Notizie di spettacolo nelle Marche
Giovedì, 31 Agosto 2017 18:01

Sarnano, furti e schiaffi al supermercato

I carabinieri di Sarnano hanno denunciato in stato di libertà un minorenne di origini magrebine, già noto alle forze dell'ordine, per rapina, minaccia e lesioni personali. Il giovane, entrato in un supermercato, ha trafugato merce per un valore complessivo di 50 euro e una volta vistosi scoperto ha colpito con un pugno la titolare cercando di fuggire. La proprietaria dell'esercizio commerciale si è lanciata all'inseguimento del minore, ma è stata nuovamente colpita con pugni che gli hanno procurato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni dai sanitari dell'ospedale di Amandola dove la donna è stata trasportata. I carabinieri, giunti sul posto, sono riusciti a rintracciare il giovane denunciandolo all'Autorità Giudiziaria.

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Saranno una cinquantina i motociclisti che interverranno alla prossima edizione del Circuito del Chienti e Potenza. Il CAEM-Lodovico Scarfiotti riprende così, dopo la sospensione nel 2016 per i problemi sul territorio legati al sisma, la fortunata manifestazione che ha visto sempre convergere nel maceratese molti esemplari di stupende e prestigiose moto d’epoca. Le iscrizioni sono arrivate da diverse regioni del centro Italia a conferma del gradimento di questo raduno legato ad un interessante passato motoristico sportivo, quando la gara, valida per il Campionato Italiano di Motociclismo univa in un suggestivo ed impegnativo percorso le località di Tolentino, San Severino Marche, Serrapetrona, Caccamo, Belforte del Chienti per poi tornare a Tolentino dopo circa 37 km.

MotoCaem

La concentrazione dei partecipanti sarà presso “La Foresteria” dell’Abbadia di Fiastra dove si effettueranno le operazioni preliminari, sabato 2 settembre dalle ore 15,00 alle 16,30. Successivamente si partirà alla volta di Pollenza dove sarà possibile visitare il Museo della Vespa di Marco Romiti. In serata i partecipanti si recheranno presso l’Agriturismo “Ponte degli Schiavi” in località Camporotondo di Fiastrone. Domenica 3 settembre ci sarà il clou dell’evento, con l’effettuazione di due giri del percorso rievocativo del Circuito Chienti e Potenza: ritrovo nel centro storico di Tolentino e il via del primo partecipante alle ore 9,00. Nei pressi di San Severino Marche e di Serrapetrona in entrambi i giri si svolgeranno le prove di precisione a cronometro valide per la classifica. Al termine dell’impegno rievocativo il pranzo finale con le premiazioni riunirà tutti di nuovo a “La Foresteria” dell’Abbadia di Fiastra. Il CAEM ha deciso di istituire un trofeo speciale dedicato a Luca Lausdei, giovane socio appassionato motociclista scomparso prematuramente.

Guzzi

All’evento partecipano mezzi motociclistici omologati ASI o in corso di omologazione costruiti prima del 1950, ed anche mezzi costruiti fino al 1965 ritenuti di particolare interesse storico da parte dell’organizzazione, per i quali ci sarà una classifica dedicata.

 

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Si attendono diversi interessanti esemplari al via, come la Gilera 500 del 1935 del senese Francesco Salvini, con il fratello Francesco in sella ad una Moto Guzzi sport 15. Poi il perugino Claudio Trippetti su Triumph SD del 1931, con la moglie Patrizia Baldoni su Matchless G3L del 1943, il romagnolo Giorgio Valli su Panther Red Wing del 1932 ed altri fedelissimi del Circuito come Dante Petrucci su Rudge Ulster del 1938, anche lui accompagnato dalla consorte, Luciana Veddovi su Ganna Super Sport del 1933, oltre a Angelo Pallottelli su Moto Guzzi GTW del 1946.

La manifestazione è supportata da GM Meccanica di Montelupone, Hotel Ristorante La Foresteria, Ca.Bi. Gomme di Tolentino e Tecnostampa di Loreto.

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Le significative scosse di terremoto che, lo scorso 25 agosto, hanno avuto come epicentro la montagna di Santa Maria Maddalena, crocevia di un territorio ricompreso nei comuni di Caldarola, Cessapalombo, Camporotondo di Fiastrone, Belforte del Chienti, Serrapetrona, Valfornace, sono frutto, secondo il parere del geologo di Unicam Emanuele Tondi, studioso di terremoti e conoscitore del territorio per essere anche sindaco di Camportondo di Fiastrone, di uno "sciame sismico analogo a quello verificatosi nel 1936 che sul costruito dell’epoca - sono parole di Tondi" provocò danni simili o leggermente minori di quelli generati dai terremoti di fine ottobre 2016". Sull'argomento, stavolta sotto il profilo storico, è tornato Mauro Capenti, ex primo cittadino di Caldarola e profondo conoscitore della storia locale.

"Stando alle cronache del periodo - così Capenti - la sequenza sismica iniziò nel 1922 con una scossa di terremoto di magnitudo 5.0 della scala Richter, almeno secondo le stime. Il terremoto che, invece, viene ricondotto alla cosiddetta faglia di Caldarola iniziò il 12 settembre 1936 ed ebbe il suo apice il 9 dicembre dello stesso anno, terminando con un'altra forte scossa il 17 gennaio 1937, giorno di S. Antonio.

( nella foto si può notare l'epicentro del terremoto, che presumibilmente è sulla stessa faglia del 1936 )

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L'intensità fu stimata intorno al 7° grado della scala Mercalli, all'incirca corrispondente ad un 4.8 della Richter. In seguito a tale terremoto Caldarola fu classificato come comune a rischio sismico di secondo grado. Il sisma provocò un gran numero di sfollati che, costretti ad abbandonare le case danneggiate del centro storico, furono alloggiati in una sorta di baraccopoli istituita presso il Campo della Fiera, dove rimasero molti mesi. Anche il monastero di Santa Caterina, annesso al Castello Pallotta, fu danneggiato, così come le chiese del paese e diverse facciate dei palazzi che insistono sulla piazza e lungo il corso. Ci furono anche conseguenze dal punto di vista dello spopolamento con molte famiglie di artigiani che, persa la possibilità di lavorare nel paese di origine, si trasferirono a Tolentino dove i discendenti vivono ancora".   

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Dopo la scossa che nelle prime ore del mattino ha svegliato di soprassalto gli abitanti di Caldarola e dei comuni limitrofi la terra è tornata ancora a tremare nel pomeriggio. Alle 17.33 un'altra violenta scossa di terremoto di magnitudo 3.5 ha interessato lo stesso epicentro nella zona di Santa Maria Maddalena. Grande spavento fra gli abitanti che sono usciti di casa, mentre il sindaco ha subito attivato la Protezione Civile locale per allestire un dormitorio di emergenza dal momento che in molti hanno già deciso di passare la notte fuori dalla propria abitazione. Secondo il geologo Emanuele Tondi si tratterebbe di uno sciame sismico analogo a quello verificatosi nel 1936 che sul costruito dell’epoca provocò danni simili o leggermente minori di quelli generati dai terremoti di fine ottobre 2016. Ma la gente, stremata da un sisma che sembra non avere fine, continua a vivere nella paura.

 

Ancora una scossa di terremoto nel maceratese. Alle 5.44 di questo venerdì 25 agosto la terra è tornata a tremare facendo tornare lo spavento tra la popolazione. L'epicentro del sisma è stato localizzato ancora una volta nella zona di S. Maria Maddalena territorio a cavallo fra i comuni di Caldarola, Cessapalombo, Camporotondo di Fiastrone, Belforte del Chienti, Serrapetrona, Valfornace. Secondo i dati forniti dall'INGV il sisma ha avuto ipocentro a 8 chilometri di profondità ed ha avuto una magnitudo di 3.3 della scala Richter. Molte persone sono state svegliate di soprassalto dalla scossa, anche se al momento, nonostante il rinnovarsi della paura, non si segnalano fortunatamente danni agli edifici nè alle persone. Altre due scosse di entità più lieve si sono susseguite a breve distanza di tempo sempre con epicentro nella stessa zona, la più intensa delle quali di magnitudo 2.5.


Di seguito le precisazioni del geologo di Unicam Emanuele Tondi
 
Non è il primo terremoto che si verifica in questa zona. Terremoti locali di modesta magnitudo (stimata tra 4,5 e 5,0) si sono verificati nel 1921 e 1936. Terremoti generati da faglie piccole (1000 volte più piccole di quella del Monte Vettore-Monte Bove), che non arrivano in superficie e di cui l’Italia è piena. A Caldarola e nei Comuni vicini, i danni provocati dagli eventi del 1921 e 1936, sul costruito dell’epoca, sono stati simili o leggermente minori di quelli generati dai terremoti di fine ottobre 2016. Diverso il discorso del terremoto del 1799, con un’area epicentrale non ben definita e con danni notevoli avvenuti in un’area ampia che da Sarnano, a sud, si estende fino a San Severino, a nord e a Camerino ad ovest. Anche in questo caso, il terremoto è stato generato da più faglie minori, ripetuti eventi che nel complesso hanno generato danni diffusi e poche, pochissime, vittime. 
Precisiamo che non c’è mai stato un vulcano a Caldarola. A Garrufo (tra Caldarola e Camporotondo) ci sono fenomeni geologici, tipo vulcanelli di fango e sinkhole (buche), legati alla circolazione delle acque sotterranee.
Considerazione personale: poiché le accelerazioni al suolo legate ai forti eventi dei mesi scorsi hanno raggiunto quelle massime possibili per l’area, almeno sulla base della Carta di Pericolosità Sismica nazionale, gli edifici attualmente agibili e non danneggiati non devono temere l’occorrenza di eventuali (ma speriamo comunque di no) terremoti generati da piccole faglie locali. 

(Nella foto in basso il luogo dell'epicentro zona boschiva. 4 chilometri di distanza dal centro di Caldarola, la località è la zona di Santa Maria Maddalena ).  

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Lutto a Camerino. All’età di 68 anni  si è spento il maestro Nazzareno Morosi.  Un male inesorabile con il quale conviveva da tempo, ha stroncato la sua cara esistenza Laureatosi  al conservatorio di Pesaro, Nazzareno Morosi con la moglie Francesca viveva a Cingoli dove insegnava musica presso la scuola media locale. Figlio del compianto maestro Mario, pietra miliare della musica camerte, insieme a lui negli anni ’60 aveva fondato due gruppi musicali di successo; con “ I Duchi “ prima e con “ Gli Uragani” successivamente, aveva riempito tante piazze e teatri delle Marche, segnando, assieme al padre Mario la storia musicale della città in ogni stagione. Celebri e indimenticabili le esibizioni al Pino Argentato e alla Rocca, come l’accompagnamento a tutti i recital musicali organizzati dalla sezione cittadina della Croce Rossa Italiana al teatro Marchetti e al cine teatro Betti. Numerosi i concerti, gli appuntamenti canori e gli spettacoli che hanno visto Nazzareno protagonista in prima fila anche a Cingoli e sempre nell'intento di promuovere la cultura musicale tra le nuove generazioni.

Tante le tournèè del complesso de” Gli Uragani” che potè vantare anche l’incisione di un 33 giri dal titolo “ Io, noi a Camerino” che racchiude le reinterpretazioni di brani famosi e i due pezzi storici del complesso “ Va serenata” e “ Son Rimaste le rose” interpretate da Vittorio Rosati. Nella loro longeva carriera, Gli Uragani si sono ininterrottamente dedicati ad un gran numero di esibizioni dal vivo nelle più svariate occasioni arrivando a condividere il palco con artisti di fama come Bobby Solo, Jimmy Fontana, Nilla Pizzi

Molti dei camerinesi nati negli anni 60, piangono la dipartita di una delle figure di riferimento della loro infanzia. La condivisione della passione di famiglia per la musica, l’amore e la dedizione di Mario e Nazzareno, sono riusciti a contagiare e avvicinare al canto e al suono di uno strumento tanti giovani. La storia del gruppo musicale nato nel 1963, corredata da foto e ricordi musicali era stata rievocata nel corso di una serata spettacolo il 29 dicembre del 2009 al Marchetti. Nel passato di Nazzareno Morosi anche la conduzione di diversi programmi d’intrattenimento su Radio Camerino Uno, il cui staff si unisce al dolore dei familiari, esprimendo le più sentite condoglianze in particolare alla signora Francesca e al figlio Federico anche lui eccellente musicista diplomato al conservatorio. Domani a Cingoli l’ultimo saluto.

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Continuano le attività di controllo per rintracciare e verificare i prodotti potenzialmente inquinati dal Fipronil. Contemporaneamente  stanno arrivando i risultati delle analisi sugli ulteriori campionamenti effettuati dai Servizi Veterinari dell’ASUR Marche in collaborazione con il Comando Regionale del NAS. Una positività è stata rilevata su campionamento uova in un impianto di produzione di pasta fresca di Civitanova Marche. L’istituto zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche che ha rilevato la contaminazione ha comunicato che la quantità di Fipronil presente nelle uova campionate è pari a 0,033 mg/kg.

Anche in questo caso il valore è ben al di sotto del limite di tossicità acuta (0,72 mg/kg).

Le attività svolte hanno messo in evidenza che le uova provengono da un centro di imballaggio con annesso allevamento di Castelfidardo. Questo centro di imballaggio, avendo ricevuto uova dalla azienda di Ostra Vetere (primo allevamento marchigiano coinvolto nell’allerta), ha già provveduto volontariamente, sia al blocco della commercializzazione delle uova in deposito, che al ritiro di quelle commercializzate.  L’Autorità competente locale ha provveduto comunque ad emanare un provvedimento di blocco della commercializzazione. 

 

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Allarme a Macerata nell'Isola Ecologica di Fontescodella per il ritrovamento da parte degli addetti del Cosmari di una bomba a mano all'interno di un cassonetto. Immediatamente sono stati allertati i carabinieri che hanno disposto la chiusura dell'impianto in attesa dell'arrivo degli artificieri che hanno provveduto a mettere in sicurezza l'ordigno. Fortunatamente alla bomba a mano era stato tolto l'innesco da parte di colui che se ne era liberato per cui l'ordigno non era in grado di esplodere. Così i carabinieri, che stanno conducendo le indagini per l'individuazione del responsabile, hanno dato il via libera alla riapertura dell'Isola Ecologica.  

 

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Una cerimonia toccante quella che si è svolta a Caldarola dove, ad un anno esatto dalla prima scossa di terremoto, è stata inaugurata la rinnovata palestra comunale intitolata a Milena Nardi, già atleta e dirigente del Caldarola volley, che a a causa di un infarto perse la vita in quella tragica notte. Presenti, oltre ai familiari di Milena, la mamma Elodia, la sorella Sabina, il compagno Sergio, l'assessore regionale Angelo Sciapichetti, il presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari, autorità civili e militari. "Come amministrazione abbiamo creduto opportuno intitolare a lei la nostra palestra - le parole del sindaco di Caldarola Luca Giuseppetti - Ho avuto modo, durante gli anni in cui sono stato presidente dell'Unione Sportiva, di collaborare con Milena che svolgeva il ruolo di dirigente responsabile del settore pallavolo. Una persona che ha frequentato molto questa palestra, prima come atleta, poi, appunto, come dirigente. Ed è stato proprio questo il motivo che ci ha spinti a dedicare alla sua memoria questo rinnovato impianto".

"A nome dell'intera famiglia desidero ringraziare il sindaco e tutta la comunità che ha partecipato alla cerimonia nel ricordo di mia sorella - così Sabina Nardi - Milena era una persona speciale che merita questo e molto di più. Credo che da lassù anche lei abbia apprezzato questo gesto. Immagino già il suo sorriso".

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Tra i presenti anche Roberto Vagni, ex capitano della Lube Volley,

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compagno di mille "avventure" sportive con Milena nel periodo in cui ha allenato la squadra di volley caldarolese. "La palestra - ha dichiarato - è un importantissimo luogo di socializzazione per i giovani che condividono molte esperienze, giocano e si divertono. E' anche un luogo di educazione allo sport e di rispetto delle regole. Tutti valori nei quali anche Milena credeva".    

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( sotto nella foto a destra la Mamma di Milena Nardi, Elodia )

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A Macerata, gli agenti della "Volante" sono intervenuti alle 13 e 30 in C.so Cavour dove un extracomunitario in preda all'alcool, stava dando in escandescenze, con pericolo per sè e per i passanti Gli agenti hanno riconosciuto  nell'uomo uno degli extracomunitari sottoposti a controllo poche ore prima presso i giardini Diaz ed in regola con il soggiorno in Italia. L'uomo, originario del Gambia, in evidente stato di ebbrezza alcolica, brandiva una bottiglia che teneva in mano minacciando i passanti. Lo stesso peraltro, barcollando vistosamente, aveva invaso la sede stradale di C.so Cavour, rischiando di provocare incidenti e di essere investito.
Fermato dagli agenti l'uomo è stato successivamente condotto in Ufficio. L' extracomunitario è stato deferito all'Autorità Giudiziaria per il reato di minacce aggravate e sanzionato per essere stato sorpreso in stato di ubriachezza in un luogo pubblico.
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Topi d’auto in azione a Macerata . Due i furti commessi all’interno di vetture lasciate in sosta dai rispettivi proprietari in Via Piave e in Via Manzoni.

Previa effrazione dei finestrini dall'auto posteggiata in Via Piave, è stato asportato un capo di abbigliamento mentre da quella posteggiata in Via Manzoni, ad attrarre l’attenzione dei malviventi è stata una macchina fotografica.

Per i rilievi e dopo la denuncia del furto subìto, in entrambi i casi è intervenuto il personale della Volante. In corso le indagini.

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Tutto è bene quello che finisce bene. L'adagio ben si adatta a quanto avvenuto nelle ultime ore a Caldarola dove alcuni residenti in via Madre M.G. Giacobini, nella zona adiacente all'area in cui si sta realizzando il posizionamento delle casette destinate ad ospitare i cittadini sfollati, avevano dato vita ad una protesta per evitare l'abbattimento di un acero campestre che rappresenta da decenni un punto di aggregazione per gli abitanti del quartiere stesso. Sollecitato dai residenti il sindaco Luca Giuseppetti ha investito del problema i responsabili della Regione, trovando insieme una soluzione. In tale area verranno istallate casette di minori dimensioni e che necessitano di uno spazio più ristretto. Così anche l'acero e lo spazio aggregativo saranno salvati, rispettando a pieno le necessità di quanti dovranno abitare tali moduli.  

 

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“Salvate l’acero campestre”. E’ il grido di protesta levato da alcuni cittadini di Caldarola residenti nell’area adiacente a quella dove dovrebbero sorgere alcune casette, ivi compreso il nuovo albergo comunale, che andrebbero a completare l’intera zona.

Motivo della protesta un “vecchio” acero campestre che da decenni fornisce ombra e refrigerio agli abitanti del quartiere di via M.G. Giacobini e che sarebbe abbattuto per permettere il posizionamento delle piattaforme e il completamento delle opere di urbanizzazione.

Del progetto gli abitanti stessi sono venuti a conoscenza soltanto questa mattina quando sono stati improvvisamente avvisati dal Capitano Giancarlo Cecchini, comandante della Polizia Locale, che avrebbero subito avuto inizio i lavori con la delimitazione dell’area.

Così il gruppo di cittadini ha deciso di alzare la voce incontrando il sindaco Luca Giuseppetti e, pur comprendendo le esigenze dei concittadini che andrebbero ad occupare i moduli abitativi, hanno chiesto la possibilità di spostare di qualche metro l’area, salvando nello stesso tempo l’albero, ma “sacrificando” 3 moduli abitativi.

( Nella foto il sindaco Giuseppetti a confronto con i cittadini proprio sotto l'albero )

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Il comitato, rappresentato dalla signora Giuseppina, tiene a precisare di non essere contrario all’istallazione delle casette, ma che venga utilizzata l’area adiacente. “In tal modo – continua la signora Giuseppina – verrebbe salvaguardato quello che nel tempo è divenuto un punto di riferimento per gli abitanti del quartiere, che sotto l’acero si ritrovano per le classiche “quattro chiacchiere”, per festeggiare compleanni e ricorrenze ed anche per discutere delle problematiche più rilevanti”.

( Il comitato a favore dell'acero, seduta la signora Giuseppina con intorno gli altri abitanti del quartiere )

ALBERO DELLA DISCORDIA 2

 

ALBERO DELLA DISCORDIA

Il primo cittadino, al termine dell’incontro, ha rassicurato gli abitanti della zona di aver interessato della questione i responsabili della Regione, convocati in loco per verificare la possibilità di adottare una soluzione alternativa.

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Ora l’ultima parola spetta ai tecnici della Regione stessa, la cui decisione sindaco e cittadini saranno “costretti” ad accettare. L’auspicio di tutti è che alla fine il buon senso prevalga sulla burocrazia e l’acero campestre venga salvato per la soddisfazione di tutti.

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