Una nuova scuola dell’infanzia e un asilo nido per Pieve Torina

Una nuova scuola dell’infanzia e un asilo nido per Pieve Torina

Parla di tante piccole, grandi note positive l’anno che si lascia alle spalle il piccolo centro montano di Pieve Torina. Difficile riassumere in poche parole i 365 giorni trascorsi, pieni di fatica ma anche di soddisfazioni, quelle che servono ad affrontare con maggiore ottimismo i non semplici passi della ricostruzione.  Carica di belle speranze è intanto l’apertura del 2018, nella quale, accanto ad azioni da intraprendere o consolidare, si intravedono significativi nuovi percorsi da avviare. Con il mese di gennaio, seppure in soluzioni temporanee, potrà attuarsi il rientro in paese degli ultimi cittadini; sistematisi a suo tempo in altri comuni o ancora ospiti di strutture ricettive della costa, venerdì 5 gennaio riceveranno le chiavi delle 19 Sae del lotto C2 dell’area Le Piane; a chiudere tutta la partita, una decina di giorni più avanti, sarà la consegna dell’ultima tranche di casette. Giunto a realizzazione anche il progetto esecutivo della nuova scuola dell’infanzia che sarà ricostruita dov’era, al centro del paese, vicina alla nuovissima scuola, inaugurata lo scorso 16 dicembre. Della realizzazione della struttura, concepita per essere definitiva, se ne farà carico la Fondazione Francesca Rava N.P.H Italia Onlus ,di Milano.

“Il progetto da inserire all’interno del nostro centro storico– afferma il sindaco Alessandro Gentilucci- si preannuncia come qualcosa di molto originale; prevede infatti una struttura ‘open’con vetrate tutt’attorno, dotata di un tetto‘verde’ e di pannelli solari. Nella sede della fondazione a Milano abbiamo avuto l’occasione di presentare la progettualità  e,- continua Gentilucci- c’è da dire che  si è aggiunta altra solidarietà: l’AIC Associazione Italiana Calciatori, si è fatta avanti con il proposito di donarci un asilo nido.  Grazie ad un ulteriore gesto solidale, il nostro paese potrà dunque dotarsi anche di questa nuova tipologia di infrastruttura. Il tutto a rafforzamento della politica che abbiamo deciso di portare avanti e cioè, quella di segnare la ripartenza  immediata del paese, garantendo un luogo sicuro e dignitoso ai più piccoli, con un’attenzione principalmente rivolta alle scuole elementari, medie, scuola dell’infanzia e,successivamente, dotando il paese di una  struttura completamente nuova come l’asilo nido. Per quel che compete il lavoro dell’amministrazione comunale, anche in ordine alla Casa di riposo siamo a buon punto, con opere già finanziate”. Per consentire il ritorno dei bambini tra i banchi di scuola dopo la pausa natalizia, martedì 2 gennaio è stata anche riaperta gran parte della ‘zona rossa’, al centro del paese.

“Quello che stiamo portando avanti - spiega Gentilucci-, è un lavoro di lungo periodo per una Pieve Torina completamente nuova, prevedendo demolizioni, laddove gli edifici non possano essere recuperati. In proiezione c’è dunque un nuovo modo di pensare il paese, in grado di affacciarsi al domani, attraverso infrastrutture tecnologiche innovative e, forti di contatti importanti che riguardano anche la sfera del lavoro”. Da presidente di quello che è l’Ambito Sociale più colpito della Regione Marche, Alessandro Gentilucci, non si lascia sfuggire l’occasione di un appello e un auspicio per il 2018.

Con oltre il 70 per cento degli edifici inagibili, possiamo ben dire che il nostro comprensorio è sicuramente il più danneggiato. Il mio appello si rivolge ai politici affinché tentino di rivedere un cratere troppo ampio, o meglio, di diversificare le tipologie di difficoltà che le popolazioni si trovano a vivere; quando passo per Pieve Torina e vedo luci spente in tutte le case, il significato è che il livello di distruzione è terribile. E’ evidente che se gli altri Ambiti Sociali della provincia di Macerata hanno l’uno il 12, l’altro il 13 per cento di danni, ben si comprende rispetto alle altre, la differenza che attanaglia le nostre terre; allora- conclude Gentilucci-  grazie anche alla collaborazione con le istituzioni, come è stato sempre fatto, l’auspicio è che si possa vedere una ripartenza delle nostre zone, all’insegna di quell’autentico spirito solidaristico che, in momenti così gravi, non può abbandonare una parte di territorio che potrebbe essere definita una piccola Svizzera”. 

C.C.   

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