San Severino, la prima ordinanza del 2018 riguarda i piccioni

08 Gen 2018
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San Severino, la prima ordinanza del 2018 riguarda i piccioni

Divieto assoluto di somministrare cibo ai piccioni, obbligo (per i proprietari di immobili interessati dalla nidificazione o presenza dei volatili) di rimuovere gli escrementi e mantenere pulite le aree pubbliche a proprie spese e, nel caso tutto ciò non sia sufficiente, a segnalare al Servizio Igiene la problematica. Quest’ultimo potrà ordinare il collocamento di schermature e altri interventi per escludere o limitare la presenza dei piccioni.

È la prima ordinanza del 2018 firmata dal sindaco di San Severino Rosa Piermattei, che fa seguito a quella dell’ex primo cittadino Cesare Martini nell’ottobre del 2015. Allora il provvedimento aveva carattere sperimentale e serviva a verificarne l’impatto e, ovviamente a valutare possibili variazioni. Già l’Amur tempo addietro si era espressa sul problema dei volatili, evidenziando che “i piccioni, nel centro storico in special modo, sono in condizioni di sovraffollamento e rappresentano per la comunità e anche per gli animali domestici un potenziale pericolo per la salute. Ci sono anche aspetti non strettamente sanitari, quali il danneggiamento della pietra degli edifici e dei monumenti a causa della composizione acida degli escrementi dei piccioni. Inoltre i guani sono pericolosi perché viscidi anche per i pedoni che inavvertitamente potrebbero calpestarli”.

Per contenere il fenomeno si era stabilito di eliminare l’apporto alimentare da parte dei cittadini, di ridurre i luoghi dove nidificano e dove sostano i piccioni, e di procedere con pulizie e disinfestazioni.

L’ordinanza del sindaco Piermattei ribadisce queste intenzioni e quanto stabilito decretando che è assolutamente vietato dare cibo ai volatili, e che tutti i proprietari degli immobili interessati dalla nidificazione e dalla presenza dei piccioni dovranno provvedere a proprie spese a rimuovere gli escrementi presenti sui terrazzi, nelle soffitte, sui cornicioni e quant’altro; a mantenere pulite le zone sottostanti i loro fabbricati; e a segnalare eventualmente alla polizia locale il persistere del problema. Il personale provvederà a effettuare un sopralluogo e a informare il servizio igiene e sanità pubblica che potrà ordinare il collocamento di schermature o diaframmi dissuasori. Per chi non rispetterà tali provvedimenti verrà sanzionato con una multa fino a 500 euro.

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