Notizie religiose nelle Marche

Prenderà possesso della sua "nuova" parrocchia di Fiuminata sabato 29 Aprile durante la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, Francesco Giovanni Brugnaro, mons. Cherubino Ferretti, già parroco a Pioraco e Sefro. Don Cherubino, impegnato da anni anche nel servizio alla chiesa diocesana nei diversi organismi della curia, assume la cura pastorale delle tre comunità di Fiuminata al posto di  don Noel Capadngan, rientrato nelle Filippine, suo paese di origine. Viene, così, ad attuarsi, sotto la guida di un unico sacerdote, l'unità pastorale delle comunità di Pioraco, Sefro e Fiuminata, secondo il progetto della Chiesa italiana e verso cui si è incamminata anche la Chiesa diocesana camerte-settempedana.  

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Una partecipazione numerosa e sentita, con tanti caldarolesi che sono rientrati dalle località in cui sono temporaneamente costretti ad alloggiare a causa del terremoto, ha caratterizzato la processione del Venerdì Santo di Caldarola. Un atto di fede le cui origini si perdono nei secoli e che da 51 anni è caratterizzato dai quadri viventi della Via Crucis.

Un percorso e ambientazioni diverse rispetto agli anni passati, dal momento che l'intero centro storico, nel quale la processione tradizionalmente si svolgeva, è attualmente zona rossa. "Ferito" – come ha sottolineato padre Rudy nella chiusura – ma non distrutto il Cristo ligneo recuperato all'inizio della settimana dalle macerie della chiesa di San Gregorio ha percorso ancora una volta le vie del paese, come avviene dal 1621, suscitando forte emozione tra i presenti.

Un recupero che è stato salutato da tutti con soddisfazione, con diversi commenti sui social tra cui quello dell'ex primo cittadino Mauro Capenti, profondo conoscitore della storia locale che ha parlato di "un simbolo di Caldarola. Il crocifisso venne donato alla confraternita di San Girolamo della carità nel 1602,benedetto dal cardinale Evangelista Pallotta, dal 1621 viene portato in processione il venerdì Santo. Il 14 gennaio veniva portato nella chiesa della Madonna del monte per ricordare il terremoto del 1703 e pregare per lo scampato pericolo, quindi non si é salvata solo una opera d'arte, ma un sinbolo religioso a cui generazioni di caldarolesi hanno affidato le proprie pene e le loro speranze!".

Così il Cristo ha percorso ancora una volta le vie del paese, rivivendo in una dimensione onirica le vicende della sua passione, secondo l'idea di colui che ha ideato questa Via Curcis con quadri viventi, don Paolo Mercorelli.

L'edizione 2017 della processione di Caldarola è stata anche seguita dalle telecamere di Tv2000, che ha portato alla ribalta nazionale questa storica Via Crucis. Servizi saranno proposti nelle edizione delle 12,30 e delle 18,30 del telegiornale (canale 140 del satellite e canale 28 del digitale terrestre).  

 

(foto di Ilio Montanari)

Sotto l'ex primo cittadino Mauro Capenti intervistato da Laura Meda Tv2000 

 

via crucis nuova capenti tg

via crucis nuova

via crucis nuova 1

( sotto nella foto il momento finale della Via Crucis dello scorso anno davanti alla chiesa di San Gregorio )   

via crucis vecchia

stazione

 

fine processione

 

cristo morto

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Interesse non solo locale per il recupero del Cristo ligneo seicentesco dalle macerie della chiesa di San Gregorio. Lanciato attraverso il nostro sito internet e ripreso in prima pagina dal settimanale L'Appennino camerte, l'avvenimento ha trovato risonanza anche sulle pagine del Corriere Adriatico con un ampio servizio a firma della giornalista Giulia Sancricca. Non solo, ma anche l'emittente televisiva NAZIONALE  Tv2000 (canale 28 del digitale terrestre e canale 140 della piattaforma Sky) trasmetterà questo giovedì alle ore 18.30 un video esclusivo delle operazioni di recupero da parte di Pierluigi Moriconi, responsabile del Mibact, e del vigile del fuoco del distaccamento di Tolentino Elvio Tedeschi. TV2000, visto il grande interesse, nei prossimi giorni potrebbe replicare il servizio con approfondimenti.

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"Cristo è davvero risorto". L'annuncio pasquale è risuonato anche tra le macerie della chiesa di san Gregorio a Caldarola quando le mani del responsabile del Mibac Pierluigi Moriconi e del vigile del fuoco Elvio Tedeschi, del distaccamento di Tolentino, hanno recuperato la statua lignea del Cristo crocifisso risalente al 1600. Un'immagine molto cara ai cittadini di Caldarola che ogni anno viene portata in processione la sera del Venerdì Santo durante la via crucis con i quadri viventi per essere poi riposta sotto l'altare maggiore della chiesa. Un altare sul quale, a causa del terremoto del 30 ottobre, era crollato il muro dell'edificio, facendo temere il peggio anche per la scultura. Invece, come detto, il miracolo del recupero, con il Cristo che si è presentato agli occhi dei presenti con danni ad un braccio e con una mano mancante, che è stata poi recuperata, ma sostanzialmente in buone condizioni. Così l'immagine sarà portata in processione per le vie del paese anche in questo Venerdì Santo, per essere poi affidata alle mani dei restauratori.

( Di seguito alcuni scatti esclusivi del recupero )

cristo recuperato

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recupero cristo

 

mano recuperata

 

attacco mano

 

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"Non sarà sicuramente una Pasqua come tutte le altre, sarà celebrata nelle tende, con molti costretti a viverla da sfollati lontani dalle proprie comunità. Ma, come ha detto papa Francesco nella sua visita a Carpi, non dobbiamo restare intrappolati nelle macerie della vita, ma con l'aiuto di Dio ricostruire con paziente speranza". Una fotografia, un'istantanea fatta dall'Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro durante la Messa del Crisma che segna l'inizio dei riti del Triduo Pasquale.

Una celebrazione, quella che ogni anno vede riuniti i sacerdoti intorno al Vescovo e nella quale vengono consacrati gli Oli Santi, che si è svolta presso il tendone allestito in zona Le Mosse a Camerino, quasi una cattedrale a cielo aperto per una diocesi che ha visto danneggiate dal terremoto la quasi totalità delle proprie chiese.

vICARI FORANEI OLI CRISMA

Alla Messa del Crisma erano presenti anche i ragazzi della diocesi camerte-settempedana che nel corso dell'anno riceveranno il sacramento della Cresima e ad essi l'Arcivescovo Francesco Giovanni ha rivolto il suo primo pensiero all'inizio dell'omelia. "Pregheremo particolarmente per voi – le parole di mons. Brugnaro - come voi pregherete per la vostra comunità, la famiglia e tutti i motivi che abbiamo, a causa del terremoto, di poter supplicare il Signore che ci doni presto di poter vivere momenti di serenità e di poter ritornare, per i tanti che sono sfollati, quanto prima all'interno delle loro comunità.

GIOVANI MESSA CRISMALE

Non si diventa adulti da soli nè si nasce da soli – ha proseguito il Vescovo - ma si entra in una famiglia, in una comunità. Oggi questa comunità, composta dai sacerdoti e dai laici, è la Chiesa. Consacreremo e benediremo gli oli, che dal punto di vista sacramentale diventano il simbolo e il segno reale che lo Spirito Santo riprende dentro di noi quella vita che Dio ci ha donato per fare di ciascuno quel testimone autentico amante della vita vissuta cristianamente".

Poi il pensiero rivolto ai sacerdoti, la memoria di don Fernando Porfiri, scomparso nell'ottobre dello scorso anno, il ricordo dell'ordinazione diaconale permanente del prof. Ippolito Antonini, la ricorrenza dei 100 anni di vita di don Gildo Cicconi, gli anniversari di ordinazione sacerdotale: 10 anni per don Tarcisio, sacerdote fidei donum, 50 anni per l'Arcivescovo Emerito Angelo Fagiani, di cui ricorre anche il ventesimo anniversario dell'elezione alla sede arcivescovile di Camerino – San Severino Marche, per don Decio Cipolloni, don Gianni Fabbrizi, don Vincenzo Finocchio, don Eraldo Pittori, don Mario Minicucci, 60 anni per don Deo Galanti, padre Giuseppe Concetti, don Umberto Silla, don Ulderico De Ales.

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L'Arcivescovo ha poi comunicato il trasferimento dei tre sacerdoti che prima del terremoto di ottobre erano ospiti nella casa del clero di Camerino dal seminario di Ancona a Pian di Pieca ed i futuri progetti da realizzare nella struttura del locale seminario, risparmiata dal sisma. Tra le finalità da realizzare quella di una nuova casa del clero, in grado di ospitare anche sacerdoti infermi, l'allestimento degli uffici della Caritas, di un Consultorio, di alcune stanze destinate ad ospitare famiglie che versano in condizioni di bisogno. Infine la predisposizione di strutture destinate alle attività delle tre parrocchie della città di Camerino, visti i tempi piuttosto lunghi della ricostruzione.

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Venerdì, 07 Aprile 2017 19:08

Errani ai Vescovi: "Fate presto"

Si è svolto a Camerino, presso la “Torre del Parco”, “unica struttura agibile tra quelle appartenenti alla diocesi di Camerino – San Severino Marche”, come sottolineato dall’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro che ha fatto gli onori di casa, l’incontro periodico tra i Vescovi delle diocesi terremotate del centro Italia e il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Vasco Errani, presenti anche, tra gli altri, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e il soprintendente speciale unico per le zone dell'Italia centrale colpite dal terremoto Paolo Iannelli. L’incontro ha avuto la finalità di fare il punto sulla situazione sul percorso delle messa in sicurezza e della ricostruzione dei beni ecclesiastici. Tra i Vescovi presenti il cardinale arcivescovo di Ancona-Osimo Edoardo Menichelli, il vescovo di Ascoli Piceno mons. Giovanni d’Ercole, il vescovo di Fabriano–Matelica mons. Stefano Russo, il vescovo di San Benedetto del Tronto Mons. Carlo Bresciani, il vescovo di Rieti mons. Domenico Pompili, il vescovo di Macerata mons. Nazzareno Marconi. “Una riunione operativa di lavoro”, come l’ha definita lo stesso Errani, nella quale sono state evidenziate con estrema franchezza alcune delle criticità ancora esistenti e, soprattutto, la sensazione che ci sia un rallentamento nella messa in sicurezza degli edifici di culto indicati al Mibac. Sul punto molto concreto è stato il Commissario Errani secondo cui “è necessario fare il punto esatto della situazione delle opere provvisionali già eseguite e di quelle da compiere, rivedendo, se necessario, quanto indicato dal Mibac. Qualora, poi, i tempi di esecuzione siano eccessivamente dilatati soggetti attuatori delle relative opere potranno essere le singole curie vescovili. Non possiamo permetterci ritardi o situazioni di stallo – ha ribadito con forza lo stesso Commissario – Le opere di messa in sicurezza vanno fatte secondo le norme e i lavori devono essere pagati. Se qualcuno non ve lo permette segnalatemelo”. A tal fine Errani ha proposto ai Vescovi, ai Dirigenti e ai Sovrintendenti presenti un tavolo di lavoro cui dovranno partecipare un tecnico incaricato da ciascuna diocesi, un tecnico della Regione e un tecnico della Protezione civile per definire con esattezza lo stato delle opere compiute o ancora da compiere da presentare poi al prossimo incontro che si terrà, su invito del cardinale Menichelli, ad Ancona venerdì 21 aprile. Prima della conclusione dell’incontro, su sollecitazione dell’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro, è stata richiamata l’attenzione sullo stato del patrimonio archivistico e librario recuperato in ciascuna delle chiese parrocchiali danneggiate rispetto al quale ampia assicurazione e interesse è stata fornita dalla Sovrintendenza archivistica che opera nei territori interessati anche sotto il profilo del reperimento di adeguati spazi attrezzati idonei alla conservazione di detto patrimonio.

 

(I vescovi partecipanti all'incontro)

 

vescovi

 

platea

 

 

 

 

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