale risposte da 11 mesi, risposte che non arrivano, delle casette nemmeno l'ombra. E oltre ai danni anche la beffa? Sì perché nel caos gestionale dell'emergenza sisma passata ormai alla fase ordinaria, la Regione è stata solo capace di decidere di spostare l'Ufficio per la Ricostruzione da una posizione baricentrica come quella di Camerino in locali, oltretutto privati e inagibili, a Caccamo di Serrapetrona, con un aggravio di costi sui cittadini pari a 324 mila euro. E non hanno nemmeno previsto dei distaccamenti territoriali. Di elementi per porsi più di una domanda ce ne sono evidentemente molti. E per questo ho presentato un'interrogazione consiliare. Il trasferimento dell'Ufficio della Ricostruzione, alla base di aspre critiche da parte del sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, e del presidente dell'Unione Montana, Alessandro Gentilucci, non ha alcun senso. E pensare che Pasqui e Gentilucci avevano anche offerto dei locali pubblici (della stessa Unione Montana) per accogliere l'Ufficio per la Ricostruzione. Ma l'Amministrazione regionale ha scartato la loro proposta perché, a suo avviso, troppo piccoli. E via con il decreto regionale che dà la stura al trasferimento a Caccamo di Serrapetrona in locali privati che hanno anche bisogno di essere sistemati poiché, stando a un'ordinanza del sindaco, inagibili. Ora mi chiedo se le motivazioni addotte dall'Assessore regionale alla Protezione civile nello spiegare la scelta dei locali in Caccamo di Serrapetrona siano sufficienti per giustificare una spesa di denaro pubblico pari a circa 324 mila Euro. Come si fa a ignorare una proposta (quella del sindaco Pasqui e del presidente Gentilucci) con l'offerta di locali pubblici che sarebbero quindi rimasti a disposizione della collettività, a fronte di quelli privati con inevitabile e conseguente costo di locazione? Parliamo di un canone annuale (Iva e spese condominiali comprese) di ben 54 mila euro. Il contratto di affitto parte dal primo settembre e sarà valido fino al 31 agosto 2023. Non era più opportuno mantenere la sede dell'Ufficio per la Ricostruzione a Camerino, comune baricentrico rispetto alle zone terremotate del Maceratese? E, soprattutto, prima di prendere questa decisione, l'Amministrazione ha ascoltato i sindaci dei territori colpiti dal sisma per arrivare alla decisione più virtuosa, responsabile e condivisa possibile? A me non risulta. La questione non può certo passare in cavalleria. Ci sono dei territori martoriati che attendono risposte, c'è l'esborso di denaro pubblico, c'è l'assoluta mancanza di concertazione, c'è una decisione che rischia di isolare ancora di più le zone terremotate. La politica, l'Amministrazione regionale non possono tacere.

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Continua a far discutere il "caso" della Civitanova Marche-Sarnano anche dopo il dietro front della Regione Marche che ha deciso di non utilizzare più i fondi degli sms solidali per finanziare il primo lotto della pista ciclabile. Se da un lato la necessità della ciclabile non convince i cittadini, dall'altro i sostenitori del progetto lo ritengono di primaria importanza per il rilancio del turismo. Tra questi anche il presidente dell'Unione Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti, che è stato uno tra i principali fautori del progetto della pista ciclabile Civitanova – Sarnano. "Ritengo che il discorso vada spostato non tanto sull'importanza della pista, quanto sul fatto che 8 comuni, insieme alla fondazione Bandini, hanno invitato l'Unione Montana ad essere capofila per questo progetto. Dopo circa 3 anni di discussioni, sopralluoghi, accordi, abbiamo finalmente dato l'incarico per la progettazione di questo corridoio ecologico che non è fine a se stesso, perchè costituisce l'asse portante di un progetto di sviluppo per il quale la Regione Marche ha inteso reperire le risorse necessarie. A mio avviso l'idea è buona, anche se sono d'accordo con coloro che protestano perchè i fondi degli sms solidali debbono andare in altre direzioni. Detto questo, però, se mi viene concesso un finanziamento non è che ci rinuncio. L'azione della Regione è stata frettolosa e forse comunicata in modo errato, ma, come ha detto il sindaco di Sarnano, la toppa è peggio del buco, visto che i fondi sono stati spostati dalla provincia di Macerata verso il territorio di Arquata. Ritengo sia doveroso riunire di nuovo i sindaci per stilare ciascuno una graduatoria di priorità per il proprio paese per poi votare quelle più idonee a risollevare la popolazione". Declina, dunque, qualsiasi responsabilità in capo all?unione Montana il presidente Feliciotti, che aggiunge: "Noi proseguiamo sulla strada di una programmazione territoriale che mira a far sviluppare il turismo sostenibile, a valorizzare le nostre colline, i nostri tesori nascosti da raggiungere non più con macchine che inquinano, ma attraverso nicchie di turisti che amano i cammini o andare in bici".  

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