Pieve Torina, la campanella suona con il Commissario De Micheli.

08 Gen 2018
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Prima campanella nella nuova scuola di Pieve Torina per i bambini della scuola primaria e secondaria di primo grado. È stato il sindaco, Alessandro Gentilucci, a dare il via alle lezioni per la prima volta, con un'ospite d'eccezione: il commissario straordinario alla ricostruzione, Paola De Micheli, che ha voluto essere presente ed ha accompagnato i piccoli studenti nelle rispettive classi.

“Ritorniamo alla normalità – ha detto il primo cittadino – in un paese dove oltre il 90% delle abitazioni sono andate distrutte. Poter tornare in una struttura definitiva, con stabilità, serenità, è il senso profondo di questo momento. I nostri ragazzini, per poter andare a scuola sotto ad un tendone sotto al quale le condizioni non sono state delle migliori, hanno fatto tanti sacrifici, affrontato ogni giorno almeno 200 chilometri di spola dalla costa. Ma questa è la ragione per cui abbiamo dato il massimo ed oggi possiamo dire di avercela fatta”.

Ai bambini anche il saluto di Tonino Dominici e Sandro Paradisi, promotori del progetto Succisa Virescit e principali finanziatori e quello di Antonio Mastrovincenzo, presidente dell'assemblea regionale.

“Ho parlato con tanti bambini – ha commentato il commissario De Micheli – e quello che per primo e più forte di tutti ho percepito è la voglia di rimanere qui a Pieve Torina, il desiderio di non stare in nessun'altra parte al mondo. Se oggi ricostruiamo è per loro, per dare loro un futuro stabile e proficuo a loro che saranno i nostri dirigenti di domani. In particolare però, oltre ai tanti sponsor che hanno permesso la costruzione di questa scuola definitiva, io devo ringraziare il sindaco, Alessandro Gentilucci, per l'impegno e la determinazione che sta dimostrando giorno dopo giorno per affrontare questa grande sfida che è la gestione del post-sisma in un paese distrutto come il vostro”. 

 

Il sindaco Gentilucci suona la prima campanella nella nuova scuola

Gentilucci campanella

 

Il Commissario alla Ricostruzione Paolo De Micheli nel primo giorno di lezioni nella nuova scuola

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Pietro Tapanelli: "Il ponte di torrone"

07 Gen 2018
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A Camerino, come da tradizione, nel giorno dell'Epifania si è svolta la Festa del Torrone al centro del City Park. In una città devastata dal sisma si cercano di mantenere intatte le tradizioni e la manifestazioni. Arriva, al riguardo, la critica del consigliere Pietro Tapanelli che paragona la città ducale al Titanic, fornendo al contempo la sua ricetta. Di seguito la nota del consigliere comunale

Oggi rischio grosso. Coscientemente e scientemente voglio criticare le iniziative turistiche che, dal sisma a questa parte, stanno continuando a Camerino, nella normalità più assoluta, come se non fosse successo alcunché. Lo so, qualcuno mi dirà che sono pazzo e che, politicamente, dovrei tacere evitando il rischio di inimicarmi i valorosi volontari che, eroicamente, mettono impegno e soldi, ad esempio, nella Festa del Torrone.

Ieri, proprio durante i festeggiamenti del dolciume tipico natalizio che si sono tenuti al City Park di Camerino, ho avuto come l’impressione di trovarmi sul Titanic. La città cola a picco e tutti, governance cittadina compresa, sembrano ancora far affidamento sulla inaffondabilità del transatlantico ducale. Credo ci voglia onestà e franchezza, nonché responsabilità politica, nel dire che la realtà, a Camerino, è totalmente cambiata a causa del terremoto. Bisogna trovare il coraggio di dire, e capire, che non si può più continuare a concepire, ed organizzare, eventi per i pochi camerinesi ancora residenti. Già questo modo di lavorare non lo condividevo prima, ma oggi sta assumendo i tratti di una condotta dolosa.

In uno degli ultimi consigli comunali ho suggerito al Sindaco di puntare su due o tre eventi. Corsa alla Spada, Camerino Festival e, perché no, Festa del Torrone, ma finanziando seriamente la loro attività, con piani di comunicazione seri e professionali e che, quindi, siano in grado di evitare che queste feste diventino sempre di più innocue dosi di morfina per il paziente in fin di vita. In questa fase, drammatica, occorrono decisioni nette che, purtroppo, scontenteranno qualcuno. Non per dispetto verso alcuni, ma per il bene della città. Poche cose, ma fatte bene e investendo denari pubblici. Non è più tempo di accontentare tutti pensando solo alla prossima tornata elettorale.

La mia è una ricetta vincente? Non lo so, ma è doveroso provare. Continuando così, il naufragio è cosa certa e la Banda Città di Camerino, che spesso accompagna con i suoi concerti tali manifestazioni, verrà ricordata alla pari dell’orchestra del Titanic, continuando a suonare e facendo credere che tutto stia andando bene.

Se non ci sono i soldi, come qualcuno obietterà, è dovere dell’amministrazione adottare proteste politiche ed istituzionali esemplari e ferme. Se, ad esempio, gli organi sovracomunali non si adoperano per realizzare neanche un passaggio pedonale, occorre dimettersi, per protesta, e consegnare le chiavi della città al commissario per la ricostruzione. Mi dispiace dirlo, ma il tirare a campare non deve più essere tollerato.

Sicuramente riceverò pernacchie per questo mio pensiero, anche se Eduardo De Filippo insegnava che c’è pernacchio e pernacchio, anzi il vero pernacchio non esiste più e quello di oggi è solo volgare e brutto, e nulla verrà preso in considerazione, ma come consigliere comunale mi sento in dovere di dire certe cose, anche se impopolari.

Aggiungo la proposta di riserva, anche alla luce dell’impossibilità, tutta camerte, di fare un benedetto passaggio pedonale nella zona della New Town di Camerino. Diamo l’incarico al maestro pasticcere Attili, artefice del torrone più lungo del mondo. Lui, in questo marasma, è l’unico che riesce a fare qualcosa. Il ponte, per far attraversare i poveri pedoni, lo possiamo fare con albume, zucchero e mandorle. Chissà che non venga fuori il torrone con passaggio pedonale più lungo del mondo. Ad maiora!

Pietro Tapanelli – Consigliere comunale di Camerino 

San Severino Marche: La visita dei “Magi” di Cantù, una bella giornata al don Orione

07 Gen 2018
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Nel giorno dell’Epifania,  a San Severino Marche, sono davvero passati i Re Magi con i doni. 

La Parrocchia di San Severino Vescovo vede alla luce un nuovo oratorio stile “container” in linea con la provvisorietà dettata dal periodo post terremoto.

Una grande Provvidenza che nasce da un cuore spalancato verso la nostra chiesa parrocchiale. Abituati a spazi plurimi e vitalità diffusa ad oltranza entro le mura del don Orione, ai Settempedani non sembra vero dopo questa lunga attesa poter gioire dell’Oratorio modulare.

E’ il segno di fraternità e vicinanza della Caritas di Cantù del decanato milanese e dell’attenzione del nostro Comune nel valorizzare il recupero di spazi che da sempre sono stati crocevia di relazioni nelle diverse fasce d’età, dall’infanzia all’anzianità.

Possiamo godere di un centro di ritrovo parrocchiale, con l’intento di comprendere e chiederci quali possano essere i futuri passi da svolgere per attivare una collaborazione ad ampio raggio  - anche con l’ausilio di Diocesi sorelle - per poter ricostruire la nostra comunità di San Severino.

don luca

 

Credo uno dei criteri da non escludere sia la lungimiranza con lo sguardo rivolto alla situazione del clero, all’invito di Papa Francesco che si fonda su quello “slogan” che tutti provoca alla missionarietà: “Chiesa in uscita”.

Noi, per alcuni versi, possiamo sperimentare la “chiesa in uscita”, in quanto viviamo al di fuori dei normali standard ed il terremoto ci ha chiesto di individuare cammini di condivisione con le comunità di tutta la cittadina di San Severino Marche. 
Per questo motivo il nome dell’oratorio assume già in partenza come vuole la tradizione stessa, la sfumatura “dell’inter-parrocchialità”.

don luca taglio nastro


È un segno di speranza, nel giorno dell’Epifania. 
Francesco Giovanni Brugnaro durante la celebrazione eucaristica in occasione dell’inaugurazione del piccolo oratorio ribadisce e richiama con delicatezza la corresponsabilità del credente nel vivere la dimensione dell’incontro, del divertimento.

Bella ed indovinata l’ouverture  del Vescovo nel sorprendente  dialogo -  stile domanda e risposta - con i ragazzini presenti alla S. Messa inaugurale. 

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In un passaggio  dell’omelia, invita a riflettere sull’insegnamento  della fede e l’importanza di generare attraverso l’animazione (e non parcheggio) dei figli nell’oratorio, un sano accompagnamento alla luce del Vangelo di Gesù.  
Un approccio che si cala anche nella “perdita di tempo” purché avvenga per la vita degli altri.
Ora ci si augura tutti di poter esprimere nel miglior modo possibile operosità  e proposte. Felici di poter contare sull’oratorio, nato dal cuore provvidente di chi si è reso sensibile al dramma causato dal sisma in questa nostra terra.
Un ringraziamento anche ai due gruppi fans club dei Nomadi che hanno offerto un consistente contributo economico all’oratorio per il primo avvio delle attivitá.

Don Luca Ferro

San Severino Marche: " La nuova storia dell’oratorio "

06 Gen 2018
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“Oggi è un giorno di grandissima festa. Oggi possiamo ripartire con una nuova storia dell’oratorio”. Con queste parole l’assessore Tarcisio Antognozzi ha salutato la delegazione del Decanato di Cantù Mariano arrivata a San Severino per festeggiare l’inaugurazione del nuovo oratorio provvisorio al termine della messa di questa mattina celebrata dall’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro.

Si tratta di un container di circa 100 metri quadrati che potrà accogliere le attività di catechismo, quelle parrocchiali e quelle dell’oratorio. Il Decanato non ha donato soltanto la struttura che permetterà alla comunità di Don Orione di ripartire, ma ha anche reso possibile un gemellaggio di una scuola lombarda con l’istituto comprensivo Tacchi Venturi.

“Gli amici di Cantù - ha detto Antognozzi - ancor prima di farci questo dono, sono venuti a trovarci dopo il sisma. Ci sono stati vicino, hanno ascoltato le nostre angosce, le nostre paure e le nostre speranze. L’oratorio Don Orione è nato nel 2008 ma il terremoto lo ha reso inagibile e anche la nostra comunità ne ha molto risentito. Si era bloccata. Oggi possiamo ripartire davvero, con una nuova storia dell’oratorio”.

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Durante l’omelia, l’arcivescovo ha molto parlato del significato della festa dell’Epifania, cioè il momento in cui Cristo si è mostrato agli uomini, per poi accostarlo al momento che la comunità del Don Orione stava vivendo grazie al Decanato di Cantù: “Stiamo vivendo un momento di grande solidarietà. Il decanato di Cantù ha offerto la struttura cosicché a San Severino potesse riprendere l’attività dell’oratorio.

Questo segno di fraternità e condivisione è il segno più bello perché è vero che la stella dei Magi ha indicato Gesù, ma poi i Magi sono stati a loro volta mandati a far conoscere Gesù. Ecco la missione, che trova nella carità, nella condivisione e nella fraternità, la cosa più importante da vivere e praticare”.

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In rappresentanza della delegazione lombarda, Giuseppe Bonfanti: “Questa giornata rende giustizia all’attività, è l’avverarsi di un sogno. Quando siamo venuti a San Severino dopo il sisma - ha raccontato - il nostro aggancio, le sorelle di Santa Chiara ci avevano detto che il bisogno più grosso, per quanto riguardava le attività parrocchiali, era probabilmente qua in oratorio. L’aver incontrato la comunità del Don Orione e l’aver conosciuto l‘assessore Antognozzi è stato per noi la chiave di volta. La nostra diocesi ha creduto molto in questa iniziativa - ha aggiunto - che è stata peraltro fortemente voluta dai nostri giovani. Crediamo d aver fatto qualcosa di positivo e speriamo che l'oratorio possa funzionare e crescere”.

La giornata di festa è proseguita anche nel pomeriggio. Altri luoghi ma altrettanti sorrisi e commozione. Sono infatti state consegnate altre 13 soluzioni abitative emergenziali e sono quindi 81, ad oggi, le famiglie che ne sono entrate in possesso su un totale di 103.

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“Una piccola festa dopo l’inaugurazione del villaggio del 20 dicembre scorso” ha sottolineato il sindaco Rosa Piermattei durante il suo saluto di benvenuto, che è stato particolarmente accolto da chi, dopo le scosse di terremoto dell’ottobre del 2016, si è trovato senza casa.

“Contiamo di ultimare la consegna di tutte le 103 casette entro la prossima settimana – ha anche detto –. Avremo potuto assegnare le ultime strutture rimaste anche oggi ma ci è sembrato troppo rischioso visto che si sta completando la viabilità e abbiamo uomini e mezzi all’opera nel cantiere. Arcale non ci ha fatto mancare nulla e i piccoli disagi che inizialmente ci sono stati, normali per delle case nuove realizzate in tempi da record, sono stati risolti”. Nell’ultima delle tre aree del villaggio “Campagnano”, infatti, si procederà a breve all’asfaltatura dei piazzali e dei vialetti interni e alla predisposizione dei parcheggi che verranno assegnati a ciascuna famiglia, oltre che della segnaletica.

“Avrei preferito non aver avuto bisogno delle casette - è tornata a dire - ma nell’emergenza che ci siamo trovati a vivere queste strutture sono importanti per tante persone. Speriamo di ripartire presto e speriamo che la ricostruzione sia veloce. Per noi comunque la priorità erano le casette e siamo giunti alla loro consegna. Poi la scuola provvisoria e la ricostruzione dell’Istituto tecnico Divini. Dopo penseremo al resto ma la città ripartirà solo quando decollerà la ricostruzione degli edifici. Come amministratori ce la stiamo mettendo tutta e cerchiamo di essere sempre presenti. Io ho solo fretta di far ricostruire le case ai miei concittadini, anche perché - ha concluso - queste casette mi serviranno. Ma sarà una sorpresa”.

Tolentino, "l'eterno problema" di viale Matteotti

06 Gen 2018
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Il tema della viabilità, anche pedonale, è sempre al centro di dibattiti e discussioni. A tenere banco, a Tolentino, è la situazione di viale Matteotti, una delle arterie più importanti per la città, Il viale, che rappresenta anche un pezzo di storia per essere uno dei più antichi, versa in condizioni critiche, sia sul fronte stradale sia su quello pedonale. I marciapiede richiedono un intervento urgente, tanto che, sul lato destro della strada, un tratto di essi è stato chiuso e inibito al transito dei pedoni perché il mando ha ceduto, tanto da creare anche diversi problemi alle abitazioni che si trovano nelle vicinanze. L'Amministrazione comunale aveva inserito l'intervento di rifacimento del viale nel progetto di ampliamento dei parcheggi nel 2016, che doveva essere affidato ad una impresa privata. Quel progetto non è mai decollato e ora l'auspicio è che l'Amministrazione pensi ad una alternativa per risolvere questo problema. 

 

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Lago de Le Grazie, un bacino "pericoloso"

05 Gen 2018
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Una delle questioni più importanti per Tolentino è rappresentata dal bacino idrico del lago de “Le Grazie”, un bacino artificiale, situato proprio in contrada Le Grazie, attraverso il quale la locale municipalizzata Assm produce energia elettrica.

Questo specchio d'acqua necessita ormai da tempo di manutenzione, come sottolineato dal sindaco Giuseppe Pezzanesi. “Qualche anno fa con l'allora ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi affrontammo questo delicato problema. Il ministro si rese conto del livello di pericolosità del lago, completamente interrato. Quando le piogge sono abbondanti e gli altri quattro vasi a monte scaricano acqua sul fiume Chienti, emergono delle enormi difficoltà soprattutto in termini di sicurezza. Il ministero delle Infrastrutture ha appaltato ad una ditta di Ascoli Piceno i primi due milioni di euro di lavori, che partiranno nei prossimi mesi, con i quali si procederà allo sfangamento del lago e con cui si metterà in sicurezza il bacino. Il progetto è più ampio e prevede, nel suo complesso, il recupero di tutta l'area intorno al lago, che servirà al rilancio del complesso sotto il profilo turistico”. 

 

Sauro Ciarapica

Aiuti per ricostruire il Museo Archelogico di Castello a Monte a San Severino

05 Gen 2018
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Il San Severino Blues festival in aiuto della città di San Severino per ricostruire il museo archeologico di Castello al Monte. Il direttore artistico della rassegna, Mauro Binci, ha consegnato al sindaco Rosa Piermattei, le donazioni volontarie raccolte nel corso dellanno in occasione dei concerti ospitati in diverse piazze del territorio. La cerimonia è stata ospitata in apertura del concerto gospel di Markey Montague al teatro Feronia. In tutto sono stati raccolti 2.140 euro.

La destinazione delle donazioni ha spiegato Binci ha per noi un forte segnale simbolico. Anzitutto perché, nel 1991, il festival blues è nato proprio da Castello al Monte, dove ha sede il museo. Quindi ci è sembrato del tutto naturale destinare allarte queste donazioni raccolte in momenti artistici. Poi il museo archeologico è fra i luoghi colpiti dal sisma. Per fortuna non sono state danneggiate le preziose opere che vi sono raccolte e che testimoniano la storia più antica della città. L’auspicio è che questo primo contributo destinato al museo stimoli altre donazioni prosegue - che, unite ai progetti e alla ricerca fondi istituzionali dellAmministrazione Comunale, ne permetta la riapertura entro lestate prossima”.

Il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, ha voluto ringraziare dal palco del Feronia i tanti donatori e chi ha pensato e avviato la raccolta fondi sottolineando limportanza del festival blues per la promozione della città.

Dagli Appennini alle Ande per issare sull'Aconcagua la bandiera di Montecavallo.Tra pochi giorni si parte

05 Gen 2018
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Pochi giorni di attesa e di ultimi preparativi e la grande avventura dell’Aconcagua Team Experience sarà pronta a partire. Scalare il 7000 metri della vetta più alta della catena delle Ande e piantarvi in cima la bandiera di Montecavallo. A mettersi in gioco con spirito solidale sono tre recanatesi, un veneto e un romagnolo, fondatori della Onlus Aconcagua Team Experience. Guidati da Roberto Pellegrini, tenteranno l’impresa Marco Capodacqua titolare di un agriturismo di Montefano, Giovanni Dall’Armellina, il fotografo Danilo Maceratesi che curerà immagini e video della scalata e Mattia Baffone. La data di partenza per l’Argentina è fissata per il prossimo 23 gennaio, quando prenderà avvìo l’originale sfida solidale intrapresa per dare un segnale di aiuto e visibilità al piccolo centro dell’entroterra danneggiato dal sisma dell’ottobre 2016. “ Save Marche 6.5il motto della Onlus costituitasi la primavera scorsa e attivatasi con una raccolta fondi a favore della comunità.

Porteremo il nome di Montecavallo a 7000 metri di altezza, insieme a quelli della provincia di Macerata e della Regione Marche- dichiara Roberto Pellegrini-. Abbiamo voluto portare avanti questo progetto, proprio per dare risalto al più piccolo comune della provincia, decisi ad offrire il nostro contributo per risollevare le sorti di queste zone così duramente colpite. L’idea iniziale, era quella di coinvolgere in una sfida degli amici, come me, non più propriamente ragazzini. Se vogliamo –prosegue Pellegrini- è stato un momento di follia, eppure, ad animarci fin da subito è stato l’istinto di fare un qualcosa che potesse motivarci; nel frattempo è arrivato il dramma del sisma e, unendo le motivazioni private a quelle istituzionali, abbiamo pensato che in qualche modo avremmo potuto essere d’aiuto. Siamo pienamente consapevoli che il nostro piccolo gesto non servirà a risolvere i gravi problemi della zona, tuttavia, è una piccola goccia che offriamo con gioia. Insomma- continua Pellegrini- siamo 5 persone come tante, senza alcuna esperienza di alpinismo, che si mettono in gioco; si è scelta l’Argentina in quanto, pur residente a Recanati, sono nativo di quel continente e si è deciso di raggiungere il posto più alto dell’America, per ottenere il massimo della visibilità per il territorio. Anche il sindaco Pietro Cecoli ha accolto con entusiasmo l’iniziativa per cui, ci siamo caricati ancor di più. E’ un anno che ci stiamo preparando e, naturalmente, il tempo della spedizione dipenderà dal fattore meteorologico, dall’acclimatamento che faremo in quota.. A seconda delle condizioni climatiche, potremo impiegare da una settimana a una decina di giorni. In Argentina è estate ma parliamo sempre di una vetta di 7000 metri. Ma nelle impegnative giornate che ci aspettano, porteremo nei nostri cuori Montecavallo e tutte le zone devastate dal sisma, per dare un segnale forte e per dimostrare che, con volontà e spirito di sacrificio, si possono ottenere grandi risultati”.

Carla Campetella

San Severino, il sindaco consegna 13 casette nel villaggio "Campagnano"

05 Gen 2018
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Domani 6 gennaio il sindaco di San Severino Rosa Piermattei, consegnerà altre tredici strutture abitative in emergenza nel villaggio terremotati Campagnano, nel rione di San Michele. La cerimonia è in programma a partire dalle 15.

Il 20 dicembre scorso era stata avviata la consegna delle prime 68 Sae e si prevede che nel giro di una settimana possano essere tutte consegnate, anche le rimanenti 22.

Si chiama Campagnano perché così era denominata questa zona in cui oggi sorge il villaggio che ospita alcune famiglie terremotate. Il villaggio, già inaugurato dal sindaco, dal capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Angelo Borrelli, dal governatore delle Marche e vice commissario alla Ricostruzione, Luca Ceriscioli, dallassessore regionale alla Protezione Civile, Angelo Sciapichetti, e da altre autorità, sorge su tre aree attigue.

A raccontare la storia di questo luogo è lo scrittore e ricercatore settempedano Raoul Paciaroni nella pubblicazione S. Angelo del Vagliolo. Storia di una chiesa e di un toponimoedita, nel 1993, dal Comitato Rione Uvaiolo e stampata dalla tipolitografia C. Bellabarbadi San Severino.

La parte più settentrionale dellUvaiolo arrivava fin quasi a lambire il fiume Potenza nella zona che va dalla chiesa di San Michele fino al cimitero omonimo e oltre si legge a pagina 35 della pubblicazione Questa zona allora si denominava Campagnano”.

g. gennaretti

Rivive a San Severino l'oratorio don Orione grazie alla solidarietà del Decanato di Cantù

05 Gen 2018
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Uno spazio per bambini e ragazzi frutto della solidarietà del Decanato di Cantù Mariano. Domani mattina alle 11:30, dopo la messa celebrata dal vescovo Francesco Giovanni Brugnaro nella tensostruttura del Don Orione, verrà inaugurata la struttura prefabbricata che ospiterà l’oratorio omonimo la cui sede storica, in viale Mazzini, è stata resa inagibile dal terremoto del 2016. Al momento le attività che lì vi si svolgevano sono ospitate per lo più al palazzo vescovile ma grazie a diverse realtà cattoliche del decanato di Cantù Mariano, è stato possibile installare una struttura prefabbricata interamente frutto di donazioni e montata da alcuni parrocchiani. È ampia un centinaio di metri quadrati ed è dotata di cucina e servizi igienici.

È grazie alle donazioni che il Don Orione ha potuto riavere, poco dopo il sisma, il tendone in cui viene celebrata la messa, donato dalla Caritas di Cremona (grazie al vescovo Antonio Napolioni, ex parroco del Don Orione). Inoltre, di fianco alla nuova struttura, è stato posizionato un container che fungerà da ufficio dell’oratorio. All’inaugurazione prenderà parte Monsignor Brugnaro, il vicario don Aldo Romagnoli e il nuovo parroco don Luca Ferro oltre alle autorità locali e alcuni rappresentanti di Cantù.

g. gennaretti

Fiastra: Con le ultime 28 casette consegnate tutte le 74 SAE delle 4 aree

05 Gen 2018
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Consegnate questa mattina a Fiastra,  le ultime 28 Sae. Con la cerimonia di inaugurazione, alla quale oltre al sindaco Claudio Castelletti, hanno preso parte anche l'onorevole Irene Manzi , il senatore Mario Morgoni e l'assessore regionale alla Protezione Civile Angelo Sciapichetti, si è conclusa per il Comune la consegna di tutte le 74 casette assegnate ad altrettanti nuclei famigliari  L'area capoluogo su cui insistono le casette, è la più grande delle quattro realizzate nel comune e anche quella che ha richiesto il maggior numero di lavori preparatori

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Il comune di Fiastra è il primo, in provincia di Macerata, a completare le consegne in quattro aree differenti e per questo risultato il sindaco Castelletti ha voluto ringraziare le istituzioni. “Ringrazio chi ha compreso la nostra realtà, fatta di un territorio molto vasto, disseminato di tante frazioni con pochi abitanti. Sono proprio le frazioni ad aver subito i danni maggiori e non potevamo sradicare la popolazione, in gran parte anziana, dal loro territorio. Per questo abbiamo individuato quattro aree diverse e siamo contenti che oggi tutti abbiano preso possesso della loro casa provvisoria. Ma - ha aggiunto il sindaco prima di iniziare la cerimonia di consegna delle chiavi.-mi sentirò finalmente in pace solo quando vedrò i primi cantieri aperti nella valle” 

Inaugurazione Sae Gen18

La cerimonia ha avuto un piccolo contrattempo dovuto ad un errore nella numerazione delle chiavi che ha movimentato l’ingresso nelle abitazioni ma che si è concluso per il meglio. Sempre a Fiastra, si terrà domenica prossima nell'Auditorium San Paolo alle 10.30,un incontro pubblico per affrontare con la cittadinanza i temi della ricostruzione pubblica e privata.

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Camerino: fermo da un mese il cantiere "casette" di Piegusciano

05 Gen 2018
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Dopo oltre un mese si ritorna a parlare della strada Ponti - Canepina in località Piegusciano di Camerino, che lo scorso 30 novembre era stata chiusa al traffico a causa dello smottamento della sede stradale lungo il tratto di realizzazione dell’area per le casette. 

Immediata la protesta degli abitanti della zona, visto che la strada era stata riaperta appena un paio di mesi e la chiusura di novembre sarebbe stata imputabile ad un errore umano piuttosto che ad eventi atmosferici eccezionali.

L’interruzione riguarda, appunto, l'area del cantiere SAE che - stando a quanto riportato nel cronoprogramma del Consorzio Stabile Arcale - il 13/11/2017 sarebbero dovute essere consegnate comprensive di strutture, impianti, finiture e arredi.

Sta di fatto che, a quasi due mesi dalla consegna stimata, il cantiere è bloccato e da quel 30 novembre gli abitanti della zona transitano all’interno di esso in una sorta di bypass pieno di buche e fango.

Se anche la viabilità è in qualche modo garantita, pur tra mille difficoltà, il pensiero va a quelle famiglie che sono in attesa di vedersi consegnata la ‘soluzione abitativa di emergenza’ e che di questo passo avranno ancora parecchio da aspettare.

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Anche Camerino tra i 34 comuni dell’istituito “ Distretto Turistico Marca Maceratese”

05 Gen 2018
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Il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha firmato il decreto istitutivo del "Distretto Turistico Marca Maceratese". Ne fa parte il territorio dei Comuni di Macerata, Apiro, Appignano, Belforte del Chienti, Camerino, Camporotondo di Fiastrone, Castelraimondo, Cessapalombo, Cingoli, Corridonia, Fiastra, Gualdo, Loro Piceno, Matelica, Mogliano, Monte San Martino, Montecassiano, Montefano, Montelupone, Morrovalle, Pieve Torina, Poggio San Vicino, Pollenza, Recanati, Ripe San Ginesio, San Ginesio, San Severino Marche, Sant'Angelo in Pontano, Sarnano, Serravalle di Chienti, Treia, Urbisaglia, Ussita, Valfornace.

Nella maggior parte dei cas, si tratta di comuni ricompresi nel cratere sismico.

La firma del decreto è stata accolta con soddisfazione dall’assessore al Turismo e Cultura della Regione Marche Moreno Pieroni che parla di risultato importante, voluto dall’ente regionale, non solo quale opportunità di rilancio dei Comuni colpiti dal sisma e strumento utile a tenere alta l’attenzione sui territori “ ma che dimostra  che quando la concentrazione e la condivisione degli obiettivi tra enti locali, istituzioni e associazioni funzionano bene, le risposte positive arrivano in breve tempo".  L’iter necessario è stato portato avanti dalla Regione Marche in tempi strettissimi per consentire che la documentazione necessaria, la cui presentazione doveva essere inoltrata entro il 31 dicembre 2017, pervenisse sul tavolo del Ministro Franceschini.

“Lo strumento – ha aggiunto Pieroni - consentirà la creazione di nuove e preziose opportunità per la competitività delle imprese. Il traguardo, arriva dopo l'istituzione di altri 7 distretti nelle Marche e va a completare un quadro omogeneo delle realtà territoriali nella regione: Distretto turistico dell'Appennino Umbro Marchigiano; Distretto turistico Marche Sud; Distretto turistico Marche Picene; Distretto turistico Riviera del Conero e Colli dell'Infinito; Distretto turistico del Fermano; Distretto turistico Marca Pesarese; Distretto turistico Il Piceno".

Plaude al risultato anche Gianluca Pasqui, sindaco di Camerino, tra i comuni che fanno parte del “Distretto Turistico Marca Maceratese”.

 “Importante fare sinergia- ha commentato il primo cittadino- Anche se le nostre mura sono distrutte, il turismo va sempre guardato con attenzione perché non possiamo permetterci di fermare nulla. La città va avanti e pensare in un’ottica di prospettiva ad un turismo culturale e ambientale sinergico, ci riempie il cuore di gioia. Un altro risultato degno di nota che fa pensare ad un territorio che vuole muoversi insieme

C.C.

 

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