Festa del Patrono di Camerino. Sotto una tenda l'omaggio alle reliquie di San Venanzio

Festa del Patrono di Camerino. Sotto una tenda l'omaggio alle reliquie di San Venanzio

Coraggio e aspettative nell’omaggio al patrono della città di Camerino.  Dopo la cornice inusuale della vigilia di festa e il quadro ricco di profonde sfumature dell’Offerta dei ceri, la messa celebrata dall’arcivescovo Francesco Brugnaro, all’interno della tensostruttura in località Le Mosse, alla presenza delle autorità civili e militari e di numerosi fedeli. Un anno particolare per la festa di San Venanzio, sottolineato dalla presenza eccezionale dell’urna delle reliquie, uscite per la prima volta dalla basilica.

Vigilia e ricorrenza hanno registrato un grande afflusso di gente. Più forte della distruzione e dello sconforto l’energia della comunità, riappropriatasi delle sue tradizioni vive, religiose e civili, decisa ad andare avanti nonostante il dramma. Ai piedi della città ferita, le lingue di fuoco del falò si sono portate via lacrime e sofferenze di un popolo tenacemente raccolto, nell’omaggio al Patrono e nel desiderio di rinascita.

 

reliquie

                                         Le reliquie del Santo

Madonna Carceri

 

                          Offerta dei Ceri a Madonna delle Carceri

foco

                       Il focaraccio

“ Che San Venanzio Martire- ha detto l’arcivescovo aprendo la liturgia del 18 maggio-  ci aiuti a crescere nel bene comune, a passare attraverso le difficoltà della vita, soprattutto quelle che non dipendono da noi, mossi da quel dono che è la fede che sviluppa in noi la carità ed è capace di cementare tutti e soprattutto coloro che soffrono, per poter uscire dalle difficoltà che il Signore ci permette ancora di vivere. Con questi sentimenti, rinnoviamo la nostra fiducia e la nostra devozione al Patrono, San Venanzio- ha sottolineato- ci chiede di domandare perdono delle nostre fragilità e dei nostri peccati, quelli pubblici e quelli privati, quelli dei credenti e dei non credenti, perché la vita degli uomini di oggi, la vita dei nostri giovani e il loro futuro, sia vivibile e serena”.

San Ven Messa 2

         Fedeli assistono al solenne pontificale nella tensostruttura

“Quest’anno la festa – ha dichiarato il parroco don Marco Gentilucci- assume un significato ancora più profondo rispetto al passato. Abbiamo bisogno di stringerci intorno a quello che fa la storia della nostra terra e della nostra gente, riscoprendo quei segni vivi di fede che sono centrali. Non possiamo vivere le festività nello splendore della basilica di San Venanzio eppure anche un tendone può essere luogo d’incontro e di speranza. Sento sempre nel cuore- ha rimarcato don Marco- l’augurio che a Cremona mons. Antonio Napoilioni ha rivolto a noi tutti, con un pensiero particolare dedicato a Camerino: “ Il popolo di Israele aveva più fede sotto una tenda che quando costruì il tempio”. Non importa dunque il luogo in cui ci ritroviamo- ha concluso-  ma è importante avere tanta fede e uno spirito di comunione. Viviamo queste feste con profonda emozione, perché rappresentano un passo di rinascita”

Campane

                      Concerto  di campane all'uscita dalla messa

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