Visita di Mattarella a Pieve Torina Visso e Castelsantangelo sul Nera

08 Nov 2017
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Ha toccato terra con l'elicottero nel campo sportivo di una Pieve Torina in festa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, giunto per la terza volta nel cuore del cratere sismico.

Pieve Torina, con la sua zona rossa, la consegna imminente di ulteriori 95 casette, la nuova scuola, e quello che resta di Castelsantangelo sul Nera le tappe della visita del Capo dello Stato, accolto al suo arrivo dal Prefetto Preziotti e dal sindaco Alessandro Gentilucci che ha sottolineato l'importanza della presenza. "Non potrò non far rilevare al Capo dello Stato le criticità che inressano il nostro territorio – le parole del primo cittadino – che si possono superare solo attraverso una riperimetrazione del cratere per evitare che questi centri vengano abbandonati e lasciati pian piano morire. Attraverso il Presidente  è l'istituzione Repubblica Italiana che viene sul territorio e tutti quanti dobbiamo stringerci per farci aiutare in questo momento di estrema difficoltà". 

Ad accogliere Mattarella, presente anche il Commissario Paola De MIcheli,  il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, l'assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti, insieme al Prefetto, ai Sindaci, alle Autorità civili e militari anche l'Arcivescovo Francesco Giovanni che ha posto l'accento sulla "delicatezza del momento in cui tutti noi siamo immersi.

(il presidente Mattarella a Castel Sant' Angelo sul Nera con il sindaco Mauro Falcucci ) 

mattarella a castelsantangelo

 

 

( il presidente Mattarella stringe la mano alla gente di Pieve Torina e alla signora Fernanda Rosa) 

fernanda e mattarella

 

C'è urgenza di guadagnare tempo contro ogni forma di burocrazia – ha concluso l'Arcivescovo – ed è necessario uno sforzo da parte di tutti". Accoglienza festosa per Mattarella da parte di tutti gli abitanti, quelli che sono restati e coloro che ancora sono ospitati in albergo, di Pieve Torina che non sono voluti mancare, dai più piccoli ai più anziani, per un abbraccio affettuoso al Capo dello Stato. Non è voluta mancare all'incontro con il presidente Mattarella la signora Fernanda ( sotto nella foto ) , bisnonna di Greta.

la signora fernanda

La piccola è la prima bambina nata dopo il terremoto, che il Presidente ha voluto prendere in braccio.

Greta

La signora Fernanda  ha salutato la massima carica dello stato a nome di tutta la comunità. "Il mio cuore è rimasto a Pieve Torina, legato alla mia casa che, purtroppo, dovrà essere demolita". 

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"Buon lavoro. Coraggio" ha detto Mattarella ai sindaci delle aree terremotate  I sindaci gli hanno augurato a loro volta buona fortuna. Il capo dello Stato ha risposto: "Grazie. Ne abbiamo tutti bisogno, ma soprattutto ne avete bisogno voi". 

Poi ha proseguito per Castelsantangelo sul Nera, dove ha visitato la zona rossa, accolto dal sindaco Mauro Falcucci. Da lì si è spostato a Visso, dove ad attenderlo c'era il vicesindaco Gianluigi Spiganti Maurizi.

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Risposte tecniche sulla microzonazione sismica e sul rischio idrogeologico nelle richieste di Falcucci al Presidente.   ''Mi tenga aggiornato, se ha bisogno ci sono". Con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha salutato il sindaco di Castelsantangelo sul Nera.

I sindaci delle aree terremotate, intanto sono stati convocati a Roma per il prossimo 16 novembre. L'incontroi riguarderà la microzonazione sismica di terzo livello.Foto 4LA SIGNORA FERNANADA CON GENTILUCCI

 " Un bell'incontro con le tre comunità dell'entroterra". Così il presidente della Regione Ceriscioli. " Ci sono piccoli centri come Pieve Torina o Castelsantangelo , sconosciuti alla cronaca nazionale e- ha detto- con il 90 per cento degli edifici danneggiati , raccontano ancora meglio la situazione di devastazione delle Marche. La visita del presidente è un aiuto e un sostwegno a tutte quelle opportunità che stiamo cercando di cogliere per fare sempre meglio" 

don candido

giuseppina e raffaele

A  Pieve Torina il Capo dello Stato si è fermato a prendere un caffè e a scambiare due parole con Giuseppina e Raffaele (nella foto sopra). 92 anni lei e 91 lui, i due hanno accolto il Presidente nella loro casetta dicendosi onorati della visita.

 

"Le aule di Raffaello", uno spazio per crescere

07 Nov 2017
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“Uno spazio per crescere”. Un luogo dove lo spirito dell’intera comunità camerte possa tornare vivo e accendere un futuro senza macerie. E’ questo il progetto sposato dal Gruppo Med, ideato dall’Istituto U. Betti e promosso dall’Associazione Raffaello di Camerino. Una struttura di oltre 150 metri quadrati per attività scolastiche e ludico-ricreative dedicata all’intero comune dell’entroterra maceratese colpito dal sisma, che nascerà nell'ambito del nuovo complesso scolastico di Madonna delle Carceri del costo di 150 mila euro.

Da Camerino è partito il successo e a Camerino è stata dedicata la serata di beneficenza condotta da Fabio Canino svoltasi sabato 4 novembre nella splendida cornice dell’Hotel Bernini in una sorta di unione con il festival del Cinema di Roma, per festeggiare la conclusione della raccolta fondi per la realizzazione della struttura. Un ambizioso progetto, nato dalla sensibilità dell’imprenditore Sandro Parcaroli, al vertice del Gruppo Med Store e originario di Camerino, in collaborazione con Marco Rapanelli Consulting, iniziato durante il Festival del Cinema di Venezia dove attori e personaggi internazionali hanno condiviso l’iniziativa di solidarietà autografando dieci iPad donati dal Gruppo Med all’Associazione Raffaello. Pezzi unici con le firme dei premi Oscar Michael Caine, Helen Mirren e Donald Sutherland, del celebre Orlando Bloom, delle grandi attrici Susan Sarandon, Dakota Fanning e Claudia Cardinale, dello chef stellato Bruno Barbieri, dell’attore italiano Lino Banfi e americano Armand Assante. Grazie alla sensibilità di grandi imprenditori locali e nazionali come Maurizio Mosca della Mosca srl, Flavio Molinari direttore commerciale di Cofidis, Anna Maria Malaisi di Navitas Coworking, la famiglia Pozzi Chiesa di Italmondo, Manuela Cacciamani di One More Picture, Susanna Maurandi in rappresentanza di Briciola Communication, Irene Manzi e Elica Spa si chiude il cerchio della raccolta fondi che permetterà l’inizio dei lavori del modulo scuola “Le aule di Raffaello” su progetto dello studio di architetti Terre.it. 

 

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“‘Uno spazio per crescere’ sarà realtà - dice Stefano Parcaroli direttore generale Med Group - grazie all’aiuto di quanti hanno voluto supportarci in questa importante raccolta fondi. Per me e per tutta la mia famiglia, originaria di Camerino e da sempre legata alle proprie radici, è un’enorme soddisfazione che ci riempie il cuore di gioia. Poter donare a bambini, ragazzi e a tutta la comunità un luogo di aggregazione è il primo passo verso la rinascita di un meraviglioso paese del nostro territorio. Siamo da sempre legati al mondo della formazione e della scuola, con i nostri dispositivi cerchiamo di rivoluzionare la didattica, per questo, con grande forza e speranza, vogliamo ripartire proprio dai più piccoli che sono il nostro futuro”.

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Alla serata-evento anche Nazzarena Borboni presidente dell’Associazione Raffaello, Gisella Claudi presidente del consiglio d'istituto del comprensivo Betti e Roberto Lucarelli, vice sindaco di Camerino: “L’impegno è massimo da parte di tutta l’amministrazione per concretizzare questo progetto nato diversi mesi fa. Un luogo che da speranza in un momento in cui la città di Camerino è ancora presidiata dai militari seppur ad un anno dal sisma. Ringrazio la famiglia Parcaroli per l’enorme sensibilità dimostrata e per rendere possibile l’inizio dei lavori”.
Durante la serata sono state messe all’asta da Fabio Canino diverse bottiglie del vino “Prodigio Divino” per contribuire ulteriormente all’iniziativa di beneficenza.

 

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Camerino- Teresa De Sio conclude "Sibillini Live” al Benedetto XIII

07 Nov 2017
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Sarà il concerto della cantautrice e folk singer partenopea Teresa De Sio a concludere la rassegna Sibillini Live – Percorsi culturali per la ricostruzione. L’evento finale è in programma a Camerino il prossimo mercoledì 15 novembre alle ore 21.30 . Restituire socialità, cultura, aggregazione e convivialità ai luoghi colpiti dal sisma, è il senso del festival itinerante organizzato da Arci Marche in collaborazione con Comuni, associazioni e artisti nazionali, sotto la direzione artistica di Musicamdo. La doppia rassegna teatrale e musicale ha attraversato diverse città ferite dal sisma. In forma completamente gratuita insieme ad AreaLive, la brigantessa è pronta a regalarci ritmo, energia e forti emozioni dall’Auditorium Benedetto XIII, in collaborazione con l’Università di Camerino

Nella città ducale, Teresa De Sio voce e chitarra, insiemeall’Acoustic Power Trio, composto da Sasà flauto e chitarra, Vittorio Longobardo basso, Pasquale Angelini batteria, presenterà il progettoil pensiero meridiano”. A spiegarci le motivazioni dell’adesione all’iniziativa solidale, è stata la stessa folk singer italiana, nell’occasione dell’intervista esclusiva che ha voluto rilasciarci.

 “ Sono davvero contenta di partecipare a Sibillini live- dichiara Teresa De Sio - Conosco le Marche molto bene; faccio parte un po’ del team di Musicultura, essendo in giuria, sin dagli esordi del Premio. Sono molto legata ai luoghi bellissimi delle Marche, alla cultura e ai meravigliosi teatri storici disseminati su un territorio stupendo. Soprattutto in questo momento di sofferenza, ho deciso di esserci; amo questa regione dove ho trascorso molto tempo e dove ho potuto vivere numerose esperienze importanti. Felice di essere a Camerino per essere vicina alle difficoltà della sua gente, partecipando ad un evento legato anche all’università e al consolidamento della cultura, del sapere, delle tradizioni. Dobbiamo sempre pensare cosa lascia dietro di sé una catastrofe del genere- continua la De Sio- e io ne parlo con cognizione di causa; vivendo a Napoli, nel 1981 ho infatti subito personalmente il terremoto dell’Irpinia e so cosa significa. So che cosa vuol dire la distruzione che comporta un terremoto, che non è soltanto drammatica perdita di vite umane e importante distruzione di beni materiali. Il pericolo forse maggiore, sulla lunga durata, è il disgregarsi del contesto sociale e culturale; credo allora che, anche se un concerto non potrà risolvere i problemi che ci sono, per quel poco che potrò fare, il segnale è che voglio esserci, offrendo la mia esperienza e il mio lavoro”.

Ripercorrere mentalmente i brani della cantante napoletana, i cui album vantano due milioni e mezzo di copie vendute e che le hanno restituito successo come cantautrice pop e folk singer, ci ha riportati a ‘Vogli’e turnà‘. Un testo che riflette bene i profondi sentimenti per una città, incluso il forte desiderio della gente, di riappropriarsi dei luoghi della bellezza perduta. “ E’ assolutamente così. La forza di quella canzone- sottolinea- è proprio nel fatto che può riflettere anche questo tipo di necessità e il desiderio di tornare in quei luoghi dai quali, non solo si è partiti volontariamente, ma si è stati in qualche maniera cacciati, o dai quali si è profughi”.   

Quello di Camerino- assicura Teresa De Sio- dal punto di vista dell’impatto ritmico, sarà un bel concerto potente. Con chitarra, basso e batteria sul palco, rappresentiamo proprio l’ossatura della musica.  Il progetto che ho voluto chiamare “il pensiero meridiano”, traccia un po’ il mio cammino all’interno della musica meridionale. La musica contiene pensiero e il meridione- meridiano, è ciò che sta a sud, esposto al sole.  Mi è piaciuto giocare tra pensiero, musica, sole, meridione, per raccontare il mio excursus professionale, che è partito dalla musica popolare e dal folk che per me, è sempre un folk combattivo, elettrico e potente. Il mio non è un folk tradizionale, bensì un folk rock che attraversa varie esperienze e questo offrirò al pubblico di Camerino: dal rifacimento in chiave rock di brani popolari, ai miei pezzi più famosi ( Aumm Aumm, Vogli’e turnà, Pianoforte e voce, o Brigantessa) con un riferimento all’ultima cosa che ho fatto, e cioè, “Teresa canta Pino” dove ho ricantato una parte del repertorio musicale dell’amico Pino Daniele, riarrangiandolo, reinterpretandolo e portandolo verso il mio mondo sonoro.  Insomma dietro a questo concerto c’è un bel tragitto musicale”. Appuntamento dunque al prossimo mercoledì 15 novembre alle 21.30 con Teresa De Sio e l’Acoustic Power Trio, per un concerto entusiasmante al Benedetto XIII di Camerino.

Carla Campetella

Unicam 682. Il Premier- Rinunciare all'Italia centrale, è rinunciare ad un pezzo della nostra identità.

06 Nov 2017
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"Penso che tutti dobbiate sentirvi orgogliosi dell’ inaugurazione del 682esimo anno accademico dell’università di Camerino; orgogliosi di far parte della sua comunità, della sua esperienza e dell’anno accademico che sta per cominciare”. Così il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, in apertura del suo intervento all’Auditorium Benedetto XIII, in occasione dell’inaugurazione del 682esimo anno accademico di Unicam. “ Con la sua capacità di restare aperta, di continuare nell’attività didattica, questa università ha dato un segnale di speranza per l’intero territorio. A nome del Governo e a nome di tutti gli italiani vi dico grazie per aver continuato a lavorare, a studiare, a insegnare e, per aver addirittura incrementato le immatricolazioni”

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Sala gremita in ogni ordine di posti per il primo anno accademico da rettore del prof. Claudio Pettinari. Tante le autorità civili e militari che hanno presenziato all’evento, accanto alla Commissaria per la Ricostruzione De Micheli, al presidente della regione Ceriscioli ,  al sindaco Pasqui, all’arcivescovo Brugnaro, a numerosi politici. Cospicua anche la rappresentanza dei sindaci del territorio. Non vi ha partecipato invece il primo cittadino di Visso,Pazzaglini, che ha motivato la sua assenza sui social: “ Preso atto che nemmeno a Nata e consegneranno le casette, ho deciso di rimanere in ufficio a lavorare”. Impegni urgenti nella capitale hanno condizionato i tempi della permanenza del Premier a Camerino. Un tempo sufficiente a dare un tocco di entusiasmo alla partenza del un nuovo anno accademico di un ateneo che non ha mai fermato nessuna delle sue attività.

Emozionato e raggiante il rettore Claudio Pettinari nell’illustrare il titolo scelto quest’anno per la cerimonia “#Universitas”.  

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“Un titolo che simbolicamente riassume e declina le peculiarità del nostro ateneouna università storica che sostanzia la sua essenza nell’innovazione, nella didattica e nella ricerca, anche traendo forza dal suo passato, ma sempre guardando avanti. Da qui l’unione del linguaggio dei nostri giovani, simboleggiato dall’Hashtag, un cancello che apre le porte delle numerose modalità comunicative, per far entrare l’Universitas, la formazione intesa nella sua completezza e totalità”.

Unicam è Universitas dal 1336 con un’offerta formativa ampia e diversificata, con la sua vivace politica di internazionalizzazione, con didattica, ricerca, con la sua capacità di sviluppare connessioni interdisciplinari e con la sua volontà strategica, costantemente rivolta al nuovo.  Ringraziamenti sono stati rivolti da Pettinari anche all’amico rettore Corradini che,con la sua governance, ha fatto sì che Unicam rimanesse Universitas.

Presentata ufficialmente anche la squadra che,per tutto il mandato, affiancherà il nuovo rettore e il prorettore vicario Graziano Leoni. Oltre al Direttore Generale Tedesco, la squadra è composta da diversi delegati per ambiti specifici e dai due prorettori  Luciano Barboni  e Andrea Spaterna, l’uno con delega alla didattica, l’altro con delega alla Cooperazione internazionale e Terza Missione.  

Vicinanza del Governo nelle parole del Premier, il cui discorso, ha offerto più di uno spiraglio di positività e segnali di impegno sul tema della ricostruzione; annunciata per Camerino, la sdemanializzazione dell'area delle casermette e la creazione di una 'cittadella dei beni culturali'.

 “ Nell’impegno che abbiamo avuto questi mesi,- ha affermato rivolgendosi ai sindaci-  noi cercheremo di fare ancora meglio, perché siamo consapevoli che la condizione di difficoltà rimane  e le ferite sono ancora aperte; il lavoro deve continuare e deve accelerare e faremo ogni sforzo, a partire anche dalle leggi che sono in approvazione. Passi in avanti li faremo nella velocizzazione delle procedure per le gare di appalto perché, in troppi casi, abbiamo risorse disponibili e strozzature burocratiche che ne rendono difficile l’impiego rapido; faremo anche uno sforzo per mettere a disposizione ulteriori risorse per la ricostruzione delle strutture pubbliche".

"A voi comunità dell’università di Camerino, voglio anche dire che avete una responsabilità particolare nei confronti del vostro territorio. In questo primo anno dagli eventi sismici, è indubbio che abbiate dimostrato di saper esercitare questa responsabilità con amore e con coraggio. Dai 7000 studenti e dalla comunità di Unicam, dipende in buona misura anche una parte di futuro di questo territorio e, non solo del successo di questo ateneo. Quando voi avete dichiarato a testa alta “ il futuro non crolla”  e avete tenuto aperte le porte delle vostre aule, quando voi guardate avanti sul come migliorare la didattica, sviluppare nuovi progetti, insieme al CNR e a tante altre istituzioni, state offrendo  un contributo straordinario a rimarginare, non solo le fratture che hanno colpito la vostra università, ma anche le cicatrici che hanno colpito il territorio attorno. E’ anche per questo che il Governo considera di sostenere Unicam, come una delle bandiere del lavoro di ricostruzione nelle zone colpite dal terremoto.

Per questo, c'è  l’impegno del Ministero dell’Università che contribuisce alla messa in sicurezza e potenziamento delle strutture tecnologiche, per questo il mio ringraziamento si aggiunge a quello del Magnifico rettore nei confronti delle Province autonome di Bolzano e di Trento, per il lavoro che stanno facendo per lo studentato indirizzato a circa 450 studenti fuori sede, per questo,c'è il lavoro che faremo per il riutilizzo di 27 edifici militari abbandonati nell’area comunale di Camerino. Verranno utilizzati nel corso degli anni per creare qui una vera e propria “ città dei beni culturali”.

Abbiamo una straordinaria dotazione di opere, talmente ricca che talvolta facciamo fatica sia a far vedere che restaurare, pur avendo noi forse le migliori scuole di restauro al mondo per i beni culturali. Questo lavoro per noi di ripristinare i luoghi di culto e di far vedere le bellezze della nostra tradizione artistica, lo consideriamo uno dei messaggi importanti della ricostruzione. E’ una scommessa, per valorizzare la nostra identità. Lo sa bene la Sottosegretaria Paola De Micheli che, da alcune settimane guida l’azione del Governo per la ricostruzione: noi stiamo lavorando, non solo per fronteggiare un’emergenza ma, per mantenere e valorizzare uno dei tratti caratteristici fondamentali dell’identità italiana, che è la realtà di borghi, città, paesaggi della nostra Italia centrale. Rinunciarvi, accettarne lo spopolamento, sarebbe rinunciare ad un pezzo fondamentale dell’identità italiana

Dal Presidente del Consiglio, anche una sottolineatura sull’importanza del capitale umano, per il futuro del Paese.

Dovremmo abituarci a vedere la crescita del numero delle immatricolazioni con la stessa cura e attenzione con cui guardiamo alle statistiche del lavoro o alla crescita del PIL perché, avere più immatricolazioni come sta avvenendo finalmente negli ultimi mesi e come è avvenuto qui a Camerino, con immatricolazioni dall’Italia, dalle Marche e dall’estero, avere questi numeri significa vedere che le cose vanno verso il futuro che è la direzione giusta da incoraggiare. Come Governo – ha detto-  stiamo facendo i primi passi nella direzione giusta” “ Il futuro è il volto del domani”- ha rimarcato il presidente citando il discorso tenuto nel 1960 da Enrico Mattei all’università di Camerino.”Grande imprenditore grande innovatore, grande rivoluzionario degli anni ’50-60, Enrico Mattei affermava che lo sviluppo del mondo di domani, dipende innanzitutto dallo sviluppo della scienza. Un messaggio che fa parte del vostro lavoro ed è fondamentale per il nostro domani. Come immaginiamo il ruolo dell’Italia nello scenario globale dei prossimi anni? Non possiamo che immaginarlo attraverso questo straordinario legame tra innovazione, tecnologia, scienza e radici culturali, radici di territorio, radici di saggezza che la nostra storia in qualche modo ci ha lasciato in eredità. E come immaginiamo il lavoro di domani, quello che gli studenti uscendo da Unicam dovranno affrontare?  Non possiamo che immaginarlo come un lavoro nel quale la qualità del capitale umano sarà sempre più importante. Abbiamo bisogno di capitale umano e di qualità nei giovani, nei ragazzi che escono dalle nostre università . Questo è il lavoro straordinario che Unicam ha in mano. Più che mai dunque una comunità che aiuta l’intera comunità del proprio territorio; che ne è al tempo stesso magnete e motore, che attira dal territorio e fa muovere il territorio nella direzione giusta. Succede sempre così dopo degli eventi terribili, dopo una guerra, dopo una catastrofe naturale: si ricomincia sempre dai fondamentali che sono le famiglie, le case. Ma fondamentale tra i fondamentali c’è il messaggio dell’educazione, della scuola, della cultura ,dell’università. Averla tenuta in vita è stato straordinario. Continuare a investire sulla sua qualità, è una sfida che Unicam può vincere, per se stessa e per tutta l’Italia”  

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TREIA Domato dai vigili del fuoco incendio in struttura socio-educativa LaTalea

05 Nov 2017
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Un incendio, per fortuna senza conseguenze per le persone, ha interessato ieri sera la struttura socio educativa " La Talea " di Treia. Le fiamme si sono sviluppate, per cause in fase di accertamento, all'interno del laboratorio di oggettistica. Il pronto intervento dei vigili del fuoco, ne ha scongiurato il propagarsi al resto dell'edificio. Il rogo è stato domato da sette pompieri e con l'ausilio di due autopompe. 

Falcucci: " Onorati della visita di Mattarella. La vicinanza si traduca in azioni concrete"

05 Nov 2017
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“ E’ stata onorata la richiesta che lo scorso anno feci al presidente Mattarella, nell’occasione della sua visita ad Ussita”. Così il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci, la cui comunità, insieme a quelle di Pieve Torina e Visso, si prepara ad accogliere il Capo dello Stato questo mercoledì 8 novembre .

Credo che le immagini che lui vedrà saranno più emblematiche di qualsiasi altra parola. - afferma Falcucci-  Lo stato dell’arte si vede guardando e, aggiungere parole, è davvero superfluo.

Quello che potrò soltanto chiedere al Presidente- prosegue il primo cittadino-, è che la vicinanza istituzionale si traduca in un sollecito costante a chi deve fare le scelte. Il suo, non è un ruolo di Governo ma un alto ruolo di rappresentanza istituzionale; la sua presenza sicuramente ci onora dell’attenzione, ma si deve tradurre in azioni concrete che da tempo chiediamo, e che, seppure   paradossalmente tutti ci dicono che sono sensate, stranamente nessuno attiva. Dopo un anno- sottolinea il sindaco- è necessario un cambio di passo: la Zona Franca Urbana non può essere per 138 comuni; non può esserci un uguale trattamento normativo e scadenze  identiche per tutti i 138 comuni, perché non è così.

Le nostre necessità sono ormai evidenti da tempo: abbiamo l’urgenza di conoscere con indagini idrogeologiche in microzonazione  e, a livello centrale, debbono darci risposte concrete che servono a poter fare le scelte conseguenti, per sapere quanto costa ricostruire, per poi dare delle risposte alla gente e con scadenze precise. E’ ora di finirla con delle promesse che poi sono come quelle del marinaio che finiscono quando cambiamo il porto”.

Come per gli altri comuni di Pieve Torina e Visso, anche a Castelsantangelo sul Nera, la visita di Mattarella si ridurrà alla constatazione del dramma che si è catastroficamente abbattuto sulla comunità.

“Si evidenzierà che purtroppo e per ragioni oggettive, mancano le persone, vuoi per i ritardi nella consegna delle ‘casette’, vuoi perché è partita anche una sorta di desertificazione dovuta al fatto che molti cittadini, non vedendo disponibilità d’alloggi si stanno, speriamo temporaneamente, sistemando altrove”.

 Forti dubbi il sindaco esprime anche sulla consegna delle SAE per Natale; ci si avvìa  infatti verso condizioni meteorologiche più critiche rispetto a quelle avute finora. 

 “ Per le SAE avremmo dovuto probabilmente pianificare una tempestività di interventi, dettati anche dalle priorità - osserva Falcucci-  e, per chi ha sofferto da prima, non soltanto temporali ma anche climatiche, valutando la collocazione in alta montagna e le difficoltà stagionali cui si è più esposti. Forse valeva anche la pena di recuperare i tempi dettati dalla difficoltà d’ individuazione dei luoghi, partendo dall’alto e poi scendendo più in basso. E’ stata invece attuata un’altra politica che è quella della comodità e adesso, si rischia  di avere per prime le ‘casette’ pronte, dove non nevica.

Le cose debbono cambiare - conclude Falcucci- e quello che ci attendiamo dalla visita della massima carica dello Stato è che la vicinanza del Presidente si traduca in azioni concrete da parte di chi governa; è il Governo che sceglie e il Commissario è uno strumento.   E se alcuni impianti come quello del terremoto non hanno funzionato, attendere ulteriormente significa allungare i tempi ed evidenziare, ancora una volta, l’incapacità di scegliere del Governo.

”.    

Mattarella torna nell'entroterra montano. 8 novembre a Pieve Torina e Castelsantangelo

04 Nov 2017
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Per l’ottava volta il Capo dello Stato Sergio Mattarella sarà nelle Marche. Mercoledì 8 novembre tornerà nell’entroterra terremotato del maceratese. L’arrivo a Pieve Torina e a seguire la visita di Castelsantangelo sul Nera.

“ E’ con grande piacere che accogliamo la più alta carica dello stato- dichiara il sindaco Alessandro Gentilucci - Un segno di vicinanza alla nostra gente e un motivo di orgoglio per Pieve Torina. E’ una visita che segue all’invito che ebbi a fare nell’occasione dell’incontro che il Capo dello Stato volle con tutti i sindaci delle aree terremotate nei giardini  del Quirinale. La nostra è una terra che sta tentando di ripartire e sicuramente chiederemo al Presidente vicinanza e sensibilità affinché si prodighi nei confronti delle istituzioni politiche, per dare giusta rilevanza alle forti esigenze della nostra popolazione e del nostro territorio. L’occasione di questa visita- prosegue Gentilucci- sarà dunque un motivo per evidenziare e sottolineare ancora una volta che c’è bisogno di un cambio di passo e, da parte della governance, di condividere le scelte e sottoporle ai sindaci perché, solo chi vive costantemente a contatto con la gente, riesce a capire e risolvere criticità e problematiche.  Senza una concertazione con il Commissario di governo- ribadisce il primo cittadino- viene meno un impianto normativo e si crea un empasse: è ormai evidente che i problemi che vive la montagna, non sono quelli dell’Emilia o del terremoto de L’Aquila, perché la nostra è un’altra peculiarità. Allora è necessario calare le politiche sul territorio e, per fare questo, non si può prescindere dall’ascolto dei sindaci del territorio, ognuno dei quali ha da esporre le necessità del suo paese e della sua gente”.

Un evento di natura straordinaria la presenza della massima carica dello Stato, per il quale Pieve Torina, si sta preparando con la cura di ogni dettaglio.

“ La visita nel territorio comunale – spiega il sindaco- riguarderà la parte di Pieve Torina che è rimasta, dopo le innumerevoli demolizioni alle quali abbiamo sottoposto il paese, con la volontà restituire agli abitanti una cittadina nuova, migliore, dotata di infrastrutture tecnologiche e all’avanguardia. Faremo vedere al Presidente il primo edificio scolastico definitivo che stiamo riuscendo a creare e non mancherà la visita alle SAE. Per l'8 novembre- continua Gentilucci- ne avremo consegnate altre 95 e, per quella data, le famiglie che saranno rientrate a casa, saranno salite a 145. Siamo convinti che l’incontro del Presidente con la nostra gente sia un momento significativo; faremo capire a Mattarella quanto le nostre famiglie abbiano sofferto, quanto siano state tenaci, resilienti e dignitose.  Oltre alle persone che sono state ospitate a lungo nelle strutture alberghiere, non dimentichiamo che molti, non se ne sono mai andati, adattandosi come hanno potuto, nelle roulotte, nei camper o in abitazioni di fortuna. C’è entusiasmo dunque per questa presenza speciale anche se non mancheremo di sollevare alcune problematiche, invitando le istituzioni a tendere una mano affinché il nostro territorio montano, già in via di spopolamento, non si desertifichi irrimediabilmente. In un  momento così drammatico e profondamente segnato da eventi che ci hanno messo a dura prova- conclude Gentilucci-  la mia sarà anche la  testimonianza del ruolo che svolgo come presidente di un' unione montana, che dice a tutti i sindaci, noi ci siamo”.   

Sarnano- Inaugurato il Poliambulatorio ristrutturato e messo in sicurezza

03 Nov 2017
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Inaugurata a Sarnano   la struttura del Poliambulatorio ristrutturata e messa in sicurezza  Presenti il presidente della Regione Luca Ceriscioli, il commissario straordinario Paola De Micheli e l'assessore Angelo Sciapichetti. Dopo gli eventi sismici del 24.08.2016, 30.10.2016 e 18.1.2017 l'edificio era inagibile. L' intervento è costato 110mila euro

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“Restituiamo a Sarnano i luoghi della salute, gli ambulatori e le attività specialistiche, la possibilità quindi, per i cittadini, di avere servizi nella propria comunità senza doversi spostare. Spesso la popolazione è anziana e provata da tutto quanto accaduto e il ritorno di questi servizi danno tanta sicurezza a chi ne ha bisogno e ma anche agli altri  che sanno di poterci contare. I lavori sono stati fatti nei tempi giusti con impegno da parte delle strutture, consapevoli dell'importanza dell'opera. Oggi è  una giornata importante ma con lo sguardo rivolto in avanti ad altri interventi che andranno a completare quelli già realizzati per avere una  struttura che si possa qualificare come una vera e propria casa della salute" ha detto il presidente Ceriscioli. "E' la seconda volta che vengo a Sarnano per una inaugurazione - ha commentato il commissario De MIcheli - questo è un segno del fatto che si sta lavorando per restituire i servizi ai cittadini; tutti i servizi di prima ma riqualificati e migliorati".

La struttura del Poliambulatorio di Sarnano era stata dichiarata inagibile e la Direzione di Area Vasta si era incontrata più volte con il Sindaco al fine di esaminare la problematica e per verificare i bisogni assistenziali della popolazione che, nonostante il sisma, è rimasta nella quasi totalità dei posti serviti dal distretto. Insieme si è quindi concordato di procedere alla ristrutturazione dei locali danneggiati con la messa in sicurezza complessiva della struttura ( circa 1.500 metri quadri) e la manutenzione straordinaria dei locali al piano terra ( circa mq. 750) ove  si trova la sede distrettuale. L’Ufficio tecnico dell’Area vasta 3 ha provveduto a redigere il progetto.

I lavori hanno determinato un miglioramento sismico della struttura con la installazione di chiavi e tiranti in entrambi i piani e contestuale rinforzo delle murature portanti lesionate.

Al piano terra sono stati ristrutturati, con relativa messa a norma, tutti i locali e sono stati riproposti gli stessi ambulatori presenti prima del sisma, ad esclusione della medicina fisica che è stata trasferita dal locale sotterraneo al piano terra ed è stata completamente rifatta ex novo.

In particolare è stata realizzata  una nuova ampia palestra ed è stato creato un ulteriore ambiente, con accesso diretto dall’esterno per l’utenza, per l’esecuzione di prestazioni di terapia fisica (TENS, ultrasuoni  ecc.).

Le attività riattivate da ieri  2 novembre sono quelle del  prelievo di sangue, e gli ambulatori  cardiologico, di dermatologia, odontoiatrico, di ginecologia e  ortopedico.

Inoltre è ripresa l’attività ambulatoriale rispettivamente del dott. Angelo Toscanelli, pediatra di libera scelta, e del dott. Fabrizio Paparoni, medico di base. Garantite anche le attività mai sospese dell'ADI (assistenza domiciliare integrata),  ed el  medico della continuità assistenziale. 


Dal 1° dicembre verrà riattivato l’ambulatorio oculistico mentre dal 1° gennaio 2018 quello di otorino. Nella struttura proseguiranno ulteriori lavori sia relativamente alla sicurezza sismica sia per riattivare ulteriori spazi, al piano superiore, dove saranno previsti ambulatori  e spazi per i medici di medicina generale.

Visso -Donazione Nero Giardini a favore della realizzazione centro commerciale

03 Nov 2017
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Grazie ad una donazione dell’azienda Nero Giardini, un piccolo centro commerciale sorgerà alle porte di Visso nell’area dell’ex Park Hotel. Ospiterà bar, servizi e negozi, garantendo lavoro al consistente numero di negozianti costretti a lasciare le loro attività del centro della cittadina, reso inaccessibile dai gravi danni del terremoto 2016

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Nei nuovi spazi, su progettazione dello studio Cappa, sorgeranno due moderne strutture polifunzionali, una piazza e una fontana. Lo ha detto nel corso dell’incontro illustrativo lo stesso amministratore unico della società BAG Enrico Bracalente, titolare del brand Nero Giardini Appassionato della montagna e dello sci, prima del terremoto, Bracalente ha detto che era solito recarsi spesso a Visso e a Frontignano.

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Vedere tanta distruzione ha motivato questa bellissima azione di solidarietà con la quale il noto brand calzaturiero ha inteso tendere una mano amica, per risollevare l’economia cittadina e, nel contempo, offrire la possibilità di uno spiraglio di luce a favore del ritorno alla normalità dei suoi abitanti.

Profonda gratitudine per il generoso gesto è stata espressa dal sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini. Obiettivo prioritario dell’amministrazione quello di far tornare le persone nella loro terra; grazie alla nuova area commerciale potranno essere garantiti servizi, sia alle famiglie che troveranno sistemazione nelle SAE, sia ai turisti che ci si augura tornino numerosi nella zona.

Alcuni dei commercianti che avevano attività nella bellissima piazza di Visso,  “zona rossa”da un anno, hanno intanto scelto di ripartire dalle casette della zona commerciale dei ‘Laghetti”; qui , nell’occasione di eventi periodici e nei fine settimana, si registra un buon afflusso di persone; l’auspicio è che possa subire un incremento sempre maggiore.

 

Terremoto, la sequenza dell'Italia centrale un anno dopo

03 Nov 2017
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A 14 mesi dal terremoto del 24 Agosto dello scorso anno, di magnitudo M 6.0, che alle ore 1.36 (ora di Greenwich) ha colpito le province di Rieti e Ascoli Piceno, la sequenza sismica in Italia centrale ha superato i 70.000 eventi con magnitudo superiore a 1, interessando un’area estremamente vasta, compresa tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. Nove gli eventi con magnitudo superiore a 5, di cui due aventi magnitudo superiore a 6.

L’andamento della sequenza nel tempo può essere riassunto con un grafico che rappresenta il numero giornaliero di terremoti in funzione del tempo, espresso come numero di giorni a partire dal 24 Agosto 2016 (fonte: Bollettino INGV, http://cnt.rm.ingv.it). Il numero giornaliero di eventi con magnitudo superiore ad 1, in seguito ai terremoti del 24 Agosto e del 26 ottobre, ha superato anche le 500 unità. Solo a partire dal mese di Aprile il numero si è ridotto sotto la soglia dei 100 e, da circa due mesi, si verificano ogni giorno circa 45 eventi. La mappa ci mostra la distribuzione degli eventi sismici nello spazio. Sono in evidenza gli eventi con magnitudo compresa tra 4.5 e 5.5 (stelle arancioni) e con magnitudo superiore a 5.5 (stelle gialle), con epicentro nei pressi di Accumoli (sud), Norcia (centro) e Visso (nord). Il terremoto più forte della sequenza si è verificato il 30 Ottobre 2016 (magnitudo M = 6.5), con epicentro Norcia, inferiore per magnitudo solo al terremoto dell’Irpinia (M = 6.9), se si considerano gli ultimi 45 anni di storia sismica Italiana.  

 

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Colpisce la vastità dell’area danneggiata, che si estende per circa 75 km, da Campotosto a Camerino. 138 sono i comuni del cosiddetto “cratere” con la Regione Marche che detiene il triste primato dei comuni a forte danneggiamento, che rappresentano circa il 60% del totale.

La sequenza di Colfiorito del 1997-1998 aveva avuto una durata di circa 6 mesi (Settembre 1997 – Marzo 1998), con un’area interessata di circa 30 x 15 km, pari alla metà della sequenza attuale.

Il bollettino sismico dell’INGV riporta circa 4200 eventi per quel periodo (va tenuto conto però che la rete sismica nazionale non aveva una configurazione tale da localizzare eventi con magnitudo inferiore a 2). Nove erano stati gli eventi di magnitudo superiore a 5, con una massima magnitudo di 6.0.

Lo scuotimento del terreno associato agli eventi del 2016 è stato di gran lunga più forte rispetto a venti anni fa. In figura le registrazioni accelerometriche (accelerazione del terreno in funzione del tempo) di 3 eventi alla stazione di Matelica, di proprietà del Dipartimento della Protezione Civile: a) 26 settembre 1997 alle 9:40:24, M = 6; b) 26 Ottobre 2016 alle 19:18:06, M = 5.9; c) 30 Ottobre 2016 alle 06:40:18, M = 6.5 (sempre considerando l’ora di Greenwich). Gli strumenti che registrano l’accelerazione del terreno hanno 3 componenti, due orizzontali e una verticale, è stata scelta la Nord-Sud, in quanto più rappresentativa.

 

sequenza terremoti

 

La distanza (dall’epicentro del terremoto) della stazione di Matelica era di 27 km nel 1997, 39 km il 26 ottobre e 47 km il 30 Ottobre. Lo scuotimento più forte nel caso di Matelica, ma si può considerarlo rappresentativo anche per Camerino, è stato osservato il 26 Ottobre, quando il valore del picco di accelerazione (circa 250 cm/s2) ha raggiunto un valore doppio di quello dell’evento principale della sequenza del 1997 (circa 100 cm/s2).

Ma perché l’area in cui viviamo è così frequentemente colpita dai terremoti?

La teoria della tettonica a placche ci insegna che la crosta terrestre è frammentata in grandi placche in movimento relativo tra loro. In particolare l’Italia si trova proprio dove la placca Africana e la placca Eurasiatica convergono e questo ha portato nel tempo (geologico) alla formazione della catena Alpina e Appenninica. In tempi geologici relativamente recenti (circa 4 milioni di anni fa), la catena Appenninica è interessata da fenomeni di distensione della crosta terrestre, come mostrato in figura. La frattura che separa due bocchi, ribassando quello posto al di sopra della frattura, nel gergo geologico si chiama “faglia diretta” o “faglia normale”. La grande maggioranza dei terremoti in Italia centrale è causata da faglie di questo tipo.

La natura distensiva delle faglie dirette può causare l’apertura di bacini intramontani, come ad esempio quelli di Gubbio, Colfiorito, Castelluccio o Norcia, i cui nomi evocano terremoti a noi ben noti.  

faglia

 

Si possono prevedere i terremoti? I terremoti, allo stato delle attuali conoscenze, non si possono prevedere, se per previsione si intende indicare la data e il luogo esatto in cui avverrà un terremoto. Si può però stimare, in termini probabilistici, il superamento di un parametro di scuotimento del terreno in un intervallo temporale. E’ pratica comune rappresentare lo scuotimento in termini di accelerazione massima attesa in un dato intervallo di tempo (475 anni, che è l’intervallo fondamentale preso in considerazione dagli ingegneri). La rappresentazione nello spazio di tale concetto è la mappa di pericolosità sismica, che è la base delle attuali norme tecniche per le costruzioni. Per Camerino il valore atteso di accelerazione è nell’intervallo 0.2 g – 0.225 g (equivalente a 196.2 – 220.7 cm/s2), che è un valore medio alto per il territorio nazionale (per Novara si ha 0.025 g – 0.05 g, mentre per Reggio Calabria si ha 0.25 g – 0.275 g). Gli edifici moderni vengono progettati secondo tali norme, che rappresentano l’essenza delle conoscenze sismologiche e ingegneristiche più avanzate e hanno come obiettivo principale quello di garantire la sicurezza degli occupanti degli edifici sotto un qualsiasi livello di azione sismica (anche se non necessariamente quello di impedirne il danneggiamento delle parti non strutturali).

Vivere ai confini tra placche litosferiche può non rappresentare un grosso problema, se si è adeguatamente preparati, e lo dimostrano paesi come il Giappone e il Cile, per cui un sisma di magnitudo 6 avviene almeno una volta all’anno, senza causare troppi danni e disagi alla popolazione. L’auspicio è che la ricostruzione post-sisma sia tale da permettere a Camerino di diventare il simbolo di un’attenta pianificazione territoriale e urbanistica, per convivere serenamente con i futuri eventi sismici.

 

Lucia Luzi

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Milano

Ripensare Camerino. Il documento strategico per la ricostruzione attende il via libera del Governo per l’operatività

03 Nov 2017
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Una riapertura per comparti della città e non a macchia di leopardo, seguendo la logica delle unità urbane, per cominciare a  ridare normalità e all’ abitare di alcune zone del centro storico. E’ quanto prevede il documento strategico di linee guida per la ricostruzione di Camerino e dei suoi territori, redatto a seguito del percorso svolto dallo Studio Cucinella e SOS School of Sustainability in collaborazione con Ascolto Attivo, attraverso il coinvolgimento diretto dell’amministrazione comunale, degli enti e degli stessi cittadini.

Sicurezza, abitare, servizi e mobilità, risorse sono i 4 pilastri della strategia, risultato del lavoro di progettazione partecipata svolto dal team WSR.   La presentazione è avvenuta lo scorso 31 ottobre, di fronte al folto pubblico dell’auditorium Benedetto XIII, con l’intervenuto del sindaco Pasqui e la presenza dell’amministrazione comunale, dell’arcivescovo Brugnaro, del rettore Pettinari e delle autorità militari. Un lavoro che è il risultato delle informazioni e idee raccolte dal gruppo di giovani architetti, nel corso dei 4 incontri partecipati dai cittadini e, attraverso i quali si è  giunti ad identificare obiettivi e azioni per concretizzarle, tenendo in vista le esigenze della città e del territorio. Partito con la condivisione di tutti, come percorso unico d’interfaccia con le varie istituzioni, il progetto da subito ha dichiarato la sua ambizione di fare di Camerino un caso di scuola nella ricostruzione.  Per l’incarico al grande professionista il comune ha messo risorse proprie ed ora, per rendere operativa la strategia e poter realizzare il caso di scuola, occorre la condivisione del Governo e della Regione. Le norme infatti non consentono al comune di rinnovare l’incarico all’architetto Cucinella.

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“ Un inizio di lavoro- ha spiegato il sindaco Pasqui- che non dovrà guidare solo la città di Camerino ma tutto un territorio. Proprio dalla nostra città potrebbe infatti partire l’esempio di un plastico che, oltre ad essere riferito a Camerino, potrà applicarsi in tutti i territori colpiti dal sisma. Il progetto è partito proprio con questo spirito: fare un primo step con un incarico diretto del comune e secondo le normative, e, in seconda battuta, continuare grazie anche all’aiuto del Governo. Era questo sin dall’origine, il percorso tracciato con il Commissario Errani e condiviso anche dal presidente della Regione Ceriscioli. Errani  si è dimesso a settembre ma - ha continuato Pasqui-, immagino che anche l’attuale Commissario per la Ricostruzione, vorrà sposare questo grande ideale di percorso che diventerà una “luce satellite” per tutti. Proprio nei prossimi giorni è in programma un incontro con Paola De Micheli per cercare di andare a definire l’iter procedurale, che ci si prospetterà per continuare. Altrimenti, il comune di Camerino, nel rispetto della norma di legge, ha solo la possibilità di mettere a bando la prossima progettualità, con l’eventualità che a vincere la gara possa essere qualsiasi partecipante. A mio avviso- ha sottolineato - la fase preliminare di lavoro ha mostrato i caratteri di uno studio molto interessante e, oltretutto, segnato da una grande condivisione e partecipazione dei cittadini. Apprezzo molto il ‘modus operandi’ dell’architetto Cucinella e di tutto il suo staff, proprio perché le progettualità vengono lasciate aperte. Egli stesso più volte ha affermato di essere qui a dare una mano ma che poi la palla passa alle persone, per un lavoro fatto insieme, che ha per fine il raggiungimento di obiettivi di fondamentale importanza che sono quelli della ricostruzione”.  

Il processo- ha dichiarato Cucinella-  sarà quello di conoscere la città nel sistema delle relazioni per  poi confrontarci con gli strumenti urbanistici che dovranno sottostare alle norme di legge. I piani attuativi però sono degli strumenti che al loro interno prevedono delle regole che possiamo anche scrivere  in funzione dei bisogni. Nutro ottimismo per il fatto che, nell’arco di un certo lasso di tempo e, anche con la collaborazione dei professionisti, si possa innescare un meccanismo che porti risultati. Ci vorranno probabilmente dieci- quindici anni e, anche se per quello che potrò continuerò a frequentare Camerino, sicuramente saranno i professionisti locali a confrontarsi con la realtà della ricostruzione. Ritengo comunque che innescare quel meccanismo nella direzione giusta sia proprio  il lavoro che stiamo cercando di fare, condividendolo al massimo”.

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Parlando degli incontri di progettazione partecipata, tenutisi tra maggio e giugno a Camerino, la portavoce del team li ha definiti “ una chiave nuova che sa guardare al futuro”.  “ L’ispirazione- ha detto- è venuta dall’esperienza del Friuli, dove la ricostruzione post-sisma ha funzionato grazie alla partecipazione degli abitanti. Noi abbiamo puntato più alto: non dov’era com’era ma una visione nuova di Camerino, riuscendo ad immaginare qualcosa che guardi avanti.  E la cosa che ci ha emozionati di più nel corso dei laboratori, è stato scoprire che gli abitanti di Camerino erano pronti”.

“ Gli incontri - ha detto l’architetto Cucinella- hanno evidenziato quanto sia forte nei cittadini. L'attesa di rientrare nel centro storico. La distanza e l’impenetrabilità della zona rossa (anche se in alcune vie basterebbero pochi interventi) rappresenta un dramma e una sofferenza psicologica per gli abitanti. Per essere realisti– ha continuato- l’obiettivo è realizzare degli interventi che consentano, con una sorta di meccanismo a catena e passo dopo passo, di cominciare a riconquistare pezzi di centro storico. E’ chiaro l’operazione non sarà possibile tutta in una volta, ma per unità che verranno definite insieme, con gruppi di condomini che si mettono d’accordo per cominciare ad agire, aiutando e facilitando anche il processo di ricostruzione. Ed è importante riattivare anche le strutture pubbliche perché la cultura è il primo segnale di una rinascita collettiva: allora, magari mettiamo a posto il palazzo ducale, l’arcivescovado e il teatro; intanto, apriamo alcune zone, sistemiamo con l’accordo dei condomini alcuni palazzi in modo tale che la gente possa tornarvi come destinazione. Credo che sia un senso di reale per poter cominciare; poi se ci si rimbocca tutti le maniche e lo facciamo tutto in una volta io posso essere solo che contento, ma intanto, bisogna attivarsi e sollecitare a fare delle azioni anche gli antri enti come l’arcidiocesi, l’università, il comune. Alcuni luoghi- ha spiegato- si possono riaprire anche molto rapidamente; per le persone è importante anche andarsi a mangiare un gelato in piazza, e, per renderlo possibile, non è necessario rimettere a posto tutta Camerino. In fondo queste operazioni rendono possibile quel ritorno ad una ‘normalità’ della quale la gente ha bisogno: andare a pregare in una chiesa,  ritrovarsi a mangiarsi un panino o a scambiare due chiacchiere con un amico. Riuscire ad aprire alcuni segmenti della quotidianità, prima ancora di abitare, significa restituire molto- ha sottolineato Cucinella-; è un segnale importante, perché tutti hanno bisogno di quei luoghi che sono nel loro DNA, cosa che a L’Aquila, ad esempio, non è riuscita, e sono trascorsi quasi dieci anni..

Siccome siamo consapevoli che certe cose non hanno funzionato, troviamo dei meccanismi diversi e nuovi. Ripensare Camerino alla luce di quello che è successo, è anche occasione per togliere edifici ormai chiusi da tempo, o che sono delle cose sorde che non creano relazione; togliendo ad esempio l’edificio dell’ex tribunale si apre una vista straordinaria sul paesaggio; tornare in centro e trovare una nuova Camerino, dove ritornano più volentieri i giovani, dove la gente può trascorrere la domenica guardando un panorama che da quella postazione non aveva mai visto prima, ha un suo valore. Tutte queste- ha concluso l’architetto-  sono azioni da fare con la condivisione di tutti, con la consapevolezza che è giusto fare così. Il processo che vorremmo innescare è dunque quello di una comunità che decide cosa fare e noi, che facciamo il mestiere, li aiutiamo. E poi, come dice giustamente l’arcivescovo Brugnaro, Camerino non è una città autoreferenziale; è talmente importante come città che, se metti a posto, non lo fai solo per Camerino ma per tutto il territorio che intorno ad essa gravita. Mettere in moto Camerino vuol dire dare una mano di metodo anche agli altri sindaci dei borghi più piccoli, che sono tutti in grande difficoltà, perchè si trovano a dover affrontare un qualcosa che è più grande di loro e hanno bisogno di essere aiutati “. 

Gentiloni lunedi prossimo ad Unicam . I sindaci dei comuni più danneggiati chiedono al premier altro incontro

02 Nov 2017
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Il premier Paolo Gentiloni sarà lunedì 6 novembre a Camerino, per l'inaugurazione del 682/o Anno accademico dell'Università, che ha ripreso le proprie attività già all'indomani delle scosse dell'ottobre 2016. La visita però sarà breve, per altri impegni istituzionali del presidente del Consiglio, e il sindaco Gianluca Pasqui, responsabile di Anci terremoto, chiederà a Gentiloni di tornare ''presto'' per incontrare una decina di sindaci dei comuni maceratesi più danneggiati. L'esigenza di un colloquio con il capo del Governo era stata prospettata dal sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci.

''L'idea - ha dichiarato all'ANSA il sindaco Pasqui - era anche la mia, ma i tempi stretti della visita non rendono praticabile la richiesta, che avanzerò formalmente per un'altra occasione''. L'inaugurazione del nuovo anno di Unicam, sottolinea, è ''una festa non solo per Camerino ma per tutto il territorio di cui l'ateneo è al servizio'', e Falcucci ''ringrazia l'Università''.

Fonte Ansa 

Auto si ribalta a Treia. Ferito il conducente trasportato in ospedale a Macerata

02 Nov 2017
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Incidente a Treia in via Didimi. Un uomo alla guida della propria auto, poco dopo le 16.00, per cause in corso d'accertamento da parte delle forze dell'ordine, ha improvvisamente perso il controllo del mezzo che ha finito la sua corsa ribaltandosi. Sul posto, oltre al personale del 118,  sono intervenuti i Vigili del fuoco di Macerata, i quali hanno provveduto ad estrarre il conducente dall'abitacolo dell'auto. L'uomo è stato trasportato in ambulanza all'ospedale. Le sue condizioni non dovrebbero essere gravi.

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