Riforma Sanitaria, il referendum abrogativo la strada dei 5 Stelle

01 Feb 2016
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"Sollecitati dalle proteste e dall'indignazione dei cittadini",- si legge nella nota- i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle hanno deciso di attivarsi per accedere, per la prima volta nella storia della Regione, al referendum abrogativo regionale, "principale strumento di partecipazione democratica diretta", della riforma sanitaria. "Riforme importanti per la vita dei marchigiani come quella sanitaria - osserva il capogruppo Gianni Maggi - dovrebbero essere partecipate e non imposte". I consiglieri stellati presenteranno la procedura di attivazione per chiedere il referendum abrogativo regionale in una conferenza stampa mercoledì 3 febbraio al Palazzo delle Marche ad Ancona.

Punto nascita, il sindaco Martini si appella al presidente Boldrini

01 Feb 2016
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“Confido fiducioso in una soluzione che possa restituire alle nostre popolazioni, soprattutto alle giovani mamme che abitano in questi nostri territori, uno di quei diritti costituzionalmente garantiti, il diritto alla salute, di cui oggi esse sono state private”. Si chiude così la lettera che il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, ha consegnato alla Presidente della Camera, on. Laura Boldrini, al termine dell’incontro con gli studenti dell’Università degli Studi di Macerata sul tema “Costruire l’Europa dei cittadini”.

“Il tema dei diritti, anche di quelli costituzionalmente riconosciuti, dovrebbe essere un tema caro soprattutto alla Politica e ai rappresentanti delle Istituzioni. Eppure, Le posso assicurare, così sempre non è – è lo sfogo rappresentato alla Presidente Boldrini dal sindaco di San Severino Marche che nella sua missiva prosegue - Il diritto alla salute nella nostra Regione viene oggi fortemente minacciato da una determina del Direttore generale dell’Asur, siglata alla Vigilia dello scorso Natale, con cui si è deciso, senza ascoltare i territori, di mettere mano a una modifica profonda dell’organizzazione ospedaliera con l’annuncio della chiusura di diversi Punti nascita. So che della questione Ella si è già occupata ma siccome si tratta di una partita non ancora chiusa, La prego di voler prendere in considerazione ogni ulteriore tentativo che possa far ravvedere i decisori. Chiudere i Punti nascita oggi esistenti, parlo di quello attivo presso l’ospedale “Bartolomeo Eustachio” di San Severino ma anche nei nosocomi di Fabriano e Osimo, significherebbe privare un’ampia fascia dell’entroterra marchigiano, che va di fatto dal Pesarese fino all’Ascolano, di una struttura dove non solo poter partorire ma anche dove trovare cure e risposte alle emergenze sanitarie di tante e tante mamme. E Lei sa quanto me, conoscendo questo nostro territorio, le difficoltà che ci sono in tema di collegamenti viari. Quanto può impiegare un’ambulanza a raggiungere un ospedale con una partoriente cui si è distaccata la placenta? La sensibilità da Ella dimostrata agli argomenti che riguardano il mondo delle donne, le minacce che da questa scellerata decisione potrebbero attentare alla salute e alla vita di tante mamme e dei loro nascituri, mi suggeriscono di rivolgermi nuovamente a Lei perché possa intervenire a riguardo. Il Ministro della Salute, on. Beatrice Lorenzin, ha presentato un provvedimento che riguarda proprio i Punti nascita nei cosiddetti ospedali minori eppure, di contro, un dirigente di una qualsiasi Azienda sanitaria un bel giorno ha deciso, questo accade nelle Marche, di intraprendere un’azione che va nel senso contrario ed opposto. Ci siamo opposti rivolgendoci al Tar e presentando un ricorso come Comune. Altrettanto ha fatto il Comitato per la difesa e la tutela dell’ospedale “Eustachio”. Grazie a ciò il provvedimento è stato al momento bloccato in attesa di una pronuncia del Tribunale amministrativo che tornerà a riunirsi il 19 febbraio ma questo – conclude Martini – non può bastare né darci rassicurazioni per il futuro”.

Nuovo Progetto Matelica diserta il consiglio e chiede le dimissioni del sindaco

01 Feb 2016
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Le dichiarazioni rilasciate dal Consigliere Regionale Sandro Bisonni hanno finalmente fatto

luce sul dibattito in merito alla situazione sanitaria della nostra città: per ora la Regione

non ha deliberato alcun cambiamento sulla presenza dei mezzi di soccorso. Un’ulteriore

conferma è arrivata dalla Vice Presidente della IV Commissione Assembleare che si

occupa di Sanità, Elena Leonardi: la Giunta Regionale non ha assolutamente rivisto la sua

posizione. Nostro malgrado, a Matelica ancora oggi non ci sono state variazioni rispetto a

quanto previsto dalla DGR 1183/2015 del 22/12/2015: pertanto solo nelle 12 ore diurne

rimane attivo un mezzo di soccorso avanzato con medico a bordo(MSA), mentre per la

fascia notturna continua ad essere presente un mezzo di soccorso infermieristico (MSI).

Ringraziamo anche la consigliera regionale Marcozzi, che in un recente articolo apparso

sulla stampa, ha sottolineato quanto già da noi avanzato come gruppo consiliare

all'attenzione di tutti i gruppi consiliari di minoranza in Regione. Il Sindaco Alessandro

Delpriori, con dichiarazioni sulla stampa e sui social network, ha invece parlato di

drastiche modifiche, approvate in commissione sanità l'11 gennaio scorso, alla delibera in

questione. Tra le altre cose, ha, addirittura, affermato di essere riuscito ad aumentare a 24

ore la presenza del MSA. Di fronte alla falsità di queste esternazioni, ed alla gravità delle

stesse, il gruppo consiliare Nuovo Progetto Matelica non può restare in silenzio ed in

segno di protesta, noi consiglieri, ci troviamo costretti a non prendere parte al Consiglio

Comunale previsto per lunedì 01/02/2016. Ancora una volta sono state deluse le

aspettative dell’intera cittadinanza, che ha, giustamente, manifestato per vedersi

riconoscere uno tra i diritti fondamentali della persona, quello alla salute. Il dialogo

istituzionale proposto dall’amministrazione comunale evidentemente non ha assolto il suo

principale compito: dare un adeguato riscontro alle richieste della città. Chiediamo,

pertanto, le dimissioni immediate del Sindaco, primo cittadino e massima autorità sanitaria

di Matelica, e di tutta la sua amministrazione che in alcuni casi è rimasta in silenzio e in

altri, addirittura, ha avallato le sue affermazioni. Ci auguriamo inoltre che il Presidente Ceriscioli

prenda coscienza che è necessario un tavolo tecnico per riportare la discussione e il confronto su un

tema così importante. Per quanto riguarda i punti nascita di Osimo, Fabriano e San Severino

Marche, accogliamo con fiducia la sospensiva arrivata dal TAR nei giorni scorsi che ne ha, per ora,

scongiurato la chiusura. Siamo preoccupati, inoltre, per la salute di Roberto Pioli, giovane

settempedano, che sta rischiando  la propria vita per protesta, praticando lo sciopero della fame.

 

NUOVO PROGETTO MATELICA

Sgominata banda specializzata nel furto di superalcolici

01 Feb 2016
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E’ di quattro arresti il bilancio di una brillante operazione portata a termine dai Carabinieri delle Stazioni di Chiaravalle e Monte San Vito.

A cadere nella rete dei militari 4 persone, 3 donne ed un uomo di età compresa tra 19 e 48 anni (due italiani e due colombiani), tre delle quali con precedenti specifici per furti di superalcolici.

E’ accaduto a Chiaravalle, dove, una pattuglia in borghese ha segnalato alla centrale operativa la presenza sospetta dei 4 nei pressi del centro commerciale IPERSIMPLY.

Sul posto sono state fatte convergere le pattuglie di Monte San Vito, della stessa Chiaravalle e del Nucleo Radiomobile.

Sono bastati pochi accertamenti per capire che il gruppetto aveva da poco iniziato un raid di furti di superalcolici. Vistisi braccati, però, hanno abbandonato la refurtiva, poco dopo rinvenuta dai militari intervenuti.

I quattro sono così stati arrestati.

Vescovo Antonio: “Fate quello che vi dirà!”

30 Gen 2016
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Sabato 30 gennaio 2016 ore 16,42 don Antonio Napolioni, appena ordinato, siede sulla cattedra vescovile di Cremona, prendendo ufficialmente possesso della sua sede e divenendo l’85° pastore della diocesi lombarda.

Si rende, così, visibile il “mistero” della successione apostolica, avvenuto qualche momento prima quando mons. Dante Lanfranconi, predecessore del vescovo Antonio, aveva imposto le mani sul capo del suo successore, dopo la preghiera consacratoria. Dopo di lui ad imporre le mani su mons. Napolioni gli arcivescovi Francesco Giovanni Brugnaro e Francesco Gioia, quindi i cardinali Salvatore De Giorgi, Raffaele Farina, Francesco Coccopalmerio, Edoardo Menichelli e, a seguire, gli altri 31 vescovi concelebranti.

Il lungo pomeriggio è iniziato con l’arrivo di mons. Antonio Napolioni, scortato da una staffetta della polizia municipale, nella piazza del Comune con il saluto del sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, presenti le autorità civili e militari del territorio, il vice sindaco di Camerino Roberto Lucarelli e il sindaco di San Severino Marche Cesare Martini.

Quindi l’ingresso in cattedrale, il bacio del crocifisso, dello stipite del portale, l’aspersione dell’assemblea con l’acqua benedetta, la preghiera nella cappella del Sacramento e l’inizio della solenne liturgia eucaristica.

“Ama questa chiesa, diventa questa chiesa” ha detto l’arcivescovo Brugnaro presentando don Antonio alla Chiesa di Cremona. “Fate quello che vi dirà”, il filo conduttore del primo discorso rivolto da don Antonio alla sua Chiesa di Cremona.

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Consiglieri regionali in visita al carcere di Camerino

29 Gen 2016
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Sopralluogo presso la Casa circondariale di Camerino da parte della delegazione formata dall’Ombudsman, Andrea Nobili, dalla Vicepresidente del Consiglio regionale, Marzia Malaigia, dall’assessore Angelo Sciapichetti e dai consiglieri Elena Leonardi e Sandro Bisonni. L’incontro rientra nell’ambito delle iniziative promosse dallo stesso Ombudsman e dalla Presidenza dell’Assemblea legislativa per avere una fotografia precisa della situazione carceraria marchigiana. “In tutte le visite effettuate fino ad oggi – sottolinea Andrea Nobili - è stata registrata una significativa attenzione da parte dei consiglieri regionali rivolta ad approfondire la conoscenza delle diverse realtà, prendere atto delle criticità, dove sono presenti, e porre in essere le misure più adeguate per risolverle. Prova ne sia la mozione recentemente approvata in Consiglio, presentata dal Presidente Mastrovincenzo e che, anche attraverso gli emendamenti proposti da altri consiglieri, affronta un ampio ventaglio di problemi da sottoporre all’attenzione del competente Ministero”. La Casa circondariale di Camerino si trova all’interno del complesso conventuale di San Francesco, con una parte già attiva agli inizi del ‘900. In base a dati aggiornati, nell’istituto ci sono attualmente 51 detenuti (di cui 6 donne) a fronte di una capienza regolamentare pari a 41 posti. Gli agenti di polizia penitenziaria attivi sono 32 (in pianta organica 46, assegnati 35) ed è previsto un solo educatore. Nel report dell’ottobre scorso, predisposto dall’Ombudsman, veniva evidenziata la presenza di barriere architettoniche e la mancanza di locali per le visite dei bambini e dell’ufficio per i colloqui domenicali. Il consigliere Elena Leonardi focalizza l’attenzione sulla situazione della polizia penitenziaria e degli operatori della sicurezza. “Il mio emendamento alla mozione Mastrovincenzo, sottoscritto da tutte le opposizioni – sottolinea - intende sostenere il miglioramento delle condizioni di vita e di servizio di queste importanti figure. I continui tagli alla spesa per i corpi di polizia, hanno creato diverse difficoltà, come la mancanza di alloggi per chi viene da fuori sede: lo Stato non sostiene più gli affitti per gli agenti di polizia penitenziaria”. Il capogruppo di Fdi fa presente, inoltre, che l’emendamento presentato e approvato“servirà a portare all'attenzione del Governo le criticità presenti nel sistema di vigilanza e sorveglianza, indicendo una Conferenza di Servizi per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro all'interno degli istituti penitenziari marchigiani. I tagli del Ministero hanno messo a rischio il turnover delle forze dell'ordine, Agenti di Polizia Penitenziaria compresi.Con una popolazione carceraria in crescita occorre supportare concretamente gli stessi agenti in servizio”. Da ultimo, la Leonardi ribadisce che provvedimenti come l’amnistia e l’indulto non possono essere considerati una soluzione ai problemi delle carceri italiane.

Droga, alcol, armi: i carabinieri della compagnia di Camerino denunciano 8 persone

29 Gen 2016
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Nel corso di specifici controlli volti al contrasto dei furti ed allo spaccio di stupefacenti, i carabinieri della compagnia di Camerino hanno denunciato 5 giovani di età compresa tra i 18 ed i 22 anni scoperti, a Matelica, mentre stavano consumando hashish. Le ulteriori perquisizioni hanno permesso il rinvenimento di complessivi 20 grammi di droga (hashish e marijuana). Altre due persone, un 65enne di porto S.Elpidio e un 34enne di Matelica, sono stati sorpresi alla guida delle loro auto in stato di ebbrezza e, quindi, denunciati. Sempre a Matelica, un giovane di origini albanese di 32 anni è stato denunciato per porto abusivo di armi poiché trovato in possesso di un coltello a serramanico del genere proibito che aveva nascosto nel porta oggetti della propria auto.

Avevano in auto arnesi da scasso, due uomini denunciati a Chiaravalle

29 Gen 2016
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I carabinieri di Chiaravalle hanno denunciato due persone, già note alle forze dell’ordine, che si aggiravano con fare sospetto a bordo di una Audi di colore grigio lungo le strade periferiche. La pattuglia intervenuta ha proceduto al controllo dell’Audi, all'interno della quale sono stati rinvenuti numerosi arnesi da scasso, compresi due cacciaviti modificati, un piede di porco ed una piccola fiamma ossidrica. Tutto il materiale è stato sequestrato, mentre i due, un 47 enne di Falconara ed un 21 enne di Jesi, sono stati denunciati per possesso ingiustificato di grimaldelli e per porto abusivo d’armi.

L'ordinazione del vescovo Antonio

29 Gen 2016
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Sabato 30 gennaio, nella chiesa cattedrale di Cremona, mediante l'imposizione delle mani dei vescovi Dante Lanfranconi, Francesco Giovanni Brugnaro, Francesco Gioia, don Antonio Napolioni sarà ordinato vescovo e prenderà possesso della cattedra vescovile cremonese, divenendo l'85° pastore della diocesi lombarda. Attesa gioiosa non solo a Cremona, ma anche nella nostra diocesi per l'elezione all'episcopato di un sacerdote della Chiesa camerte-settempedana.

Ma come ha vissuto don Antonello, come ancora una volta confidenzialmente vogliamo chiamarlo, i giorni immediatamente precedenti la sua ordinazione?

“Tranquillità, gratitudine, fiducia sono stati i sentimenti prevalenti – confida don Antonio – E' Dio stesso che si manifesta attraverso la volontà della Chiesa. Per anni ho insegnato ai seminaristi a vivere nella pace e nell'umiltà il sì alla volontà di Dio e cerco di custodire questi stessi atteggiamenti. Sono stati giorni trascorsi a preparare materialmente il “trasloco”, a salutare persone, a svolgere il normale servizio parrocchiale, ma anche a concentrami nell'attesa interiore e nella preparazione ai primi passi che dovrò compiere da sabato 30 in poi”.  

Sarà possibile seguire in diretta la cerimonia di ordinazione sul canale satellitare di Telepace, digitale terrestre VideoTolentino canale 2013 e collegamenti sulle frequenze di radio C1inblu.

 

L'intero serivizio sulle pagine del settimanale L'Appennino camerte

Sagramola, nuove speranze per il punto nascita di Fabriano

28 Gen 2016
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Il Tar delle Marche ha accolto la richiesta di sospensiva della chiusura del punto nascita, prevista il 31 gennaio, avanzata dal Comune di Fabriano. Il giudizio di merito si terrà il 19 febbraio. Secondo il presidente della Regione Ceriscioli, la decisione del tribunale amministrativo è "opportuna, perché ci dà più tempo per approfondire la procedura Afoi (Area Funzionale Omogenea, che prevede una equipe itinerante, ndr) in corso di valutazione da parte dei tecnici in questi giorni"

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Giancarlo Sagramola : ” perché sono state fatte valere in le nostre ragioni di precarietà delle comunicazioni, precarietà del nostro entroterra montano rispetto ai servizi e, oltretutto, è stato anche fatto valere che il nostro ospedale ha le condizioni di sicurezza per poter mantenere le partorienti.

“Noi- prosegue il primo cittadino di Fabriano- diciamo e sosteniamo (perché è così), che 500 parti sono una convenzione mentre le condizioni di sicurezza che noi abbiamo, sono standard ministeriali previsti dalla norma e non si possono confondere queste due cose. Noi avevamo intanto chiesto di valutare questo provvedimento, alla luce anche della viabilità precaria che abbiamo per raggiungere gli altri ospedali vicini. Il Tar ha accolto la sospensiva ; la politica purtroppo ha perso un'occasione, ma può recuperare perché, come ho sempre ribadito, anche in sede di incontri istituzionali, – aggiunge Sagramola-, come diceva don Milani “non si possono fare parti uguali tra diseguali “e noi siamo in una condizione di disuguaglianza rispetto ai territori della costa.

Noi vogliamo e anzi combattiamo perché il nostro entroterra abbia servizi che consentano salute e sicurezza dei cittadini.

Quanto alla valutazione dell'Afoi, "sarebbe stato più opportuno farla prima"- precisa il sindaco di Fabriano-“ avevo chiesto di valutare insieme il provvedimento ma i tempi stretti non lo hanno permesso. Ora abbiamo tempo fino al 19 febbraio e spero che avremo occasione di valutare il tutto con attenzione e senza pregiudiziali nei confronti di Fabriano. Questo nostro entroterra ha bisogno della Regione, ha bisogno che la Regione sia vicina così come lo è stata negli anni precedenti, come io credo lo sarà in futuro. E abbiamo bisogno anche di una forte sinergia con i comuni alla costa- conclude Sagramola- perché tutti insieme, come regione Marche, possiamo guardare con certezza al futuro

C. C.

Circondato dai carabinieri ladro fugge a piedi nelle campagne

28 Gen 2016
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Tentativo di furto sventato dai carabinieri a Treia. I militari, avvertiti della presenza di un'auto sospetta nelle campagne circostanti, sono intervenuti trovando una macchina risultata rubata a Macerata lo scorso 11 gennaio. Mentre i militari circondavano l'area, improvvisamente un uomo è salito sulla vettura cercando di dileguarsi con una manovra azzardata, urtando il muretto di un'abitazione vicina. Sceso dall'auto l'uomo è poi fuggito a piedi, inseguito dai carabinieri, facendo perdere le proprie tracce.

Tentano di forzare la saracinesca di un bar. Fermati dai carabinieri

28 Gen 2016
719 volte

I carabinieri di Corridonia, nel corso di controlli notturni, hanno notato nei pressi di un'area di servizio due uomini armeggiare vicino alla saracinesca del bar. Vistisi scoperti i due hanno tentato di scappare, ma sono stati subito bloccati. I malviventi, due stranieri di 35 e 24 anni, sono stati trovati in possesso di arnesi atti allo scasso. Inoltre uno dei due aveva in tasca cocaina e un tirapugni. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di scoprire in casa del 24enne anche 10 grammi di marijuana. I due sono stati arrestati con l'accusa di tentato furto aggravato e denunciati a piede libero per il possesso degli attrezzi atti allo scasso e detenzione di stupefacenti.

Minaccia la moglie con un'accetta, romeno finisce in manette

28 Gen 2016
991 volte
Ancora un episodio di maltrattamenti in famiglia a Jesi. Questa volta a farne le spese una donna romena di 52 anni. Autore dei maltrattamenti il marito convivente, che da oltre 3 anni si accanisce contro di lei. E lo fa soprattutto dopo aver abusato con l’alcool. Nella serata di mercoledì l’ennesimo episodio di violenza dell’uomo, che non ha esitato a prenderla a pugni, non prima di averla minacciata di morte con un’accetta. I militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia al loro arrivo hanno trovato la vittima in preda ad una crisi di pianto e con il labbro e guancia destra visibilmente gonfi in seguito alle percosse ricevute dal marito. L’uomo, in stato di manifesta ubriachezza, è stato quindi condotto in caserma per gli accertamenti del caso. La donna ha raccontato ai carabinieri una sequela di maltrattamenti sia verbali che fisici, che si protraggono oramai da diversi anni. Difatti, l’uomo già in passato è stato destinatario di un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare, esauritosi esattamente un anno fa, per analoghi comportamenti tenuti nei confronti della propria moglie. L'uomo è stato così arrestato e l'accetta è stata sequestrata.

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