Notizie di politica nelle Marche

Presentato a Camerino, il Movimento Democratici e Progressisti Articolo Uno. “ Con i nostri valori vicini alle persone” il titolo scelto per spiegare al numeroso pubblico in sala, le idee di fondo del nuovo progetto politico, nato dalla scissione del PD e la cui forza ispiratrice è la Costituzione italiana, per rimettere al centro i valori della democrazia e del lavoro. A fine marzo nel maceratese, il documento ufficiale del movimento era stato sottoscritto da 31 esponenti ex PD, ex SEL, ex IdV, tra i quali anche amministratori provinciali e locali, tuttora in carica.

All’incontro, introdotto e moderato da Massimo Montesi, coordinatore provinciale della nuova formazione politica, sono intervenuti Lara Ricciatti, deputata di Articolo Uno MDP ed Enrico Rossi, governatore della Regione Toscana che, insieme a Speranza e Scotto, è tra i fondatori del movimento.

“Per il lancio della sfida politica della nuova forza- ha spiegato in apertura Montesi- abbiamo scelto la città di Camerino, luogo simbolo del sisma e tra i centri più colpiti dalla devastazione” Poco prima la visita nel “deserto” della zona rossa, aveva mostrato ai loro occhi tutta l’evidenza del dramma. “ Un territorio che rischia di essere cancellato per sempre- ha detto Montesi- per questo, bisogna riportare il prima possibile le persone nella loro terra. E’ in gioco la modifica della geografia della nostra provincia e non è possibile che l’iter per le casette preveda 10 passaggi; questa è una situazione eccezionale di emergenza che richiede strumenti straordinari e semplificazione”. Dare sistematicità alle ordinanze e avere un chiaro manuale di buone pratiche, rinsaldare un tessuto economico e produttivo già indebolito dalla crisi, tra i punti centrali della relazione introduttiva focalizzata  sul tema ampio e complesso del terremoto “ ma non ci basta dire che è complicato - ha puntualizzato Montesi-; occorre che le risorse siano finalizzate a questo territorio, non a Pesaro”.

pubblico

Nel suo intervento, la vice presidente del gruppo Articolo Uno MDP alla Camera on. Ricciatti, ha evidenziato la bocciatura delle modifiche da lei proposte al decreto legge 24- 04 -2017 n. 50, recante “disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”. In particolare, i tre emendamenti presentati e respinti proponevano tempi più lunghi per la restituzione dei tributi della ‘busta paga pesante’, estensione della zona franca urbana anche alle micro imprese, esenzione per le famiglie terremotate dal pagamento delle tasse universitarie”

“ Siamo voluti tornare in zona rossa- ha detto la deputata- perché anche Rossi si rendesse conto di quello che è accaduto; ritengo sia utile continuare a raccontare di queste situazioni e di come incide il terremoto nella vita quotidiana delle persone. Qui il tessuto è completamente da ricostruire; siamo di fronte ad una comunità sfarinata. Non siamo in grado di giudicare le scelte delle persone che hanno deciso di restare sulla costa, ma è nostro dovere mettere a disposizione di chi vuole restare qua, o vuole tornarci nel minor tempo possibile, tutti gli strumenti burocratici, normativi e materiali che permettano di continuare una condizione di vita normale. Penso che oggi la sfida più importante della politica e di chi sta nelle istituzioni, sia quella di non far diventare la parola “sfollato” uno status. O noi siamo in condizione di fare questo, oppure non ci sarà spopolamento della montagna che terrà. In Europa si deve avere il coraggio di dire, che la stessa rigidità che l’Europa ha avuto quando ha imposto ai governi nazionali l’inserimento del vincolo del pareggio di bilancio, bisognerebbe averla anche quando si tratta della vita delle persone e penso che un Paese come l’Italia, abbia le carte in regola per andare in Europa e dire che adesso noi abbiamo un’altra emergenza, che non è quella di foraggiare le economie europee, ma è quella di aiutare le popolazioni colpite dai sismi del centro Italia. L’economia del centro Italia non può appoggiarsi semplicemente sulla buona volontà o la solidarietà di una grande nazione che sceglie di comprare il ciauscolo piuttosto che altri prodotti tipici locali; l’Italia, e in dettaglio il suo centro, ce la può fare solo se decide di ricostruire quello che è stato e che non potrà essere più uguale. Ci sono alcune realtà in cui il tempo si è fermato a nove mesi fa e dobbiamo avere il coraggio di dire che così, non funziona. E' per la collettività del nostro Paese che noi dobbiamo dire che la politica mette a disposizione fino all’ultimo centesimo, a costo di acquistare qualche Effe 135 in meno, a costo di mettere qualche tetto alle super-pensioni degli enti pubblici, a costo di rivedere anche i super-vitalizi degli ex-parlamentari. Si può andare a tagliare dove c’è lo spreco, si può iniziare a fare una lotta vera all’evasione fiscale, per riuscire a dire con forza che il Paese vuole investire sulle priorità e, intanto, una delle priorità è consentire di poter iniziare ad abitare una casa a chi una casa non l’ha più, a dare un lavoro dignitoso a chi l’aveva e oggi l’ha perso. Un Paese che ce la può fare, sceglie di investire sui punti strategici e un Paese che ce la vuol fare, mette in condizione tutte le ragazze e i ragazzi di continuare il proprio percorso di studi, perché il nostro Stato è all’avanguardia e ce la può fare, solo e soltanto se non lascerà indietro nessun ragazzo. Stare a sinistra significa avere la capacità di misurarsi con i problemi reali della gente e a me interessa sapere come noi, di una sinistra che si pone il tema del governo dei processi economici, politici, sociali, e non del governismo, intendiamo migliorare i processi di vita delle persone, e ridurre le disuguaglianze. Io non so se questo progetto politico sia il punto terminale di tanti impegni che da individuali diventano collettivi – ha concluso l’on. Ricciatti- però penso che se oggi siamo qua e il segnale che abbiamo scelto di dare è stato quello di venire in una zona che ha bisogno di essere aiutata ma la cui solidarietà, sola e fine a se stessa non basta, penso che possiamo farcela. Ma un risultato sarà possibile solo se da una parte saremmo in grado come sinistra di costruire una comunità più ampia e senza pregiudizi e, dall’altra, abbiamo il dovere di tenere ben alta l’attenzione sulla comunità marchigiana, profondamente ferita dai sismi ma che, con la tigna che la caratterizza, ce l’ha fatta e ce la vuole fare. Un popolo che non chiede briciole, né elemosina, ma delle leggi giuste per tornare a ricostruire le Marche forse anche più belle di prima”.   

Della forza del progetto politico “Articolo uno” è sempre più convinto anche Enrico Rossi, i cui fine settimana sono dedicati all' impegno di fondazione del movimento

Rossi

“ Nostro scopo è far rinascere nel Paese una sinistra seria di governo che marchi una differenza rispetto a quanto finora accaduto e, un banco di prova per questa nuova forza politica, è il terremoto che è, e deve restare, grande questione nazionale. Come forza di governo, dobbiamo avere il massimo della serietà e l’idea di un momento di studio che in una situazione collettiva, dopo aver ascoltato i sindaci, i cittadini e le forze sociali delle Marche, dell’Umbria e dell’Abruzzo, riesca a mettere a fuoco le tematiche più importanti su cui ci sono ritardi e su cui avanziamo proposte per accelerare, Questa sarà anche la campagna elettorale di un pezzo dell’Italia centrale e noi dobbiamo prepararci; non si può dire con una narrazione fasulla che tutto va bene, perché basta andare in giro e si capisce e si avverte il contrario, né si possono fare insulse grida o alzate di testa. L’intento è mettere in fila una serie di proposte che segnino una svolta nell’intervento sulla tragedia che ha colpito queste zone,  e, su cui si avverte che le promesse fatte non hanno avuto esiti e riscontri.  I problemi sono nella governance, nella lentezza delle pratiche che vanno accelerate. Credo che per ricostituire un tessuto sociale, le persone debbano essere messe nelle condizioni di poter tornare il prima possibile e mi colpisce positivamente il tessuto più che vitale dell’università che ha dimostrato encomiabile capacità di reazione. Ne parlerò con Speranza e Scotto per proposte serie, avendo prima raccolto le problematiche dei cittadini e del mondo universitario, per costruire una piattaforma e il tema nazionale, che è il superamento dell’emergenza che non è superato, e il tema della ricostruzione che, in una terra sismica, va affrontato con serietà per il futuro.Auspichiamo una crescita del nostro movimento per presentarci alle prossime elezioni con idee che ridiano spazio ai fortissimi bisogni sociali, rispondendo ai quali, secondo me, si può salvare il Paese. Diversamente, l’Italia è destinata al degrado e all’arretramento continuo. L’obiettivo è ricentrare una proposta nuova che consenta di parlare al Paese e ai ceti popolari che vogliamo tutelare e rappresentare, prima di tutti gli altri. Bisogna ripartire innanzitutto dall’unità della sinistra,  guardare anche oltre la sinistra; i tempi ci incalzano ed è necessario quanto prima avere un programma, per una lista di sinistra che si presenta aperta ai contributi di altri e anche di diverso orientamento”

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Nuova puntata ricca di domande, risposte e spiegazioni quella del 25 maggio con il sindaco Pasqui in " Filo diretto" con i radioascoltatori. Preoccupazioni sulle Scuole e chiarimenti, Cas, Cila, Sae e spiegazioni sul layout mancante, ma anche notizie positive riguardo ai puntellamenti nella zona rossa della città, al centro della trasmissione alla quale sono intervenuti con i loro quesiti diversi cittadini, abitanti di frazioni e commercianti.

Quanto alla situazione dei puntellamenti nel centro della città, Pasqui ha riferito che, in relazione ai progetti,  tutta la questione è ormai definita. " Abbiamo trasmesso alla Regione- ha detto il primo cittadino-  tutto il primo blocco degli interventi per la messa in sicurezza lo scorso 22 aprile. Dopo un mese dall'invio finalmente possiamo dire che le autorizzazioni per il primo lotto n.5 che riguarda via Roma, sono arrivate. Partendo dunque da estremi del cuore , stiamo iniziando ad aggredire la città, da un lato verso piazza Cavoure, dall'altra parte sono in corso atti di affidamento per altri 6 interventi sul versante della Rocca e Santa Maria in Via. Fondamentale- ha aggiunto- lo sblocco della zona di Santa Maria in Via che è iniziato e che servirà alle aziende preposte, a consentire l'accesso per realizzare il puntellamento. Non posso dare una certezza sui tempi, - ha evidenziato Pasqui- ma è sicuro che avremo una riapertura dela zona rossa per passi. Tutti stiamo lavorando con forza e chiediamo di esserci vicini con il vostro affetto per la situazione difficilissima che ci troviamo a gestire".

L'ultima parte della trasmissione ha offerto lo spunto per parlare della nuova sistemazione dei commercianti, in sostituzione della sede provvisoria del City Park.  Su sollecitazione dell'intervento di uno dei negozianti, contestante una lettera di comunicazione riferita alle modalità dislocative, il sindaco ha spiegato che la volontà dell'amministrazione è stata quella di non nascondere bensì evidenziare anche le negatività della regolamentazione statale ,in modo tale da lasciare liberi i commercianti di valutare ogni aspetto della scelta che dovranno affrontare. " L'amministrazione comunale- ha assicurato Pasqui- vi sostiene in ogni modo e vi9 è sempre vicina".

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La solidarietà di Compass a favore delle popolazioni colpite dal terremoto del Centro Italia. La società del Gruppo Mediobanca, leader nel credito al consumo, ha voluto dare il proprio contributo con un fundraising in favore del Comune di Camerino, uno dei territori più feriti dal sisma. Durante un evento organizzato dall'azienda per i dealer partner, il top management si è impegnato in uno show cooking d'eccezione, preparando e servendo ai propri clienti il piatto nazionale diventato simbolo delle zone terremotate, la pasta all'amatriciana. Raccolti nell’occasione 5 mila euro, cifra che poi è stata poi raddoppiata da Compass a 10 mila euro, poiché la società ha deciso di aderire in prima persona. La consegna della somma è avvenuta nelle mani del sindaco Pasqui giovedì 25 maggio presso la sede del Contram, dove provvisoriamente sono tuttora ospitati gli uffici comunali. "Siamo molto orgogliosi dell'iniziativa che abbiamo promosso per la creazione di un'area verde destinata ai più piccoli a Camerino, e, soprattutto della generosità dei nostri partner commerciali - ha dichiarato Luigi Pace, direttore centrale Marketing e Customer Management di Compass -. Un gesto di solidarietà concreta, di vicinanza e condivisione, che abbiamo deciso di raddoppiare mettendo a disposizione ulteriori 5mila euro, per dare un segno di rilancio a un luogo colpito profondamente che con grande dignità e coraggio si sta rialzando".

assegno

 

Alla cerimonia di consegna dell'assegno oltre al sindaco Gianluca Pasqui, e a Luigi Pace, erano presenti  Antonio Manari (direttore centrale commerciale di Compass) Sandro Parcaroli di Med-Computer srl, in rappresentanza dei partner commerciali di Compass e il responsabile della filiale Compass di Macerata.

“ Un piccolo gesto- ha detto Pace- perché riteniamo che la ricostruzione debba essere innanzitutto una ricostruzione interiore e le persone di Camerino debbono sapere che anche le aziende e i soggetti lontani dalla città, stanno guardando a loro e alle loro difficoltà per dare una mano concreta. Io sono campano e ho vissuto sulla mia pelle il dramma dell’Irpinia e so bene cosa significhi- ha aggiunto-; ho capito che è molto importante dare segnali che aiutino le persone ad avere fiducia, a ricostruire interiormente una voglia di farcela. Poi sono importanti anche gesti concreti ed è per questo che come Compass e con l’aiuto dell’amico Sandro Parcaroli, abbiamo pensato a quella che è una piccola cosa, ma è un’azione concreta. Il nostro auspicio è che dietro al nostro piccolo, significativo segnale, ne vengano tanti altri ”.

  “ Ci è sembrato giusto portare avanti un’ idea che ha coinvolto i nostri top dealer- ha dichiarato Antonio Manari, direttore centrale commerciale di Compass- Da subito abbiamo raccolto grande solidarietà e spirito di partecipazione. Un piccolo contributo che serve a mantener viva una speranza e una vicinanza a popolazioni che hanno bisogno di segni di affetto quotidiano. Siamo particolarmente felici che l’azione sia indirizzata verso i bambini che sono il futuro di un paese”.

“ Le mie radici e il mio lavoro sono in questa terra drammaticamente colpita- ha detto Sandro Parcaroli di Med Computer, partner commerciale della società del Gruppo Mediobanca- Portare qui la direzione della Compass, azienda italiana con la quale noi collaboriamo, e, offrire un contributo per un’area verde per i più piccoli, significa far rinascere speranza”.

“ Un piccolo gesto dal grande valore - ha commentato il responsabile della Filiale Compass di Macerata - Siamo stati felici insieme a Sandro Parcaroli di poter dare questo segnale forte per ricostruire: si riparte dai bambini e sulla strada della speranza”.

Ringraziando a nome del territorio, il sindaco Pasqui ha consegnato in omaggio lo stemma della città. ” Questa vostra bellissima azione di solidarietà si concretizzerà materialmente- ha evidenziato- ma è il gesto a monte che ha un valore profondo per la gente umile e laboriosa di questa terra che, nonostante tutto, è ancora in piedi ed è fiduciosa di raggiungere degli obiettivi “  

stemma Compass

Poco prima il sindaco aveva riferito della situazione drammatica della città, della quale i presenti hanno potuto rendersi conto con i loro occhi, facendo successivamente il giro della zona rossa.

“ Una città che tra tutte quelle del cratere- ha detto Pasqui- è la più complessa da rimettere in piedi. Non abbiamo avuto vittime e per certi versi da noi è accaduto una sorta di miracolo“, ma “ Se vogliamo onorare i morti, dobbiamo pensare ai vivi”,- ha detto il sindaco  citando le parole pronunciate dal Presidente Pertini al ritorno dall’Irpinia, e rimarcando la necessità di un’attenzione alle esigenze della popolazione.

” La città - ha sottolineato- è completamente in zona rossa e devastata. Palazzi apparentemente in buono stato per il 90 per cento sono distrutti; all’interno delle mura non ci sono più persone, né attività commerciali. Su 7000 abitanti e 9000 studenti, 6200 sono le persone senza casa e in autonoma sistemazione (di cui 4500 circa residenti e il resto universitari); 500 le persone ospitate negli alberghi e 200 quelle alloggiate nei container, 220 le attività che non hanno più una sede e che stanno lavorando in tenso-strutture, devastati e inagibili tutti i musei significativi della città e tutte le chiese. Ad oggi abbiamo un’unica chiesa che l’arcivescovo è riuscito a mettere in sicurezza ed aprire ai fedeli grazie all’intervento della CEI. Debbo rappresentarvi la situazione drammatica- ha continuato Pasqui- perché oggi voi state facendo un atto d’amore e di solidarietà nei nostri confronti ed è giusto sappiate a chi lo state indirizzando. La nostra città ha un cuore che non possiamo pensare di ricostruire altrove: e lì che vogliamo tornare. Di certo siamo ripartiti e stiamo approntando soluzioni per scuole, uffici strategici e tutto quello che serve, ma poi dobbiamo valutare quello che può essere rimesso in piedi ed io, debbo poter dare una risposta ai miei cittadini sul come e quando poter rientrare in maniera sicura. E la risposta non è facile ma, a fronte dell’azione distruttiva, c’è la bellezza di una città con gente bravissima e forte che è riuscita a mantenere in piedi e a far ripartire tutto, dall’università alle scuole, dal commercio ai servizi ,e, vi garantisco che tanti aiuti di messe a disposizione, erano aiuti in uscita di gente che voleva prenderci qualcosa, non donare come state facendo voi oggi, dimostrando il vostro grande cuore”.

tavolo Compass

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“ Più poteri ai sindaci”. L’europarlamentare Mussolini nelle zone terremotate

Tappa dell’europarlamentare Alessandra Mussolini del PPE nelle zone terremotate: Dopo Visso sosta a Castelraimondo e poi a San Severino Marche.

Al suo arrivo a Castelraimondo, accompagnata dal senatore Remigio Ceroni coordinatore regionale di Forza Italia e dalla sua vice Barbara Cacciolari, c’erano ad accoglierla il sindaco Renzo Marinelli, i componenti l’amministrazione comunale e le autorità militari. Ricostruzione e risposte che dall’Europa dovrebbero arrivare in materia di Protezione Civile per assicurare che l’assistenza incontri le reali esigenze della regione colpita dal sisma, al centro del breve colloquio, tenutosi nella sede comunale provvisoria, di Corso Italia.

Subito Marinelli ha esposto la situazione della sua cittadina: “ Grazie per aver mantenuto la promessa ed esserci venuta a trovare- ha esordito il sindaco—Nella nostra cittadina abbiamo 800 persone fuori casa su 4600; sono tante ma 3800 cittadini fortunatamente sono a casa. Abbiamo cercato di gestire l’emergenza in modo tranquillo, ospitando oltre 1000 persone nelle strutture di accoglienza nel primo periodo ma, pian piano, hanno potuto far ritorno nelle loro abitazioni. I nostri problemi ora sono tutti quelli che hanno gli altri comuni ,anche se possiamo dirci fortunati perché andando verso la montagna c’è solo distruzione. Le nostre costruzioni risalgono agli ultimi 30-40 anni ein maniera antisismica e le vecchie case erano state ristrutturate nel 1997 quindi hanno retto; i danni sono sulle case che nel ’97 non erano state danneggiate ma, costruite negli anni 60-70 non avevano materiali consoni a resistere. La sede comunale- ha aggiunto- è completamente inagibile e a pochi giorni dal sisma di ottobre abbiamo dovuto trovare diversa sistemazione”

“ Con i sindaci- ha detto il sen. Ceroni- abbiamo visitato molti comuni e il primo problema è sicuramente quello delle risorse. Il governo- ha sottolineato il deputato- ha sottovalutato l’ampiezza e la violenza di questo terremoto per cui stanziare un miliardo l’anno su 23 miliardi e mezzo di danni stimati complessivi, significa che la ricostruzione durerà almeno 25 anni” Ceroni ha poi polemizzato sulle regole che costituiscono un intralcio “ Bisognava dare poteri ai sindaci che conoscono il territorio e i problemi della popolazione, solo così avremo avuto risposte più pronte. Si è arrivati a 4 decreti sul terremoto e 25 ordinanze ed è impossibile capire la strada da intraprendere per procedere alla ricostruzione. C’è inoltre un problema di pagamenti per le famiglie e le imprese che hanno operato e provveduto a sistemare da solo le situazioni di danno, e, che non stanno ricevendo nulla come del resto i comuni al punto che in molti casi dovranno fermarsi e non poter eseguire lavori”

“ Anche la Regione Marche- ha rimarcato Marinelli- ha delle grosse responsabilità . Cito ad esempio la trasmissione dalla piazza di Norcia per raccogliere fondi a favore dei 133 paesi terremotati organizzata dalla federazione Gioco Calcio, non ha fatto mai il benché minimo riferimento agli altri paesi, fuorchè Norcia e questo ci fa star male. Una manifestazione fatta sulla piazza mentre a Camerino non sarebbe stato possibile e così a Visso e Pievetorina, perché le loro piazze sono chiuse come tutti i centri storici. Ci sentiamo davvero abbandonati”.

“ Quello che abbiamo constatato- ha dichiarato l’on. Mussolini- è che i mezzi d’informazione si sono focalizzati solo su un punto, come se tutto il resto non fosse stato colpito. Oggi ho visto con i miei occhi la situazione di Visso, un paese completamente distrutto. Lì non c’è andato nessuno- ha aggiunto- ma posso dire che non c’è neanche nessuno che ci lavora; dovrebbero esserci centinaia di persone a togliere le macerie e, l’errore grave è che ogni sasso deve essere catalogato. Non si può ricostruire così, di fronte ad un danno di questa portata e- ha aggiunto- di fronte a questo la preoccupazione principale deve essere per le famiglie; se non rientrano i commercianti, se non riaprono i negozi non ci sarà futuro. La vita abitativa c’è solo laddove c’è il servizio – ha continuato- e allora, visto che qui la situazione è di distruzione e non è una situazione ordinaria, i sindaci avrebbero dovuto avere ampi poteri. Invece hanno voluto accentrare. Non metto in dubbio che Errani si darà da fare ma la realtà parla di una situazione completamente bloccata. Ci si deve fidare- ha concluso- adesso bisogna ricostruire e dare ai sindaci il potere; di fronte a questa situazione drammatica la gente è anche troppo calma, c’è gente distrutta psicologicamente con le case ridotte a macerie e la verità è che nessuno si sta impegnando come deve per dare risposte”.

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Leggendo il numero dello scorso 4 maggio de L'Appennino camerte ho potuto notare con piacere che anche nella nostra terra ci sono persone che con le loro capacità e le loro grandi intuizioni sono riuscite a creare realtà imprenditoriali davvero importanti. Colgo l'occasione per lanciare una proposta all'amministrazione comunale di Camerino per la creazione di un gruppo di lavoro, qualora ci sia la relativa disponibilità dei componenti, che sia di vero supporto alle decisioni e agli indirizzi che si andranno a prendere per il futuro della nostra città ormai piegata su se stessa. Personalmente vedrei un gruppo di lavoro di poche unità, tenendo fuori temporaneamente, almeno all'inizio, per mera opportunità di rapidità decisionali le autorità istituzionali che incontrovertibilmente peccano di decisionismo. Mi permetto anche di segnalare per il suddetto gruppo i nomi di Ivano Falzetti, general manager della 6Tour, Gaetano Maccari, fondatore della Pasta di Camerino, Sandro Parcaroli, della Med Computer. A questi grandi imprenditori, in considerazione del fatto che Camerino è anche "città di scuole" (chiarendo e specificando che l'università è soggetto istituzionale) propongo anche il prof. Francesco Rosati, dirigente scolastico dei Licei, che in questi anni ha ottenuto grandi risultati in termini quantitativi e qualitativi. Non lo dico per piaggeria, visto che tra pochi giorni andrò in pensione, ma perchè basta pensare al grande rilancio del liceo classico ed ai numeri relativi alle pre iscrizioni per il prossimo anno scolastico nel quale su 70 potenziali diplomandi in uscita ben 170 ne entreranno. Come cittadino ringrazio l'amministrazione per quanto ha fatto e sta facendo, ma la situazione sta peggiorando velocemente e servirebbe qualcosa di straordinario per gestire in modo consono l'ordinario. Spero che l'amministrazione abbia l'umiltà di reperire "aiuti e consigli esterni", altrimenti la contestazione messa in atto a Visso lo scorso 13 maggio si spanderà a macchia d'olio. Spero che chi di dovere comprenda che è finito il tempo dei "baci e abbracci" e che si deve giungere ad un livello di assoluta concretezza perchè il tempo stringe ed il rischio reale è quello che si passi dagli abbracci a qualcosa di più "pericoloso".

(Nando Ferretti)

 

Ivano Falzetti, general manager della 6Tour

Ivano HIRES

 

Gaetano Maccari, fondatore della Pasta di Camerino

gaetano maccari 1

 

prof. Francesco Rosati, dirigente scolastico dei Licei

ROSATI

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Sono trascorsi ormai 7 mesi dalla sera del 26 ottobre quando a Castelsantangelo sul Nera si è tenuto l'ultimo consiglio comunale nella sede istituzionale del municipio, al termine del quale la prima delle violente scosse di terremoto ha totalmente cambiato la vita del piccolo centro dell'Alto Nera e, dal successivo 30 ottobre, di tutto il territorio maceratese. "Siamo piombati purtroppo in un tunnel senza uscita – dichiara un amareggiato, ma non rassegnato sindaco Mauro Falcucci – Come sindaci abbiamo fatto a chi di dovere tutte le nostre osservazioni. Pensavamo che nel tempo qualcuno adattasse la macchina del post terremoto alle esigenze che si sono create dopo questo catastrofico sisma. Nel nostro comune non abbiamo più nulla in piedi e non è rimasto nessun cittadino, ad eccezione di 5 allevatori e qualche persona che, per esigenze di lavoro, dorme in camper o roulotte. Qusta è la situazione dal 24 agosto, perchè anche quel terremoto ci ha toccati da vicino. Siamo stati dimenticati dal decreto Padoan, nel quale non era presente nessun comune della provincia di Macerata. Successivamente, dopo un incontro ad Arquata con Errani e Curcio, Castelsantangelo fu equiparato ai comuni del cratere, pur non essendo all'interno, a motivo dei danni oggettivamente subiti. All'epoca identificammo in 11 casette il nostro necessario fabbisogno. Poi le scosse di ottobre hanno distrutto tutto, vanificando il lavoro fatto fino a quel momento e costringendoci a ricominciare tutto daccapo. Dopo un evento, che per i suoi effetti distruttivi è paragonabile soltanto alla seconda guerra mondiale, speravamo che la strategia cambiasse e fossero emanate norme straordinarie. Abbiamo l'urgenza che sul terremoto si intervenga per tutti con eguale tempistica, anche se con risposte diversificate. Purtroppo, invece, sono stati fatti più decreti che opere concrete e constatiamo con amarezza che siamo stati dimenticati. Sembriamo tutti dei Don Chisciotte. Tutti ci dicono che abbiamo ragione, ma nella sostanza non cambia nulla. E ogni giorno che passa la nostra popolazione sta perdendo qualsiasi stimolo di vita e di speranza. Quando un sistema non funziona significa che bisogna apportare delle modifiche, altrimenti perdura una situazione che può essere letta in tante ottiche. Non ultima quella della desertificazione alla quale ci opporremo fino a quando qualcuno avrà la voglia di urlare. Ci dicono di aspettare la ricostruzione, ma questa necessita di precise risposte politiche che aspettiamo".

Il sindaco di Ussita Rinaldi si è dimesso, il sindaco di Visso Pazzaglini, per protesta, ha invitato a montare le tende davanti al Palazzo della Regione per passare le notti. Il sindaco Falcucci?

"L'età, purtroppo, non mi consente di dormire in tenda come il collega Pazzaglini. Si tratta di gesti che stanno a significare soltanto che vogliamo con tenacia ricostruire il nostro territorio. Purtroppo, come ho detto prima stiamo andando contro i mulini a vento. A questo punto confido che si comprenda il disagio di queste popolazioni e si intervenga normativamente nella maniera giusta. Altrimenti c'è il rischio che qualche mossa eclatante possa essere fatta da parte chi viene portato all'esasperazione".

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Posizionato il maxi container di Poste Italiane in via Le Mosse a Camerino. Poco più di una decina di giorni di attesa' per l’ultimazione dei lavori necessari e l’ufficio potrà diventare operativo. Collocato nel piazzale adiacente la chiesa, il modulo sarà dotato di collegamento satellitare in modo da garantire ai cittadini tutti i tradizionali servizi postali. Già dopo il terremoto del 27 agosto 2016, Poste italiane aveva dovuto rinunciare alla sede del centro storico in piazza Umberto I, a seguito dell’inagibilità dello stabile; con le scosse di ottobre, a pochi giorni dall’entrata in funzione, il personale aveva dovuto lasciare anche il modulo container del piazzale della Vittoria. 

Tutti i servizi fin da subito sono stati sempre garantiti con efficienza dalla sede di viale Giacomo Leopardi. Con la nuova soluzione di servizio in via Le Mosse, comprendendo i disagi per raggiungere l’ufficio di viale Giacomo Leopardi (strada a senso unico), Poste Italiane conferma la sua vicinanza alle esigenze dei cittadini.

Poste 2

 

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Puntata ricca di domande incalzanti dei radioascoltatori al primo cittadino di Camerino.

In apertura il sindaco Pasqui ha voluto rispondere alla proposta definita “di cattivo gusto” fatta dal primo cittadino di Matelica Delpriori il quale metterebbe a disposizione la struttura ricettiva dell’Agorà per ospitare studenti dell’università di Camerino. “ Ho scritto al rettore Corradini chiedendo come stanno le cose perché l’attività dell’amministrazione comunale è stata sin da subito improntata alla massima collaborazione e alla sinergia con l’ateneo. Camerino ha rialzato la testa, Camerino esiste ed ha la possibilità di ospitare studenti universitari”.

Quanto alla recente visita del Ministro Lorenzin, Pasqui ha dichiarato che pur non avendo preso impegni precisi, il Ministro ha comunque fatto capire la sua volontà di garantire il presidio sanitario a servizio di tutto il territorio montano “ Dobbiamo far venir meno le problematiche che ci preoccupano e potenziare questo presidio e ritengo che, sia il presidente Ceriscioli che il Ministro della salute vogliano mantenere l’ospedale”.

Pasqui ha poi riferito dell’incontro con i sindaci, convocato dall'Arcivescovo Brugnaro in collaborazione con il vescovo di Macerata Marconi: " ha detto hanno avuto un’idea molto bella ma forse noi sindaci dobbiamo ancora imparare a fare squadra perché solo la volontà ferma di abbattere i campanilismi potrà significare reale unione. Confermo comunque la mia disponibilità a dare un contributo insieme agli altri colleghi”.

Annunciata dal sindaco anche un’assemblea con i cittadini che avrà luogo a breve e in concomitanza con l’inizio del Piano strategico per la città che sarà presentato dall’architetto Cucinella anche in riferimento ad alcuni aspetti e idee particolari.

Scuole, Sae, Controlli Cas, Parcheggio meccanizzato e deposito masserizie, tra gli altri argomenti trattati.

Tante le domande cui ha risposto il sindaco nel corso della puntata,  andata in onda sulle frequenze di RadioC1inBlu.

Il prossimo giovedì 18 maggio, giorno della festa del patrono della città, la trasmissione “ Filo diretto” non andrà in onda. L’appuntamento si rinnova per giovedì 25 maggio alla stessa ora.

 

Ascolta l'intera trasmissione

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Non si arresta lo slancio solidale di Porto Recanati a favore delle popolazioni terremotate. L’associazione di volontariato di Protezione Civile New Social Group organizza per questo sabato 6 maggio, presso lo Chalet Davide del Lungomare nord di Porto Recanati, una cena solidale con menù a base di pesce .e intrattenimento musicale L’iniziativa servirà a raccogliere fondi da destinare alla popolazione di Camerino. Alla cena sarà presente il sindaco Gianluca Pasqui e interverrà per un saluto anche il sindaco della città rivierasca. Si tratta della terza iniziativa del genere che l’associazione New Social Group organizza: un piccolo gesto concreto con il quale si vuole dimostrare attenzione nei confronti di comunità, ancora alle prese con forti disagi  “ Noi- spiega il presidente dell’associazione di volontariato Pasquale Telaro- abbiamo vissuto in prima persona l’ultimo dramma del sisma che ha riguardato l’entroterra maceratese. Quando è sopraggiunta la scossa più forte del 30 ottobre, ci trovavamo a svolgere il nostro servizio di Protezione Civile a Visso e abbiamo vissuto in diretta quello che è accaduto. Come associazione- aggiunge- siamo già stati impegnati in altre emergenze simili come l’alluvione di Senigallia e i terremoti dell’Emilia, della Toscana, de L’Aquila. La nostra è un’associazione di Protezione Civile, che fa capo direttamente alla Regione Marche e seguiamo le indicazioni che ci vengono dalla regione e dalla provincia di Macerata. Con questo tipo d’iniziative  intendiamo dare un segnale di vicinanza e, nel contempo, mantenere sempre alta l’attenzione sulle difficoltà della popolazione; la burocrazia ha i suoi tempi ma anche una piccola goccia di solidarietà può servire a mantenere vivo l’interesse verso comunità che hanno bisogno di un supporto notevole. Insieme alle istituzioni che debbono fare la loro parte, crediamo che sia di utile accompagnamento anche tutto quello che il volontariato in genere può proporre. Dopo la prima cena organizzata per la comunità di Muccia, seguita da un’altra iniziativa destinata all’Istituto Tacchi Venturi di San Severino Marche, abbiamo individuato Camerino come città cui destinare il ricavato della terza cena di beneficenza. Subito dopo ci metteremo al lavoro perché la nostra associazione si è prefissa di  organizzare una quarta analoga serata. Lo facciamo con il cuore- sottolinea Telaro-  perché teniamo a che le popolazioni possano uscire dal dramma e tornare alla normalità nel più breve tempo possibile. Ci rendiamo conto che una cena non potrà risolvere i problemi che attanagliano l’entroterra, ma ci sentiamo di partecipare convintamene con quel poco che possiamo dare.  E’ una piccola goccia che siamo felici di erogare nell’enorme catino della ricostruzione di queste terre devastate”. 

Costo della cena solidale a base di pesce con intrattenimento musicale 20 euro

Per motivi organizzativi chiunque volesse partecipare è invitato a prenotarsi al 340 7887815.

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 Iniziata dalle scuole la trasmissione " Filo diretto con il sindaco Pasqui" sulle frequenze di Radio C1inBlu. Il sindaco ha riferito che dopo la riunione interlocutoria tenutasi due giorni orsono nella capitale, in queste ore si sta discutendo di come ultimare il orogetto in via definitiva. Occorre definire in particolare l'aspetto della viabilità di accesso agli edifici scolastici che- ha precisato il sindaco- "sorgeranno nell'area di Madonna delle Carceri- San Paolo dove insistono i moduli della provincia di Macerata. " In quella zona se cercheremo di salvare l'attuale centro sociale, non sarà possibile evitare lo smantellamento dei moduli scolastici anche perchè la scuola Betti che andremo a costruire è una struttura che ha importanti dimensioni e ci servirà spazio".

Altra questione affrontata quella delle attività commerciali. Ribadendo il suo plauso e la sua vicinanza ai negozianti, parte fondamentale dell'economia della città. " Sono riusciti a portare avanti il loro percorso lavorativo anche se in una tensostruttura, ora si sta lavorando per dare a tutti i commercianti che vorranno continuare nella sistemazione successiva, la possibilità di poter decidere tra varie ipotesi. In un primo momento i commercianti hanno manifestato lìintenzione di ritrovarsi a lavorare in un unico contesto ma dopo mercoledì prossimo vogliamo sottoporre e discutere con loro il progetto che stiamo preparando per decidere insieme quale riterranno più giusto. Se tutti insieme confermeranno di voler proseguire insieme la loro attività in un unico contesto di certo- ha sottolineato il sindaco-  non andremo ad opporci alla loro volontà".Il primo cittadino ha anche posto l'accento sull'area dove andranno realizzate le strutture temporanee delle attività commerciali. Fugando ogni possibile timore di inutilizzabilità dell'area all'uopo individuata, ha inteso ribadire che si tratta di lotti autorizzati dalla Regione e messi a disposizione del comune, suscettibili dunque di essere espropriati e utilizzati.

Pasqui ha poi evidenziato che ad oggi dei 1800 cittadini iniziali ospitati nelle strutture alberghiere della costa, ne restano ancora 447 segno di una consistente riduzione degli sfollati che ancora vi alloggiano " E fa parte dell'impegno quotidiano- ha ribadito - cercare di ridurrne sempre più il numero". Preannunciata la visita del Ministro della sanità Lorenzin che sarà a Camerino sabato prossimo"Il nostro presidio ospedaliero è un fiore all'occhiello della sanità regionale con professionalità importantissime che vanno salvaguardate e ce la metteremo tutta".

Quanto all'ufficio postale sembra vicino lo sblocco della situazione e in breve si potrà arrivare a vedere attuato il posizionamento della sede mobile attrezzata presso il parcheggio della pizzeria Etoile in via Le Mosse. Diversi altri temi sono stati trattati su sollecitazione dei radioascoltatori. A conclusione della trasmissione il sindaco ha ricordato la convenzione firmata lo scorso venerdì a Roma con la Croce Rossa Italiana che prevede la realizzazione di una nuova struttura socio sanitaria, capace di ospitare fino a 35 anziani non autosufficienti.La stessa struttura, una volta superata la fase della post-emergenza,potrà trasformarsi in un centro polivalente rivolto a persone di tutte le età con spazi di formazione e per attività culturali, educative e ludiche.

 

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