Pieve Torina Miss Italia 02

Notizie di politica nelle Marche

Al via a San Ginesio i lavori per l'urbanizzazione delle aree che da ottobre ospiteranno 38 casette. Nasceranno tre nuovi piccoli nuclei abitativi nel centro storico, a Santa Maria in Altocielo e Pian di Pieca. Per le 12 strutture abitative d'emergenza (Sae) che verranno collocate in viale del Tramonto, a ridosso del centro storico del paese, si è aggiudicata l'appalto l'impresa Costruzioni Edil Minnozzi di Montecosaro, per le 7 della frazione di Santa Maria in Altocielo invece l'impresa Celani di Ascoli Piceno. Come da cronoprogramma le ditte partiranno con i lavori la settimana prossima, quando è prevista anche l'aggiudicazione della gara per l'area casette di Pian di Pieca. dove troveranno sistemazione 19 SAE.

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La Regione Marche prosegue con il lavoro per la realizzazione delle casette. Dalla scorsa settimana da 24, i cantieri aperti per l’urbanizzazione e la realizzazione delle Sae sono 30 per 923 casette. Questa settimana aggiudicate altre 4 aree dove presto partiranno i lavori. Sono state fatte infatti le aggiudicazioni definitive per le aree di Campo Sportivo di Visso, Cesare Battisti 2 di Visso, Pretara di Visso, Vallazza di Ussita e Nocria di Castel Sant'Angelo sul Nera.

 

Nelle foto, lo stato di avanzamento dei lavori di  Fiastra e Pieve Torina, dopo due settimane

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                                                           Fiastra

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                                                  Pieve Torina

 

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                                               Fiastra

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    Pieve Torina : Area La Serra . Montaggio prime casette

Le macerie rimosse al momento sono 77 mila tonnellate su un totale di oltre un milione stimate. Un lavoro imponente quello delle macerie. L’intera filiera di trattamento delle macerie persegue il percorso di privilegiare il recupero, in un’ottica di economia circolare. La percentuale di recupero dei materiali, infatti, oscilla dal 95 al 98 per cento. Pochissima la percentuale che viene conferita in discarica. Ovviamente dalla successiva fase di recupero, si genera un ulteriore scarto, che oggi non riusciamo ancora a definire. Il materiale recuperato viene utilizzato per fondi stradali o per i lavori di urbanizzazione per le aree dove vengono posizionate le casette. 

 

 

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Aggiornamenti sulle situazioni che riguardano la città di Camerino  e su diversi nodi da sciogliere. Li ha forniti il sindaco Gianluca Pasqui  a margine della conferenza stampa di presentazione della trentunesima edizione del Camerino Music Festival. “ Proprio il 28 giugno- ha dichiarato il primo cittadino- si è svolto l’incontro sulle scuole della città, arrivando al punto definitivo. Il dott. Renzetti, braccio tecnico del commissario straordinario Errani, ci ha fatto vedere il progetto – ha detto Pasqui-; presenti i rappresentanti dei genitori e il dirigente Cavallaro, possiamo dire superati i dubbi che erano stati sollevati in precedenza. Il progetto, come riferito dal dott. Renzetti, verrà definito e completato nel mese di luglio con previsione dei lavori in ottobre, ”.

Usando ancora il condizionale in via precauzionale, il sindaco si è detto tuttavia fiducioso e di poter rassicurare i genitori degli alunni sulla questione dei doppi turni: “ Credo che l’amministrazione riuscirà a superare questa fase”.  Segnali positivi in ordine ai temi della costruzione del nuovo carcere e del ripristino della sede del Giudice di Pace. L’iter che dovrebbe portare alla realizzazione del carcere, a detta del sindaco, può dirsi iniziato. Secondo quanto riferito, a seguito della sollecitazione del primo cittadino, l’impegno fattivo  del Sottosegretario Cosimo Ferri nella Commissione preposta, ha prodotto come risultato l’ottenimento dell’autorizzazione. “ A questo punto- ha sottolineato Pasqui- non abbiamo bisogno di appelli di speranza, ma di fatti concreti in termini economici. Le uniche parole che adesso mi aspetto dalla politica e soprattutto da chi governa - ha ribadito- è il reperimento dei fondi necessari. A nome della cittadinanza esprimo profonda gratitudine al Sottosegretario Ferri, subito pronto a concretizzare, e un sentito ringraziamento per la disponibilità sempre dimostrata anche al Capo del DAP Santi Consolo. La richiesta riferita alla struttura penitenziaria, era stata avanzata di fronte a tutte le massime cariche istituzionali recatesi in visita nella nostra città dopo il terremoto e mi pare che stia dando i suoi frutti. Dalla politica, dai parlamentari marchigiani e dal governo- ha rimarcato il sindaco- mi aspetto ora che vi siano le comunicazioni dei finanziamenti, altrimenti il progetto rimane solo uno sterile ‘spot’

Di questo interesserò anche il Commissario Errani che vedrò proprio questo venerdì a San Benedetto del Tronto, in occasione della Conferenza Nazionale dei Piccoli Comuni dell’Anci”.

Sbloccata la questione del ripristino della sede del Giudice di Pace:  “ Abbiamo ricevuto l’ok dal Ministero e, anche in questo caso, il doveroso ringraziamento va al Sottosegretario Ferri che nel giorno stesso della nostra visita nella Capitale, si è contestualmente adoperato per sciogliere il nodo. Ma anche qui – ha aggiunto- servono soldi e, ad oggi, non mi risulta che vi sia alcuna previsione economica. Quando si dice che la questione del Giudice di Pace è risolta- ha evidenziato Pasqui-, senza i denari diventa un mero proclama, in quanto per l’acquisto di un container e per il suo posizionamento su un terreno, occorrono almeno 300 mila euro. Vedete allora che non basta esprimere soddisfazione ma servono i fatti. Mi sento tuttavia di tranquillizzare la comunità dicendo che la somma necessaria sarà garantita dall’amministrazione comunale. I fatti – ha tenuto a sottolineare il sindaco- sono dunque che il Giudice di Pace, grazie all’Ok del Sottosegretario Cosimo Ferri e grazie all’amministrazione comunale che mette i denari, potrà essere riportato a Camerino. Anche qui, mi aspetto dal Governo centrale che i soldi arrivino al più presto. E da chi ricopre ruoli istituzionali di alto livello mi aspetto qualcosa di più della semplice soddisfazione espressa: occorre adoperarsi affinché i soldi che mette la comunità rientrino”.

Pasqui è tornato anche a sollecitare speditezza sulle autorizzazioni relative alle messe in sicurezza superiori ai 40 mila euro: “ I dubbi che ho sulla riapertura di piazza Cavour in tempi brevi- ha ricordato- sono appunto legati alle autorizzazioni che tardano ad arrivare e questa è la dimostrazione che è stata sbagliata tutta la linea procedurale sul come ricostruire. Corretta sarebbe stata una ricostruzione Stato-sindaci; tutto ciò che è intermedio è perdita di tempo prezioso. Sulle messe in sicurezza sopra i 40 mila euro di spesa avrebbero dovuto intervenire i sindaci che, nel caso di illeciti, responsabilmente ne avrebbero pagato le conseguenze. Camerino è una realtà molto complessa le cui problematiche esigono una differenziazione rispetto ad altri Comuni”.

Quanto alle opere, accanto al Campus universitario i cui lavori sono già iniziati, il sindaco ha poi annunciato che  da qui a pochi mesi partiranno i cantieri per SAE, Scuole, struttura socio assistenziale Casa Amica e per tutti i puntellamenti del centro storico.

“ E trascorsi otto mesi – ha evidenziato il sindaco- è arrivato il momento di mettere un punto serio sull’Ufficio Ricostruzione”.

A tal proposito, Pasqui ha dichiarato di essere in procinto di scrivere una lettera al Presidente della Regione e all’ingegnere Spuri “ Il terremoto che ha colpito Castelsantangelo, Visso , Ussita, Camerino, Muccia e Pievetorina, grazie a Dio per loro, non può essere paragonato nei danni a quello di altre realtà  ma la verità è che non abbiamo una sede stabile di un Ufficio che nel tempo ha cambiato tre sedi, tutte a Macerata. L’Ufficio Ricostruzione deve stare a Camerino, a Muccia, sicuramente non a Macerata. Il presidente Gentilucci aveva messo a disposizione i locali dell’Unione montana; io avevo fatto altre proposte (sede Contram) e Camerino si era mostrata disponibile a trovare una soluzione tramite locali pubblici e, se è vero che troverà sede su locali privati dovranno motivare questa scelta, ma è ora che l’Ufficio abbia una sede definita e non incerta”.

All’attenzione del sindaco, tra le questioni riguardanti la città di Camerino, quella riferita ai tanti proprietari di abitazioni date in affitto a studenti universitari. Pasqui ha assicurato il suo impegno a che la situazione di tutti i proprietari di case che abbiano regolari contratti di locazione con gli studenti, venga presa nella giusta considerazione. “ Lo metterò per iscritto – ha affermato- Esigo risposte perché anche questa è l’economia di una città; qui c’è tanta gente che ha fatto sacrifici, ha investito nel tempo acquistando immobili nella previsione di reddito. Più di una volta ho sollevato a voce la questione al Commissario Errani, ma adesso intendo metterla per iscritto per trovare una soluzione.

Le posizioni intermedie- ha ribadito concludendo -non servono a nulla : Governo- Stato-Comune e, se i sindaci me compreso, non sono capaci saranno suscettibili di essere commissariati”.

Carla Campetella

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"Per le opere di messa in sicurezza degli edifici danneggiati dal sisma stiamo procedendo a due velocità: si va avanti a buon ritmo con i lavori che prevedono una spesa inferiore ai 40000 Euro, mentre procediamo molto più lentamente per quelli di importo superiore, che richiedono l’approvazione della Regione Marche". Lo scrive il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui chiedendo a gran voce maggiore celerità.
"Per quanto riguarda la Zona Rossa- continua la nota del primo cittadino-  il Comune di Camerino ha sottoposto alla Regione 44 interventi, mentre sono 14 i progetti che riguardano la periferia o le frazioni. Almeno 15 di queste pratiche sono ferme da 22 giorni, di alcune si sono letteralmente perse notizie, mentre, per le altre, la Regione ha inoltrato richiesta di integrazioni anche dopo un mese dalla trasmissione dei progetti. In linea di massima il tempo medio di attesa per le autorizzazioni da parte della Regione Marche è di 30 giorni, 27 in più di quelli indicati dalla Circolare del Dipartimento della Protezione Civile n. 72035 del 22/12/2016 che chiede alle regioni di esprimersi entro 3 giorni dalla trasmissione dei progetti.
Capisco e capiamo che tre giorni sono veramente pochi, ma trenta sono inaccettabili e si chiede, pertanto, che gli uffici di competenza provvedano al più presto a consentirci di ristabilire una andatura dignitosa. Due esempi sono Via Roma e Via Morrotto, nella prima erano previsti tre interventi sotto l’importo di 40000 Euro, realizzabili immediatamente, e tutti sono stati ultimati, mentre quelli sottoposti ad approvazione della Regione dal 21 Aprile hanno ricevuto richiesta integrazione il 29 Maggio. Situazione ancora più grave per via Morrotto, dove gli interventi sotto l’importo sono 24, di questi 6 sono stati appaltati, di cui 5 conclusi e 1 in corso di intervento. Gli interventi sopra alla soglia sono 3, trasmessi il 6 giugno e non ancora autorizzati.
Uno stallo ormai inaccettabile per il nostro Comune che, in data 22 giugno, ha sollecitato la Regione Marche con nota scritta a firma dell’Ufficio Tecnico, soprattutto alla luce del fatto che dei 143 interventi previsti per la Zona Rossa, 69 prevedono una spesa superiore ai 40000 Euro e dovrà essere quindi vagliato dalla Regione.
Abbiamo portato pazienza e cercato di capire la situazione- conclude Pasqui-  ma oggi stiamo realmente superando il limite: o la Regione Marche rispetta i tempi previsti dalla circolare del commissario, oppure ci convincano che ad Ancona tre giorni non sono fatti di sole 72 ore".



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Pagamenti in arrivo sin da luglio per un totale di 4,2 milioni di euro destinati a 1000 borse lavoro over 30 nelle aree del sisma. A queste si aggiungono altre 800 borse lavoro per un totale di 3,1 milioni di euro che saranno assegnate alla luce delle attività istruttoria effettuata dai Servizi Territoriali.  La giunta regionale ha approvato oggi su proposta dell’assessore al Lavoro, alla formazione e all’istruzione Loretta Bravi una convenzione con l’Inps per  l’avvio, con carattere di urgenza,  delle procedure di collaborazione al fine di permettere l’erogazione delle indennità, anche per chi percepisce ammortizzatori sociali, dal mese di luglio 2017.

“Tramite la Convenzione – spiega l’assessore Bravi - viene stabilito il percorso di collaborazione istituzionale tra la Regione Marche e INPS per un’attività d’interesse comune, quale l’erogazione delle indennità di partecipazione alle borse lavoro a favore di una collettività di cittadini attualmente in situazioni svantaggiate. Con questo atto, insieme alla copertura finanziaria, si garantiscono i pagamenti fino ad ottobre. La Regione Marche intende procedere anche allo scorrimento delle graduatorie provinciali già approvate a favore dei 1000 soggetti over 30, e di assegnare le borse valutate positivamente raggiungendo circa 1800 destinatari  in totale”.

Sono infatti circa 800 le ulteriori borse che possono essere assegnate alla luce delle attività istruttoria effettuata dai Servizi Territoriali.

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Mettere insieme le rispettive competenze per risolvere al meglio emergenze di protezione civile nelle Marche anche con la presenza di vigili del fuoco nella sala operativa unificata. E' l'obiettivo della Convenzione quadro siglata ad Ancona dalla Regione Marche e dai vigili del fuoco. Hanno firmato l'accordo l'assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti, il direttore regionale dei vigili del fuoco ing. Antonio La Malfa e il prefetto di Ancona Antonio D'Acunto.
    Si tratta, ha spiegato La Malfa, di un convenzione aperta che prelude ad altre convenzioni specifiche: tra una decina di giorni ne verrà firmata un'altra relativa agli incendi boschivi.
    Sciapichetti ha colto l'occasione per ringraziare i vigili del fuoco per "l'apporto incredibile" fornito nella gestione delle emergenze, tra cui quella del terremoto. "I sindaci - ha osservato - reclamano una presenza sempre maggiore di vigili del fuoco e il personale non deve essere diminuito". Nelle Marche sono circa 1.200 di cui 350 in servizio ad Ancona.

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Notizie positive da Roma per il ripristino della sede del giudice di pace a Camerino. Proprio nelle ultime ore infatti la competente Conferenza di servizi ministeriale ha dato il proprio parere favorevole alla riattivazione dei servizi nello struttura messa a disposizione del Comune.
E' l'onorevole del Partito Democratico  Irene Manzi a riferire le ultime notizie provenienti dal Ministero della Giustizia che si uniscono all'ulteriore parere positivo espresso ieri dai Direttori Generali del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria in merito alla costruzione della nuova struttura carceraria di Camerino. "Penso che le notizie di queste ultime ore siano molto positive per la comunità camerte e per l'intero territorio provinciale - commenta l'on. Manzi-  Il Ministero della Giustizia e, in particolare, il sottosegretario Ferri che in questi mesi è stato un importante punto di riferimento su questi aspetti, ha dimostrato attenzione e consapevolezza dei problemi presenti. In particolare, riguardo alla nuova struttura carceraria, per la quale sarà fondamentale recuperare le risorse occorrenti per la sua costruzione, penso sia fondamentale favorire e mettere in atto un lavoro congiunto tra le istituzioni locali (Regione e Comune in particolare) e quelle nazionali al di là dell'appartenenza ai singoli schieramenti politici, coinvolgendo anche il Commissario Errani, per verificare le possibili fonti di finanziamento dell'opera. Si tratta di una scommessa che dobbiamo vincere tutti insieme per Camerino e per un pieno recupero dei servizi presenti".

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Mercoledì, 28 Giugno 2017 09:54

Muccia, pronta l'area per le casette

Otto mesi dalle scosse di ottobre che, a Muccia, hanno provocato danni su oltre il 90 per cento degli edifici. Segnali positivi per le SAE con l’arrivo dei tecnici che hanno preso possesso delle aree per l’inizio lavori nelle zone di Varano, Costafiore e Massaprofoglio. Aggiudicata la ditta per l’area che ospiterà le casette al di sopra del Campo Sportivo, sulla strada delle Piane. 

“ L’ordinativo per Muccia è di oltre 160 casette -afferma il sindaco Mario Baroni -  il nostro auspicio è che tutte le operazioni d’ora in poi procedano speditamente, in modo tale che per fine settembre o inizio ottobre, si riescano a sistemare parecchie persone. La presenza dei container- dormitori  dell’impresa GLF che ha lavorato alla realizzazione della superstrada Civitanova Foligno, ha consentito a gran parte  dei cittadini con abitazioni inagibili di rimanere in paese. Attualmente contiamo solo pochi sfollati sulla costa, mentre altri hanno trovato autonoma sistemazione nei comuni limitrofi. Posizioneremo in totale 165 casette- aggiunge il primo cittadino- di queste, 91 ne verranno sistemate nell’area sopra il campo sportivo, 45 nella zona al di sopra del Centro commerciale, 7 in località Varano, altre 7 a Costafiore e 14 nella frazione di Massaprofoglio. Positivo il fatto che la gente sia rimasta in Paese, contribuendo a mantenere vivo il tessuto sociale della nostra realtà. Anche scambiare quattro parole e poter relazionarsi ha rappresentato un aiuto in pìù anche per noi dell’amministrazione. Adesso l’esigenza più forte è quella di tornare ai numeri di popolazione che c’erano prima del sisma, pertanto, sistemare per bene le soluzioni abitative provvisorie, e, quanto prima, riuscire a far rientrare le famiglie con bambini, per una ripresa delle attività scolastiche.

Quanto agli edifici scolastici- prosegue Baroni- dovremo procedere alla demolizione di uno stabile e valutare se ricostruire altre sedi o realizzare un polo scolastico insieme a Valfornace. Per quanto concerne la ricostruzione privata, contiamo di partire con gli edifici che hanno riportato un livello B di danni per poi procedere pian piano alla ricostruzione riferita ai danni più gravi. E’ una vera e propria corsa contro il tempo che è il nostro nemico principale- conclude il sindaco di Muccia- Prima potranno partire le attività, prima riprenderanno i paesi, altrimenti, il rischio sarà quello di perdere molti abitanti. Ma bisogna mantenere fiducia e speranza; un sindaco deve farlo anche per dare sostegno e coraggio ai suoi cittadini”

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Una scelta oculata e mirata per il futuro. L'area in cui sorgeranno le "casette" per i terremotati è stata indicata dall'amministrazione comunale sulla base del piano regolatore già approvato dalla precedente amministrazione guidata dal sindaco Mauro Capenti, che prevedeva per quella zona una nuova urbanizzazione. Iniziati, così, a Caldarola, ad opera della ditta Cagnini di Fiastra che si è aggiudicata la gara di appalto, i lavori di allestimento e di realizzazione delle opere di urbanizzazione dell'area destinata ad ospitare le Sae, le cosiddette casette di legno, nelle quali saranno alloggiate le famiglie che hanno perduto la propria abitazione a causa del terremoto. "Nel nostro comune saranno installate 104 Sae, nelle quali andranno a vivere quasi 400 persone – fa sapere l'assessore ai lavori pubblici Gianni Fiastrelli - più altre 3 casette da collocare in un'area adiacente al monastero di Santa Caterina che ospiteranno le monache. L'opera prevede anche la realizzazione di due nuove strade, una che collegherà via Giacomo Matteotti con via Loreto e un'altra che attraverserà l'area di localizzazione delle casette. Previsti spazi comuni, verde pubblico, parcheggi e vi sarà anche una piazza". Resta da definire l'area in cui verrà posizionata la nuova chiesa, una scelta - chiarisce l'assessore – "che non spetta all'amministrazione, ma al consiglio pastorale parrocchiale. Come comune abbiamo individuato diverse aree possibili, ma al momento non ci è giunta ancora alcuna comunicazione al riguardo". Abbastanza definito anche il cronoprogramma dei lavori. "Le opere di urbanizzazione con la predisposizione delle fondazioni per le casette e quant'altro necessario – conclude Fiastrelli - devono essere terminate entro il prossimo 10 novembre. Da quel momento inizierà il montaggio delle casette, con la consegna che avverrà non in una sola volta, ma sarà scaglionata".  

 

(le opere di urbanizzazione)

urbanizzazione

 

(ruspe al lavoro)

ruspe al lavoro

 

(L'area in cui saranno istallate le casette)

area casette

 

camion cagnini

 

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Si è svolto alla Rocca dei Borgia il quarto incontro del team di studio dell’architetto Mario Cucinella, incaricato della preparazione delle linee guida del piano strategico per la ricostruzione della città. In un crescendo continuo di interesse, la fase di ascolto della comunità ha coinvolto un consistente numero di cittadini, chiamati a prospettare una visione futura della città grazie ai tavoli tematici del “ Workshop per la ricostruzione di Camerino”. Coinvolgere la comunità, valorizzare la memoria storica e affettiva del patrimonio locale, immaginando insieme agli abitanti lo sviluppo della città per avvicinare il futuro probabile a quello desiderabile, obiettivo degli incontri che si sono susseguiti nel tempo e che hanno consentito al gruppo di giovani architetti la raccolta di informazioni e idee. L’attenzione si è concentrata sugli aspetti della viabilità e mobilità, demolizioni e soluzioni alternative, risorse economiche, culturali e sociali, mura cittadine e accessibilità, Camerino da vivere, Camerino e il territorio. 

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Sullo sfondo del suggestivo scenario dei giardini della Rocca, molto partecipato l’incontro finale di lunedì 26 giugno, nel corso del quale, all’introduzione e all’organizzazione dei gruppi, hanno fatto seguito tavoli tematici di lavoro. Partendo dal lavoro di analisi e ricerca dei professionisti, il laboratorio di progettazione partecipata si è sviluppato in più fasi,”Abbiamo iniziato a lavorare su Camerino lo scorso 7 aprile- ha spiegato Alberto Tomasino del team Cucinella- Molto prima in realtà ci eravamo dedicati ad una ricerca più vasta su tutta l’ area del cratere. I terremoti- ha sottolineato- sono causa di devastazione e distruzione con effetti sconvolgenti sulle comunità, ma, passata la fase complicata della ricostruzione, possono rappresentare un’occasione di sviluppo. Decrescita e invecchiamento della popolazione, assenza nel tempo di servizi, gestione delle risorse poco efficace, sono fenomeni che interessavano il territorio già prima del sisma. Positivo dunque pensare al piano strategico, non solo come ricostruzione, ma anche come occasione di sviluppo. Dalla prima fase di raccolta di dati e informazioni utile a capire aspetti positivi e negativi dell’area del cratere più in generale, si è passati ad impostare un lavoro focalizzato su Camerino e il suo territorio comunale”.  “Per capire gli aspetti da valorizzare e da migliorare - ha proseguito Martina Ruini- l’analisi ha riguardato lo stato della città prima del sisma con particolare riguardo alla mobilità e all’abitare, al rischio e alla sicurezza; spostandoci ad analizzare la situazione attuale di Camerino si è valutata la chiusura del centro storico diventata zona rossa, la localizzazione dell’abitare e degli esercizi commerciali in località San Paolo, la costruzione del nuovo Campus universitario, cui si aggiungono la prevista sistemazione di alloggi SAE nelle aree Le Cortine e Vallicelle, un assetto della città che ci ha spinto verso un’analisi critica, con le problematicità connesse alla mobilità, e alla frammentazione del territorio al di fuori delle mura.. Sicurezza, abitare, servizi e mobilità, risorse sono i 4 pilastri della strategiadel nostro progetto e che ci hanno aiutato a identificare obiettivi e azioni per concretizzarli. Nella fase di elaborazione degli obiettivi e delle azioni, proprio allo scopo di implementare i dati e le informazioni raccolte da noi tecnici con una risposta sul territorio, abbiamo  iniziato un processo di partecipazione con i cittadini, per riuscire a costruire insieme, indirizzando il contenuto delle azioni in modo più appropriato, e, secondo le priorità e le esigenze della città e del suo territorio”.  Martina Ruini ha anche preannunciato che il work in progress su Camerino, verrà illustrato a Treia nel corso delFestival della Soft Economy, il prossimo 6 luglio. “ Sarà un momento importante per mostrare ai portatori di interessi, tecnici istituzionali e amministratori locali, cosa sta vivendo la città di Camerino in base a quello che i suoi abitanti ci hanno raccontato, nonché la struttura del nostro progetto e gli obiettivi che elaboreremo insieme ai cittadini. A fine luglio arriveremo poi ad una resa progettuale con la presentazione del documento contenente la visione di Camerino e del territorio, per il futuro prossimo e a lungo termine”.

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Prima di entrare nello specifico dei tavoli tematici, Alberto Tomasino ha spiegato l’impostazione e l’approccio al centro storico della città, “ La strategia è stata quella di dividere il cuore della città in Unità Urbane, individuando delle fasi. Fase per fase- ha precisato- l’obiettivo è quello di identificare opere che portino al pieno utilizzo degli edifici, sia pubblici che privati, aprire una nuova via d’accesso o via di fuga e un nuovo spazio pubblico. Siamo coscienti che la riapertura del centro non avverrà in tempi brevi – ha continuato- ma la nostra idea è che si possa comunque operare, lavorando parte per parte. Quello che stiamo cercando di realizzare è dunque una sorta di meccanismo a catena, agendo ad ogni fase per Unità Urbane, attaccando il centro storico da più punti e penetrandolo a poco a poco. Quello delle Unità Urbane è l’elemento in più che noi da tecnici aggiungiamo rispetto a quanto indicato dalle ordinanze, per condividerlo con i cittadini. L’ordinanza fornisce una serie di voci e definizioni; secondo il nostro modo di leggere una Unità Urbana è un insieme di Unità Minime di Intervento; a loro volta le Unità Minime di Intervento sono un insieme di Unità strutturali. Le unità strutturali sono riferite ai singoli edifici che, dal punto di vista del flusso dei carichi, hanno una continuità dalla terra al cielo. L’Unità Minima di Intervento  ( concetto simile ma diverso dall’aggregato edilizio che è un insieme di almeno 3 edifici non omogenei, ma in grado di dare una risposta congiunta in caso di evento sismico)  è l’insieme di almeno 3 edifici, dove l’intervento di ricostruzione viene fatto insieme, dal punto di vista della progettazione, dell’affidamento dei lavori e dell’impresa esecutrice. A qualificare l’Unità Minima di Intervento è dunque la possibilità di intervento congiunto dei proprietari sia in fase di progettazione che affidamento lavori e impresa esecutrice. Se poi i proprietari decideranno di operare separatamente l’aggregato edilizio non sarà una Unità Minima di Intervento. Il salto in più che stiamo cercando di fare è quello delle Unità Urbane, cioè un insieme di Unità Minime di Intervento, comprendenti al loro interno oltre agli edifici, anche strade, eventuali piazze e tutta l’infrastruttura pubblica delle reti delle utenze(idriche, fognarie, elettriche,ecc). Questo concetto- ha ribadito- si lega alla nostra strategia il cui obiettivo è di aprire fase per fase, non solo un edificio ma tutto lo spazio circostante, per riuscire a vivere fin da subito quella parte della città Lavorare per Unità Urbane ed Unità Minime di Intervento significa ottenere risultati maggiori sia in termini di tempistiche che economici e prestazionali, riducendo nel contempo la vulnerabilità del centro storico, lavorando insieme su più edifici e ottenendo una maggiore risposta di sicurezza in termini di danno sismico. Le Unità Minime di Intervento sono state perimetrate secondo le indicazioni dell’Ordinanza, per cui noi stiamo perimetrando le Unità Urbane, in base alla presenza di una strada, di un edificio di particolare interesse o di una piazza, la previsione della tipologia cantieri o difficoltà di cantierabilità, la presenza di caratteristiche omogenee di edifici o di attività commerciali. Il lavorare insieme sui perimetri è pertanto utile ad ottenere una definizione la più precisa possibile. Non è una procedura obbligatoria ma una sperimentazione e se questo processo si rivelerà efficace, le prossime normative e ordinanze potranno essere in grado di recepire quanto di buono si riuscirà a realizzare. A nostro avviso si tratta di un approccio legato al buon senso - ha concluso Tomasino-: che l’agire insieme sia un bene per tutti è un dato che non può essere né trascurato, né messo da parte”. Immaginando tre aree distinte del centro storico (l’una da piazza Santa Maria in via al Palazzo delle Esposte, l’altra da piazza San Filippo al Teatro Marchetti e l’ultima da piazza Cavour a piazza San Domenico), sono dunque iniziati i tavoli di lavoro volti  a ridefinire i perimetri delle singole Unità Urbane, con l’individuazione delle eventuali problematiche da risolvere e delle possibili persone da contattare per l’avvio di un processo di ricostruzione. 

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