Scuole Luzio e Divini, un silenzio assordante

11 Gen 2018
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Cantiere fermo per i moduli scolastici della Luzio e silenzio assordante anche in quello dell’Itts Divini. L’associazione 108-Una scuola per la vita chiede risposte circostanziate e tempi certi all’amministrazione comunale, alla Provincia e alla Regione.

Lo scorso 25 novembre l’associazione - ricordano in una nota - ha partecipato all'evento benefico ‘Ricostruiamo il futuro' nell'auditorium di Vimodrone, dove si è svolta la consegna di una raccolta fondi promossa da 20 comuni della Martesana e destinata alla realizzazione della nuova scuola provvisoria a San Severino.

"Gli oltre 77mila euro raccolti dai comuni della Martesana - sottolinea Cristina Carboni, presidente dell'associazione settempedana - sono stati destinati alla realizzazione della nostra scuola provvisoria grazie ai nostri amici di Cassano d'Adda (uno dei 20 coinvolti). La combattiva Chiara Manzoni e il disponibilissimo sindaco Roberto Maviglia hanno supportato le nostre iniziative per promuovere il territorio marchigiano e per esporre le problematiche legate alle scuole cittadine ed ovviamente siamo molto soddisfatti di questo epilogo, frutto di mesi di incessante lavoro.

Purtroppo - sottolinea - in concreto, nulla ancora si muove. Dobbiamo guardare in faccia alla realtà. Abbiamo atteso con responsabilità e pazienza che i moduli ad uso scolastico che sostituissero il plesso Luzio fossero installati, che la ricostruzione dell'Itts Divini prendesse quantomeno avvio, che si presentasse il progetto esecutivo del nuovo polo scolastico, ma invano”. È per questa ragione che l’associazione chiede risposte circostanziate e tempi certi, “anche per onorare tutti i donatori che da ogni parte d'Italia stanno cercando di aiutare la nostra comunità.

Proprio per chiedere conto e ragione dei ritardi che sembrerebbero sempre legati alle lungaggini burocratiche insite nella normativa post sisma, ma che ormai sembrano, a molti, scandalosi e inaccettabili, l'Associazione 108, nelle ultime settimane, sta tempestando di missive le amministrazioni comunali, provinciali e regionali.

L’amministrazione comunale, da parte sua, lo scorso 20 dicembre ha firmato il contratto con il Miur per la realizzazione dei moduli scolastici della Luzio nei giardini del rione di Contro. Da allora sono stati già fatti gli interventi, come il taglio dei cespugli e delle piante, per predisporre il cantiere ma i lavori veri e propri non sono ancora partiti.

g.g.

 

moduli luzio

Camerino: Al via la demolizione di palazzo Toffee

10 Gen 2018
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Al via le operazioni per la demolizione di palazzo Toffee nel quartiere Le Conce a Camerino. A darne notizia l'ufficio tecnico comunale. I lavori dovrebbero terminare entro un mese dopodichè sarà possibile la riapertura al traffico di viale Seneca, interdetto da oltre un anno ai pedoni e alla circolazione delle auto proprio in corrispondenza del palazzo, con l'impossibilità di utilizzare la via per raggiungere velocemente viale Giacomo Leopardi o via Et Poi si more.

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 Sul posto sono già in fase di allestimento bracci meccanici, gru e altri mezzi necessari per il corretto eseguimento di tutte le operazioni. Messi in sicurezza gli edifici vicini, ora l'impresa Papa Nicola di Macerata potrà dar via all'abbattimento del palazzo di viale Seneca n.36. Costo delle opere 173mila euro.

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Ormai in fase di ultimazione nelle immediate vicinanze di piazza Neghelli, la messa in sicurezza della chiesa di Sant'Anna 

C.C.

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Cesi- San Martino. Malore letale mentre è alla guida. Morto un uomo di 87 anni

10 Gen 2018
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Accusa un malore mentre è alla guida della sua auto ed esce dalla sede stradale. L'incidente è avvenuto alle 15.30 circa in località Cesi/ San Martino di Serravalle del Chienti. L'anziano, un 87enne di Visso, si è sentito male mentre percorreva la strada in direzione Cesi alla guida di una Fiat Punto; il mezzo, fuori controllo è uscito di strada ribaltandosi. Sul posto è subito intervenuto il personale del 118; i sanitari purtroppo non hanno potuto che constatare il decesso dell'anziano, probabilmente avvenuto per infarto, prima dell'uscita di strada.Sul luogo dell'incidente, per i rilievi di rito, sono intervenuti i Carabinieri del comando stazione di Serravalle del Chienti e per la rimozione del mezzo i Vigili del fuoco di Camerino. 

 

Rifiuti, i sindaci dicono no al piano Oikos

10 Gen 2018
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Che bruciare Css fosse conveniente per gli impianti che ne hanno la possibilità, e per chi lo produce, è un dato di fatto. Ma che addirittura giovasse all’ambiente ha davvero dell’incredibile. E questo è quanto è emerso dalla relazione di Fausto Brevi rappresentante di Oikos Progetti (una società che si occupa di progetti ambientali), nel corso dell’illustrazione del piano d’ambito per la gestione dei rifiuti nella sede della provincia di Macerata.

Il Css è il combustibile che viene ricavato dalla lavorazione dei rifiuti indifferenziati, e può essere “valorizzato energeticamente”, cioè trasformato in energia, bruciandolo come combustibile in impianti quali cementifici o altre strutture industriali che possiedono forni.

Ai sindaci della provincia, o loro rappresentanti, è stato presentato un documento che ha già messo in allarme non solo gli attivisti del Movimento 5 Stelle, ma anche il Comitato Salva Salute di Castelraimondo.

La relazione è iniziata con una disamina dei punti di forza del sistema di gestione rifiuti in provincia, descritto come perfettamente autonomo. Come già noto, la provincia è un esempio di virtuosità per quanto riguarda la raccolta differenziata, che supera il 74%. Per questo “andrà rafforzato l’impegno verso la prevenzione dei rifiuti, proseguendo nel percorso già avviato. Sarà inoltre posta la massima attenzione ad orientare il sistema organizzativo dei servizi verso il riconoscimento dell’impegno degli utenti” con tariffe su misura. Ma dato che si può sempre migliorare, il dottor Brevi ha illustrato anche diversi scenari: “L’opzione Css/Materia prevede che al Cosmari venga ripristinato l’impianto andato distrutto dopo l’incendio con l’adeguamento per la produzione di Css, da smaltire poi in impianti già esistenti che oggi usano combustibili tradizionali (cementifici o altro)”. Che il Cosmari non tornerà a bruciare Css, è stato più volte ripetuto ed è un concetto assodato. Ma riappare a questo punto lo spettro del cementificio di Castelraimondo.

Anche perché, ha spiegato poi Brevi, non ci sono tante possibilità secondo lo studio Oikos: “O si opta per l’opzione ‘zero’, vale a dire lasciare la situazione com’è allo stato attuale, senza raggiungere obiettivi ancora più virtuosi, o produrre Css da vendere ad impianti che lo valorizzerebbero energeticamente. L’alternativa è adeguarsi al decreto Salva Italia, realizzando un inceneritore da 130mila tonnellate”. Dopo la presentazione di Brevi, la parola è stata lasciata ai sindaci o loro rappresentanti ed è stato a questo punto che Franco Frapiccini di Recanati e Fausto Moccechini vicesindaco di Montelupone hanno chiesto che vengano valutate ulteriori possibilità e tecnologie meno impattanti per l’ambiente: “Conosco la tecnologia Flameless - ha precisato Moccechini - che consiste nell’ossidazione in pressione, senza camini, ed è adatta per rifiuti di qualsiasi tipo. Ne risulterebbero ceneri vetrificate, completamente inerti e a impatto zero per l’ambiente”.

È per rispondere a queste osservazioni che Brevi ha precisato che “valorizzare energicamente il Css non è impattante per l’ambiente, anzi. Il Combustibile Solido Secondario è un’alternativa ai combustibili tradizioni”.

Assolutamente contrari anche il sindaco di Belforte Roberto Paoloni e l’assessore al Bilancio di San Severino Tarcisio Antognozzi.

Quello che Oikos ci ha presentato - ha esordito Paoloni - cozza un po’ con quanto l’assemblea dei sindaci decise nel 2013. I rifiuti usati come combustibile sono una questione che abbiamo superato nel 2013. Allora non ero sindaco ma condivisi la scelta fatta, il nostro territorio - ha sottolineato - ha fatto una scelta ben precisa e non ha alcun senso tornarci sopra chiamando le cose con un falso nome. Ci sono altri scenari che possiamo percorrere perchè non sempre le scelte che il governo fa sono giuste per il territorio. È una questione di coerenza con le scelte compiute”.

Sì al biogas, dice Paoloni, e sì alla riduzione dei rifiuti ma la sopravvivenza della discarica di Cingoli per due ulteriori anni non giustifica l’incenerimento: “guardiamo avanti - è tornato a dire - piuttosto concentriamoci sulla tariffazione puntuale. I cittadini che non fanno la differenziata devono pagare di più e chiedo anche l’immediato stanziamento di fondi per la demolizione del camino del Cosmari”.

Un applauso del pubblico presente ha chiuso l’intervento di Paoloni dopo il quale ha preso la parola il sindaco di Treia Franco Capponi: “Io non credo alle favole, il rifiuto zero non esiste. Il modello migliore è quello in cui il cittadino realizza una differenziazione virtuosa. Per questo punterei sulla tariffazione puntuale. Per quanto riguarda l'aspetto strategico - ha aggiunto - dobbiamo perseguire l'obiettivo di essere un punto di riferimento per il centro-sud della regione. Macerata deve essere capofila per il trattamento del verde e dell'umido tramite il biometano, e dell'indifferenziato con la produzione di Css. Al nord Europa cercano materiali di questo tipo. Dico sì alla messa a punto del sistema Css qualora trovassimo un mercato sicuro. Siamo virtuosi - ha concluso - ma non lo trasformiamo in tornaconto”.

Non per forza quello che è legale deve essere giusto, e non è detto che ciò che conviene sia giusto. A dirlo è stato Tarcisio Antognozzi di San Severino: “La continua ricerca di eccellenza ci ha permesso di raggiungere ottimi risultati. Dopo la presentazione trasparente di Oikos è il momento che ciascuno di noi dica da che parte vuol stare. Bisogna studiare anche altri scenari perché il Css fa male a noi - ha detto - fa male se lo portiamo altrove in Italia, e fa male anche se lo esportiamo all’estero. Abbiamo la capacità culturale per trovare altre soluzioni perché il Css lo abbiamo abbandonato nel 2013”.  

 

g.g.

Camerino: tutto pronto per la Notte nazionale del Liceo Classico

10 Gen 2018
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La cultura classica si prepara a far festa. Dall’iniziativa ideata e promossa da Rocco Schembra, docente di Latino e Greco al Liceo Classico Gulli e Pennisi di Acireale,con il patrocinio del Miur,oltre 400 scuole hanno scelto quest’anno la data del 12 gennaio per presentarsi al pubblico con iniziative di vario genere ne” La Notte Nazionale del Liceo Classico” inno festoso alla cultura umanistica, giunto alla sua quarta edizione..

Sei ore di apertura straordinaria di tutti i licei classici d’Italia, durante le quali gli studenti saranno protagonisti, accogliendo e coinvolgendo  la cittadinanza nelle loro performance.

Anche per il 2018, i Licei di Camerino aderiscono all’iniziativa che si propone di mettere nella giusta luce l’attualità del Liceo Classico e di promuovere la cultura umanistica, quale elemento fondante per la costruzione di una società autenticamente libera, pluralistica e democratica..

Le aule del nuovo Polo Scolastico Provinciale, struttura che ospita gli alunni dei 5 indirizzi liceali dell’Istituto, si trasformeranno venerdì 12 gennaio, dalle ore 18 alle 24, in sale d’incontro e di spettacolo, aventi come filo conduttore la “legge”.

" La Notte del Liceo Classico- spiega il dirigente Francesco Rosati- vuole essere innanzitutto la presentazione del Piano di studi, del profilo culturale di un meraviglioso indirizzo che vuole ribadire quanto sia importante nel nostro sistema educativo, di istruzione e formazione. la cultura umanistica e, legandoci al tema della legge, in qualche modo presenteremo le varie discipline ".

Tra i momenti preparati dagli alunni del Liceo Classico di Camerino in collaborazione con gli insegnanti sono infatti previsti: la rappresentazione di un frammento di “Antigone”, la tragedia di Sofocle inserita quest’anno nel progetto teatro; una scena da “I Promessi Sposi”, quella dell’Azzeccagarbugli; scene tratte dall’Inferno dantesco centrate su Farinata e Pier delle Vigne; una serie di esperimenti scientifici sulle leggi fondamentali della chimica; un processo simulato, punto di forza delle precedenti edizioni della Notte, allestito grazie all’opzione giuridica, un progetto del Liceo Classico “Alfonso Varano” di Camerino molto apprezzato da studenti e famiglie.

L’augurio di tutte le scuole aderenti alla Notte Nazionale è che si possa riaccendere l'interesse verso l’indirizzo classico, che continua comunque a mantenere un certo fascino, grazie anche alla volontà dei protagonisti (dirigenti scolastici e docenti) di presentare un’offerta fedele alla tradizione, ma allo stesso tempo attenta alle esigenze culturali del momento. Nelle aule dei licei classici troviamo sempre più dispositivi, attrezzature e infrastrutture multimediali indispensabili per l’implementazione di una didattica innovativa in grado di favorire, proprio attraverso l’utilizzo delle I.C.T. (Information and Communications Technology), la formazione di un pensiero critico, da sempre una delle caratteristiche peculiari degli studi classici.

 

Tolentino, la stazione riprende "vita" dopo il sisma

09 Gen 2018
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Sono terminati da pochi i giorni i lavori di ristrutturazione della stazione ferroviaria cittadina, gravemente danneggiata dal sisma del 2016. Le lesioni avevano interessato sia i locali a piano terra sia quelli al primo piano, ma non era stata compromessa la funzionalità dell'edificio, che per tutti questi mesi ha continuato ad accogliere passeggeri in partenza e in arrivo.

L'intervento, effettuato dalle Ferrovie dello Stato, proprietaria dell'immobile, è iniziato lo scorso inverno e ha interessato tutta la struttura, cosi da rendere i locali accoglienti e funzionali come prima. E' tornato a pieno regime anche l'ufficio Informagiovani del Comune di Tolentino, che trova ospitalità proprio in uno degli spazi a piano terra della stazione. A conti fatti, è uno dei pochi lavori della ricostruzione post-sisma che è stato portato a termine a Tolentino. E' pochino, ma chi ben comincia...

Pontelatrave-Travolto dalla pianta che sta tagliando. Grave 70 enne

09 Gen 2018
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Grave incidente sul lavoro nelle campagne di Pontelatrave. Travolto da una pianta mentre era intento a tagliarla, un uomo di 70 anni di origini peruviane, da tempo residente in zona .  Subito si sono attivati i soccorsi e sul posto sono giunti gli operatori del 118 e i vigili del fuoco. Data la gravità delle ferite riportate nell'incidente, i sanitari hanno richiesto l'intervento dell' eliambulanza per il trasporto dell'uomo all'ospedale regionale di Torrette. 

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Piano rifiuti, spunta l'ombra di un inceneritore

09 Gen 2018
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Piano rifiuti. Oggi in provincia se ne discuterà a partire dalle 16:30 e il Movimento 5 Stelle e il Comitato Salva Salute di Castelraimondo gridano all’allarme Css.

I sindaci della provincia oggi si riuniranno per discutere il piano d’ambito per la gestione dei rifiuti che, come ricorda il Movimento 5 Stelle, “propone di di trasformare gli attuali impianti della Cosmari finalizzandoli alla produzione di CSS (combustibile solido secondario, derivante dalla spazzatura indifferenziata). Si chiede agli amministratori locali senso di responsabilità e rispetto dei cittadini, quindi di rifiutare un piano dambito che preveda la produzione di CSS nel nostro territorio”.

Le opzioni previste nel piano descrivono due scenari: l’opzione “zero”, che corrisponde a mantenere la situazione attuale con il trattamento dei rifiuti al Cosmari e il conferimento in discarica; c’è poi l’opzione “Css/materia”, che si propone di adeguare il Cosmari con impianti per la produzione del combustibile che poi verrà recuperato energeticamente “presso impianti autorizzato come cementifici o altri utilizzatori industriali. Non solo, il bacino degli utenti potrebbe limitarsi alla provincia, ma anche essere esteso alle province di Ascoli Piceno e Fermo.

A preoccupare è anche la possibilità che venga individuato il cementificio di Castelraimondo come impianto per lo smaltimento del Css che ha già, peraltro, l’autorizzazione ambientale per farlo.

In tal caso, il Comune di Castelraimondo beneficerebbe di eco-indennizzi per 300mila euro circa all’anno.

Dopo la lunga serie dincendi che hanno funestato il comparto della valorizzazione dei rifiuti - si legge in una nota del Movimento 5 Stelle - se il Cosmari non potenzierà la raccolta differenziata, accetta le ‘passate minacce', e contribuirà al progetto che culmina con la dispersione dei rifiuti nelle case degli italiani attraverso un cemento ‘potenzialmente’ tossico.

Questo scenario, che desta profonde preoccupazioni, avrà come protagonista il cementificio di Castelraimondo, uno degli impianti più vecchi ed inquinanti dEuropa, che già in 40 anni di attività indisturbata, ha contribuito a rendere i comuni limitrofi quelli con il più alto tasso di tumori legati allincenerimento (dati Istituto Superiore di Sanità). Non è una ipotesi utopica - sottolineano - in quanto esiste appunto, una richiesta di utilizzo del Css proprio in quellimpianto”. Il timore del Movimento è che nel territorio, già provato dal sisma, possano confluire i rifiuti non solo della Regione ma anche quelli provenienti da tutta Italia, poiché il Css è un prodotto e in quanto tale “libero di circolare indisturbato. La nostra aria - concludono - la nostra terra e noi cittadini verremo caricati di moltissimo inquinamento e malattie che non ci meritiamo essendo la provincia di Macerata, in Regione, quella che raggiunge il più alto tasso di raccolta differenziata”.

Pasqui lancia il confronto diretto con la popolazione sulle problematiche della città

09 Gen 2018
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Risponde alla forte esigenza di comunicazione – informazione, più volte evidenziata dalla stessa popolazione,  l’idea lanciata sui social dal sindaco Pasqui. Obiettivo è quello  di organizzare un pubblico  appuntamento fisso e aperto a tuttiper discutere delle problematiche, piccole e grandi, relative al sisma”.  Resosi conto della necessità di fare chiarezza su tante questioni, consapevole dell’importanza di colmare alcune lacune della informazione, il sindaco , per un prosieguo di tranquillità del cittadino e per incrementare consapevolezza e spirito di collaborazione, ha ritenuto che il confronto diretto con la comunità, rappresenti  la migliore forma di comunicazione. A partire da gennaio, con un format in fase di studio, si apre dunque la possibilità di un incontro tra sindaco,  amministrazione comunale  e cittadini.“L’idea, per iniziare- scrive il sindaco sui social-   è quella di utilizzare ogni ultimo giovedì del mese".

Nell’ottica di un rapporto sinergico di collaborazione, anche di idee,  tra l’amministrazione e la città - afferma il primo cittadino- ho inteso lanciare un appello alla mia comunità; in passato, per più motivi, non si è riusciti a rendere operativa questa tipologia di incontri  ma, quotidianamente, avverto  la legittima voglia dei cittadini di interfacciarsi su tante tematiche. C’è la disponibilità a farlo e, per la scelta di un orario comodo a tutti, ho pensato di chiederlo sui socialriscontrando grande interesse; inizieremo dunque con un incontro a cadenza mensile, da tenersi ogni ultimo giovedì del mese e,  stando alle preferenze  emerse, con tutta probabilità nel dopocena. Presenti  tutti i responsabili dell’amministrazione inizieremo un dialogo costruttivo  e di verità.  La città ha sempre collaborato in maniera straordinaria- continua Pasqui E’ grazie alla vicinanza e all’affetto dimostrati  fin da subito e mai mancati  da parte dei miei cittadini che  ho trovato la forza per andare avanti con sempre maggiore convinzione. Dobbiamo affrontare un percorso assolutamente complesso  e ritengo  essenziale la collaborazione. Gli incontri /confronto - spiega- saranno utili a dimostrare anche attraverso la documentazione che mostreremo, quali sono le difficoltà dei vari percorsi che interessano la città.  Discuteremo delle varie questioni da risolvere e, anche di un futuro che, stando così le cose, appare alquanto nebuloso. E’ per questo che tornerò a spingere sull’acceleratore per chiedere a gran forza un’attenzione sul tema fondamentale, cioè quello di andare a rivedere il cratere sismico. Noi – prosegue  Pasqui- abbiamo l’obbligo di riuscire a far sì che il Governo intervenga sul cratere, non per restringerlo bensì  per dare ad ogni comunità la giusta medicina, cosa che oggi non viene assolutamente fatta. La medicina non può essere la stessa per tutti e non può guarire gli stessi mali che sono completamente diversi o diametralmente opposti. Preciso  che le mie parole non sono tese ad escludere dal cratere qualche comune- conclude il sindaco- ;  tutte le comunità colpite dal sisma debbono essere ricompresse nel cratere ma è necessario che siano attentamente guardate in modo da risolvere equamente i bisogni che si sono generati a seguito di un evento catastrofico”. 

Carla Campetella

Hanno trovato " casa " i 50 sfollati di Tolentino e i 20 di Caldarola

08 Gen 2018
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TOLENTINO – Si è conclusa lunedì 8 gennaio la vicenda dei circa 70 sfollati che erano stati alloggiati all'Hotel 77 di Tolentino.

Tutte le famiglie hanno trovato una sistemazione alternativa all'alloggio nella struttura ricettiva, dopo che la nuova proprietà dell'albergo aveva deciso di intrerrompere la convenzione con la Regione Marche e quindi non accogliere più chi non aveva una casa.

Le 70 persone, una cinquantina di Tolentino e una ventina di Caldarola, hanno scelto una soluzione alternativa: alcuni hanno trovato ospitalità nel villaggio contanier in via Colombo, altri hanno optato per il Cas (Contributo autonoma sistemazione, prendendo una casa in affitto), altri ancora in un paio di strutture ricettive nella zona di Tolentino.

Si è quindi chiusa positivamente questa vicenda, che aveva assunto dei toni decisamente surreali: nei primi giorni di dicembre, addirittura, all'Hotel 77 si era presentato l'ufficiale giudiziario, che avrebbe dovuto far allontanare forzatamente gli ospiti.

Un vertice tra Comune di Tolentino, Regione Marche e proprietà aveva poi permesso di prolungare fino all'8 gennaio la permanenza degli sfollati per consentire appunto di reperire una soluzione alternativa.

“Abbiamo risolto questa situazione in modo positivo – spiega l'assessore ai Servizi Sociali del Comune di Tolentino, Francesco Colosi – e non si sono state criticità.

Già dalla fine di novembre ci eravamo mossi per trovare un tetto a tutti gli sfollati. Se nessuno fosse stato in grado di organizzarsi da solo, noi avevamo gia avuto la diponibilità di alcune strutture ricettive vicino a Tolentino pronte ad ospitare le famiglie”.

I numeri di Tolentino sono ancora molto alti e dicono che sono circa 3500 i cittadini che non hanno la loro casa: 3195 usufruiscono del Cas (1389 nuclei familiari), 238 sono sistemate nei container di via Colombo e 161 nelle strutture alberghiere. 

Sauro Ciarapica

La Shoes & Company " veste " il nucleo cinofilo di Sefro.

08 Gen 2018
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La Shoes & company di Gianpiero Vico e Barbara Cacciolari, azienda dislocata nel territorio delle provincie di Macerata e Ancona con sede a Matelica, avendo a cuore le iniziative di volontariato ha fatto dono di attrezzature operative al Nucleo Cinofilo della Protezione civile del comune di Sefro.

Presenti nella sede amministrativa dell'azienda il coordinatore del gruppo, Valentina Polidori, l’istruttore cinofilo del nucleo, Claudio Mariani, Marta Papa conduttore cinofilo ed Ettore il cane addestrato alla ricerca di persone scomparse. Da sottolineare il continuo appoggio di Barbara Cacciolari, ormai pienamente operativa sotto il profilo amministrativo e divulgativo del nucleo cinofilo e del gruppo di Protezione civile del comune di Sefro.

 

Tra i progetti da lei piu’ sostenuti quello formativo ed informativo di avvicinamento degli alunni e degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado.

"Si sta cercando di stimolare - così Barbara Cacciolari - l’innato spirito collaborativo dei ragazzi indirizzandoli verso forme costruttive, all’apertura dell’individuo alla socializzazione e alla collaborazione con il prossimo. Per questo è anche necessario migliorare la conoscenza e la comprensione del cane da parte del bambino o del ragazzo.

In ultimo, ma non di minore importanza, comprendere le motivazioni dell’abbandono per prevenire il randagismo poiche’ tutti i cani possono salvarci la vita".

barbara cacciolari

 

 

Tra gli altri progetti per l’anno 2018 la continua sinergia del nucleo cinofilo con enti ed organizzazioni dislocate nel territorio marchigiano e non impegnate nel soccorso. "E' nostra intenzione sostenere - continua - il  soccorso alpino e speleologico per la formazione, collaborazione operativa ed esercitazioni sul territorio, la collaborazione con Unicam con il sostegno del rettore Claudio Pettinari, la sinergia con le istituzioni comunali per la continua preparazione degli operatori e dei cani e la collaborazione con gli altri gruppi di Protezione civile dislocati nei territori del maceratese".

 "Ho subito supportato l’iniziativa finalizzata al volontariato - dichiara Gianpiero Vico - e tengo a sottolineare che per quanto le aziende possano supportare donando, cosi’ come noi abbiamo fatto, mai si potrà ripagare la continua abnegazione, l'impegno, la passione e il sacrificio di tutti i nostri volontari che ogni giorno dedicano tempo e fatiche anche trascurando i propri affetti. A fronte di questo sono io che ringrazio i ragazzi della Protezione civile che si impegnano a 360 gradi. Li ringrazio, inoltre, per avermi aperto al loro mondo che, anche se informato, non conoscevo cosi’ a fondo. Inviterei anche le istituzioni a supportare questo tipo di iniziative che tanto danno alla comunità".

Schoes Company

 

 

Camerino: riunione rinviata per il nuovo carcere

08 Gen 2018
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“Il nuovo carcere, per ora, rimane un proclama su Facebook” . A scriverlo, in una nota inviata alla stampa,  è il sindaco  di Camerino Gianluca Pasqui, spiegando i motivi del rinvio della riunione, inizialmente prevista per questo martedì 9 gennaio."Subito dopo l’annuncio dato dall’onorevole Irene Manzi, nelle scorse settimane- si legge nel comunicato-  avevo convocato una riunione che consentisse di passare prima possibile ad una fase operativa. Per evitare che il periodo elettorale consentisse facili strumentalizzazioni di un argomento che invece ci sta molto a cuore e da cui dipende una buona fetta di futuro del tessuto economico della nostra città e del nostro territorio.Purtroppo- continua Pasqui-  dei tanti soggetti a cui avevo inviato quella lettera, solo uno ha risposto:  il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dottor Santi Consolo, che ringrazio per la considerazione, che suggerisce un rinvio della riunione prevista per questo martedì 9 gennaio .

Nella nota ricevuta- prosegue il primo cittadino- veniamo informati che “il comitato paritetico interministeriale per l’edilizia penitenziaria ha concordato sulla proposta di realizzazione di un istituto penitenziario di cento posti nell’area individuata dall’ex piano carceri. L’iter relativo alla gestione dell’appalto di tale nuovo istituto, è gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato Interregionale Opere Pubbliche della Lombardia ed Emilia Romagna. Relativamente ai finanziamenti, necessitando una somma di circa 15/20 milioni di Euro, la questione dovrà essere affrontata in sede di Comitato Paritetico. Nelle more del reperimento dei fondi, questo Dipartimento sta lavorando sulla predisposizione dello schema di istituto ad alta valenza socio-riabilitativa e a contestuale basso impatto ambientale, secondo i modelli proposti dagli Stati generali sull’esecuzione penale. Tale studio di fattibilità dovrebbe essere pronto entro la fine del mese corrente e quindi potrà essere trasmesso al MIT. Ciò premesso, un incontro in tempi così ravvicinati come quelli proposti appare prematuro e, in ragione della citata competenza in capo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, potrebbe essere più opportuno tenerlo in una sede centrale”.

Preso atto della nota e del fatto che nessuno degli altri soggetti convocati ha risposto al mio invito- sottolinea il sindaco -  ho ritenuto doveroso rinviare la riunione prevista al mese prossimo, con data da definirsi e, accogliendo il suggerimento del capo del DAP, da tenersi a Roma.

Da anni, la mia e altre amministrazioni prima di me, ci adoperiamo per realizzare il nuovo carcere a Camerino. Anche subito dopo il sisma, avevamo avuto una riunione a Roma con il sottosegretario del Ministero della Giustizia, oltre a incontri per illustrare progetti e prospettive. Credevamo, dopo l’annuncio delle scorse settimane (dato anche tramite social network da esponenti di partiti di governo) di aver aggiunto un altro importante tassello verso la realizzazione di un’opera strategica al futuro della nostra economia. E vogliamo crederci ancora! Convinti, quindi, che non sia questo il caso- conclude la nota- vogliamo tuttavia far presente che non permetteremo temporeggiamenti che rischiano di sembrare strumentali. Soprattutto in considerazione del fatto che siamo in piena campagna elettorale”.

San Severino, la prima ordinanza del 2018 riguarda i piccioni

08 Gen 2018
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Divieto assoluto di somministrare cibo ai piccioni, obbligo (per i proprietari di immobili interessati dalla nidificazione o presenza dei volatili) di rimuovere gli escrementi e mantenere pulite le aree pubbliche a proprie spese e, nel caso tutto ciò non sia sufficiente, a segnalare al Servizio Igiene la problematica. Quest’ultimo potrà ordinare il collocamento di schermature e altri interventi per escludere o limitare la presenza dei piccioni.

È la prima ordinanza del 2018 firmata dal sindaco di San Severino Rosa Piermattei, che fa seguito a quella dell’ex primo cittadino Cesare Martini nell’ottobre del 2015. Allora il provvedimento aveva carattere sperimentale e serviva a verificarne l’impatto e, ovviamente a valutare possibili variazioni. Già l’Amur tempo addietro si era espressa sul problema dei volatili, evidenziando che “i piccioni, nel centro storico in special modo, sono in condizioni di sovraffollamento e rappresentano per la comunità e anche per gli animali domestici un potenziale pericolo per la salute. Ci sono anche aspetti non strettamente sanitari, quali il danneggiamento della pietra degli edifici e dei monumenti a causa della composizione acida degli escrementi dei piccioni. Inoltre i guani sono pericolosi perché viscidi anche per i pedoni che inavvertitamente potrebbero calpestarli”.

Per contenere il fenomeno si era stabilito di eliminare l’apporto alimentare da parte dei cittadini, di ridurre i luoghi dove nidificano e dove sostano i piccioni, e di procedere con pulizie e disinfestazioni.

L’ordinanza del sindaco Piermattei ribadisce queste intenzioni e quanto stabilito decretando che è assolutamente vietato dare cibo ai volatili, e che tutti i proprietari degli immobili interessati dalla nidificazione e dalla presenza dei piccioni dovranno provvedere a proprie spese a rimuovere gli escrementi presenti sui terrazzi, nelle soffitte, sui cornicioni e quant’altro; a mantenere pulite le zone sottostanti i loro fabbricati; e a segnalare eventualmente alla polizia locale il persistere del problema. Il personale provvederà a effettuare un sopralluogo e a informare il servizio igiene e sanità pubblica che potrà ordinare il collocamento di schermature o diaframmi dissuasori. Per chi non rispetterà tali provvedimenti verrà sanzionato con una multa fino a 500 euro.

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