Notizie di politica nelle Marche

L’aula di Montecitorio ha deciso di destinare alle popolazione colpite dal sisma della notte del 24 agosto i 47 milioni di euro risparmiati dalla Camera nell’anno 2016. Approvata all’unanimità la risoluzione proposta dal vice presidente della camera dei deputati Simone Baldelli.

“Un bel segnale di convergenza su questa proposta che va a favore delle popolazioni colpite dal sisma – le parole dell'onorevole Baldelli ai microfoni di Radio C1 inblu - Ci sono tagli alle retribuzioni dei parlamentari, risparmi di spese di gestione del palazzo di Montecitorio che hanno portato alla restituzione da parte della Camera al Ministero dell’Economia di 47 milioni di euro. Così, durante la discussione delle mozioni in materia di terremoto, ho presentato questa risoluzione, sottoscritta da tutti i gruppi parlamentari, per destinare questi soldi alle popolazioni colpite dal terremoto. C’è stata una risposta unanime, il governo ha accettato di buon grado questo impegno. Naturalmente, vista la vastità del territorio colpito dal terremoto, l’impegno economico sarà di molto superiore a questa cifra, ma il segnale dato dalla Camera è stato di responsabilità e di grande unità. Purtroppo sulle mozioni che riguardano la ricostruzione non è stata raggiunta la stessa unanimità nel senso che la maggioranza ha preferito presentare una sua propria mozione e ha perso, secondo me, l’occasione di fare un lavoro comune che sarebbe stato invece opportuno in questa circostanza”. Nella stessa mozione è stato anche presentato un elenco di comuni che sono stati esclusi dalla prima perimetrazione del cratere, chiedendo al Governo che vengano inseriti nel decreto legge relativo alle emergenze sul territorio. “Proprio in relazione a queste emergenze sul territorio e con particolare riguardo alle popolazioni colpite – continua l'esponente di Forza Italia - siamo stati in stretto contatto anche con il sindaco di Camerino Pasqui, con altri rappresentanti delle istituzioni locali del territorio maceratese chiedendo l’inserimento di diversi comuni della zona maceratese, della fascia sub Appenninica dell’ascolano, passando per il territorio del Fermano, che sono stati esclusi dalla perimetrazione. Tutto ciò per non lasciare abbandonate a se stesse le popolazioni di queste zone e i loro sindaci che hanno dovuto far fronte ad emergenze, in alcuni casi anche molto importanti”. Giunge così una risposta concreta a quanto i sindaci, soprattutto dell'alto maceratese, hanno chiesto fin da subito, lamentando una mancata presa di coscienze della portata effettiva dei danni causati dal sisma. “Questo terremoto – conclude l'onorevole Baldelli - ha tirato fuori il meglio dai migliori e il peggio dai peggiori. Se da un lato la solidarietà dimostrata fa onore agli abitanti delle zone terremotate e all'intero Paese, dall'altro è intollerabile che di fronte a simili disgrazie ci sia gente che va a rubare tra le macerie. Non servono passerelle, come spesso purtroppo avviene in tali circostanze, ma lavoro concreto e soprattutto discreto che, però, porti risultati. Occorre operare a stretto contatto con i rappresentati del territorio che meglio conoscono quali sono le reali esigenze. Credo che ciò sia più utile di tante passerelle mediatiche che magari danno visibilità, ma portano poco aiuto concreto a chi ha bisogno”.

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“Sbattere in prima pagina delle falsità può creare un danno grave alla intera

collettività. Approfittare della situazione per lanciare messaggi non veritieri significa

fare dell’allarmismo e questo è veramente qualcosa di basso, anzi di bassissimo

profilo. Fino ad oggi abbiamo preferito il silenzio ma ora, per il rispetto di tutti,

replicheremo nelle sedi opportune chiedendo, a chi di dovere, di intervenire”.

Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha immediatamente scritto al

dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Padre Tacchi Venturi”, professor

Sandro Luciani, dopo la diffusione di notizie che definisce “non veritiere” in merito

al ritorno sui banchi degli alunni della scuola dell’infanzia e primaria “Luzio”.

“La risposta ufficiale – puntualizza il primo cittadino settempedano – parla di 20

richieste di trasferimento verso altra sede, pari al 3,7% del totale. O meglio, di 7

trasferimenti in altri istituti fuori città, vale a dire l’1,3%, e 13 redistribuzioni in altre

sedi di scuole comunali, ovvero il 2,4%. Per quanto riguarda i trasferimenti esterni in

altre scuole fuori città 6 domande hanno interessato la scuola primaria e 1 quella

dell’infanzia. Delle 13 domande presentate da genitori di alunni che sono stati

redistribuiti tra gli altri plessi settempedani, 8 hanno riguardato la scuola dell’infanzia

e 5 la primaria. Da quanto indicato dalla dirigenza scolastica emerge che, ad oggi,

solo l’1,3% degli alunni iscritti originariamente al plesso “Luzio”, vale a dire 536

alunni in totale, ha lasciato l’istituto per scuole in altri Comuni e che solo il 2,4% ha

chiesto di cambiare plesso. Nulla a che vedere – precisa il sindaco Piermattei – con le

45 domande di trasferimento di cui tutti noi oggi abbiamo letto sulla stampa. Un dato,

questo, assolutamente infondato. La legge professionale che regolamenta la

professione giornalistica dice che è preciso dovere di chi fa informazione accertare le

notizie, in questo caso i numeri dei trasferimenti degli alunni del “Luzio” in altre

sedi, prima di diffonderle. Evidentemente qui le cose non stanno così. Non so se tutto

ciò sia colpa di pressapochismo o se ci sia dietro una strategia politica. Quello che

chiedo a questo punto è però serietà e responsabilità. Procurare allarmi, diffondere

panico, sono azioni che fanno ravvisare ipotesi di reato. Le nostre scuole, lo

ribadiamo per l’ennesima volta, sono tutte agibili e questo ce lo hanno detto i tanti

tecnici che abbiamo interpellato mettendo la sicurezza avanti ad ogni nostro discorso.

Questa è l’assoluta trasparenza dell’Amministrazione comunale di San Severino

Marche. E personalmente sono voluta essere totalmente trasparente quando ho

deciso, sabato mattina, di incontrare due mamme che fino a poco prima stavano

tenendo un sit-in sotto al Comune insieme a una decina di mamme. Nessuno aveva

chiesto di poter incontrare il sindaco, per questo non parlerei di protesta come

Città di San Severino Marche erroneamente riportato da qualcuno. Comunque al mio arrivo in

ufficio non ho avuto alcun problema nel ricevere una delegazione che mi ha esposto alcune

perplessità.

Ho fornito la riposta dell’Amministrazione che, da sempre, è la stessa: dobbiamo

lavorare tutti per una scuola nuova, sicura e a portata di bambino”.

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CementirSacci, l’assessore Bravi: “Chiusura aziendale incomprensibile a fronte della manifestata disponibilità della Regione a garantire altri tre mesi di ammortizzatori sociali”

“O si riprende l’attività lavorativa, o si bonifica: una terza via non esiste”. Lo ribadisce l’assessore al Lavoro, Loretta Bravi, dopo che la Regione ha ufficialmente chiesto  alla CementirSacci di chiarire il futuro dello stabilimento di Castelraimondo.  “La lunga storia della Sacci ha sempre visto la Regione attenta e disponibile alle esigenze dell’azienda e dei lavoratori, attraverso il sostegno con gli ammortizzatori sociali per salvaguardare i livelli occupazionali e favorire la ripresa della capacità produttiva. Oggi invece viene dichiarato che lo stabilimento di Castelraimondo risulta strutturalmente eccedente rispetto alle strategie aziendali, nonostante che la Regione sia disponibile a garantire le risorse per altri tre mesi di cassa integrazione, consentendo così ai lavoratori almeno di poter beneficiare  della nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi), in vigore dal prossimo mese di gennaio. Stiamo parlando di settanta famiglie che, a breve, perderanno reddito, senza altre alternative. Alla CementirSacci, nell’incontro di venerdì scorso, abbiamo chiesto di inserire i lavoratori nelle opere di bonifica dell’impianto, se cesserà al produzione, ma anche su questo fronte è giunta una chiusura incomprensibile, che non lascia spiragli e che denota la non condivisione di una progettualità industriale”.

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Cesare Carnaroli è il nuovo presidente del CORECOM Vicepresidente Domenico Campogiani, terzo componente Emanuele Maffei. Sono stati eletti nel corso della seduta del Consiglio regionale

Cesare Carnaroli è il nuovo presidente del Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) delle Marche. Ad affiancarlo, in qualità di vice, Domenico Campogiani, mentre il terzo componente dell’organismo è Emanuele Maffei. Sono stati eletti dal Consiglio regionale (ottenendo rispettivamente 16, 7 e 17 voti),  in base  a quanto disposto della legge istitutiva del 2001, alla quale nel corso del tempo sono state apportate alcune modifiche significative. La prima nel 2012 con la riduzione dei componenti che sono passati da 7 a tre, mentre la scorsa settimana l’Assemblea legislativa ha provveduto a ridurre i compensi. L’indennità del presidente, infatti, scende   a 1.500 euro, quella del vice a 900 euro, per il terzo componente sono previsti 700 euro. Il risparmio complessivo è di circa 18.000 euro per il 2016 e di 72.000 per il biennio 2017/2018,  risorse che saranno destinate a servizi sociali e disabilità.

Cesare Carnaroli, ex sindaco di Fano, succede a Pietro Colonnella, dimessosi nei giorni scorsi, a poche settimane dalla scadenza del mandato quinquennale, a seguito delle dichiarazioni offensive, diffuse tramite twitter, del vicepresidente Francesco Capozza nei confronti della giovane donna di Napoli che si è tolta la vita per la diffusione di alcuni suoi video sui social network.

“Agli eletti – sottolinea il Presidente del Consiglio, Antonio Mastrovincenzo – l’augurio di un lavoro proficuo in ordine alle diverse funzioni che è chiamato a svolgere il Corecom, dalle conciliazioni e definizioni delle controversie con gli operatori telefonici, al monitoraggio ed alla vigilanza sul sistema radiotelevisivo regionale. Come particolare attenzione è stata sempre rivolta all’uso consapevole del web, alla messa in essere di iniziative  per la cyber security, garantendo tutele ai nostri giovani dai pericoli della rete. E’ indispensabile rinnovare questo impegno, attivando tutte le forme di collaborazione possibili”.

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La Regione Marche ha chiesto formalmente informazioni alla CementirSacci sul futuro dello stabilimento di Castelraimondo. Chiarito che non ci sono terze vie, l’azienda ha trenta giorni di tempo per decidere: riapertura o bonifica. La lettera della Regione, infatti, chiede all’azienda di esprimere o meno la volontà di proseguire con la produzione, altrimenti la Regione procederà alla richiesta di bonifica del sito. Allo stato attuale, infatti, sia da parte dell’azienda Sacci che della nuova società, non è stata mai manifestata la volontà di dismissione definitiva dell’attività. La Sacci aveva comunicato (nel 2015) la sospensione dell’attività produttiva e, successivamente (nel 2016), la cessione alla Cem (società interamente partecipata da Cementir Italia) del ramo di azienda costituito dalla produzione di cementi e calcestruzzi preconfezionati, del quale fa parte lo stabilimento di Castelraimondo. Sempre nel 2016, su sollecito della Regione, la Sacci comunicava che la CementirSacci era “subentrata, senza soluzione di continuità, nella titolarità di tutti i rapporti di lavoro” e di “non essere in grado di fornire utili notizie in ordine alle prospettive industriali del sito”. Informazioni che ora la Giunta regionale chiede formalmente alla CementirSacci per scongiurare, in caso di sospensione delle attività, pericoli per la salute pubblica. Entro marzo 2017 l’impianto deve adeguarsi alla normativa di settore, secondo le migliori tecniche disponibili (Bat Conclusions), introdotte dalla Commissione europea. Procedure da applicare “se nei piani industriali è previsto il mantenimento dell’installazione per la produzione del cemento”. Se invece è prevista la dismissione dell’impianto, sarà necessario procedere alla bonifica e alla messa in sicurezza dell’installazione. La lettera inviata dalla Regione segue l’incontro del 23 settembre scorso presso la Presidenza della Giunta regionale con i rappresentanti della CementirSacci, nel corso del quale è stata affrontata anche questa questione.

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Precisazioni dell’amministrazione comunale di Camerino, dopo la lettera indirizzata al sindaco, nella quale, a firma del Rag. Amedeo Paganelli, presidente della pro Sentino , si esprime la contrarietà degli abitanti del luogo all'installazione di una nuova antenna nel territorio della frazione.

Nella missiva si fa riferimento alla “superficialità dell’amministrazione” nel concedere l’autorizzazione all’impianto, “senza avvertire in maniera preventiva i paesani residenti nelle vicinanze”. “Lanuova antenna – è scritto nella lettera- è di dimensioni doppie rispetto alla esistente da sostituire, è collocata a circa cento metri dalla Rocca di Sentino per la quale si sono chiesti finanziamenti pubblici per la ristrutturazione, lo stesso impianto causerà danni deturpando il bel territorio camerinese e soprattutto sta creando allarmismo fra la popolazione residente in relazione alle radiazioni con effetti sulla salute”.

“ Intanto si tratta di una sostituzione- precisa il sindaco Gianluca Pasqui-. Ho letto la lettera scrittami dal rag. Paganelli e, con grande meraviglia, mi sono reso conto che non ha ancora ben chiaro il percorso tecnico amministrativo che conduce a determinate decisioni., nonostante egli abbia fatto l’amministratore per tanti anni. Nel caso dell’antenna- prosegue Pasqui- poco può un sindaco mentre tutto può l’ufficio competente. Nel fare queste affermazioni, sia chiaro che non intendo venir meno alle mie responsabilità, e, dal momento che cerco sempre di essere in prima linea, mi piace esserlo anche sull’antenna. Per chiarezza e per spiegare bene ai cittadini come funzionano tali percorsi- continua il primo cittadino- mi preme sottolineare tuttavia che si tratta di percorsi che non passano nelle stanze del sindaco; l’iter è infatti assolutamente tecnico e viene portato avanti dai dirigenti e dai responsabili degli uffici preposti. Nel caso di specie- sottolinea- potrei anch’io non condividere a titolo personale l’installazione dell’antenna tuttavia, da amministratore, debbo prendere atto che laddove esiste, come nel caso specifico, un parere favorevole dell’Arpam supportato da un parere favorevole dell’Asur, non credo sia possibile agire diversamente, salvo diversa indicazione che Paganelli omette nella sua missiva, e della quale magari avrei tenuto conto. Per sincerarmi della possibilità di evitare tale sostituzione, ho chiesto la relazione scritta all’ufficio e, a parole, l’ufficio preposto mi ha ribadito con forza che il Comune di Camerino non poteva ostacolare tale rimpiazzo. Esista tuttavia anche una sola possibilità di impedire l’iter, sarà comunque nostra premura cercare di valutarla e comprendere se è il caso di portare avanti un percorso diverso che elimini il problema. Di certo (a breve lo vedremo per iscritto perché è d’uopo rendere di dominio pubblico tale relazione) - precisa Pasqui- ad oggi in base a quanto mi è stato riferito dalla responsabile dell’ufficio preposto architetto Barbara Mattei, il Comune di Camerino, considerati i parei favorevoli di Arpam e Asur, non poteva che concedere un’autorizzazione. Ne consegue che non esiste vincolo di alcun genere, malgrado l’antenna insista vicino a manufatti di interesse storico-culturale. Si va pertanto a sostituire un’antenna che è installata in quella zona dal 1998. L’invito che continuo a fare- conclude il sindaco- è quello di non alimentare polemiche sterili ma di costruire, di lavorare per la nostra città. Di certo al più presto sarà anche mia cura recarmi nella frazione di Sentino, per spiegare la situazione ai miei concittadini”.

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Agire in fretta per i Beni Culturali colpiti dal sisma; c'è l'impegno del Ministero. Lo conferma l’onorevole PD Irene Manzi che giovedi 22 settembre ha discusso in commissione Cultura della Camera l'interrogazione diretta a ricordare la necessità di favorire il coordinamento tra strutture ministeriali centrali e periferiche, regioni ed enti locali anche al fine di ridurre la burocrazia che potrebbe ostacolare e impedire interventi tempestivi. Una prolungata inagibilità dei beni culturali- è stato detto- non può che arrecare danno allo sviluppo turistico dei territori.

“ E’ un tema che mi sta particolarmente a cuore per la mia presenza in Commissione Cultura - afferma l’On Manzi- ma anche per le tante segnalazioni che mi stanno giungendo sin dalle giornate successive al sisma. Sono arrivate da tanti amministratori locali, dai sindaci, dalle autorità ecclesiastiche (e si pensi anche all’impegno dell’arcivescovo Brugnaro su questo fronte), proprio perché oggettivamente c’è la necessità di procedere il prima possibile ad una complessiva ricognizione dello stato dei danni che il nostro patrimonio culturale ha subìto, per poi mettere in campo tutte le azioni necessarie. E’ di prossima emanazione, ed è davvero questione di pochi giorni- continua la parlamentare- il Decreto Legge del Governo con lo stanziamento delle risorse per gli interventi relativi al terremoto. Approfittando proprio del Question Time alla Camera, insieme agli altri colleghi del gruppo PD di Commissione, abbiamo discusso l’ interrogazione e abbiamo potuto positivamente riscontrare la grande attenzione e la grande sensibilità anche da parte del Ministero, con un dettaglio delle informazioni e delle schede analitiche, forniteci per ogni regione colpita dal sisma (l’interrogazione riguardava infatti le 4 regioni). Quindi è l’inizio di un lavoro comune che non sarà breve ma che occorre assolutamente condurre insieme sia con le rappresentanze nazionali sia con la Regione Marche che lo sta seguendo, che con i sindaci e le Sovrintendenze, dunque autorità sia centrali che locali”.

Quanto alla stima dei danni del sisma, il Premier Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi ha riconosciuto danni gravissimi anche fuori dal cd. cratere.

“ E’ quanto del resto abbiamo sostenuto da subito, nelle giornate immediatamente successive al 24 agosto- dichiara l’On Manzi-; c’è un patrimonio gravemente ferito e non è solo quello culturale; numerosissime sono infatti le abitazioni colpite dal sisma, basti vedere il numero consistente di persone sfollate in provincia di Macerata già nei primissimi giorni. Un terremoto che fortunatamente nel nostro territorio non ha prodotto perdite umane, ma che ha prodotto comunque danni pesanti anche al di fuori del ristretto ambito del cratere”.

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Il vice ministro alle Infrastrutture e trasporti Riccardo Nencini sarà questo venerdi in visita nei luoghi dell’entroterra maceratese colpiti dal sisma del 24 agosto scorso. Farà tappa in particolare a Castelsantangelo sul Nera, paese che si è ritrovato a subire gravissimi danni ed è stato inserito tra quelli dell’area del cratere; successivamente Nencini sarà in visita anche a Ussita, Visso e Camerino. A contattare il vice ministro pochi giorni dopo il sisma, era stato l’ex sindaco di Camerino Dario Conti, informandolo della gravità dei danni riportati nell’entroterra maceratese. “ Un’attenzione estremamente gradita- afferma il primo cittadino di Castelsantangelo Mauro Falcucci- perché fa piacere la visita diretta del viceministro, non solo nel mio paese, ma nei luoghi che hanno risentito fortemente dell’evento sismico. E’ tutto un territorio infatti ad essere stato colpito. Vengo da una riunione che si è tenuta in Prefettura ad Ascoli, alla presenza anche dei Prefetti di Macerata e Fermo, con i rappresentanti dell’ordine provinciale della sicurezza, il commissario straordinario per il terremoto Vasco Errani e il Capo della Protezione Civile Curcio. Una riunione- spiega Falcucci- che trattava del come affrontare il post emergenza sotto il profilo della legalità, affinchè il territorio venga salvaguardato in tutte le maniere, sia dagli atti di sciacallaggio sia dalle eventuali infiltrazioni nelle opere di ricostruzione. Sarà dunque un’operazione attenta in stretto contatto con l’ANAC e credo che ci sarà anche un grosso supporto per i comuni in quanto, una “scrematura ”potrà essere effettuata anche dalle Prefetture. Per evitare le cd. Infiltrazioni, la Prefettura di Ascoli ha sottoscritto con gli altri Prefetti un protocollo che è stato sottoposto al Ministero degli Interni. A seguirlo sarà la Provincia di Macerata. Più ci aiutano e meglio è- ha concluso Falcucci- perché il momento della ricostruzione è sempre una fase complicata e delicatissima”. 

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In vista del ritorno sui banchi, posticipato a lunedì 26 settembre da un’ordinanza del sindaco Rosa Piermattei per permettere l’esecuzione dei lavori di ripristino relativi ad alcune criticità e altri interventi migliorativi, l’amministrazione comunale di San Severino Marche ha “aperto le porte” della scuola dell’infanzia e primaria “Alessandro Luzio” per un sopralluogo al quale hanno preso parte il vice sindaco, Giovanni Meschini, l’assessore comunale all’Istruzione e ai Rapporti con le scuole, Vanna Bianconi, il tecnico incaricato dal comune, ingegner Giorgio Giorgetti, e il maestro Massimo Altobelli, intervenuto in rappresentanza del dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “P. Tacchi Venturi”.

“Siamo consapevoli di quello che facciamo, abbiamo a cuore la sicurezza dei bambini e proprio per questo personalmente ho deciso, dopo aver chiesto e ottenuto il permesso dal dirigente scolastico, di utilizzare una delle aule al terzo del Luzio come ufficio”. Così è intervenuto, nel corso del sopralluogo, il vice sindaco Meschini, sottolineando subito dopo: “Mi sono informato presso l’Ingv e questa scuola, oltre ad aver resistito al sisma del 1997, ha sopportato dal 24 agosto ad oggi 254 eventi sismici di cui uno di magnitudo 6.0, un altro di magnitudo 5.3 e ben altri quindici di magnitudo fra 4.0 e 4.8, questo per smentirne la pericolosità. Il sisma ci ha aiutato nel verificare l’autenticità delle rilevazioni. In questa scuola ho figli di amici, mi sentirei di mandarci anche i miei figli. Se servirà per dimostrare che la scuola è sicura ho già detto che verrò a lavorare qui”.

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“Chi ha dubbi sulla sicurezza di questo edificio può venire qui quando vuole per verificare - è intervenuta, invece, l’assessore all’Istruzione, Vanna Bianconi, che ha ripercorso la storia della Luzio, in passato sede anche del Liceo, per poi aggiungere – Per il materiale e la tipologia di costruzione l’edificio non presenta alcun pericolo”.

Durante il giro nei vari piani dell’edificio, l’ingegner Giorgio Giorgetti ha presentato le verifiche effettuate a livello tecnico rispondendo ad alcuni quesiti sulla Luzio: “Abbiamo fatto un’indagine termografica completa e un’indagine endoscopica oltre a degli shove test, dei carotaggi e altro. Si tratta di prove che sono servite ad individuare alcune criticità su cui si sta già intervenendo ma dalle scosse del 24 agosto ad oggi non si sono registrati danni degni di segnalazione e, anche dalle simulazioni fatte con parametri più ampi, non sono emersi pericoli significativi. Per un tecnico è una grande responsabilità dire ai genitori che possono far entrare i figli ma mi sento di poter tranquillizzare tutti”.

Intanto sono in corso lavori di cerchiatura al torrino delle scale. Una trave e alcuni piatti metallici daranno maggiore sicurezza alla struttura, evitando le oscillazioni del muro.

 

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Resa completamente inagibile dal terremoto della notte del 24 agosto sulla casa di riposo di Castelsantangelo sul Nera sussistono ancora molte incertezze, soprattutto per quanto riguarda la sistemazione definitiva degli anziani ospiti, attualmente alloggiati presso diverse strutture della provincia. La questione viene nuovamente sollevata dal sindaco Mauro Falcucci, che rinnova le richieste fatte nell'immediatezza dell'emergenza. "Una richiesta molto semplice – così il primo cittadino di Castelsantangelo sul Nera – quella di rimettere insieme in una struttura tutti gli anziani per due motivi. Il primo perchè l'anziano che, dopo aver subito la paura del terremoto, si ritrova in un ambiente completamente nuovo e nel quale non conosce nessuno sicuramente subisce un trauma ulteriore. Il secondo riguarda il mantenimento dell'occupazione nel nostro piccolo centro. Purtroppo abbiamo trovato una serie di ostacoli, nonostante la piena disponibilità offerta al riguardo dal comune di Camerino. Soluzione, questa, non praticabile per problemi di carattere amministrativo riguardanti una variante non ancora approvata e per la quale, dopo l'incontro avuto in regione dalla giunta comunale e dal presidente di Casa Amica Luigi Vannucci, era stata anche trovata la relativa copertura. Ho anche trovato piena collaborazione dalla diocesi con l'arcivescovo Brugnaro che si è messo subito a disposizione per trovare insieme la soluzione temporane al problema, individuando insieme altre srutture, non ultima quella del beato Rizzerio a Muccia. Anche in questo caso, purtroppo, abbiamo dovuto fare i conti con problematiche di carattere tecnico non rispondenti ai requisiti richiesti per anziani ospiti di strutture protette. Ora sembra essere percorribile la strada dell'ospedale di Matelica per la cui utilizzazione attendiamo gli esiti di un imminente incontro. In definitiva, comunque, non rinunceremo alla ristrutturazione della nostra casa di riposo di Castelsantangelo e non consentiremo a nessuno che la casa di riposo e le residenze protette per anziani concesse a Castelsantangelo sul Nera vengano "scippate" non solo a noi, ma al territorio montano". Quello che emerge dalla denuncia del sindaco Falcucci è come neppure in un periodo di totale emergenza si riesca a sbloccare la burocrazia imperante nel nostro paese. Ma anche la questione dell'inserimento dei comuni della provincia di Macerata nella concessione dei benefici riservati ai comuni colpiti dal sisma sta a cuore al sindaco Falcucci. "La provincia di Macerata non vede ancora un comune inserito nell'elenco degli aventi diritto ai benefici fiscali – continua Falcucci – Nonostante tutti ci invitino a stare tranquilli di fatto non c'è neppure una norma che consenta di fare il minimo trasferimento senza avere oneri a carico. Ci sentiamo dimenticati e non siamo cittadini terremotati di serie B. Quello che auspico è che sia un terremoto "tecnico" e non "politico".

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