Caldarola, iniziati i lavori per l'area delle "casette"

27 Giu 2017
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Una scelta oculata e mirata per il futuro. L'area in cui sorgeranno le "casette" per i terremotati è stata indicata dall'amministrazione comunale sulla base del piano regolatore già approvato dalla precedente amministrazione guidata dal sindaco Mauro Capenti, che prevedeva per quella zona una nuova urbanizzazione. Iniziati, così, a Caldarola, ad opera della ditta Cagnini di Fiastra che si è aggiudicata la gara di appalto, i lavori di allestimento e di realizzazione delle opere di urbanizzazione dell'area destinata ad ospitare le Sae, le cosiddette casette di legno, nelle quali saranno alloggiate le famiglie che hanno perduto la propria abitazione a causa del terremoto. "Nel nostro comune saranno installate 104 Sae, nelle quali andranno a vivere quasi 400 persone – fa sapere l'assessore ai lavori pubblici Gianni Fiastrelli - più altre 3 casette da collocare in un'area adiacente al monastero di Santa Caterina che ospiteranno le monache. L'opera prevede anche la realizzazione di due nuove strade, una che collegherà via Giacomo Matteotti con via Loreto e un'altra che attraverserà l'area di localizzazione delle casette. Previsti spazi comuni, verde pubblico, parcheggi e vi sarà anche una piazza". Resta da definire l'area in cui verrà posizionata la nuova chiesa, una scelta - chiarisce l'assessore – "che non spetta all'amministrazione, ma al consiglio pastorale parrocchiale. Come comune abbiamo individuato diverse aree possibili, ma al momento non ci è giunta ancora alcuna comunicazione al riguardo". Abbastanza definito anche il cronoprogramma dei lavori. "Le opere di urbanizzazione con la predisposizione delle fondazioni per le casette e quant'altro necessario – conclude Fiastrelli - devono essere terminate entro il prossimo 10 novembre. Da quel momento inizierà il montaggio delle casette, con la consegna che avverrà non in una sola volta, ma sarà scaglionata".  

 

(le opere di urbanizzazione)

urbanizzazione

 

(ruspe al lavoro)

ruspe al lavoro

 

(L'area in cui saranno istallate le casette)

area casette

 

camion cagnini

 

“Dov’era, come sarà” Alla Rocca ultimo incontro del Workshop Ricostruzione Camerino. A luglio la presentazione del documento

27 Giu 2017
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Si è svolto alla Rocca dei Borgia il quarto incontro del team di studio dell’architetto Mario Cucinella, incaricato della preparazione delle linee guida del piano strategico per la ricostruzione della città. In un crescendo continuo di interesse, la fase di ascolto della comunità ha coinvolto un consistente numero di cittadini, chiamati a prospettare una visione futura della città grazie ai tavoli tematici del “ Workshop per la ricostruzione di Camerino”. Coinvolgere la comunità, valorizzare la memoria storica e affettiva del patrimonio locale, immaginando insieme agli abitanti lo sviluppo della città per avvicinare il futuro probabile a quello desiderabile, obiettivo degli incontri che si sono susseguiti nel tempo e che hanno consentito al gruppo di giovani architetti la raccolta di informazioni e idee. L’attenzione si è concentrata sugli aspetti della viabilità e mobilità, demolizioni e soluzioni alternative, risorse economiche, culturali e sociali, mura cittadine e accessibilità, Camerino da vivere, Camerino e il territorio. 

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Sullo sfondo del suggestivo scenario dei giardini della Rocca, molto partecipato l’incontro finale di lunedì 26 giugno, nel corso del quale, all’introduzione e all’organizzazione dei gruppi, hanno fatto seguito tavoli tematici di lavoro. Partendo dal lavoro di analisi e ricerca dei professionisti, il laboratorio di progettazione partecipata si è sviluppato in più fasi,”Abbiamo iniziato a lavorare su Camerino lo scorso 7 aprile- ha spiegato Alberto Tomasino del team Cucinella- Molto prima in realtà ci eravamo dedicati ad una ricerca più vasta su tutta l’ area del cratere. I terremoti- ha sottolineato- sono causa di devastazione e distruzione con effetti sconvolgenti sulle comunità, ma, passata la fase complicata della ricostruzione, possono rappresentare un’occasione di sviluppo. Decrescita e invecchiamento della popolazione, assenza nel tempo di servizi, gestione delle risorse poco efficace, sono fenomeni che interessavano il territorio già prima del sisma. Positivo dunque pensare al piano strategico, non solo come ricostruzione, ma anche come occasione di sviluppo. Dalla prima fase di raccolta di dati e informazioni utile a capire aspetti positivi e negativi dell’area del cratere più in generale, si è passati ad impostare un lavoro focalizzato su Camerino e il suo territorio comunale”.  “Per capire gli aspetti da valorizzare e da migliorare - ha proseguito Martina Ruini- l’analisi ha riguardato lo stato della città prima del sisma con particolare riguardo alla mobilità e all’abitare, al rischio e alla sicurezza; spostandoci ad analizzare la situazione attuale di Camerino si è valutata la chiusura del centro storico diventata zona rossa, la localizzazione dell’abitare e degli esercizi commerciali in località San Paolo, la costruzione del nuovo Campus universitario, cui si aggiungono la prevista sistemazione di alloggi SAE nelle aree Le Cortine e Vallicelle, un assetto della città che ci ha spinto verso un’analisi critica, con le problematicità connesse alla mobilità, e alla frammentazione del territorio al di fuori delle mura.. Sicurezza, abitare, servizi e mobilità, risorse sono i 4 pilastri della strategiadel nostro progetto e che ci hanno aiutato a identificare obiettivi e azioni per concretizzarli. Nella fase di elaborazione degli obiettivi e delle azioni, proprio allo scopo di implementare i dati e le informazioni raccolte da noi tecnici con una risposta sul territorio, abbiamo  iniziato un processo di partecipazione con i cittadini, per riuscire a costruire insieme, indirizzando il contenuto delle azioni in modo più appropriato, e, secondo le priorità e le esigenze della città e del suo territorio”.  Martina Ruini ha anche preannunciato che il work in progress su Camerino, verrà illustrato a Treia nel corso delFestival della Soft Economy, il prossimo 6 luglio. “ Sarà un momento importante per mostrare ai portatori di interessi, tecnici istituzionali e amministratori locali, cosa sta vivendo la città di Camerino in base a quello che i suoi abitanti ci hanno raccontato, nonché la struttura del nostro progetto e gli obiettivi che elaboreremo insieme ai cittadini. A fine luglio arriveremo poi ad una resa progettuale con la presentazione del documento contenente la visione di Camerino e del territorio, per il futuro prossimo e a lungo termine”.

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Prima di entrare nello specifico dei tavoli tematici, Alberto Tomasino ha spiegato l’impostazione e l’approccio al centro storico della città, “ La strategia è stata quella di dividere il cuore della città in Unità Urbane, individuando delle fasi. Fase per fase- ha precisato- l’obiettivo è quello di identificare opere che portino al pieno utilizzo degli edifici, sia pubblici che privati, aprire una nuova via d’accesso o via di fuga e un nuovo spazio pubblico. Siamo coscienti che la riapertura del centro non avverrà in tempi brevi – ha continuato- ma la nostra idea è che si possa comunque operare, lavorando parte per parte. Quello che stiamo cercando di realizzare è dunque una sorta di meccanismo a catena, agendo ad ogni fase per Unità Urbane, attaccando il centro storico da più punti e penetrandolo a poco a poco. Quello delle Unità Urbane è l’elemento in più che noi da tecnici aggiungiamo rispetto a quanto indicato dalle ordinanze, per condividerlo con i cittadini. L’ordinanza fornisce una serie di voci e definizioni; secondo il nostro modo di leggere una Unità Urbana è un insieme di Unità Minime di Intervento; a loro volta le Unità Minime di Intervento sono un insieme di Unità strutturali. Le unità strutturali sono riferite ai singoli edifici che, dal punto di vista del flusso dei carichi, hanno una continuità dalla terra al cielo. L’Unità Minima di Intervento  ( concetto simile ma diverso dall’aggregato edilizio che è un insieme di almeno 3 edifici non omogenei, ma in grado di dare una risposta congiunta in caso di evento sismico)  è l’insieme di almeno 3 edifici, dove l’intervento di ricostruzione viene fatto insieme, dal punto di vista della progettazione, dell’affidamento dei lavori e dell’impresa esecutrice. A qualificare l’Unità Minima di Intervento è dunque la possibilità di intervento congiunto dei proprietari sia in fase di progettazione che affidamento lavori e impresa esecutrice. Se poi i proprietari decideranno di operare separatamente l’aggregato edilizio non sarà una Unità Minima di Intervento. Il salto in più che stiamo cercando di fare è quello delle Unità Urbane, cioè un insieme di Unità Minime di Intervento, comprendenti al loro interno oltre agli edifici, anche strade, eventuali piazze e tutta l’infrastruttura pubblica delle reti delle utenze(idriche, fognarie, elettriche,ecc). Questo concetto- ha ribadito- si lega alla nostra strategia il cui obiettivo è di aprire fase per fase, non solo un edificio ma tutto lo spazio circostante, per riuscire a vivere fin da subito quella parte della città Lavorare per Unità Urbane ed Unità Minime di Intervento significa ottenere risultati maggiori sia in termini di tempistiche che economici e prestazionali, riducendo nel contempo la vulnerabilità del centro storico, lavorando insieme su più edifici e ottenendo una maggiore risposta di sicurezza in termini di danno sismico. Le Unità Minime di Intervento sono state perimetrate secondo le indicazioni dell’Ordinanza, per cui noi stiamo perimetrando le Unità Urbane, in base alla presenza di una strada, di un edificio di particolare interesse o di una piazza, la previsione della tipologia cantieri o difficoltà di cantierabilità, la presenza di caratteristiche omogenee di edifici o di attività commerciali. Il lavorare insieme sui perimetri è pertanto utile ad ottenere una definizione la più precisa possibile. Non è una procedura obbligatoria ma una sperimentazione e se questo processo si rivelerà efficace, le prossime normative e ordinanze potranno essere in grado di recepire quanto di buono si riuscirà a realizzare. A nostro avviso si tratta di un approccio legato al buon senso - ha concluso Tomasino-: che l’agire insieme sia un bene per tutti è un dato che non può essere né trascurato, né messo da parte”. Immaginando tre aree distinte del centro storico (l’una da piazza Santa Maria in via al Palazzo delle Esposte, l’altra da piazza San Filippo al Teatro Marchetti e l’ultima da piazza Cavour a piazza San Domenico), sono dunque iniziati i tavoli di lavoro volti  a ridefinire i perimetri delle singole Unità Urbane, con l’individuazione delle eventuali problematiche da risolvere e delle possibili persone da contattare per l’avvio di un processo di ricostruzione. 

Fiastra- Marjuana nella tenda. Nei guai un 28enne

26 Giu 2017
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Marijuana nella tenda da campeggio. Denunciato giovane perugino di 28 anni E’ quanto accaduto a Fiastra nell’ultimo fine settimana. I Carabinieri della locale Stazione già da qualche giorno avevano ricevuto segnalazioni circa la possibilità della presenza di un gruppo di ragazzi campeggiatori in grado di detenere stupefacenti ai fini di spaccio. Pertanto, a seguito di una specifica azione di monitoraggio dei soggetti accampati nei campeggi del luogo intrapresa nell’immediatezza della notizia e nell’ambito di una più ampia attività antidroga, disposta dal Comando Compagnia di Camerino agli ordini del Capitano Vincenzo ORLANDO, i militari hanno individuato una tenda nei pressi della quale era stato piazzato un cartello con scritta “Fiasterdam” (con chiaro riferimento alla città olandese) ed immediatamente sono risaliti al proprietario, tale D.M. 28enne di Perugia, il quale aveva nascosto alcune bottigliette di vetro avvolte in carta stagnola all’interno del terreno. La perquisizione dei Carabinieri permetteva di rinvenire i contenitori che risultavano contenere complessivamente 50 grammi di Marjiuana, già pronta per lo spaccio. Il giovane è stato quindi denunciato alla Procura della Repubblica di Macerata per detenzione ai fini di spaccio e segnalato alla Prefettura quale assuntore. Sono ancora in corso accertamenti per riscontrare il coinvolgimento di altri giovani campeggiatori in considerazione del fatto che il “Fiasterdam” è risultato anche pubblicizzato sui social.

Tapanelli " richiama " Pasqui: Il consigliere è come un parlamentare.

26 Giu 2017
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Tenuto fuori dalla " disfida " tra il sindaco Pasqui e i consiglieri di minoranza sulle dimissioni anticipate e suggerite, il consigliere comunale Pietro Tapanelli, esprime la sua idea su tutto quello che è successo la scorsa settimana dopo l'incandescente consiglio comunale che ha portato il primo cittadino a " radunare " la stampa locale per comunicare le sue opinioni e chiarire gli attacchi che arrivavano dagli oppositori.

Di seguito pubblichiamo il comunicato integrale del consigliere Tapanelli.  

Augurandomi che la polemica tra i colleghi di minoranza e gli altri di maggioranza sia sopita, una cosa va detta a proposito delle dimissioni chieste dal sindaco nei confronti dei consiglieri Trojani, Fanelli e Caprodossi.

Indipendentemente dal merito dell’alterco, ormai analizzato nei dettagli da tutti i vari punti di vista e sul quale non intendo avventurarmi, è doveroso precisare che, politicamente ed istituzionalmente, la richiesta del primo cittadino fatta nei confronti di parte della minoranza è di una gravita inaudita e sbalorditiva, soprattutto alla luce della grande esperienza amministrativa che il sindaco Pasqui può vantare.

Stiamo parlando ovviamente di prassi politico-istituzionale, che forse interesserà a pochi, visto che fa più audience una dichiarazione ad effetto ed acchiappavoti, ma quando ci si muove in un determinato ambito occorre che tutti, soprattutto il sindaco, tengano a mente quali sono le regole di base.

Il consigliere comunale, così come il parlamentare, tanto per fare un paragone un pochettino più elevato, non può, e non deve, ricevere alcuna richiesta di dimissioni da parte dell’apparato esecutivo, in considerazione della diversa natura istituzionale che le due anime amministrative hanno. Il sindaco e la giunta rappresentano, nella separazione dei poteri riconducibile a Montesquieu, l’organo esecutivo, mentre i consiglieri comunali impersonano un piccolo parlamento, titolare del potere legislativo. Solo questo, assistito anche dallo strumento tecnico della mozione di sfiducia, può chiedere le dimissioni (sfiducia, appunto) del sindaco e della giunta. Mai viceversa.

Tanto che non esiste alcuno strumento tecnico, di prassi consiliare o parlamentare, che consenta all’organo di governo di sfiduciare il proprio controllore che è, come detto, il consiglio comunale (o il parlamento, se saliamo al massimo livello nazionale). A corroborare tale assunto va precisato che il sindaco non è un consigliere comunale e gli assessori, se nominati tra i consiglieri comunali, cessano proprio da quest’ultima carica, tranne nei piccoli comuni dove vige un’apposita deroga. Il perché è presto intuibile: l’esecutivo potrebbe scegliere a suo piacimento il proprio supervisore.

Per buona sorte viviamo ancora in uno stato di diritto che consente ad un consigliere comunale di chiedere la sfiducia nei confronti del sindaco e della giunta e che, fortunatamente e spero ancora per molto, mai consentirà il contrario. La sfiducia nei confronti del consigliere la può ottenere solo l’elettore. Come? Non votandolo più.

Pietro Tapanelli – consigliere comunale Art. 1 MDP

Ussita: Claudia e Gianluca, un Sì per ricominciare

25 Giu 2017
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Una promessa rimasta sospesa a causa del sisma del 2016.

Claudia Ercoli e Gianluca Gentili, due giovani abitanti di Ussita, avevano deciso di unirsi in matrimonio nel 2016, ma le violente scosse sismiche dello scorso mese di agosto e di ottobre, le chiese danneggiate e la chiusura dei comuni di Ussita, Castelsantangelo sul Nera e Visso hanno costretto i due sposi a rimandare l'evento e a "ricostruire" il loro futuro.

Per mesi sono stati "costretti" a vivere lungo la costa, così come tanti altri terremotati, nel camping di Bellamare a Portorecanati.

Ma la promessa che un giorno si sarebbero sposati era sempre più viva. Hanno voluto mantenere un legame e un'amicizia particolare con due sacerdoti, don Francesco, arcivescovo di Camerino - San Severino Marche, e il vicario generale don Nello Tranzocchi.

"Avevo promesso a questi ragazzi – ha dichiarato l'arcivescovo Francesco Giovanni - che li avrei sposati. Ci eravamo conosciuti in occasioni particolari e anche durante il cammino pre-matrimoniale, svolto nella vicaria di Pievetorina.

Con don Nello – prosegue Brugnaro - abbiamo fatto degli incontri lungo la costa per stare vicino agli sfollati e fra di loro incontravamo spesso questi ragazzi che tenevano sempre acceso quel desiderio del loro Sì coniugale".

E cosi domenica 25 giugno 2017 (10 mesi dopo la scossa del 24 agosto e quasi 8 mesi dal 26 ottobre ) Gianluca e Claudia sono diventati marito e moglie, pronunciando il loro SI davanti al Signore. Con loro i testimoni, i parenti e per Gianluca un pensiero particolare per la mamma che dal cielo ha accompagnato questo giorno indimenticabile.

sposi e vescovo

Tutta la comunità, messa duramente dalla prova dal continuo tremare della terra, non è voluta mancare alla festa e dal mare di Portorecanati sono saliti fino a Frontignano nel prato della Madonnella per partecipare al primo matrimonio celebrato dopo il terremoto.

Un bosco nella montagna ferita addobbata a festa con sedie formate da balle di fieno rivestite da un tessuto bianco. La tovaglia dell'altare ricamata a mano dalla zia della sposa, il flauto traverso e una armonica elettronica hanno fatto vivere ai presenti un momento emozionante e unico.

Il lancio del riso e dei fiori è sembrato come una nevicata improvvisa.

( sedie per la cerimonia all'aperto. Balle di fieno rivestite con un telo bianco )

gli invitati siedono sopra le balle di fieno

 

sposi e balle di fieno

Tutta la comunità, messa duramente dalla prova dal continuo tremare della terra, non è voluta mancare alla festa e dal mare di Portorecanati sono saliti fino a Frontignano nel prato della Madonnella per partecipare al primo matrimonio celebrato dopo il terremoto.

Un bosco nella montagna ferita addobbata a festa con sedie formate da balle di fieno rivestite da un tessuto bianco. 

luogo della cerimonia

La tovaglia dell'altare ricamata a mano dalla zia della sposa, il flauto traverso e una armonica elettronica hanno fatto vivere ai presenti un momento emozionante e unico.

Il lancio del riso e dei fiori è sembrato come una nevicata improvvisa.

Il vescovo Francesco Giovanni ha regalato agli sposi un'icona dipinta a mano, raffigurante una Madonna con il Bambino di stile bizantino.

Il vicario generale, don Nello Tranzocchi, ha letto il messaggio di benedizione per gli sposi inviato da papa Francesco.

"L'impegno che ho preso con Claudia e Gianluca si è rafforzato dopo il terremoto diventando carico di maggiore affetto – continua mons. Brugnaro - Per questa comunità colpita così duramente il matrimonio di questi due giovani è un segnale di ritorno alla vita con coraggio e generosità.

Erano emozionati e in lacrime, sentono la responsabilà della scelta di formare una nuova famiglia e per tante altre che formeranno queste nuove comunità di credenti. Da questo gesto è nata la voglia di ritornare, mettere in sicurezza la casa e formare una nuova famiglia nel segno della fedeltà e della fecondità. Segno di speranza per tutti attraverso la luce cristiana. Ecco perhè oggi tutti facciamo festa.

Ripartiamo dalla comunità, fatta di giovani e di famiglie.

Queste terrre erano "stanche" anche prima del terremoto, qui la vita è più difficile che altrove. Bisogna allora ripensare il futuro senza campanilismi, ma garantendo la presenza di una chiesa (segno di una comunità), di case, scuole, stalle per mettere al riparo gli animali e tutto quello che serve per tenere viva la montagna e i suoi abitanti.

Se questi luoghi devono risorgere – ha concluso l'arcivescovo - hanno bisogno di persone che ci abitano e con coraggio e fedeltà ridiano vita a queste terre attraverso il turismo e quelle forme di lavoro che si potranno svolgere".

Un augurio speciale ai novelli sposi Claudia Ercoli e Gianluca Gentili. Il loro gesto d'amore farà rivivere un intero territorio.

 

Di seguito il grazie che gli sposi Claudia e Gianluca hanno voluto inviarci:

Domenica 25 Giugno ci siamo sposati nella nostra amata Ussita.

Certo, non è stata la cerimonia immaginata da noi quando avevamo deciso di sposarci, ma non per questo meno emozionante.

Avremmo voluto celebrare il matrimonio nella chiesetta di Casali, a noi cara, ma purtroppo anche questa non ha resistito al sisma.

Il nostro amore è stato più tenace delle avversità e siamo riusciti comunque a coronare il sogno di stare insieme.

Siamo onorati che la cerimonia sia stata celebrata da nostro Vescovo Mons. Francesco Giovanni Brugnaro,

che nonostante i suoi molteplici impegni, ha tenuto fede ad una promessa a noi molto cara.

Felici di aver avuto inoltre tra i celebranti Don Nello Transocchi, nostra guida spirituale in questo percorso.

L’assenza di persone a noi care ha lasciato un velo di malinconia ma la benedizione di Papa Francesco ha allietato i nostri cuori.

Grande assente è stato il suono delle campane che speriamo ritornino presto con i loro rintocchi a fare eco nelle nostre valli.

 

( il regalo del vescovo Brugnaro )

regalo

Temporali, fulmini e grandine fanno abbassare le temperature e distruggono le colture

25 Giu 2017
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Dopo il gran caldo di questi primi giorni d'estate, con il termometro che ha superato anche i 35 gradi, come previsto sono arrivati forti temporali con fulmini, piogge torrenziali e in alcuni casi anche forti grandinate. L'arrivo dei temporali ha provocato un brusco abbassamento delle temperature, scese di oltre 10 gradi, che sono così rientrate nella norma stagionale.

Mentre la pioggia ha investito gran parte della regione e, in particolare, il maceratese, la grandine ha colpito a "macchia di leopardo" con alcune zone, come il camerinese, in particolare Varano, nelle quali dal cielo sono piovuti chicchi di notevoli dimensioni.

La diminuzione della tempèeratura, stando però alle previsioni meteo, è soltanto tempèoranea, in quanto gli esperti prevedono che le stesse torneranno a superare i 30 gradi.

grandine mano

Più forti del Terremoto. Compagni di scuola, classe 1966.

24 Giu 2017
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Nemmeno il terremoto è riuscito a far saltare la festa dei 50enni di Caldarola, Serrapetrona, Camporotondo e Cessapalombo che hanno frequentato negli anni 1977 – 1980 la scuola media De Magistris. La sezione A,che raggruppava gli alunni del centro storico caldarolese e la classe B, che riuniva gli alunni dei comuni limitrofi e quelli della periferia e frazioni di Caldarola.

La cena, prevista per il 19 novembre 2016 , ideata e organizzata da Noemi Paola Riccardi, Tiziana Mancini, Maria Assunta Capenti, Maria Staffolani e altre coetanee, fu rinviata a causa delle forti scosse di fine ottobre.

Il 26 Ottobre, ricorda Tiziana, "eravamo nella cartoleria di Clelia per comprare i biglietti che avremmo poi spedito a tutti i nostri coetani. Ma alle 19,15 la prima forte scossa e alle 21,18 la seconda, ancora più violenta, ci costrinse a rinviare tutto. Lì capimmo che sarebbe stato impossibile festeggiare."

Ma il coraggio va sempre oltre la paura e otto mesi dopo ( con un anno in più ) " quelli del '66 " hanno voluto ritrovarsi e festeggiare il mezzo secolo di vita.

Venerdì 23 giugno, presso Villa Ninetta, un locale incatevole recentemente ristrutturato, i partecipanti hanno gustato un menù ricco, iniziato con l'aperitivo servito all'aperto vicino alla piscina. Ottima ambientazione, con una tentazione ( rimasta nei desideri ) di tuffarsi per un bagno nuotata, viste le alte temperature.

( foto di gruppo )

classe 1966 cena 23 giugno piccola

La cena, proseguita all'interno del ristorante gestito dai Carnevali, è trascorsa fra una portata e l'altra, ripensando alle esperienze di qui tre favolosi anni.

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Quanti ricordi! Dai professori di educazione tecnica, materia che la riforma ha cancellato, alle prime simpatie per le ragazze e i ragazzi che arrivavano dai comuni vicini...

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Le sfide della gare di calcio durante l'ora di ginnastica, i giochi della gioventù.

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Le interrogazione e i compiti in classe " passati " sotto il banco.. cercando di rimanere sempre simpatico alla compagna più brava della classe.

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La foto di Fabio Paolantoni che ritraeva alcuni di noi in prima media.

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La sorpresa di rivedere dopo quasi 40 anni compagni di scuola " dimenticati " o persi di vista. Ritrovarli alla festa e con un po di timore chiedere: " Ma tu chi sei? Io sono Patrizia, non ti ricordi di me? Per poi scoprire che era anche una tua vicina di banco, in prima fila ... la più carina... come cantava Antonello Venditti nella storica canzone " Compagni di Scuola ".

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Diretta radiofonica e assemblea pubblica, il sindaco Pasqui risponde ai cittadini

22 Giu 2017
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Carcere, strade, tribunale, attività produttive, messe in sicurezza, riduzione della zona rossa, situazione della chiesa di Santa Maria in Via, con chiarimenti dopo le polemiche scoppiate nei gironi scorsi, sono stati gli argomenti trattati dal sindaco di Camerino Gianluca Pasqui nel corso della partecipata assemblea pubblica che si è svolta presso i locali Contram, attuale sede del comune, e che ha segnato la ripresa del "Filo diretto" con il primo cittadino di Camerino nel nuovo format del contatto diretto con la cittadinanza. Per dovere di cronaca in molti hanno fatto notare l'assenza di tutti i consiglieri di minoranza, così come non sono mancate critiche alla gestione dell'emergenza sismica da parte dell'amministrazione.

In apertura di assemblea il sindaco ha riferito di un incontro avuto a Roma con il sottosegretario Ferri, grazie all'interessamento del senatore Boemi contattato dall'ex primo cittadino Dario Conti, avente ad oggetto la ricostruzione del carcere nella città ducale. In tal senso, nonostante la necessità di una delocalizzazione dell'istituto penitenziario, l'incontro si è rivelato proficuo con il sottosegretario Ferri che ha mostrato la propria disponibilità garantendo che solleciterà la questione della costruzione del carcere di Camerino alla prossima imminente riunione del Comitato Paritetico dell'Edilizia Penitenziaria.

Ascolta l'intera trasmissione

 

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Riguardo alle strade il sindaco, con rammarico, ha preso atto della situazione dissestata di alcune arterie mettendo i cittadini in guardia dal rischio che alcune strade potrebbero anche essere chiuse al traffico in un futuro prossimo a motivo della mancanza di risorse. Notizie positive, invece, sono state fornite dal maggiore Isidori, comandante della Polizia Locale, peraltro criticato per la gestione viabilità in viale Giacomo Leopardi e in Largo et poi si more sul versnate della viabilità cittadina, in particolare in via Madonna delle Carceri dove a breve inizieranno i lavori per il posizionamento della segnaletica orizzontale e verticale e per la costruzione di marciapiedi, il tutto nell'ottica di garantire una maggiore sicurezza.

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Trattando l'argomento Giudice di Pace interessante segnalazione quella dell'ingegnere Luciano Antonini che prendendo spunto da una notizia riguardante il tribunale di Bassano del Grappa, chiuso al pari del tribunale di Camerino, che ha iniziato a trattare via Skype le cause civili ha suggerito al primo cittadino di verificare se, attraverso il mantenimento dell'ufficio del Giudice di Pace, una soluzione analoga potrebbe verificarsi anche per Camerino.

Infine, su sollecitazione di alcuni cittadini, presenti e che hanno sollevato la questione telefonando in redazione, il sindaco ha voluto chiarire tutta la situazione, dal 26 ottobre, riguardante i ritardi nella messa in sicurezza della chiesa di Santa Maria in Via al fine di smorzare le polemiche che negli ultimi giorni hanno imperversato in città e sui social.

 

Nuovi sentieri di sviluppo per le aree interne dell'Appennino Marchigiano

22 Giu 2017
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Un seminario per parlare dei "Nuovi sentieri di sviluppo per le aree interne dell'Appennino Marchigiano" si è tenuto a Camerino, presso la sala convegni del Campus Universitario, nella giornata di giovedì 22. Un progetto nato dalla volontà del Consiglio Regionale delle Marche e delle quattro Università marchigiane (Camerino, Macerata, Ancona e Urbino) di lavorare congiuntamente per mettere a disposizione della rinascita del territorio colpito dai recenti eventi sismici le rispettive competenze e tecnologie. Tra gli intervenuti al convegno il Presidente del Consiglio Regionale delle Marche Antonio Mastrovincenzo, i Rettori dei quattro atenei interessati, il Presidente della II Commissione del Consiglio Regionale Gino Traversini, la coordinatrice del Comitato Nazionale per le Aree Interne Sabrina Lucatelli, l'Assessore Regionale alla Protezione Civile Angelo Sciapichetti, l'Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro, numerosi sindaci e amministratori dei comuni maceratesi colpiti dal terremoto. Il progetto sarà realizzato attraverso la partecipazione di un team composto da 11 laureati, che effettueranno indagini sul campo insieme ad un gruppo di ricercatori di tutte le Università marchigiane, coordinati dall'Università di Camerino sotto la supervisione del professor Massimo Sargolini, responsabile scientifico del progetto.

"Siamo grati al presidente del consiglio regionale per aver organizzato questo importante tavolo di lavoro fra le quattro università marchigiane ed aver dato il coordinamento di questo progetto a Camerino – le parole del rettore eletto di Unicam Claudio Pettinari - E' un iniziativa che consentirà, al nostro territorio di mappare quelle che sono le necessità, di capire come intervenire e catalogare tutto ciò che è accaduto, cercando di trovare soluzioni ai problemi che incontreremo. Probabilmente con una comunità scientifica coesa e compatta si potranno ottenere risultati importanti. Credo che questa sia una via corretta per affrontare la sfida che ci attende: mettere in campo tutte le competenze e le conoscenze scientifiche a vantaggio della comunità. E' questa la famosa terza missione che spesso invochiamo".

"Siamo di fronte ad una sfida cruciale in un momento delicatissimo in cui l'emergenza non è finita, ma noi dobbiamo pensare alla ricostruzione delle comunità – fa eco il responsabile scientifico del progetto Massimo Sargolini - Tutto si dovrebbe svolgere su quattro capisaldi. Il primo è la presa di coscienza del sistema di pianificazione locale, perché non si riparte da zero ma da un sistema di progettazione che diversi comuni hanno consolidato. Il secondo riguarda i beni culturali latu senso, inclusi quelli naturali. Terza questione è mettere in gioco i sistemi della produzione agronomiche, forestali e prodotti locali. L'ultimo è cercare di cogliere il senso delle comunità e come ricrearle in questo momento così difficile. Sono orgoglioso della fiducia che le università marchigiane hanno riposto nell'università di Camerino e nella mia persona. Spero sia l'inizio di un lungo cammino insieme".

 

convegno vescovo

 

"E' compito della politica fare in modo che il territorio elabori un progetto di sviluppo – così l'assessore regionale Angelo Sciapichetti - perché da una tragedia come il terremoto che ha colpito la comunità possa nascere l'occasione, forse unica e irripetibile, di rilancio di un'area che era già fortemente in difficoltà prima del sisma. E' necessario un cambio di passo e un'accelerazione, altrimenti corriamo il rischio di ripetere gli errori del passato. Se riprendiamo le cronache di venti anni fa, dopo il terremoto del 1997, ci accorgiamo che siamo alle prese con gli stessi problemi".

Puntuale e apprezzato l'intervento dell'Arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, che ha posto l'accento sull'importanza fondamentale delle comunità. "Mi è sembrato giusto partire da un antefatto, che è quello di riconoscere o ricostituire la comunità. Parlare di sentieri, di aree interne da ricostruire secondo le esigenze del lavoro, della scuola, della storia e del turismo è giusto e importante, ma prima di tutto bisogna comprendere come rifare le comunità, come riportare in questi luoghi le persone che sono state delocalizzate. Quando le comunità sono così piccole da avere una insignificanza rispetto alle grandi domande che il terremoto pone in termini di ricostruzione, conservazione, priorità, innovazione tutti questi interrogativi hanno bisogno di trovare risposta non solo dalla singola comunità, ma dall'insieme di comunità. Quindi, chi aiuta la ricostruzione deve offrire modelli credibili, altrimenti il rischio è quello di ricostruire in un deserto cose che non servono a nessuno".

 

convegno platea

Castelraimondo: Un’Infiorata da record.

22 Giu 2017
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Speranza e voglia di rinascere dopo gli eventi sismici sono stati i temi dell’Infiorata a Castelraimondo. La 25°edizione è stata caratterizzata dal passaggio dalla tradizione all’innovazione.

Un successo per l’Infiorata con un boom di visitatori nel segno della speranza e rinascita post-sisma.
90mila petali colorati hanno fatto da cornice alla grande voglia di ripartenza dell’intero territorio dell’Alto Maceratese con migliaia di turisti italiani e stranieri che hanno riempito strade e piazze nel weekend. Edizione dei record organizzata da Comune e Pro Loco insieme agli oltre quattrocento volontari e alle associazioni cittadine, che hanno trasformato il cuore del paese in un piccolo museo a cielo aperto. Una tradizione che è viva ancora oggi e si è rinnovata grazie al Gruppo Med con una vetrina online in continuo aggiornamento, dirette social sulla pagina Facebook seguite da migliaia di persone in tutto il mondo e l’innovativa App con tecnologia beacon, realizzata dal ramo Med Innovations di Stefano Parcaroli per vivere un’esperienza unica a 360°. 
 
25 opere per 25 anni di Infiorata sono state realizzate lungo Corso Italia. Mille colori hanno dipinto la via e abili mani hanno modellato morbide fantasie di petali. Mai uguale ai precedenti e sempre sorprendente, il rito dell’Infiorata di Castelraimondo si è rinnovato con immagini che si proiettano nel profondo dell’anima legate al tema della speranza. Dalla sera di sabato 17 fino alle prime luci dell’alba di domenica 18, i maestri fiorai hanno disegnato il lungo tappeto fiorito con petali, semi e chicchi di caffè per la solenne processione del Corpus Domini. ( sotto nella foto ,

 la presenza dell'arcivescovo Brugnaro.

processione infiorata panorama piccola

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Innovazione e tecnologia 

La speranza è grande come il nostro cuore” è la frase simbolo dell’opera di Paola Cagnigni ispirata proprio agli eventi sismici che hanno duramente colpito il nostro territorio. Uno sguardo alle zone terremotate anche dal comune di Mogliano con un quadro rappresentante un occhio con accanto scritti i nomi dei paesi devastati dal sisma.

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Molteplici gli eventi collaterali che hanno animato le vie del centro. Da sottolineare la presenza del Grand Tour delle Marche con degustazioni di prodotti tipici e eccellenze del territorio, oltre al viaggio nel Paniere di lunga vita per conoscere, approfondire e gustare i prodotti certificati Unicam.

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( nella foto in alto, Sandro Parcaroli della Med Store e il sindaco Renzo Marinelli )

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Tutto esaurito per lo spettacolo gratuito del Macerata Opera Festival, fortemente voluto da Sandro Parcaroli presidente del comitato Infiorata, che per la prima volta nella storia arriva sul palco dell’Infiorata con una serata unica dal titolo “Florilegio di note, lo Sferisterio a Castelraimondo fra brani d’opera e poesia ispirata ai fiori”. 

coro sferisterio

parcaroli e autorità

spettatori al concerto

La rappresentazione, condotta dall’attrice Maria Pilar Perez Aspa, è stata ideata dal direttore artistico Francesco Micheli con la consulenza musicale di Gianfranco Stortoni.

2 cantanti

Sul palco altre tre donne: il soprano Samantha Sapienza, il mezzosoprano Mariangela Marini e la pianista Cesarina Compagnoni, insieme al coro diretto dal Maestro Luciano Feliciani per un vero omaggio all’Infiorata, grazie ad arie scelte per il loro legame con i fiori. Una serata suggestiva all’insegna della solidarietà con il palco allestito in piazza della Repubblica, sede del comune e della torre del Cassero, entrambi feriti dal sisma, a simboleggiare la grande voglia di un’intera comunità di ripartire proprio dai luoghi colpiti dal terremoto.

autorità in prima fila infiorata

 

I numeri dei biglietti vincenti della lotteria dell'Infiorata sono: 5163, 4728, 5161, 2222, 3450, 3460, 0587 e 2515. (L'ordine è dal primo all'ultimo premio)

Blitz dei carabinieri in un "compro oro". Sequestrati preziosi per 20 mila euro

21 Giu 2017
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Blitz dei Carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto Operativo di Macerata presso un esercizio di “Compro Oro” ubicato lungo la costa adriatica. I militari, nel corso della verifica, hanno rinvenuto già pronti per essere consegnati ad una fonderia, diversi oggetti d’oro che non erano stati riportati dall’esercente sul prescritto registro di “carico e scarico”. In tutto 163 pezzi, per circa 800 grammi di peso complessivi, la cui provenienza potrebbe essere legata a furti o rapine. Si tratta di anelli, orecchini, collane, bracciali, spille, collanine, che i Carabinieri hanno posto sotto sequestro. Il valore complessivo degli oggetti preziosi supera i 20mila euro. Il titolare del “Compro Oro” è indagato per ricettazione. Sono in corso indagini per risalire alla provenienza dei preziosi ed in particolare se gli stessi siano effettivamente provento di delitto.  

Trattore invade la corsia e si scontra con un'auto

21 Giu 2017
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 Spettacolare incidente stradale, fortunatamente con conseguenze non gravi, lungo la strada provinciale Regina in località Vallememoria nel territorio di Macerata. Per cause in corso di accertamento ad entrare in collisione sono state un'autovettura ed un trattore con rimorchio agricolo. Ad avere la peggio il conducente della vettura, che è stato trasportato per accertamenti all'ospedale di Macerata. Traffico a lungo bloccato lungo l'arteria fino all'intervento dei vigili del fuoco che hanno provveduto alla messa in sicurezza e al recupero dei mezzi.

Pasqui chiede le dimissioni di Fanelli, Trojani e Caprodossi

20 Giu 2017
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Il giorno dopo il consiglio comunale, che ha visto anche la presenza del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, dell'ingegnere Cesari Spuri, direttore del Dipartimento Regionale di Protezione Civile, e dell'incaricato del Commissario Errani per la ricostruzione delle scuole, nel quale si è parlato di scuole, polo universitario, situazione della chiesa di S. Maria in Via, il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui ha convocato una conferenza stampa nel corso della quale ha chiesto ripetutamente alla minoranza di dimettersi. Motivo del contendere le accuse rivolte nei giorni scorsi al primo cittadino "attraverso – le parole di Pasqui - alcuni volantini che appartengono ad un modo di fare politica proprio di tempi lontani". Il sindaco ha risposto punto per punto ad ogni osservazione e ad ogni critica mossa dai consiglieri di minoranza Marco Fanelli, che lo accusava tra l'altro di fingere una ricerca di collaborazione, Fabio Trojani e Andrea Caprodossi, che lo avevano criticato aspramente, in merito alla questione delle scuole e del polo universitario, di essersi arrogato meriti altrui, innescando così anche una diatriba tra l'amministrazione comunale e la governance di Unicam. Risposte puntuali sono state forniti anche in merito alle critiche, mosse dalla locale sezione del Partito Democratico, circa la presunta mancata individuazione da parte della giunta camerte di un sito per lo stoccaggio delle macerie che avrebbe bloccato e ritardato i lavori di intervento.  

Il video della conferenza stampa.  clicca

http://www.radioc1inblu.it/notizie-video

(Le "carte" di Pasqui)

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(Le "carte" di Pasqui)

le carte di pasqui

(Le "carte" di Pasqui) IMG 0052

 

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le riprese di Rai News 24

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Rai News 24

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