Notizie di politica nelle Marche

Continua nelle Marche la discussione sulla gestione dell’acqua e in particolare sugli Ato. La regione Marche vorrebbe un unico Ato regionale, mentre a livello locale si punta sugli Ato provinciali. Una scelta che è stata confermata a Macerata dai sindaci nella recente assemblea dell'Ato 3, con i singoli comuni chiamati ad esprimersi. Nell'ultima seduta il consiglio comunale di Camerino ha votato un atto di indirizzo politico a favore dell'Ato unico provinciale. Votazione unanime da parte dell'assise comunale, con l'unica eccezione del consigliere Andrea Caprodossi, segretario della locale sezione del partito Democratico.

“Al momento della votazione non ero presente in aula per un'urgenza improvvisa. Questo il motivo per cui non ho votato – le dichiarazione di Caprodossi – Al riguardo, comunque, ho un’altra visione, quella di un unico Ato regionale, secondo quella che è anche la linea del mio partito. Così facendo si vanno a risparmiare diversi denari, che sono quelli relativi ai compensi dei presidenti degli Ato provinciali. Ridurre gli Ato esistenti a un unico ambito che abbracci l'intero territorio regionale comporterà meno costi in bolletta e, quindi, consentirà ai cittadini di risparmiare. Cosa diversa invece è la visione del consorzio che gestisce l’acqua. In questo caso si andrà verso consorzi di ambito provinciale dove, si auspica a breve, tutte le aziende che oggi sono nel settore si consorzieranno, così come è avvenuto per il Cosmari, e gestiranno il servizio idrico. Oggi la nostra provincia è al top per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti e siamo invece gli ultimi per quanto riguarda la gestione dell'acqua”.

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Seconda edizione di LAB.,il bando che valorizza e promuove i luoghi di accoglienza e aggregazione  

Al via la seconda edizione di “LAB.accoglienza”, l’intervento finalizzato a finanziare progetti destinati ai ragazzi dai 18 ai 35 anni per l’accoglienza e l’aggregazione dei giovani, in scadenza il  19 settembre (bando su www.giovani.marche.it ).Inserito nell’ambito del progetto “I giovani C’ENTRANO - Accordo tra Regione Marche e Dipartimento della Gioventù”, “LAB.accoglienza” ha l’obiettivo di valorizzare e promuovere i luoghi di accoglienza e di incontro del territorio - come i centri di aggregazione giovanile, sale, centri polifunzionali, ostelli della gioventù -anche attraverso la creazione di reti per facilitare la mobilità giovanile. Favorisce la diffusione di iniziative culturali in diversi settori e incentiva la creazione di nuove opportunità civiche ed economiche a favore delle giovani generazioni. Promuove e attiva modalità e strumenti di sostegno all’occupazione, come borse di studio e lavoro, incentivi all’assunzione. I progetti dovranno prevedere, all’interno delle strutture aperte al pubblico, destinate all’accoglienza e all’aggregazione dei giovani, lo svolgimento di attività culturali, la realizzazione di eventi e spettacoli, l’erogazione di servizi aggiuntivi come bar, bookshop, stand di prodotti biologici, artigianali. Per partecipare al bando è obbligatoria la costituzione di un partenariato composto da almeno tre soggetti, di cui uno capofila che sia ente locale o associazione. Sono in corso di predisposizione altri due bandi, sempre finanziati con risorse statali e regionali: “Lettera a: aggregazione” e “aggregAzione”.

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Sono 2mila i nuovi posti di lavoro che potrebbero nascere nelle Marche dall’aumento del prelievo del legname dai boschi che oggi coprono una superficie record di 311mila ettari. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Marche diffusa in occasione dell’assemblea nazionale di Fedeforeste ad Ancona, con la presenza del presidente nazionale Gabriele Calliari.. Sotto accusa è il mancato riconoscimento culturale, sociale ed economico di chi vive e lavora a difesa del paesaggio e dell’ambiente, nell’interesse dell’intera collettività che ha provocato una inarrestabile avanzata della foresta che, senza alcun controllo, si è impossessata dei terreni incolti con una densità che la rende del tutto impenetrabile, con rischi per l’ambiente, gli incendi e la stabilità idrogeologica. Non a caso nel giro di vent’anni le giornate di lavoro in agricoltura nelle montagne marchigiane si sono più che dimezzate, passando da 1,54 milioni  a 670mila, con un crollo che ha costretto 6670 aziende agricole a chiudere i battenti, togliendo un’opportunità di reddito vitale a dipendenti e familiari che lavoravano all’interno delle imprese nelle aree montane. Nonostante un terzo delle Marche sia oggi ricoperto dai boschi,  si importa dall’estero più dell'80% del legno necessario ad alimentare l’industria del mobile, della carta o del riscaldamento, mentre il potenziale economico delle nostre foreste rimane ancora inespresso, al punto che nel 2015 la produzione di legna è crollata sotto i 90mila metri cubi (dieci anni fa “viaggiava” sui 160mila metri cubi). Eppure i boschi regionali, se valorizzati attivamente con pratiche di gestione sostenibile, possono rappresentare non solo il serbatoio naturale di assorbimento del carbonio, ma anche un fondamentale strumento di investimento nella crescita dell’indotto produttivo ad esso collegato, garantendo così lo sviluppo socio-economico delle aree marginali, rurali e di montagna. Un obiettivo che, secondo la Coldiretti, va raggiunto con l’approvazione del nuovo testo forestale per la semplificazione della gestione attiva dei boschi, dando più valore al ruolo degli imprenditori agricoli per la qualità dell’aria e riconoscimento dei crediti di carbonio, con lo sviluppo della filiera 100% italiana attraverso i Piani di sviluppo rurale e con l’incentivazione dell’utilizzo di legno prodotto in Italia negli appalti pubblici.

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Il Consiglio comunale di San Severino Marche ha definitivamente detto no alla

realizzazione di un allevamento non intensivo di piccoli ruminanti a servizio della società

agricola Rocchetta e di un allevamento non intensivo di caprini a servizio della società

agricola Boscorosso, entrambi da realizzarsi in località Ugliano, su cui in passato l’Assise

settempedana si era già espressa, ponendo precisi limiti in merito alle cubature e ai

materiali da utilizzare, ancor prima della Conferenza dei servizi della Provincia di

Macerata, quest’ultima pronunciatasi di recente.

“Pur se conformi alla normativa vigente – ha spiegato in aula, relazionando sul punto nel

corso della dichiarazione di voto, l’assessore comunale all’Ambiente, Sara Bianchi, che ha

parlato per l’intera maggioranza – le due strutture, per le caratteristiche ambientali e i

vincoli dei luoghi ove andrebbero a sorgere, non potranno essere assolutamente realizzate.

Al massimo l’Amministrazione in questa zona può solo accettare piccoli insediamenti di

una dimensione non superiore ai mille metri quadrati per azienda”. Il Consiglio comunale

aveva già detto no una prima volta al progetto dei due interventi ma poi la Conferenza dei

servizi sembrava aver messo in gioco tutto. Ritenendo però il giudizio di quest’ultima non

vincolante sulle decisioni dell’Assise, lo stesso Consiglio ha così detto no con il voto

unanime dei presenti. “Salvo un cambiamento della giurisprudenza amministrativa –ha

precisato l’assessore Bianchi prima di esprimere il voto contrario di tutta la maggioranza –

non sussiste alcuna aspettativa giuridicamente qualificata ad un esito favorevole delle due

proposte di varianti in questione. Gli investimenti e gli oneri finanziari fin qui sostenuti

dalle ditte procedenti, corrispondono a investimenti affrontati nella chiara consapevolezza

della possibilità di un esito sfavorevole della pratica”.

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Sono oltre cento le testate giornalistiche da tutta Italia che si sono accreditate per la cerimonia di apertura al traffico della nuova strada statale 77 della Val di Chienti (direttrice Foligno Civitanova Marche) Poche ore e il taglio del nastro nei pressi della galleria Palude, sarà una realtà. Vi presenzieranno, come è ormai risaputo, il presidente del Consiglio Renzi e il ministro Del Rio.

Sorride il senatore Mario Baldassarri quando gli si dice che lui è da considerarsi il padre di questa fondamentale infrastruttura. “Oramai sono il nonno- dichiara scherzosamente il politico che all’indomani del terremoto ebbe la visione lungimirante di un collegamento indispensabile tra Marche e Umbria- “E’ un passo epocale che però è in ritardo di circa 30- 40 anni;- continua il senatore-l'accelerazione forte è stata data quando è stato inserito tutto il progetto Quadrilatero nella legge obiettivo e insieme al ministro Lunardi, a quel punto, l’iter della procedura per la progettazione, il finanziamento e la realizzazione, è stato come un treno certo, una ferrovia disegnata che il 28 di luglio compie il suo primo passo finale. E’ da precisare infatti- aggiunge Baldassarri-, che non siamo ancora alla fine: qui parliamo solo del tratto Foligno Civitanova e poi, fra un anno e mezzo, dovrebbe essere completato il tratto Perugia Ancona e, infine la Pedemontana da Fabriano a Sfercia, e poi c’è il quarto lato, già realizzato da anni, ed è la terza corsia sulla A14, da Civitanova fino a Rimini Sud. Questo è il progetto Quadrilatero; un investimento importante di oltre 2 miliardi di euro, sul quale abbiamo anche sperimentato il piano d’area vasta cioè non solo di realizzare le strade, ma anche la possibilità di far crescere attività economiche, artigianali, turistiche, alberghiere attorno alle strade. Ridare dunque la montagna umbro-marchigiana alla fruibilità di chi la vuole andare a godere in tutta la sua bellezza, con una arteria stradale che non solo migliora le condizioni ecologiche, ma consente poi di andarle a fruire da parte di tanti cittadini.

 

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“ Un sogno che si realizza e che accomuna tante generazioni - commenta Antonio Pettinari, presidente della Provincia di Macerata – Non posso non ricordare tutti coloro che fin dagli anni 70 hanno pensato ad un’arteria che avrebbe finalmente collegato il nostro territorio provinciale con il centro Italia e il grazie va anche a tante persone che non ci sono più ma che veramente hanno lavorato per il futuro e per una prospettiva del nostro territorio. E’ un'arteria di tale importanza che deve tuttavia trasformarsi in una vera opportunità per il territorio tutto, dalla costa alla collina- aggiunge Pettinari- e in particolare per l’area interna che specie dopo il terremoto, nonostante la ricostruzione, il restauro e il consolidamento di tante abitazioni distrutte, è un territorio che ha bisogno di essere rilanciato, specie in momenti così difficili dal punto di vista sociale, economico, finanziario, produttivo. La Civitanova- Foligno è un'arteria fondamentale- conclude - ma perché sia assolutamente un'opportunità per tutto il territorio, occorre che essa sia collegata con il resto; penso alla parte nord della nostra provincia e, non solo alla vallata del Potenza ma anche alle altre realtà, al cingolano e a tutta la parte più vicina all'anconetano. Servono dunque quei collegamenti che sono stati inseriti nel progetto Quadrilatero e che debbono essere realizzati, a cominciare dalla Pedemontana”.

 

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E’ un sogno che rompe l'isolamento delle Marche – dichiara Ermanno Pupo,che per molti anni ha fatto parte del CdA di Quadrilatero -; da cento anni i marchigiani aspettavano questo momento e credo il traguardo sarà completo, quando anche la   SS 76 Jesi Ancona Perugia, nel giro di un anno e mezzo massimo 2, verrà completata. Non dimentichiamo- sottolinea Pupo- che tutto questo disegno strategico fatto dal prof. Baldassarri non era solo un insieme di infrastrutture, era il tentativo di rivitalizzare le zone interne di tre province, Ancona, Macerata e Perugia che già in ritardo di sviluppo per varie cause, erano state duramente colpite dal terremoto del 1997 ed erano in via di spopolamento. In quelle zone- continua- Quadrilatero ha investito oltre un miliardo e mezzo e la spesa ha riguardato non solo gli operai che lì vivevano, mangiavano e dormivano ma anche per piccole imprese che hanno realizzato lavori a latere di Quadrilatero e per Quadrilatero.

Io credo che abbiano fatto bene- conclude Ermanno Pupo- sia il presidente della provincia di Macerata che quello della Camera di Commercio anon cedere le quote societarie”.

 

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Il gran giorno finalmente è arrivato. Da giovedì 28 luglio, infatti, le Marche e l'Umbria saranno più vicine grazie all'inaugurazione e alla conseguente apertura al traffico della superstrada 77 Valdichienti che collegherà Civitanova Marche con Foligno. Oltre alla velocità dei tempi di percorrenza, la nuova arteria consentirà ai viaggiatori che da Foligno vorranno imboccare l'autostrada A 14 al casello di Civitanova Marche di risparmiare ben 10 chilometri rispetto alla vecchia strada. Sono, infatti, 98 invece che 108 i chilometri che ora separano le due località. Per il taglio del nastro la scelta di Anas è caduta su Cesi, nel tratto adiacente la galleria "La palude", proprio al confine tra le due regioni. Non è stato accolto, quindi, il desiderio del presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari di svolgere l'inaugurazione a Muccia, nell'area dello svincolo tanto discusso che ha rischiato di far interrompere i lavori, e di conseguenza rinviare l'apertura, e sul quale si stanno operando gli ultimi ritocchi per giungere puntuali all'appuntamento. L'Anas ha scelto l'area di Cesi, oltre che per essere zona di confine, anche per l'importanza storico-archeologica dell'intera zona della palude di Colfiorito, cui è stata intitolata la galleria, che è stata a lungo oggetto di discussione in fase di progettazione e che ora sarà lambita dalla nuova superstrada. Arteria pronta e percorribile, gallerie tutte rimodulate per evitare sobbalzi delle vetture in transito, asfaltatura nuova di zecca, segnaletica orizzontale quasi ultimata. Non resta, dunque, che attendere l'inaugurazione alla quale presenzieranno il premier Matteo Renzi ed il ministro delle infrastrutture Graziano Del Rio, anche se non manca un motivo di suspance. Le autorità locali, presidente Pettinari e sindaci in testa, infatti, non hanno ancora ricevuto alcun invito ufficiale che, però, dovrebbe giungere nelle prossime ore.

 

L'area individuata per l'inaugurazione

probabile luogo inaugurazione a cesi

 

Galleria "La palude" (versante marchigiano)

galleria la palude versante marchigiano

 

Galleria "La palude" (versante umbro)

galleria la palude versante umbro

 

Il ponte che attraversa Muccia

cavalcavia di muccia

 

Ultimi lavori allo svincolo di Muccia

svincolo muccia asfaltato

 

Il tratto finale dello svincolo di Muccia

ultima parte strada Muccia

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Il primo cittadino di San Severino Marche, Rosa Piermattei, in vista della Conferenza dei sindaci dell’Area Vasta 3, in programma per il 27 luglio a Macerata, ha inviato una missiva ai colleghi amministratori del Maceratese invitandoli a una “riflessione comune sulla possibilità di candidare l’ospedale “Bartolomeo Eustachio” di San Severino Marche, che già oggi opera unitamente a quelli di Camerino e Matelica, quale ospedale unico per l’intera provincia di Macerata. La struttura – ha scritto la Piermattei nella lettera indirizzata ai colleghi sindaci - è già una delle più moderne e funzionali tra tutte quelle presenti in tutto il territorio: sono stati rinnovate le centrali caldaie, tutti gli spazi esterni, le facciate, gli ascensori e si continua a lavorare per il rispetto delle norme antincendio. La posizione del nostro ospedale, peraltro, si presenta piuttosto baricentrica sia per i Comuni della vallata del Potenza che per quelli della vallata del Chienti che continuerebbero comunque ad avere operativo il presidio di Camerino come presidio della montagna.

Piermattei Rosa sindaco

Presso il “Bartolomeo Eustachio” – suggerisce ancora la Piermattei – è inoltre presente una delle poche, se non l’unica, pista per l’elisoccorso dell’intero territorio regionale capace di operare anche di notte. Candidare il nostro ospedale, insieme a quelli di Camerino e Matelica che oggi figurano come presidio unico della ex Zona 10, quale ospedale unico della provincia di Macerata significherebbe fornire risposta a un bacino d’utenza che supera le 100mila unità. Ad oggi presso il “Bartolomeo Eustachio” si registrano migliaia di accessi al Pronto Soccorso che indicano comunque la vocazione della struttura sanitaria a presidio di riferimento, anche per le emergenze, di un’area ben più vasta rispetto a quella in cui ha sede. Peraltro la presenza dell’Università degli Studi di Camerino e dell’Università degli Studi di Macerata potrebbero finalmente consentire l’organizzazione di nuove lauree specialistiche. Non da ultimo mi piace far notare la disponibilità, attorno alla struttura attualmente presente, di diversi ettari di terreno che potrebbero essere necessari per l’auspicato ampliamento. Certa che questi elementi possano essere utili ad avviare una prima discussione – ha scritto ai colleghi sindaci il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei - resto a completa disposizione al fine di giungere, fin dalla prossima Conferenza dei Sindaci di Area Vasta, alla ideazione di un progetto quanto più condiviso con tutti gli amministratori locali, e ovviamente la popolazione del nostro territorio”.

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Presentato nell'Auditorium INRCA di Ancona l’innovativo dispositivo di ultima generazione con tecnologia HIFU – ultrasuoni ad alta intensità per la cura dei tumori, in dotazione presso l’Unità operativa di Urologia dell’INRCA.

Il dispositivo è il più avanzato sul panorama nazionale per il trattamento del carcinoma alla prostata perché è in grado di fondere le immagini da risonanza magnetica  ed ecografia 3D. Consente quindi di intervenire con una precisione mai raggiunta prima, minimizzando il ricorso ad ulteriori interventi e effetti collaterali (come incontinenza e impotenza).

L’acquisto dell’apparecchio è stato possibile grazie ai finanziamenti da parte di Ministero della Salute, Regione Marche e Fondazione Cariverona.

“Il macchinario - spiega Marco Dellabella, direttore dell’Unità operativa di urologia Inrca - rappresenta un’evoluzione rispetto alle tecniche tradizionali perché il solo a consentire l’accurata selezione delle cellule malate”. Il sistema di puntamento si avvale di un software specifico per la fusione di immagini che integra in tempo reale i risultati dell’ecografia 3D, rilevati dalla sonda, con quelli della Risonanza magnetica multiparametrica. “Finora la terapia focale nel cancro alla prostata aveva dei limiti dovuti all’affidabilità del mappaggio – chiarisce Dellabella – mentre ora si interviene con un livello di precisione mai raggiunto prima, con notevoli vantaggi dal punto di vista della qualità della vita del paziente, minimizzando effetti collaterali come incontinenza e impotenza”. Il sistema garantisce infatti una straordinaria accuratezza di intervento e un notevole passo in avanti nel trattamento, che si contraddistingue per essere minimamente invasivo. La sonda robotica opera minuscole incisioni cilindriche, in gergo “sigari”, del diametro di 1.7 mm e lunghe 5, le più piccole consentite dalla tecnologia attuale. Permette inoltre di pianificare direttamente dal monitor le aree su cui intervenire, tramite la semplice selezione con il mouse. “Il trattamento parziale – conclude il primario - rappresenta un nuovo approccio scientifico e culturale nella cura della neoplasia prostatica, a metà tra protocolli di sorveglianza attiva, che comportano alti livelli di stress per il paziente a causa dei numerosi controlli nel tempo, e interventi più pesanti, come l’asportazione totale della ghiandola”.

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Un ospedale che funziona molto bene, con reparti d’eccellenza ed un alto numero di interventi, alcuni dei quali specifici e di alto livello, ma anche un ospedale con alcune criticità da affrontare insieme in un’ottica condivisa per il futuro della sanità territoriale. E’ questo in estrema sintesi quanto emerso dall’incontro che si è tenuto giovedì 21 luglio tra il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui, tutti i primari dei reparti dell’Ospedale di Camerino ed i presidenti delle associazioni (Avis, Aido, ATD Associazione Tutela Diabetici, Avulss, Voce del Cuore per la Chirurgia, A Cuore Aperto) , che è stato poi l’oggetto della riunione che si è svolta in comune tra tutti i sindaci dell’ex Comunità Montana e il direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni, un incontro fortemente voluto con l’obiettivo di discutere insieme delle prospettive future ed individuare un percorso condiviso. “Dall’incontro con i rappresentanti del presidio camerte e le associazioni – ha detto il sindaco Pasqui durante la riunione con i colleghi amministratori – è emerso forte e chiaro il punto dal quale partire per poter costruire insieme una progettualità per la sanità futura per l’intero territorio. L’Ospedale di Camerino non può e non deve essere considerato un “ospedale della montagna”, ma a tutti gli effetti quello che in gergo viene definito uno SPOKE, ovvero un raggio di un nucleo centrale, che riesca a sostenere e supportare tutte le necessità di un territorio offrendo servizi di alto livello per l’intera popolazione dell’area montana della nostra provincia ma anche per tutti coloro che vorranno beneficiare delle alte personalità che il nostro ospedale offre. Il nostro ospedale inoltre è un presidio ottimale per la nascita di LAB, centri specifici e specializzati. Ho espresso anche la volontà di istituire un Collegio di direzione, un tavolo permanente dove siederanno i primari, le associazioni ed i comuni, per monitorare costantemente la situazione sulla nostra sanità. Ma per guardare al futuro bisogna certamente affrontare le criticità attuali e cercare di superarle come e dove possibile. In particolare, oltre alla carenza di personale, sono emerse difficoltà relative a Diabetologia, Endoscopia e alla Farmacia. Tra gli vari impegni presi dal direttore Maccioni, il rispetto della legge regionale 9 del 24 marzo 2015, che si prefiggeva l’istituzione del Dipartimento Regionale di Diabetologia, l’acquisto dei nuovi macchinari per il reparto di Endoscopia, la collocazione del Servizio Veterinario nel piano Asur dell’ex ospedale e quello relativo alla carenza di personale, con nuove assunzioni o trasformazione di contratti a tempo determinato in indeterminato, compatibilmente alle risorse finanziarie a disposizione. Abbiamo poi deciso di produrre un documento condiviso che porti avanti una politica del territorio e che parli finalmente con un’unica voce. Infine, il prossimo 3 agosto, avremo un incontro con il presidente della Regione Luca Ceriscioli”.

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Contram. Mancano 5 milioni e gli stipendi dei lavoratori sono fortemente a rischio. Accanto alla forte preoccupazione per loro e per le loro famiglie non può essere taciuta la forte responsabilità della Regione che nel settore del trasporto pubblico locale ha di fatto buttato i soldi dalla finestra.” Così interviene il Consigliere regionale Sandro Bisonni riferendosi alla difficile situazione in cui si trova la società pubblico – privata che gestisce il trasporto pubblico – privato extraurbano locale.

Ho avuto modo di denunciare in Consiglio regionale – prosegue Bisonni – come la Giunta regionale nell’agosto 2015 abbia stabilito l’aumento del 10% delle tariffe sul trasporto pubblico locale su gomma giustificando la manovra necessaria a rispettare l’indice di efficientamento voluto dallo Stato come ‘aumento uso servizio pubblico – chilometri coperti’.

Manovra assolutamente non necessaria visto che questo parametro era già rispettato dalle Marche e conosciuto agli uffici regionali.

Errore di valutazione? Fatto è che la Regione a causa della diminuzione del numero dei passeggeri, nel 2016 ha perso contributi statali pari a 3 milioni e 200 mila Euro.

Potrebbe sembrare un rompicapo ma purtroppo rappresenta una vera e propria cartina di tornasole che afferma l’incapacità della Regione di svolgere un’attività di programmazione seria e precisa.

Oggi se quelle somme non fossero state praticamente buttate via i lavoratori della Contram non avrebbero il terrore di perdere stipendio e quattordicesima.

E’ poi di questi giorni la notizia che anche la legge regionale approvata nel 2015 sulle proroghe dei contratti rischia l’incostituzionalità e che gli Uffici si sono già attivati per procedere con atti amministrativi per riparare gli errori normativi.

Di questo passo – conclude Bisonni – andremo a finire in un vicolo cieco e sarà difficile spiegare ai cittadini che i futuri aumenti in realtà erano evitabili, che le corse saranno ridotte, che intere famiglie di lavoratori andranno in sofferenza. Questa amministrazione regionale ancora una volta ci mostra la sua incapacità a governare e come marchigiani non ne possiamo esserne felici.”

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