Marchio Fiastrone Natura, territorio rurale e biologico

28 Dic 2017
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Marchio Fiastrone Natura, territorio rurale e biologico

Fiastrone Natura” e la filiera corta organizzata. Così fanno rete cinque comuni dell’Unione montana dei Monti Azzurri.

Si tratta di un marchio, Fiastrone Natura, alla cui base c’è un progetto ambizioso che avrà l’obiettivo di mettere a sistema le piccole aziende a conduzione familiare dei comuni di Camporotondo, Cessapalombo, Serrapetrona, Belforte e Caldarola a garanzia dei prodotti agro-zootecnici, turistici e di ristorazione.

Il progetto è stato presentato nella sala consiliare di Camporotondo e ad introdurlo è stato il sindaco Emanuele Tondi: “Da alcuni anni ascoltiamo le imprese del territorio per capire come sostenerle e aiutarle.

Sono piccole aziende a conduzione familiare con problemi di visibilità e capacità produttiva e istituendo questo marchio cercheremo di dare una risposta concreta alle piccole imprese che saranno interessato a far parte di questo progetto”.

Un marchio, secondo Tondi, che può essere promosso anche dalle istituzione e che vuol permettere alle aziende di crescere insieme e non singolarmente.

“Ci saranno delle linee guida per i produttori - ha aggiunto - e per tutelare anche consumatori”.

Un progetto ambizioso, così è stato definito, è alla base di Fiastrone Natura, ovvero la cosiddetta filiera corta organizzata. Ad illustrare l’idea è stato Ivano Cappellacci ( sotto nella foto ), un piccolo imprenditore trasferitosi a Camporotondo del 2011: “Vogliamo stimolare i produttori a unirsi e i consumatori ad acquistare prodotti locali, a chilometro zero.

In campagna - ha spiegato - si riesce a produrre sempre meno, i produttori sono in balia del mercato e i consumatori spesso sono passivi e disinformati.

Ivano Cappellacci

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Il nostro ambiente è particolarmente sano, ma sto subendo un generale spopolamento e mancano poi servizi e riconoscimenti delle qualità”. L’invito di Cappellacci è quello di smettere di essere passivi, di accrescere il senso di appartenenza al territorio e, in riferimento ai piccoli imprenditori, di migliorare le produzioni e le professionalità. “C'è bisogno di innovazione di prodotti e processi - è tornato a dire - e questo progetto ha un’enorme potenzialità. I cinque comuni contano 2.322 famiglie che mensilmente, per la spesa, spendono in media 365 euro che, moltiplicato per i 12 mesi dell’anno, porterebbero in questi territori, qualora acquistassero prodotti locali, ben 10milioni e 167mila euro”.

Il progetto godrà del supporto dell’Unione montana dei Monti Azzurri e dell’Università di Camerino, che sarà parte attiva anche per quanto concerne le certificazioni dei prodotti del marchio Fiastrone Natura.

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Da un paio d’anni dibattiamo di questo argomento - ha detto il presidente dell’Unione Montana Giampiero Feliciotti - e questo progetto rappresenta l’atto pratico. Non sarà un'imposizione, costruiremo assieme alle aziende interessate gli standard di qualità e le regole. Questo è anche l’inizio di un percorso che porterà ad avviare un mercato stabile dei prodotti locali che riporteranno il marchio”. Feliciotti ha più volte ricordato che serve progettualità e sinergia fra comuni perché l’Unione montana possa ottenere altre risorse e, sulla stessa lunghezza d’onda, anche Andrea Spaternea in rappresentanza di Unicam, che ha ricordato la peculiarità del territorio del Fiastrone: “Qui c’è un ambiente incontaminato e sono poche le zone che possono vantare questa prerogativa. I prodotti di altissima qualità provenienti da queste zone - ha precisato - vanno valorizzati e promossi per dare chances di ripartenza al territorio. Unicam giocherà un ruolo importante nella loro certificazione affinché il consumatore sia messo nella condizione di acquistare in maniera consapevole”.

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Da parte sua, il sindaco di Cessapalombo Giammario Ottavi, ha raccontato di un’idea simile lanciata nel suo Comune diversi anni fa: “Questa iniziativa porta senz’altro nella giusta direzione.

A Cessapalombo abbiamo già provato circa 6 o 7 anni fa con ‘Tipicità dei Sibillini’. Quello che poi è mancato è stato l’accorpamento dei produttori. Da queste parti - ha spiegato - sono abituati a lavorare e vendere singolarmente, ognuno concentrato sul proprio prodotto pensando che sia migliore degli altri. Dobbiamo sfatare questo problema e mettere insieme tutti gli attori perché abbiamo un territorio vastissimo con straordinarie potenzialità”.

Gaia Gennaretti

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Ad accogliere positivamente il progetto anche Luca Giuseppetti, sindaco di Caldarola: “Dopo il terremoto occorre pensare positivo. Questa iniziativa è eccezionale. Non capisco come mai noi marchigiani non abbiamo ancora capito la bontà delle nostre produzioni. È ora di svegliarci - ha detto -. Ai marchigiani piace identificarsi con le zone costiere ma non abbiamo capito che la nostra Regione è fatta anche di una grande e stupenda montagna che sarebbe l’unica fonte di guadagno, se venisse sfruttata come dovrebbe”. 

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