Notizie di politica nelle Marche

Investimenti per un milione e trecentomila euro, di cui appena un quarto a carico dei Comuni, garanzie di assistenza per oltre 4mila persone: dagli anziani soli ai minori disabili, a chi ha problemi di salute mentale. Dai sindaci dell’Unione Montana delle Alte Valli del Potenza e dell’Esino di San Severino Marche è arrivato il via libera al nuovo Piano dei servizi sociali.

Nessun taglio è stato fatto rispetto al 2015 - annuncia con soddisfazione il presidente dell’Unione, Gian Luca Chiappa, che sottolinea – L’aver lavorato bene in passato ci ha fatto risparmiare risorse che sono per tutti una importante eredità ma anche una vera garanzia. Non andiamo ancora una volta nemmeno a pesare sulle casse dei Comuni dell’Unione visto che a questi chiediamo solo una piccola compartecipazione per la gestione di servizi indispensabili per chi è solo, per chi è disabile, per chi ha problemi e necessità di avere un’assistenza – prosegue Chiappa, che spiega – Il sistema dei servizi sociali come era un tempo, con il trasferimento di fondi da parte del Governo centrale sul territorio, sta ormai scemando. Già oggi ma sempre più nell’immediato futuro il sistema verterà su bandi nazionali cui si sarà chiamati a partecipare per intercettare risorse ed erogare tipologie diverse d’assistenza ai cittadini. Il cambiamento in atto è sicuramente culturale ma anche, e soprattutto, amministrativo. Siamo preoccupati e consapevoli, non possiamo attendere oltre, dobbiamo anticipare le mosse che ci vengono chieste. Di sicuro deve rimanere l’Ambito Sociale che continua a fare un gran lavoro. I Comuni dell’Unione devono continuare a ragionare uniti e senza divisioni e l’ente che rappresento – conclude Chiappa – deve operare nel bene facendo da capofila”.

Le risorse previste per la sanità e i fondi europei – gli fa eco Valerio Valeriani, coordinatore degli Ambiti Sociali - sono i nuovi capitoli della gestione dei servizi sociali. Un tempo c’era il contributo dello Stato che, più o meno certo, garantiva comunque i servizi. Adesso dobbiamo noi attivare risorse e attendere i finanziamenti che arrivano poi, eventualmente, a consuntivo. La logica della legge 328/2000 nazionale e 32/2014 regionale era ben diversa: il territorio programmava quello che gli serviva, utilizzando un fondo unico, e il Comitato dei sindaci decideva cosa fare. Le leggi ci sono ancora ma nei fatti è tutto cambiato perché la programmazione locale è molto ridotta visto che oggi il Ministero detta legge e i soldi, se va bene, vengono restituiti a livello comunitario comunque una volta spesi. La situazione a livello di cassa è molto complessa – sottolinea lo stesso Valeriani che con soddisfazione si unisce al coro dei sindaci che hanno dato via libera al Piano senza tagliare né fondi né prestazioni. Poi però continua - I fondi europei possono andare bene per le sperimentazioni, i servizi aggiuntivi, di sicuro non per l’ordinario. Il sociale merita risposte certe. Speriamo che i decisori tornino sui propri passi”.

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Una chiave in argento, con inciso lo stemma della Città di Camerino. E’ il dono che il Comune di Camerino ha ricevuto dall’azienda Dora Lombardi Gioielli in vista della cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria al generale Tullio Del Sette, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri. Il significativo oggetto è stato realizzato dai laboratori artigiani di Dora Lombardi e sarà consegnato nelle mani del generale Del Sette il prossimo 2 maggio. La cerimonia, lo ricordiamo, avrà luogo presso il Teatro Filippo Marchetti, con inizio alle ore 10,30. “Questa chiave é un simbolo – ha detto il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui – Un simbolo a cui abbiamo lavorato insieme all’amico Enzo Martusciello, amministratore delegato della Dora Lombardi, e che vuole rappresentare non solo la chiave della nostra Camerino. La vita e lo straordinario percorso professionale del generale Del Sette rappresentano, infatti, una chiave per il futuro. E’ un uomo, un carabiniere, che ha raggiunto il massimo raggiungibile tenendo sempre al primo posto principi e valori come l’integrità e l’onestà. Tutti mirano alla realizzazione, ognuno nel proprio settore. Il generale Del Sette ci è riuscito, dimostrandoci quindi che esiste la chiave giusta per aprirci al futuro. Con la chiave che il Comune di Camerino donerà il prossimo 2 maggio, quindi, sentiamo di ricambiare attraverso un simbolo l’esempio che il nostro illustre concittadino ci fornisce”.

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Mercoledì, 27 Aprile 2016 11:01

Castelraimondo, sfida a tre per il comune

A Castelraimondo iniziano a delinearsi i contorni della sfida a tre prevista per le prossime comunali. Terzi in ordine cronologico ad incontrare la cittadinanza e a sciogliere ufficialmente le riserve sono stati, durante un incontro che si è tenuto lo scorso venerdì al teatro comunale, gli esponenti del centrosinistra cittadino, che si presenterà alle elezioni con una lista nominata “Identità e Futuro” e guidata dal docente Unicam Renato De Leone, che rientrerà a giorni dalla Cina dove si trova per motivi di lavoro. Ad introdurre il segretario PD di Castelraimondo Marco Cavallaro, attuale capogruppo di minoranza, che ha tracciato un bilancio degli ultimi cinque anni di amministrazione soffermandosi sulle opere pubbliche, sulle imposte e sul capannone in località Feggiani. Dopo di lui si sono susseguiti gli interventi di Giancarlo Marcelli, uno dei nomi che all'inizio era circolato come uno dei possibili candidati a sindaco, Roberto Santarelli e Claudio Cavallaro. Diversi gli spunti di riflessione sui quali il gruppo andrà presumibilmente a comporre il programma, dalle politiche giovanili, occupazionali e demografiche, agli interventi su tariffe e imposte, nell'intento di “ritrovare l'operosità della comunità, proporre una cittadinanza attiva e partecipata ed investire sui giovani”. Durante l'incontro ha preso la parola anche il sindaco di Gagliole, Mauro Riccioni, che ha sostenuto la sua idea di impegno politico gratuito a favore della comunità, raggiungibile attraverso rinunce alle indennità e tagli a spese e consulenze. Prima di Identità e Futuro, avevano già incontrato la cittadinanza sia l'amministrazione uscente, “Polo per Castelraimondo”, che il gruppo che proporrà l'iniziativa “Castelraimondo che sarà”, nome che probabilmente sarà dato anche alla terza lista in corsa il prossimo 5 giugno.

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Lunedì 25 aprile, a Camerino come in tante altre località, è stata celebrata la festa della Liberazione, con un significativa manifestazione svoltasi in viale Leopardi, presso il monumento a i caduti per la Resistenza. Vi hanno preso parte i rappresentanti del Comune, quelli della locale sezione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, (ANPI) e i ragazzi delle terze classi della scuola media Boccati, accompagnati da alcuni loro insegnanti e dal dirigente scolastico. Il tempo non era dei migliori, ma il freddo intenso e qualche goccia di pioggia non hanno rovinato la festa e non hanno scoraggiato i camerinesi che sono stati presenti in buon numero, insieme a numerose autorità politiche e militari. L’ANPI di Camerino ha legato questa manifestazione al 70° anniversario della conquista del voto da parte delle donne e per questo motivo ha scelto di far intervenire a suo nome la vice presidente Rosella Paggio che ha trattato questo tema. Un contributo interessante è venuto anche da Daniela Nizi, che è iscritta alla sezione di Camerino, pur vivendo a Castelraimondo, dove avrebbe voluto intervenire ad un manifestazione analoga che però, quest’anno, in quel Comune non è stata organizzata. Gli ultimi interventi, sicuramente i più graditi, sono stati fatti dai ragazzi e dalle ragazze della scuola media dell’Istituto Comprensivo Ugo Betti che, per restare nel tema proposto dall’ANPI, hanno impersonato le cinque deputate elette alla costituente e chiamate a far parte della commissione incaricata di redigere il testo della Carta Costituzionale. I dirigenti dell’ANPI di Camerino, nel pomeriggio, hanno anche partecipato all’incontro sulla storia della Resistenza sulla nostre montagne, organizzato a Cesi di Serravalle di Chienti da un gruppo di soci e simpatizzanti.

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Il Piano del Parco è tuttora inesistente”. Così aveva sentenziato Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera, dopo che l'ente aveva inviato ai comuni interessati il provvedimento di adozione delle misure di conservazione dei “Siti Natura 2000”, vale a dire dei siti di interesse comunitario ricadenti nel territorio dell'area protetta. Le dichiarazioni di Falcucci hanno prodotto come conseguenza l'immediata risposta dei responsabili del Parco dei Sibillini, che hanno fornito alcuni chiarimenti sulle misure adottate smentendo l’osservazione del sindaco di Castelsantangelo sul Nera, MauroFalcucci, che definisce “inesistente” il Piano del Parco. Pronta la replica del primo cittadino, che affida ad una lettera aperta di risposta le sue considerazioni al riguardo.

Ho letto sul sito del Parco Nazionale dei Monti Sibillini il comunicato stampa di risposta al mio del 15 u.s. sulle misure di conservazione dei “Siti Natura 2000”.

Non posso esimermi di ritornare sulla questione per chiarire perché ho usato un verbo rivelatosi determinante per il Parco tanto da costringerlo ad affermare “A tal proposito va smentita l’osservazione del Sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, che definisce “inesistente” il Piano del Parco …”. Nel dichiarare “… Piano del Parco che NON ESISTE” ho commesso una grave inesattezza tanto da subire una sonora smentita!

Continuando però a scorrere il comunicato stampa dell’Ente, si legge, guarda caso: “Anche se l’iter di approvazione non è completato, il piano è stato infatti approvato dal Consiglio Direttivo del Parco …” quindi, si deduce che esiste ma non è stato mai approvato dalle Regioni Marche e Umbria, come previsto dalla normativa.

Conseguentemente sono stato censurato per aver impropriamente dichiarato “NON ESISTE” che nella sostanza, a mio avviso, non modifica lo stato dell’arte, tutt’altro!

Tale mia “voluta” affermazione consente a tutti di comprendere meglio, senza alcun equivoco come da sempre si vuol far intendere, che da 23 anni l’Ente opera con un Regolamento provvisorio per il rilascio dei nulla osta approvato dal Consiglio Direttivo nel 1994, modificato nel 1996, nel 2000 e 2001! Ad oggi l’Ente Parco non ha operativo l’unico strumento oggettivo di riferimento, da tutti consultabile e che deve essere prima approvato dalle Regioni Marche e Umbria che si chiama: “PIANO DEL PARCO”.

Questi sono i fatti!

Da ultimo, la conferma che il Piano del Parco non è in vigore viene dall’autorevole impegno che il Presidente, Prof. Oliviero Olivieri, ha assunto lo scorso agosto 2015 a Castelsantangelo sul Nera durante l’incontro pubblico, quando garantì che sarebbe stato approvato entro il 31/05/2016. Nulla nel comunicato del Parco n. 4 è stato detto al riguardo; se tale data verrà o meno rispettata! Confidiamo di acquisire notizie quanto prima.

Dopo questa sterile quanto inadeguata osservazione che non fa altro che confermare che il Piano del Parco è solo sulla carta, un’ulteriore conferma si trova sul sito web del Parco al link Piano del Parco dove si legge: “Il Consiglio Direttivo del Parco  ha approvato il Piano con Delibera n. 59 del 18 novembre 2002 (previo parere favorevole espresso dalla Comunità del Parco con Delibera n. 8 del 21 settembre 2002). Ha operato le correzioni così come deliberate dal Consiglio Direttivo ed ha inviato la documentazione alle regioni Marche e Umbria per l'adozione del Piano”.

Nulla viene detto e/o si trova sul sito circa il numero di quante osservazioni furono depositate dopo l’approvazione del 2002 del Piano del Parco, quante sono state valutate, quante sono state respinte e quando verrà di nuovo riapprovato dal Consiglio Direttivo del Parco e trasmesso alla Regioni Marche e Umbria per la definitiva validazione e applicazione.

Sempre visionando il sito del Parco, al link “i Progetti” → Piano del Parco” si legge che il documento in parola, “è stato finanziato oltre che con i fondi di cui all’OB. 5b) della Regione Marche anche con i fondi correnti dell’Ente. L’importo finanziato” è pari ad Euro 1.367.678,00”.

Sarebbe opportuno che l’Ente Parco renda noto quale è stato il costo complessivo dell’elaborato e se saranno necessari altri fondi pubblici per renderlo definitivamente operativo!

Ho volutamente omesso, nel precedente intervento stampa, per non complicare la comprensione dell’articolato iter amministrativo degli Atti che dovrebbero regolare la vita del Parco, il mancato aggiornamento di un altro importantissimo documento: il piano pluriennale economico e sociale per la promozione delle attività compatibili.

Il citato piano, specifica competenza della Comunità del Parco, organo composto dai rappresentanti degli Enti locali, è stato approvato dal Consiglio Direttivo con delibera n. 21 del 26/04/2001, e mai aggiornato così come previsto dall’art. 14, comma 6 della Legge n.394/1991 (modificato dall’art. 2, comma 31, della Legge 9/12/1998, n. 426).

La predetta norma afferma che il suddetto documento, propedeutico e integrativo al Piano del Parco, ha una durata quadriennale e può essere aggiornato anche annualmente.

Il legislatore, infatti, ha voluto stabilire un obbligo temporale proprio perché il mondo cambia e cambia in fretta ed ha voluto dare alla Comunità del Parco il ruolo di pianificazione del proprio territorio in funzione di come si evolve la società e come mutano le esigenze e gli interessi degli operatori, siano essi turistici, siano di attività tipiche nel settore agro-silvo-pastorale o altro.

Ad oggi non è stato effettuata nessuna revisione violando, anche in questa circostanza, la Legge 394/91 e ss.mm.ii., e la Comunità si trova con un elaborato di programmazione vecchio di 15 anni!

Dal 2001 ad oggi, il predetto documento, avrebbe dovuto avere almeno tre aggiornamenti, se quadriennali, invece ad oggi NESSUN ADEGUAMENTO!

Cosa aggiungere, se non che i reiterati appelli che ho periodicamente sollevato al riguardo, le note indirizzate al Ministero dell’Ambiente in proposito, alcune ancora rimaste senza risposta, sono iniziative tutte cadute nel silenzio più assordante.

La collettività deve conoscere tutto questo per evitare di considerare anche i rappresentanti dei cittadini consenzienti, preferendo il silenzio in cambio di qualche piccolo “intervento”, anziché alzare la voce e rivendicare il proprio ruolo.

Questa situazione di totale inefficienza amministrativa, per le ragioni ampiamente accennate, ha comportato una lenta e costante rassegnazione tanto che le attività tipiche del territorio si sono ridotte ulteriormente, favorendo lo spopolamento e impoverendo il patrimonio sociale, storico ed ambientale.

Tale inadempienza ha contribuito anche allo spopolamento della montagna in quanto le cosiddette attività compatibili, non trovano più sostenibilità economica se non vengono ridisegnate strategie e politiche del territorio consone ai tempi di oggi; rimanere in montagna è una “missione” che oggi non può più essere sostenuta dalla gente residente!

Il dubbio che così facendo si trasformi un’Area protetta in un’Area di Riserva naturale, imitando quelle Indiane d’America è forte, ma la resistenza alla trasformazione è ancor più forte e l’enorme disagio che vivono i residenti è sempre più difficile contenerlo!

Oggi si parla di unione di Comuni, di fusione e di incorporazioni, processi amministrativi tutti volti ad incrementare efficienza ed efficacia della macchina amministrativa con un notevole risparmio di risorse economiche e umane, razionalizzazione, a detta delle Istituzioni centrali, che andrebbe a tutto vantaggio della collettività.

Questo processo di accorpamento deve essere applicato anche per i Parchi Nazionali.

Non solo si ridurrebbero i costi di gestione ma sicuramente si darebbe più impulso a far diventare una area protetta, che vedrebbe un più significativo territorio interregionale coinvolto, volano di sviluppo nazionale, economicamente accettabile specialmente per chi vive ed opera all’interno.

Unire il Parco Nazionale dei Monti Sibillini con quelli del Gran Sasso Monti della Laga e Maiella, farebbe realizzare il Parco Nazionale dell’Appennino accogliendo così l’invito del progetto europeo denominato APE (Appennino Parco d’Europa) e portando il nostro Paese all’avanguardia per l’attenzione alle aree protette.

Ciò comporterebbe una contestuale rivisitazione dei confini delle delimitazioni zonali con una particolare attenzione per le aree urbane e per una politica diversa.

Il malessere delle popolazioni e il disagio degli Amministratori impongono, dopo 23 anni dall’istituzione del Parco dei Sibillini, un immediato confronto per rivalutare l’intera questione ed apportare urgenti modifiche legislative volte a mettere al centro l’uomo, elemento essenziale per lo sviluppo e la conservazione della natura, nonché insostituibile sentinella del territorio e soggetto indispensabile per garantirne la manutenzione e per mitigare i rischi idrogeologici dovuti soprattutto all’abbandono “forzato” del territorio.

Mauro Falcucci

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Giovedì, 21 Aprile 2016 10:44

Fusioni e incorporazioni? No, grazie

Mentre la fusione di Pesaro e Mombaroccio sfuma, a Camporotondo nasce il comitato "Difendiamo Camporotondo".

A quanto pare sono proprio i cittadini dei piccoli Comuni a dire "no" all'incorporazione con un Comune più grande.

Il primo dato emerge dal referendum pesarese che ha prodotto due risultati opposti: a Pesaro (dove ha votato il 34,94% dei 77.239 aventi diritto, poco meno del 37,39% relativo al quesito sulle trivelle il “sì” ha raccolto 17.134 voti (66,26%), quasi il doppio degli 8.723 “no”. Ma Mombaroccio non ci sta, quasi doppiando il dato nazionale dell'affluenza: hanno votato il 58,28% dei 1.853 aventi diritto, esprimendosi in 691 per il “no” e in 371 per il “sì”.

Ma veniamo al maceratese, anche la possibile fusione tra Tolentino e Camporotondo fa discutere. Si Facebook si è costituito un comitato contrario all'incorporazione. "Difendiamo storia, identità, autonomia" si legge in un volantino pubblicato on line. "Non permettiamo che Camporotondo, che vive da più di mille anni, scompaia in pochi mesi per scelte affrettate che saranno epocali ed irreversibili".

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Al Teatro comunale di Esanatoglia il prossimo giovedì 28 aprile verrà presentato il progetto “Eat me”dedicato alla complessa tematica dei disturbi alimentari. Enti patrocinatori sono il Consiglio Regionale delle Marche e la Regione Marche. L''organizzazione dell'evento si deve all' Ambito Sociale Territoriale 17che ha deciso di appoggiare il progetto portato avanti da anni dal Centro Heta di Ancona e il cui obiettivo è aiutare i giovani e le famiglie a riconoscere e comprendere i sintomi del disturbo alimentare, permettere di fare una diagnosi precoce e a capire come affrontare la malattia, senza dimenticare che dietro a queste problematiche ci sono delle persone con le proprie fragilità e con la propria sensibilità..

“ Il progetto- spiega Gianluca Chiappa, presidente dell’AST 17- nello specifico è destinato alla realizzazione di un video che spiega tutte le problematiche legate ai disturbi del comportamento alimentare e realizzato dal Centro Heta di Ancona che, da anni e in maniera molto attiva, si occupa di queste problematiche, avvalendosi di proprie strutture diurne e di operatori che seguono molte persone della nostra regione che purtroppo soffrono di questi disturbi.

Per quello che riguarda l'ambito sociale- prosegue Chiappa- ci è piaciuto contribuire alla diffusione di questo progetto perché crediamo che questo come tanti altri settori dove purtroppo vengono alla luce nuove patologie che interessano i nostri concittadini, siano strettamente in linea con il piano di prevenzione della Regione Marche e quindi abbiamo cercato di dare il nostro umilissimo contributo aiutando il centro Heta alla diffusione di questo video e all'apertura di una discussione”.

Patologie come bulimia e anoressia interessano un numero sempre maggiore di persone, anche giovanissime, e, l’incontro di giovedì ad Esanatoglia, grazie agli interventi in programma, potrà offrire un’utile occasione di approfondimento.

“ In qualità di rappresentante dell’Università di camerino- aggiunge Chiappa-, interverrà la dott.ssa Valeria Polzonetti. Proprio nella sede Unicam di San Benedetto del Tronto c’è un dipartimento che si occupa di Scienza della nutrizione dove molti sono gli studenti coinvolti e numerose le attività. Nel corso della serata inoltre, grazie agli interventi dei rappresentanti del Centro Heta, avremo modo di confrontarci e di avere anche delle utili informazioni. Non dimentichiamo infatti che dietro a questi difficili disturbi, spesso ci sono anche situazioni familiari che andrebbero gestite da affrontate, anche se non è nemmeno facile far emergere queste situazioni. I numeri purtroppo ci dicono che nelle Marche sono circa 40.000 i casi conosciuti, persone che soffrono di questi disturbi e, con una importante tendenza al'abbassamento dell'età e anche con un forte interessamento della fascia minorile. Il che desta preoccupazione e, a nostro avviso, deve essere tra le attività degli ambiti sociali”.

 

 

“La gente dovrebbe capire che non centra l’esteriorità. Pensano che io sia anoressica,

sono quella cosa lì, solo se sono magra, quindi non ha senso aver ripreso peso, non ha

senso aver fatto tutta questa fatica, sono al punto di prima, non so chi sono, devo recitare

la parte di quella che sta male. Che salta i pasti, quindi anche se voglio farlo, perché la mia

disponibilità a stare meglio c’è, non riesco, perché non so chi sono…”. Caterina, tratto dal

documentario Eat Me.

Questa testimonianza mostra l’essenza del docufilm EAT ME, realizzato dal Centro Heta e

dalla Fanpia per focalizzare l’attenzione su uno dei temi più attuali e delicati della nostra

società moderna. Anoressia, bulimia, sono malattie che colpiscono il 4% della popolazione

italiana e che coinvolge bambini, giovani e adulti. E’un dato allarmante che è solo la punta

di un iceberg sommerso.

C’è ancora lavoro da fare affinché le istituzioni e l’opinione pubblica prendano

pienamente coscienza di questa malattia e per questo saremo ad Esanatoglia il prossimo

28 aprile, un territorio che sta dimostrando desiderio di conoscere ed approfondire.

L’incontro è organizzato in collaborazione con l’Ambito Sociale Territoriale, sostenuto da

UNICAM e dalla Cooperativa Co.Gi.To. Interverranno Gianluca Chiappa Presidente    

Ambito, la Dott.ssa Valeria Polzonetti UNICAM, Federico Paino curatore del progetto. Alla

proiezione del video seguirà un dibattito con il regista Ruben Lagattolla, la psicoanalista

Cristiana Santini e la presidente dell’Associazione Heta Giuliana Capannelli.

La serata sarà presentata da Paola Giorgi.

La serata di Esanatoglia è inserita in un calendario di incontri che proseguiranno fino alla

fine di maggio e le cui date sono disponibili sul sito del Centro Heta

(www.centroheta.it/eatme): c’è la consapevolezza che la diagnosi tempestiva e

l’informazione siano le armi più importanti per sconfiggere il disturbo alimentare.

Sostenere questo progetto è un impegno che il Centro Heta e la Fanpia portano avanti

con grande partecipazione da parte dei professionisti, dei genitori e dei volontari.

Ma non basta, per completare il documentario Eat me e sostenere le spese di produzione

c’è bisogno del contributo di tutti. Per questa ragione dal 10 marzo è partita una

campagna di CROWFUNDING sulla piattaforma Ulule: http://it.ulule.com/eat-me. La

campagna sarà attiva fino al 7 giugno e c’è bisogno della collaborazione di tutti per

raccogliere i 10.000 euro necessari.

Vi aspettiamo ad Esanatoglia

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Compirà sessantacinque anni da cittadino onorario di Camerino. Il generale Tullio Del Sette, attuale comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, sarà infatti insignito della cittadinanza onoraria il prossimo 2 maggio. Due giorni prima del suo sessantacinquesimo compleanno. Lo ha ufficialmente stabilito il Consiglio Comunale di Camerino, che ha favorevolmente votato, all’unanimità, la proposta formulata dalla giunta. La volontà del sindaco Gianluca Pasqui di proporre il riconoscimento al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri era nota da diversi mesi, ma il percorso burocratico ha richiesto tempi non brevissimi. Fino al Consiglio Comunale di ieri, che ha chiuso un percorso cominciato pochi mesi dopo la nomina di del generale Del Sette alla guida dell’Arma. Ieri, dopo il voto dei consiglieri presenti, nell’aula consiliare di Palazzo Bongiovanni è partito un lungo applauso da parte degli stessi rappresentanti delle forze politiche cittadine. “E’ in assoluto, da quando sono sindaco, l’atto che porto a conclusione con maggiore emozione, per la persona del generale Del Sette, ma anche e soprattutto per quello che l’Arma dei Carabinieri rappresenta per la nostra Nazione. Non avevo dubbi sul fatto che il consiglio si sarebbe espresso all’unanimità sulla proposta della giunta e, anzi, ringrazio i consiglieri di opposizione per aver sostenuto concretamente questa iniziativa. Una iniziativa che, quindi, non è dell’amministrazione comunale, ma della Città di Camerino e di un territorio intero”. Il sindaco, nel presentare la proposta al consiglio ha ricordato il profondo legame del generale Del Sette con Camerino, dalla laurea in Giurisprudenza conseguita nel locale ateneo, fino alle origini della famiglia della moglie e, quindi, ai frequenti soggiorni in città. “Ho ritenuto doveroso – ha aggiunto Pasqui – coinvolgere l’Università per la cerimonia del prossimo 2 maggio ed il rettore Corradini si è detto onorato di esserci”. Per le opposizioni hanno preso la parola il consigliere Tapanelli, che ha annunciato il suo voto favorevole ricordando la figura del nonno materno, carabiniere, e il capogruppo di Comunità e Territorio, Fabio Trojani, che ha suggerito al sindaco di invitare alla cerimonia del 2 maggio anche l’amministrazione comunale di Bevagna, città natale del generale Del Sette. Sia Tapanelli che Trojani hanno anche affermato di aver particolarmente apprezzato la presa di posizione pubblica del generale Del Sette sul “caso Cucchi”.

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Sabato 23 aprile cerimonia di inaugurazione dell’area giochi, anche inclusivi, recentemente sistemata, anche per bambini diversamente abili e del nuovo impianto di illuminazione del Parco Isola d’Istria. Appuntamento alle ore 17.00 con Shelly trucca bimbi, concerto di pianoforte di Tommaso Zeppillo e degustazioni di prodotti tipici. Infatti sono terminati i lavori di sistemazione e tutto è pronto per la grande festa promossa dal Comune di Tolentino, dalla Pro Loco TCT e dall’Associazione Lesi non arresi. Completamente sistemata l’area giochi con la sistemazione di alcuni giochi del giardino pubblico “Isola d’Istria”. I tecnici comunali dell'area Manutenzioni dopo aver effettuato una ricognizione per verificare la situazione attuale dei giochi stessi i quali sono risultati ormai vetusti e non più oggetto di manutenzione e allo scopo di garantire la sicurezza dei bambini che fruiscono della struttura, il Sindaco Pezzanesi e la Giunta municipale hanno deliberato la sostituzione e messa in opera dei nuovi giochi per un importo complessivo di 8 mila euro. Sono stati istallati un nuovo bilico, il gioco della “campana”, una giostra 3D e due giochi a molla. Inoltre sono stati sostituiti alcuni pezzi ormai non in buone condizioni e i seggiolini delle altalene e grazie al progetto “Un Parco per Tutti” verranno anche istallati una nuova altalena per diversamente abili donata dal Rotary Club di Tolentino ed un nuovo gioco con un percorso specifico sempre riservato a bambini diversamente abili il cui acquisto è stato finanziato dal Comune e da una raccolta fondi promossa da Lesi non Arresi, dagli eredi della Signora Elena Cardinali Battellini, da Sonia Salvucci per una spesa complessiva di altri 8 mila euro. L'Amministrazione Comunale, vista la grande utenza del Parco Isola d'Istria, con l’intento dievitare che i nuovi giochi siano oggetto di atti vandalici, ha chiesto all'ASSM di realizzare un impianto di illuminazione pubblica più idoneo ed efficiente di quello esistente che ormai non garantiva la necessaria illuminazione del parco favorendo, sopratutto nelle ore serali,comportamenti incivili. Le telecamere della videosorveglianza installate, inoltre, vista la scarsa illuminazione, non sempre garantiscono il corretto funzionamento delle registrazioni. Ora grazie all’intervento curato dall’Assm sono stati istallati otto nuovi punti luce sempre con pali tradizionali in acciaio zincato con altezza però di nove metri fuori terra con montato un gruppo di quattro proiettori led con ottica asimmetrica in grado di garantire una copertura quasi totale del parco. Alla cerimonia di inaugurazione parteciperà anche una delegazione, guidata dal Vicesindaco e dal Presidente del Consiglio, del Comune gemellato di Isola d’Istria a cui è intitolato il parco.
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Il presidente Luca Ceriscioli, questo pomeriggio, ha incontrato, insieme ai dirigenti dell'Asur, il sindaco di San Severino Cesare Martini in merito al nuovo assetto dell'ospedale di San Severino, nell'ambito della riorganizzazione del sistema sanitario regionale.

Nell'occasione è stato firmato dal presidente Ceriscioli, dal sindaco e dal direttore generale dell'Asur Marini il documento che definisce i servizi e le attività che verranno svolte all'interno del presidio di San Severino.

Prestazioni già contenute nella programmazione regionale del servizio salute e negli atti dirigenziali Asur emanati dall'Asur. Il percorso è già avviato anche a seguito della chiusura del punto nascita, datata 14 marzo, che ha materialmente liberato gli spazi per le nuove attività. Da oggi il direttore di Area Vasta darà piena attuazione al documento.

La struttura resterà ospedale, inserito nella rete clinica con un potenziamento della 'week surgery'multispecialistica (oculistica, dermatologia, chirurgia) di presidio unico di Area Vasta, mantenimento dell'attività di ginecologia, nonché della presa in carico delle donne con gravidanza fisiologica e di tutte le cronicità.

"Oggi - spiegano - si dà un ruolo definito alla struttura di San Severino, utile ai cittadini dell'intera provincia di Macerata. Anche per la donna in gravidanza viene garantita la presa in carico dell'intero percorso, così come l'attività di pediatria garantita con 18 ore settimanali distribuite su sei giorni, quest'ultima sarà oggetto di verifica e monitoraggio per verificarne la coerenza con i bisogni".

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