Camerino: Si aprono le buste per il Centro commerciale di San Paolo

29 Dic 2017
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Piccoli passi in avanti per le attività commerciali di Camerino. Dopo 14 mesi esatti dalla chiusura del centro storico, avvenuta la sera del 26 ottobre 2016,  dopo aver realizzato il centro commerciale City Park, che avrebbe dovuto ospitare le attività del centro storico per un breve periodo, dopo tante promesse e dichiarazioni di imminenti inizii di lavori, forse qualcosa si sta muovendo.

Dopo Vallicenter, il piccolo centro commerciale inaugurato giovedì 28 dicembre, un piccolissimo passo in avanti si registra anche per la realizzazione del centro commerciale di San Paolo che ospiterà circa 70 attività.

L'ufficio tecnico del comunale ha provveduto a far partire gli inviti per l'affidamento dei lavori di urbanizzazione e realizzazione delle fondazioni.

Le buste saranno aperte il prossimo 15 gennaio, dopo di che uomini e mezzi della impresa vincitrice si metteranno subito al lavoro. La fase progettuale curata dall'Università di Camerino è dunque definitivamente terminata e per quei commercianti che ancora sono ospitati al City Park, così come per quelli ancora senza la loro attività, potrà aprirsi un nuovo capitolo...  Senza tanto nascondersi, alcuni cammercianti hanno espresso qualche perplessità. Si fa presto a dire che a metà gennaio si apriranno le buste... quello che conta è definire i tempi di ralizzazione, prima che molte attività decideranno di cessare l'attività dopo aver constatato che igli incassi sono sempre in diminuzione e per un'attività commerciale i conti si fanno ogni giorno e non dopo cinque anni di mandato politico locale o nazionale.

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Siamo stanchi - continuano gli esercenti camerti - di sentire annunci di imminenti inizii... la realtà è che a Camerino siamo sempre " ultimi " in tutto. Siamo stanchi e non crediamo più agli annunci elettorali, le elezioni sono vicine e ai  candidati,  di ogni colore,  che verranno a chiederci il voto risponderemo con una massiccia astenzione.

I commercianti non vivono di stipendio fisso ( non sono dipendenti pubblici ) per questo è arrivato il momento di dire basta alle false promesse e ai facili proclami.   

vista notturna piazza

 

Casette, l'ispezione di Angelo Borrelli

29 Dic 2017
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Una vera e propria ispezione quella compiuta dal capo del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile Angelo Borrelli in alcuni comuni del cratere sismico, in particolare Sarnano, Caldarola, Pieve Torina, Visso, Castelsantangelo sul Nera, per verificare lo stato dei lavori eseguiti sulle casette dopo che alcuni sindaci avevano alzato la voce lamentando lo stato di incuria delle opere consegnate.

"Lamentiamo il fatto che non c'è stato nessun controllo durante tutte le fasi di lavorazione a partire dalla fase strutturale, impiantistica e di definizione – esclamano all'unisono Giancarlo Bucciarelli e Valentina Gregori, rappresentanti dei comitati – Basta osservare con i propri occhi per constatare che ci sono tetti non fissati alle travi, perdite di metano, impianti non funzionanti con i cittadini che addirittura si rivolgono a noi per sapere come debbano comportarsi".

La presenza del capo della Protezione Civile è la risposta data dalle istituzioni statali alle critiche mosse da amministratori, cittadini, rappresentanti dei comitati sorti all'indomani del sisma sulla gestione dei lavori delle Sae. "Sono venuto per rendermi personalmente conto dello stato delle cose – le parole di Borrelli  – Effettivamente abbiamo trovato piccole imperfezioni, soprattutto per quanto riguarda le rifiniture.

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Questo, però, dà fastidio perchè quando si fanno lavori così importanti, con tanto impegno, le sbavature non sono ammesse. La nostra missione è quella di risolvere i problemi". Non nasconde la presenza di problemi l'assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti. "Trova conferma quanto da tempo sosteniamo, cioè che c'erano ritardi e difficoltà da parte del consorzio Arcale nella costruzione delle casette – le sue parole – Adesso dobbiamo accelerare per rispondere alle giuste pressioni dei cittadini che debbono tornare dopo tanto tempo nei loro paesi. Dobbiamo, quindi, consegnare queste casette nel più breve tempo possibile e nel miglior modo possibile".

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Soddisfatto dell'incontro con Borrelli Luca Giuseppetti, sindaco di Caldarola, uno dei primi cittadini che ha fatto sentire forte la propria voce. "Lo stesso Borrelli si è reso conto della situazione – così Giuseppetti – Le criticità ci sono e sinceramente non mi aspetto questa situazione, visto che le rassicurazioni erano altre. Quello che non è concepibile, come ho detto anche a Borrelli, è che gli impegni presi non siano stati completamente mantenuti".

Una riunione a porte chiuse con lo stesso Borrelli, il presidente del consorzio Arcale, l'assessore Sciapichetti si è invece svolta a Sarnano. "Abbiamo rappresentato la situazione e chiarito la natura delle nostre lamentele tutte documentate e documentabili – dichiara il sindaco Franco Ceregioli – Abbiamo anche preso atto che Arcale è intervenuto per sanare quanto da noi sollevato e ho chiesto di entrare in possesso di alcune certificazioni che puntualmente mi sono state consegnate. Ora, salvo imprevisti, potremo procedere in tempi ragionevolmente brevi alla consegna delle casette".

 

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Una situazione, comunque, che a breve sarà completamente sanata, almeno stando alle rassicurazioni del capo della Protezione civile nazionale. E' vero ci sono alcune lamentele, anche se molti cittadini, pur nella provvisorietà, sono felici di essere ritornati a vivere nei propri paesi.  

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San Severino, il "caso" Boscorosso infiamma il consiglio comunale

29 Dic 2017
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Un consiglio comunale infuocato, quello che si è tenuto a San Severino Marche, e che ha visto la minoranza abbandonare lassise dopo la discussione e l’approvazione della variante al piano regolatore dell’azienda Boscorosso.

Quattordici erano i punti all’ordine del giorno, tra i quali compariva l’interrogazione di Massimo Panicari e Gabriela Lampa sullo stato del progetto del Glorioso, due mozioni del Movimento 5 Stelle (una riguardante il Question time cittadino e una idee e spunti per incrementare il turismo) e la delicata vicenda Boscorosso di cui si parla ormai da più di un anno e mezzo.

Ad introdurre i lavori è stato il sindaco Rosa Piermattei con un aggiornamento della situazione post sisma e numeri inquietanti che riguardano la ricostruzione: “San Severino conta 1.096 edifici inagibili ma all’ufficio ricostruzione della Provincia sono stati presentati 157 progetti di cui solo 14 finanziati”. Il 20 dicembre è stato inaugurato il villaggio Sae che è stato dotato di videosorveglianza e del senso unico ed è stato potenziato il trasporto pubblico dal villaggio al centro e viceversa.

Sono iniziati già i lavori di predisposizione del cantiere per la scuola provvisoria Luzio - ha poi fatto sapere il sindaco - e a breve inizieranno quelli di costruzione e vedremo finalmente realizzato un progetto per cui tanto ci siamo battuti”. Sul fronte delle demolizioni è in via di conclusione l’iter per l’abbattimento di due palazzine in viale Mazzini, ma all’appello ne mancano ancora sei, due delle quali aggiuntesi di recente. In totale sono stati demoliti 39 edifici. Piermattei è poi passata in rassegna ai finanziamenti per le opere pubbliche erogati, tra i quali figurano anche quelli per la nuova scuola Luzio, per il palazzo municipale e per i laboratori dell’Ipsia Pocognoni. Sono poi state concluse le indagini per la microzonazione di terzo livello i cui risultati verranno a breve comunicati.

Sulla situazione dell’Itts Divini il sindaco ha spiegato che i rallentamenti sono stati dovuti all’intrecciarsi di due situazioni: “la ricostruzione dei laboratori appaltata prima del sisma, a cui poi si è aggiunta anche quella della scuola. Per i primi, non sono mai iniziati i lavori perché dopo le indagini geologiche post sisma, è stato necessario rivedere il progetto. Il costo - ha spiegato - è incrementato di circa 270mila euro e la provincia ha chiesto la copertura finanziaria. Il progetto della scuola è stato validato e Invitalia sta valutando le proposte migliorative. L’inizio lavori è previsto entro aprile e dureranno 150 giorni”.

Si è passati poi alla discussione dell’interrogazione a firma Lampa e Panicari sul progetto del complesso monumentale del Glorioso che dovrà accogliere il centro diurno per disabili Il Girasole.

Vanna Bianconi, assessore alle politiche sociali, ha fatto sapere che “l’appalto se l’è aggiudicato il consorzio stabile Cosis di Spoleto con un ribasso del 25,19%, superiore alla soglia di anomalia. Pertanto - ha aggiunto - abbiamo dovuto attendere la conferma dei requisiti e richiedere tutti i certificati. Riteniamo che per aprile il Girasole potrà prendere possesso della sua nuova sede”.

Piccola bagarre durante la discussione di due variazioni al bilancio durante le quali, più che delle variazioni stesse, si è discusso delle luminarie natalizie e della scelta di realizzare le Sae per poi procedere con le mozioni di Mauro Bompadre, del M5S, entrambe bocciate. Una proponeva di introdurre il Question time cittadino in consiglio comunale, respinta perché non ritenuta un’urgenza e perché svilirebbe, secondo l’assessore Tarcisio Antognozzi, il ruolo del consiglio stesso. L’altra riguardava alcune idee per il rilancio turistico della città alla quale Vanna Bianconi e il vice sindaco Giovanni Meschini, hanno risposto con l’introduzione di alcune iniziative in programma per il 2018 tra cui il Feronia Festival, durante il quale docenti di teatro, scenografi, truccatori terranno corsi e workshop per una settimana, nel mese di luglio.

A scaldare gli animi ci ha pensato il caso Boscorosso: si tratta dell’omonima azienda che ha presentato al Comune una variante al piano regolatore per la realizzazione di stalle per mille metri quadrati. Va ricordato che la questione va avanti da oltre un anno: durante gli ultimi mesi dell’amministrazione Martini, la ditta, insieme alla Agricola Rocchetta (entrambe aziende del ramo agricolo della Cemeco), aveva avanzato la richiesta per la realizzazione di due mega stalle da 6mila metri quadri ciascuna, adducendo la motivazione che quelle erano le dimensioni affinché si potessero avere dei guadagni. A corollario di ciò, un’altra società del noto gruppo settempedano, si era resa responsabile di un disboscamento incontrollato proprio nei pressi dell’azienda agricola Boscorosso, l’area interessata era stata posta poi sotto sequestro dalla Forestale e c’è ancora una causa penale in corso. Con l’uso di ruspe ed escavatori, in quell’area è stato distrutto un bosco di piante protette.

Con l’insediamento dell’amministrazione Piermattei i progetti faraonici vennero bocciati, la ditta ricorse al Tar che diede ragione al Comune ma ha poi ripresentato di recente un progetto ridimensionato che rispetterebbe i limiti imposti dall’amministrazione. Tant’è che l’amministrazione ieri sera ha approvato la variante e le minoranze hanno abbandonato l’aula.

Abbiamo chiesto delle garanzie per la tutela dell’ambiente - ha spiegato l’assessore Sara Bianchi - ma dobbiamo anche consentire lo sviluppo del territorio. Avevamo promesso che avremmo permesso il progetto solo se limitato ad un massimo di mille metri quadri e la coerenza è una prerogativa che ci appartiene. Gli interventi devono essere realizzati facendo attenzione che si inseriscano nel contesto delle tipologie costruttive delledilizia locale e che si facciano tutti gli interventi di mitigazione e sistemazione a verde per minimizzare inquinamento visuale, sonoro e atmosferico. No a nuove superfici con pannelli fotovoltaici e la ditta, prima del rilascio del titolo abilitativo, deve presentare apposita polizza fideiussoria a copertura del corretto adempimento del tutto”.

Panicari ha espresso tutta la sua contrarietà specificando che per i capi che l’azienda ha “sono sufficienti 400 metri quadri al massimo, oppure va richiesta la fideiussione sull’implemento del bestiame altrimenti non abbiamo garanzie che vi sia un impegno reale dell’azienda. Nessuno oggi può dirci che questo non serva solo ad accedere ai fondi del piano di sviluppo rurale”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il grillino Bompadre che non dimentica quanto accaduto in quelle aree e quanto sosteneva l’allora gestore: “Diceva che per far reddito le dimensioni dovevano essere almeno di 6mila metri quadri per ciascuna azienda. Adesso scopriamo che bastano anche mille metri? Qualcosa non mi torna. È inquietante questa vicenda”. 

Camerino- Taglio del Nastro per il “Vallicenter”

29 Dic 2017
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Camerino in festa per l’inaugurazione dell’area commerciale Vallicenter.  Una moltitudine di persone si è ritrovata per il taglio del nastro avvenuto alla presenza del sindaco Pasqui, dell’assessore regionale Sciapichetti, dell’ing. Talarico e dei rappresentanti l’amministrazione comunale. Realizzata dalla Regione Marche con i fondi europei l’area, una superficie di 660 metri quadrati per un costo di 346 mila euro, ospita otto attività economiche e produttive delocalizzate dopo il sisma. Tra suggestivi addobbi natalizi e piccoli buffet di benvenuto, i commercianti hanno festosamente accolto i numerosi partecipanti. Atmosfera gioiosa e frizzante per tutto il pomeriggio organizzato dalla Pro Loco, arricchito da vin brulè, mercatini artigianali e  allestimenti, curati da varie associazioni cittadine. Un fragoroso applauso augurale ha sottolineato il momento dell’inaugurazione, introdotto dal suono della cornamusa di Maurizio Cavallaro e dei Tamburini “Emma Magini”e, conclusosi con un’allegra tombolata.

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“Il taglio del nastro ha il significato di un obiettivo raggiunto – ha detto il sindaco Gianluca Pasqui- e quello di oggi è un obiettivo che si lega ad un percorso economico e anche sociale. Debbo ringraziare i commercianti perché, nonostante le difficoltà, hanno creduto fino ad oggi nella riuscita del percorso futuro della nostra città. Siamo felici per l’inaugurazione di questo spazio che non è soltanto un centro economico ma anche di socialità, in uno dei quartieri  più danneggiati dall’evento sismico e forse, quello che più di altri, aveva necessità di vedere al suo interno delle attività economiche. Per noi è una grande soddisfazione, uno dei segnali dei percorsi raggiunti che, nella consapevolezza delle difficoltà che dovremo affrontare, ci dà la forza di andare avanti per raggiungere  quella che sarà la gioia più grande, il vedere ricostruita la nostra Camerino”.

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“Un’altra realizzazione concreta - ha commentato l’assessore Angelo Sciapichetti- Un altro segnale di speranza che va nella direzione che tutti vogliamo: cercare di riportare il prima possibile le popolazioni nei comuni di residenza, far ripartire anche le piccole attività commerciali che hanno bisogno di ricominciare per rimettere in piedi un’economia, senza la quale non c’è vita e non c’è speranza. Sono tutti piccoli tasselli di un grande mosaico che, giorno dopo giorno, riusciamo a mettere insieme. Oggi c’è soddisfazione per aver compiuto un altro piccolo passo ma, da subito, ci rimettiamo in moto per affrontare altri problemi, altre difficoltà che purtroppo non mancano. Il riuscire a sfidarle con atteggiamento costruttivo una dopo l’altra, vuol dire farcela. Di certo c’è stata una devastazione che non ha precedenti nella storia d’Italia e ci vorrà del tempo. Dobbiamo impegnarci tutti perché il 2018, oltre che l’anno delle casette che debbono essere consegnate nei prossimi mesi, deve essere l’anno delle gru, il che significa far ripartire la ricostruzione leggera dei danni B, in modo tale da far rientrare a Camerino un gran numero di persone ancora alloggiate altrove e permettere di ripopolare la città”.

Carla Campetella

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Marchio Fiastrone Natura, territorio rurale e biologico

28 Dic 2017
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Fiastrone Natura” e la filiera corta organizzata. Così fanno rete cinque comuni dell’Unione montana dei Monti Azzurri.

Si tratta di un marchio, Fiastrone Natura, alla cui base c’è un progetto ambizioso che avrà l’obiettivo di mettere a sistema le piccole aziende a conduzione familiare dei comuni di Camporotondo, Cessapalombo, Serrapetrona, Belforte e Caldarola a garanzia dei prodotti agro-zootecnici, turistici e di ristorazione.

Il progetto è stato presentato nella sala consiliare di Camporotondo e ad introdurlo è stato il sindaco Emanuele Tondi: “Da alcuni anni ascoltiamo le imprese del territorio per capire come sostenerle e aiutarle.

Sono piccole aziende a conduzione familiare con problemi di visibilità e capacità produttiva e istituendo questo marchio cercheremo di dare una risposta concreta alle piccole imprese che saranno interessato a far parte di questo progetto”.

Un marchio, secondo Tondi, che può essere promosso anche dalle istituzione e che vuol permettere alle aziende di crescere insieme e non singolarmente.

“Ci saranno delle linee guida per i produttori - ha aggiunto - e per tutelare anche consumatori”.

Un progetto ambizioso, così è stato definito, è alla base di Fiastrone Natura, ovvero la cosiddetta filiera corta organizzata. Ad illustrare l’idea è stato Ivano Cappellacci ( sotto nella foto ), un piccolo imprenditore trasferitosi a Camporotondo del 2011: “Vogliamo stimolare i produttori a unirsi e i consumatori ad acquistare prodotti locali, a chilometro zero.

In campagna - ha spiegato - si riesce a produrre sempre meno, i produttori sono in balia del mercato e i consumatori spesso sono passivi e disinformati.

Ivano Cappellacci

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Il nostro ambiente è particolarmente sano, ma sto subendo un generale spopolamento e mancano poi servizi e riconoscimenti delle qualità”. L’invito di Cappellacci è quello di smettere di essere passivi, di accrescere il senso di appartenenza al territorio e, in riferimento ai piccoli imprenditori, di migliorare le produzioni e le professionalità. “C'è bisogno di innovazione di prodotti e processi - è tornato a dire - e questo progetto ha un’enorme potenzialità. I cinque comuni contano 2.322 famiglie che mensilmente, per la spesa, spendono in media 365 euro che, moltiplicato per i 12 mesi dell’anno, porterebbero in questi territori, qualora acquistassero prodotti locali, ben 10milioni e 167mila euro”.

Il progetto godrà del supporto dell’Unione montana dei Monti Azzurri e dell’Università di Camerino, che sarà parte attiva anche per quanto concerne le certificazioni dei prodotti del marchio Fiastrone Natura.

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Da un paio d’anni dibattiamo di questo argomento - ha detto il presidente dell’Unione Montana Giampiero Feliciotti - e questo progetto rappresenta l’atto pratico. Non sarà un'imposizione, costruiremo assieme alle aziende interessate gli standard di qualità e le regole. Questo è anche l’inizio di un percorso che porterà ad avviare un mercato stabile dei prodotti locali che riporteranno il marchio”. Feliciotti ha più volte ricordato che serve progettualità e sinergia fra comuni perché l’Unione montana possa ottenere altre risorse e, sulla stessa lunghezza d’onda, anche Andrea Spaternea in rappresentanza di Unicam, che ha ricordato la peculiarità del territorio del Fiastrone: “Qui c’è un ambiente incontaminato e sono poche le zone che possono vantare questa prerogativa. I prodotti di altissima qualità provenienti da queste zone - ha precisato - vanno valorizzati e promossi per dare chances di ripartenza al territorio. Unicam giocherà un ruolo importante nella loro certificazione affinché il consumatore sia messo nella condizione di acquistare in maniera consapevole”.

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Da parte sua, il sindaco di Cessapalombo Giammario Ottavi, ha raccontato di un’idea simile lanciata nel suo Comune diversi anni fa: “Questa iniziativa porta senz’altro nella giusta direzione.

A Cessapalombo abbiamo già provato circa 6 o 7 anni fa con ‘Tipicità dei Sibillini’. Quello che poi è mancato è stato l’accorpamento dei produttori. Da queste parti - ha spiegato - sono abituati a lavorare e vendere singolarmente, ognuno concentrato sul proprio prodotto pensando che sia migliore degli altri. Dobbiamo sfatare questo problema e mettere insieme tutti gli attori perché abbiamo un territorio vastissimo con straordinarie potenzialità”.

Gaia Gennaretti

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Ad accogliere positivamente il progetto anche Luca Giuseppetti, sindaco di Caldarola: “Dopo il terremoto occorre pensare positivo. Questa iniziativa è eccezionale. Non capisco come mai noi marchigiani non abbiamo ancora capito la bontà delle nostre produzioni. È ora di svegliarci - ha detto -. Ai marchigiani piace identificarsi con le zone costiere ma non abbiamo capito che la nostra Regione è fatta anche di una grande e stupenda montagna che sarebbe l’unica fonte di guadagno, se venisse sfruttata come dovrebbe”. 

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Don Marco: " Vogliamo ricostruire l'asilo di San Venanzo"

28 Dic 2017
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Continua a Camerino il dibattito sulla costruzione della materna paritaria “ Maria Ausiliatrice”, con la necessità di continuare le attività della storica scuola. Dopo il terremoto del 26 ottobre la parrocchia, le famiglie dei bambini iscritti all’asilo, le maestre, si sono trovati senza una struttura agibile. Nell'ultimo periodo la raccolta di firme da parte di alcuni cittadini e la costituzione di un comitato che non vuole la realizzazione del nuovo stabile in località Montagnano.

Il Parroco don Marco Gentilucci, " meravigliato " dalla contrarietà ha inviato un comunicato dove illustra tutto il suo pensiero anche a nome del consiglio.

Di seguito il comunicato integrale.

" Sentiti gli Organi Parrocchiali, dopo diversi mesi di chiusura, raccolte le pressanti richieste delle famiglie e di tutta la comunità, accogliendo la generosità di un parrocchiano, decide di continuare l’anno scolastico spostando la scuola in un appartamento di Montagnano; soluzione provvisoria, per sopperire ad una esigenza urgente e contingente agli eventi sismici.

Spronato dalle famiglie dei bambini e dalla voglia di non far morire questa istituzione a servizio alla comunità di Camerino (si accolgono bambini non solo della parrocchia di San Venanzio ma anche di tutta la nostra città) ed anche dei paesi limitrofi che purtroppo non possono avere il nido per motivi di spopolamento), comincia a cercare probabili benefattori che potrebbero contribuire alla salvezza della scuola.

Cominciano ad arrivare proposte di donazioni da diverse aziende che sono sensibili ai problemi di noi terremotati ed in particolare dei bambini che hanno bisogno della scuola pubblica e/o parificata (la loro generosità non fa differenza tra scuola pubblica e scuola parificata).

La prerogativa più importante è quella che la nuova struttura dovesse dare il massimo della sicurezza in caso di sisma, anche in caso di magnitudo alta.

Cominciamo quindi a cercare un terreno idoneo ad ospitare questa struttura e nel frattempo ci vengono proposti nuovi aiuti anche da altri benefattori.

Dopo una ricerca autonoma che non porta a nessun risultato, decidiamo di interpellare il Comune di Camerino affinché individuasse, all’interno del territorio comunale un’area idonea dove poter edificare la struttura (gennaio 2017); cosa fatta anche da altri Enti e Associazioni.

Il Comune di Camerino ci chiede di mostrare un progetto di massima per potersi rendere conto della superficie di cui avevamo bisogno.

Impostiamo, quindi, il primo progetto della struttura scolastica e ci interfacciamo con le leggi nazionali e regionali che regolano tali strutture.

Alcuni esponenti del Comune sentono il servizio tecnico del Comune per poter individuare le aree disponibili.

Diverso tempo dopo ci contattano dicendo che solo un’area, nel quartiere di Montagnano, ancora libera e destinata a questo servizio, può essere idonea ad ospitare questa struttura (agosto 2017).

Il parroco porta a conoscenza della Diocesi la proposta di concessione dell’area fatta dal Comune con la formula del diritto di superficie.

Cominciamo quindi ad interfacciarci con l’ufficio tecnico del Comune ed a sviluppare in modo concreto il progetto esecutivo della struttura cercando di occupare solo per la minima parte necessaria, l’area che la normativa richiede.

Ci viene fatta esplicita richiesta da parte del Comune di mantenere la restante area a servizio del quartiere e di fare in modo di mantenere in funzione l’attuale campetto di gioco.

Convinti che purtroppo è inevitabile un restringimento del godimento dell’area da parte del quartiere ci siamo proposti di accollarci nel tempo la manutenzione dell’area verde pubblica, il rifacimento completo del campetto che in questo momento si trova in stato di abbandono, ed anche di ridare all’area nuovi giochi oltre a preservare al massimo tutte le alberature presenti.

Dopo aver constatato che alcuni abitanti del quartiere, manifestavano contrarietà alla realizzazione della scuola in quel sito siamo tornati in Comune chiedendo di nuovo se ci fossero altre aree disponibili (ottobre 2017).

Alcuni rappresentanti di coloro che sono contrari hanno chiesto al parroco un incontro per poter esporre le loro osservazioni ed in quella sede si sono espressi contro la costruzione della scuola portando come motivazione la necessità di mantenere a verde ogni metro di superficie dell’attuale area.

Il parroco, sentite le loro esigenze, chiede se sia possibile trovare una soluzione condivisa al problema, ed interroga di nuovo il Comune sulla possibilità di avere un’altra area idonea diversa da quella di Montagnano.

Purtroppo, il Comune risponde che non esiste altra area di sua proprietà con la destinazione urbanistica idonea alla costruzione della scuola.

Il progetto viene quindi rivisto e studiato in modo da limitare al minimo l’occupazione dell’area (1000 mq su 3500 mq), prevedendo di costruire la copertura con la tecnica del green roof (tetto verde), il quale in parte sarà anche accessibile dal giardino, ampliando l’attuale area giochi, ed impattando al minimo con la costruzione della struttura che avrà un’altezza di soli 3,50 ml. al livello di gronda; queste soluzioni portano inevitabilmente ad un innalzamento dei costi di costruzione ma vengono comunque prese in considerazione per poter trovare una soluzione accettabile per tutti (dicembre 2017).

Dopo l’uscita degli articoli sui giornali locali si è deciso di esporre alla comunità le nostre ragioni sperando di addivenire ad una soluzione ampiamente condivisa.

Ogni servizio a favore delle future generazioni è un arricchimento per tutta la comunità di Camerino e anche oltre; opportunità che non dobbiamo farci sfuggire, anche perché questo terremoto ha minato in modo profondo il futuro di questa nostra piccola realtà, già peraltro a forte rischio di spopolamento per mancanza di servizi alle famiglie e soprattutto a quelle giovani famiglie con bambini.

In conclusione vogliamo ribadire la necessità di continuare le attività della storica “Scuola materna Maria Ausiliatrice” con i principali oneri a carico della Parrocchia di San Venanzio, dei donatori e degli Enti vicini, in una nuova sede sicura.

Vogliamo confermare la correttezza delle azioni svolte e la ricerca della più completa legalità e legittimità, senza richiedere particolari privilegi.

Siamo aperti al confronto e ad ogni trasparente informazione e al tempo stesso determinati a mantenere una storica istituzione a Camerino, in luogo idoneo, in una struttura sicura e in tempi ragionevoli.

La Parrocchia di San Venanzio

 

 

Sarnano, il sindaco "denuncia" i costruttori delle casette

27 Dic 2017
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Una decisione destinata a far discutere quella del sindaco di Sarnano Franco Ceregioli che si rifiuta di consegnare le prime casette agli abitanti dell'area di San Cassiano. Motivo la situazione di incuria verificata dallo stesso primo cittadino nel corso dell'ultimo sopralluogo fatto prima della consegna prevista per questo mercoledì 27 dicembre. "Abbiamo eseguito un sopralluogo nell'area Sae alla presenza della polizia municipale per stilare un verbale di segnalazione di tutta la situazione casetta per casetta – afferma il primo cittadino – Abbiamo constatato una situazione al limite della decenza perchè, al di là della sporcizia presente in ogni abitazione, le casette sono in uno stato tale da non poter essere oggetto di consegna. Tanto per fare alcuni esempi in una casetta mancava l'energia elettrica, in un'altra la corrente saltava ogni volta che veniva inserita la spina della lavatrice nella presa di corrente, in altre manca una parte consistente del mobilio e degli accessori. Ovviamente ho subito riconsegnato le chiavi all'Erap e nelle prossime ore provvederò a formalizzare quanto verificato durante il sopralluogo a tutte le autorità competenti, Erap, Protezione civile nazionale e regionale, consorzio Arcale, Prefettura, affinchè siano fatti i docuti controlli ed accertate eventuali responsabilità". 

La situazione delle Sae oggetto di verifica

 

casetta esterno

 

infissi porta

 

 interno cucina

 

bagno

 

presa corrente

Caldarola, consegnate le prime casette

27 Dic 2017
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“Nonostante tutto la giornata più bella da quando sono sindaco di un paese terremotato”. Queste le parole del primo cittadino di Caldarola Luca Maria Giuseppetti nel salutare i concittadini durante la consegna delle chiavi di 41 SAE nell’area individuata nella zona ovest del paese, vicino agli impianti sportivi.

“Bella, perché finalmente circa 100 paesani sono rientrati nel loro Comune, 41 famiglie che erano fuori, molti lontani anche più di 100 km, tutti desiderosi di rivivere la quotidianità paesana. Poi le finiture, i dettagli, le storture di queste abitazioni provvissorie verranno risolte, ma quel che è importante è che sono nuovamente con noi riuniti nello stesso contesto”.

Non è un dietrofront del Sindaco Giuseppetti rispetto alla denuncia dell’indecenza delle SAE dichiarate ultimate dalla ditta costruttrice, ma una scelta del male minore. Per la massima volontà democratica l’Amministrazione Comunale ha preferito far decidere ai destinatari, una volta visionata l’abitazione, se occuparla o attendere gli ulteriori lavori.

Tutto sommato un clima di festa quello vissuto tra i caldarolesi che si sono in alcuni casi rivisti dopo più di un anno e che si sono resi conto che l’esilio forzato è finito.

“Il mio augurio è che questo provvisorio lo sia per poco tempo” ha proseguito Giuseppetti prima della benedizione del parroco Don Vincenzo “ognuno nella vita subisce momenti di difficoltà, e questo è uno dei peggiori ostacolo da superare, ma noi siamo una comunità forte, lo supereremo insieme, i bisogni di uno sono i bisogni dell’altro e la vicinanza ci deve proiettare in modo positivo verso il futuro. Dobbiamo essere consapevoli che in questo contesto i bambini diventeranno ragazzi, parlare di normalità è difficile ma dobbiamo crederci”.

 

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Ora il cronoprogramma prevede la consegna di un secondo blocco per gennaio mentre il terzo ed ultimo a fine febbraio.

“Entro i primi mesi del 2018 rivoglio qui tutti i miei concittadini. A loro dico sin da subito che se c’è qualcosa che non va è inutile fare polemica, non porta giovamento a nessuno, soprattutto al paese. Non ci siamo mai tirati indietro al confronto e alla soluzione dei problemi insieme, anzi, per questo voglio ringraziare tutti gli amministratori del Comune, Assessori e Vice sindaco, che si sono spesi fino allo sfinimento per la realizzazione delle SAE.

Ora si va avanti, sempre insieme, uniti più che mai”

 

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San Severino, dal Milan club un aiuto per il teatro Italia

27 Dic 2017
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Natale solidale quello degli iscritti al Milan Club di San Severino Marche che, in occasione delle feste, hanno voluto consegnare al primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, una somma in denaro raccolta con l’aiuto del direttivo dell’Associazione italiana Milan Club della regione Marche e dei club di Fabriano, Ancona, Castelfidardo e Pesaro – Urbino e destinata alla ristrutturazione del teatro Italia.

Alla breve cerimonia, svoltasi nella sede rossonera di viale Matteotti, hanno preso parte il presidente del sodalizio, Raffaella Montedoro, che di recente è stata nominata vice delegato regionale dei Milan Club delle Marche, il vice presidente del Club, Silvano Gianfelici, e alcuni membri del direttivo. Insieme al sindaco di San Severino Marche erano poi presenti il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata, e gli assessori comunali Sara Bianchi, Vanna Bianconi e Tarcisio Antognozzi.

La consegna dell’assegno è avvenuta nella sala dove di solito si siedono una cinquantina di tifosi iscritti al club settempedano per assistere alle partite del Milan e dove campeggia un maxi poster di Giacomo “Jack” Bonaventura, centrocampista rossonero e della Nazionale italiana originario proprio di San Severino Marche.

Ci rifiutiamo di consegnare le casette, la rabbia dei sindaci Giuseppetti e Ceregioli.

26 Dic 2017
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Dopo tanti ritardi mercoledì 27 dicembre a Caldarola  dovrebbe ( il condizionale è d'obbligo ) consegnare le prime casette.

Ma il sopralluogo fatto nell’area delle SAE di Caldarola ha lasciato fortemente deluso il primo cittadino Luca Maria Giuseppetti, che si è trovato davanti a sé un cantiere in stato di desolante degrado.

Alla vigilia della consegna delle 41 soluzioni abitative la situazione è di sporcizia, barattoli e tubi di silicone abbandonati in strada, scale ancora appoggiate sui tetti delle case, palizzate da finire e incuria ovunque.

Fosse stato per me” ha dichiarato il sindaco Giuseppettiavrei spostato ancora la data di consegna, perché ognuno di noi ha una dignità e lo stato attuale delle cose offende la dignità dei caldarolesi, soprattutto di coloro che sono senza casa da più di un anno.

Ma so perfettamente che i miei concittadini sono stanchi di vivere fuori casa, impazienti di tornare nella loro Caldarola, soprattutto coloro che sono ancora costretti ad occupare una camera d’albergo lontana chilometri. Quindi lascerò decidere loro se prendere le chiavi della casa o attendere ancora. Chi andrà ad occupare una di queste 41 SAE deve essere consapevole che andrà ad abitare in un cantiere in corso d’opera, forse proprio la presenza attenta dei cittadini permetterà che tanta superficialità non si ripeta più” ha concluso con rabbia e desolazione.

( il video pubblicato sulla pagina Facebook del sindaco di sarnano ) https://www.facebook.com/franco.ceregioli/videos 

 Stessa sorte per il comune di Sarnano con il sindaco Franco Ceregioli che in un video postato sulla sua pagina Facebook, ha mostrato a tutti le condizioni delle casette che dovrebbero essere consegnate il 27 dicembre.

 

 

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In molti moduli non c'è la corrente elettrica, i sanitari nei servizi igenici non sono funzionanti e ancora da finire a sistemare con sporcizia ovunque.

Ironia della sorte, il 22 dicembre era arrivata in comune il verbale della consegna e la documentazione del termine dei lavori dove si affermava che tutto era in ordine e le Sae erano pronte per la consegna delle chiavi.

Da un sopralluogo è emerso tutto il contrario oltre alla sporcizia. Per questo le casette non verranno consegnate e si procederà ad accertare le responsabilità. 

 

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Caldarola: Assalto al Bancomat della Banca dei Sibillini

25 Dic 2017
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Un vero è proprio assalto nella notte di Natale per la Banca dei Sibillini a Caldarola. Sede che da oltre un anno è stata allestita in un container all'inizio del viale che porta nel centro storico.  

Ignoti hanno fatto saltare in aria il bancomat introducento all'interno del container del gas che successivamente ha provocato l'esplosione del distributore del denaro con le banconote che sono volate in aria.

L'esplosione ha mandato in pezzi anche il container e molte attrezzature all'interno degli uffici sono andate distrutte.

Sul posto è subito intervenuta una pattuglia dei carabinieri con il comandate Patrizio Tosti che aveva messo in atto un piano strategico sul territorio per il controllo che era terminato intorno alle tre.

Alle 4,20 i due uomini specializzati ( potrebbero essere gli stessi due che da alcuni giorni da nord a sud fanno saltare le macchine distributrici di soldi ) hanno messo a segno il piano inserendo il gas nel bancomat e poi l'hanno fatto esplodere.

L'esplosione ha disintegrato la cassaforte del bancomat e le banconote sono volate in aria " costringendo " i malviventi a raccoglierle velocemente all'interno della banca.

Il bottino si aggira intorno ai 25 mila euro. ironia della sorte, il bancomat da alcuni giorni era fuori servizio per un guasto telematico e per questo il bottino è ingente.

Curiosità, i due malviventi hanno lasciato sul posto parecchie banconote, alcune danneggiate dallo scoppio ( particolarmente violento )  e altre rimaste fra i mobili rovesciati dalla forte esplosione.

Le telecamere avrebbero ripreso alcuni momenti e un uomo che tornava a casa in quel momento, avrebbe visto i due ladri fuggire e salire su un'auto rubata e si sarebbero diretti verso Caccamo.

 

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servizio in aggiornamento  

Natale, il vescovo Brugnaro ha incontrato i vescovi Fagiani e Pennacchio

24 Dic 2017
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Incontro fraterno e scambio di auguri natalizi tra l’Arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro e il suo predecessore alla guida della diocesi di Camerino – San Severino Marche Angelo Fagiani presso il seminario di Fermo, dove mons. Brugnaro è stato accolto anche dall’Arcivescovo Metropolita Rocco Pennacchio, tornato in diocesi dopo la convalescenza vissuta nella sua Matera a seguito dell’incidente stradale in cui è rimasto coinvolto qualche giorno fa.

La mattinata della vigilia di Natale di mons. Brugnaro è poi proseguita con la visita ad alcuni ex detenuti con i quali l’Arcivescovo, che ha svolto per alcuni anni fino al terremoto dello scorso anno l’ufficio di cappellano del carcere di Camerino, ha mantenuto cordiali rapporti.

Quindi la visita a Gagliole a don Luigi Pistoni, anziano sacerdote attualmente ospite nella locale casa di riposo, e ad Andrea Giorgetti, giovane costretto in carrozzina a causa di una grave malattia, con il quale l’Arcivescovo ha stretto affettuosa amicizia.

tre vescovi

A mezzanotte, poi, la celebrazione della messa di Natale presso l’auditorium Benedetto XIII di Camerino. Mattina del giorno di Natale dedicata ai malati con la visita ai ricoverati presso l’Hospice di San Severino Marche prima delle celebrazioni eucaristiche natalizie alle 11 al Benedetto XIII di Camerino e alle 17 nella chiesa di San Lorenzo in Doliolo a San Severino.  

Caldarola, inaugurato il nuovo centro commerciale

24 Dic 2017
142 volte
Nella tarda mattinata di domenica 24 dicembre è stato inaugurato il mini marrket di Caldarola nella zona industriale all’ingresso della cittadina. Il parroco mons. Vincenzo Finocchio ha invocato la benedizione sugli esercenti e sui clienti del centro attività produttive. Il sindaco Luca Maria Giuseppetti, prima del rituale taglio del nastro, ha ricordato come il centro fu fortemente voluto dal compianto Lino Carlini per favorire il cammino della rinascita del paese dopo le distruzioni dei sismi 2016-17 e la dispersione dei caldarolesi negli alberghi della costa adriatica e nell’entro terra marchigiano nonché fuori regione. Ha salutato il centro anche come luogo di aggregazione sociale in attesa del progressivo rientro degli sfollati.
Madrine dell'inaugurazione Marielisa Carlini e Monica Bibiagi.
Nel piccolo centro commerciale ci sono 10 negozi e 2 uffici professionali: cartoleria "Passato e presente " di Bentivoglio Clelia e Stefano , gioielleria Gazzellini Caterina, abbigliamento e intimo "Sotto Sopra" di Susanna Fabbroni, casalinghi di Francesco Pelacani, alimentari Annalisa, mobilificio Moretti, pasta fresca Graziella, frutta e verdura Massetani, bar da Mariella, studio legale di avv. Noemi Paola Riccardi, studio tecnico di geom. Rino Di Filippo. A fine marzo già altre attività si erano stabilite presso un capannone industriale: ambulatorio medico di Lommano, due studi tecnici:uno di Donati e l’altro di Ricca, parrucchiera Catia, barbieria di Francesco Pazzelli, un studio assicurativo UnipolSai. Altre attività erano già state delocalizzate fuori Caldarola per mancanza di spazi e clienti.
 
 
 
 

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